After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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50. Capitolo 50.

Ignoro il suo insulto e mi limito ad aspettare il prossimo. Fedele a sé stesso, non spreca tempo. “Giusto per fartelo sapere, non ti vengo a prendere al ritorno.” Aggiunge e io annuisco. Non voglio arrivare alla cena del padre di Harry con l’umore inacidito. “Mi hai sentito?” “Sì, ti ho sentito. Non mi aspettavo lo facessi.” Sospiro e appoggio la testa al finestrino. So che il fatto che non lo stia combattendo, lo infastidisce ancora di più, ma non mi importa. “Perché non parli?” La sua voce è troppo alta nel piccolo spazio dell’auto. “Perché sei di cattivo umore per una ragione a me sconosciuta e non mi sento di litigare con te.” “Per una ragione a te sconosciuta? Davvero?” Brontola. “Quanto manca perché arriviamo?” Ignoro completamente la sua domanda. “Dannazione, Tessa! Perché sei così difficile tutto il tempo?” “Sei tu quello difficile, stai solo cercando di iniziare un litigio con me e io non ci sto cascando. Ho superato questa cosa dell’andare avanti e indietro con te. Ora, o sei più carino con me o non ti parlo.” Gli dico e lo penso davvero. “Non è quello che sto facendo.” “Sì, invece. Non hai ragione per essere arrabbiato con me ed eccoti qui che mi insulti e mi prendi in giro se cerco di apparire decente per andare alla cena con la tua famiglia quando tu ti rifiuti.” Respiro. “Non ti stavo prendendo in giro, io.. non lo so.. ma sono arrabbiato che stai andando.” Ammette e voglio così tanto allungare un braccio e toccarlo, anche solo una carezza gentile sul braccio. Se Harry fosse un ragazzo normale, potrei farlo. “Allora perché ti sei offerto di accompagnarmi? Sei venuto fino in camera mia e ti sei offerto, perché?” “Non lo so, Tessa, forse perché così avrei potuto vederti.” Cosa? “Non fare questi giochetti con me, Harry.” Lo avverto. “Non li sto facendo. Possiamo parlare? Cioè, parlare davvero?” “Ora? Possiamo farlo dopo cena? Non voglio fare tardi.” Gli dico. Non è che mi importi più di tanto fare tardi, ma non sono pronta per parlare con Harry. Non so di cosa vuole parlare e non so se voglio saperlo. Beh, chi sto prendendo in giro, ovvio che lo voglio sapere, solo che non penso finirà bene. “Sarò occupato dopo la cena.” “Beh, Harry, evidentemente la tua festa è più importante che parlare con me, quindi lascia perdere. Non voglio sapere cosa hai da dire, comunque.” Odio avere dei sentimenti per Harry, quando a lui non interessa neanche prendersi un po’ di tempo per “parlare” con me. “Non è che è più importante.. è solo che voglio parlare adesso.” Riconosco la strada e le case enormi, siamo vicini. “Beh, ho dei piani per una cena a cui tu ti rifiuti di partecipare con me.” Alzo gli occhi al cielo. Sto diventando più espansiva con Harry ogni giorno che passa e ne sono contenta. Non mi intimidisce tanto quanto prima. “Questi piani, guarda caso, sono con mio padre, con il quale io non parlo, a cui ho vandalizzato la casa proprio la scorsa settimana.” Mi ricorda e ferma la macchina. La casa è anche più bella alla luce del giorno. “Beh, vorrei restare a chiacchierare, ma ho un appuntamento.” Sorrido e lui serra la mascella. Esco dall’auto e salgo sugli scalini del marciapiede. Nella luce, riesco a vedere le vecchie viti arrampicarsi sui lati della casa e i piccoli fiori bianchi unirsi a loro. Sento la portiera di Harry chiudersi, seguita dal rumore dei suoi stivali sul marciapiede. Mi giro per vederlo a qualche passo da me. “Che stai facendo?” Gli chiedo. “Sto venendo con te, ovviamente.” Alza gli occhi al cielo e prende una lunga falcata per raggiungermi in cima alle scale. “Davvero?” “Sì, ora andiamo a passare la peggiore serata della nostra vita.” La faccia si piega nel sorriso più falso che abbia mai visto. Gli do una gomitata e suono il campanello. “Non suono ai campanelli.” Mi dice e abbassa la maniglia. Immagino vada bene, dal momento che è casa di suo padre, ma io mi sento comunque un po’ a disagio. Entriamo e attraversiamo l’atrio, prima che appaia suo padre. La sorpresa evidente sul suo volto, non si aspettava che Harry si presentasse. Sorride del suo sorriso affascinante e cerca di abbracciare Harry, ma Harry schiva il suo gesto, camminandogli proprio a fianco. L’imbarazzo balena sul suo bellissimo volto, ma distolgo lo sguardo prima che si accorga che ho visto il suo gesto. “Grazie per essere venuta, Tessa, Liam mi ha detto qualcosa di te. Sembra adorarti davvero.” Sorride e lo seguo nel salotto. Liam è seduto sul divano con il libro di letteratura sulle gambe, quando entro. Si illumina in volto e mi sorride, chiudendo il libro. Mi avvicino e mi siedo a fianco a lui, non so dove sia andato Harry, ma sono sicura che riapparirà presto o tardi. “Quindi state dando un’altra chance alla vostra amicizia?” Mi chiede con le sopracciglia aggrottate. Voglio spiegargli quello che sta succedendo con Harry, ma non lo so neanche io. “E’ complicato.” Cerco di sorridere, ma mi sento vacillare. “Stai ancora con Noah, giusto? Perché sembra che Ken pensi che tu ed Harry vi stiate frequentando.” Ride. Spero che la mia risata non sembri falsa tanto quanto la sento. “Non ho avuto cuore di dirgli altrimenti, ma sono sicuro che Harry lo farà.” Dice. Mi sposto a disagio, insicura su cosa dire. “Sì, sto ancora con Noah, è solo che..” “Tu devi essere Tessa!” La voce di una donna suona nella stanza. La mamma di Liam cammina verso di me e mi alzo per stringerle la mano. I suoi occhi sono luminosi e il suo sorriso adorabile. Indossa un vestito turchese, simile al mio marrone, con un grembiule coperto di piccole fragole e banane. “E’ un piacere conoscerla, grazie per ospitarmi. La vostra casa è bellissima.” Le dico. Un sorriso le copre il volto e mi stringe la mano. “Sei la benvenuta, cara, piacere mio.” Brilla. Un timer suona dalla cucina e mi sorride di nuovo. “Beh, vado a finire in cucina e ci vediamo nella sala da pranzo tra pochi minuti.” “Su cosa stai lavorando?” Chiedo a Liam e lui prende una cartella. “L’assegno della prossima settimana, quel saggio suo Tolstoy mi ucciderà.” Sorride. Rido e annuisco, ci ho messo ore a scriverlo. “Sì, era un assassino. L’ho finito qualche giorno fa.” Gli dico. “Beh, se voi nerd avete finito di confrontare gli appunti, mi piacerebbe moltissimo mangiare entro il prossimo anno.” Dice Harry. Gli lancio un’occhiata, ma Liam ride e posa il libro prima di avviarsi alla sala da pranzo. Sembra che la litigata abbia fatto loro bene dopo tutto. Seguo lui ed Harry finché non raggiungiamo la grande sala da pranzo. Il lungo tavolo è decorato magnificamente con un intero set di piatti e molteplici portate di cibo al centro. Karen si è davvero impegnata per tutto questo. Harry farà meglio a comportarsi bene o lo uccido. “Tessa, tu ed Harry vi sedete al lato.” Istruisce Karen e ci indica il lato sinistro del tavolo. Liam si siede di fronte ad Harry. Ken e Karen si siedono a qualche sedia di distanza da Liam. La ringrazio e mi siedo a fianco ad Harry. E’ silenzioso e sembra a disagio. Guardo come Karen riempie il piatto di Ken e lui la ringrazia con un veloce bacio sulla guancia. E’ davvero un gesto dolce, devo distogliere lo sguardo. Mi riempio il piatto con l’arrosto, patate e zucca, poi vi appoggio un involtino sopra. Harry ridacchia al cumulo di cibo nel mio piatto. “Che c’è? Ho fame.” Gli sussurro. “Niente.” Ride di nuovo e riempie il suo piatto ancora di più del mio. “Allora, Tessa, cosa ne pensi di Washington fino ad ora?” Mi chiede Ken. Mastico velocemente il cibo, in modo da poter rispondere. “Mi piace davvero, è solo il primo semestre, quindi me lo chieda di nuovo tra qualche mese.” Scherzo, e tutti, a parte Harry, ridono. “Beh, sono felice che ti piaccia, sei in qualche club al campus?” Mi chiede Karen e si pulisce la bocca col tovagliolo. “Non ancora, penso che seguirò il club di letteratura il prossimo semestre.” “Davvero? Harry era membro.” Aggiunge Ken e io guardo Harry. Ha stretto gli occhi e sembra infastidito. “Allora, vi piace vivere vicino alla WSU?” Chiedo, per spostare l’attenzione da Harry. I suoi occhi si addolciscono e credo mi stia ringraziando. “Sì, quando all’inizio Ken è diventato cancelliere, vivevamo in una casa molto più piccola, finché non abbiamo trovato questa e ce ne siamo innamorati immediatamente.” La forchetta mi cade sul piatto. “Cancelliere? Della WSU?” Sussulto. “Sì, non lo sapevi?” Mi chiede Ken e guarda Harry. “No.. non lo sapevo.” Guardo Harry. Karen guarda Harry e Liam guarda Harry. “No! Okay, non gliel’ho detto, non capisco che cazzo importa. Non ho bisogno di usare il tuo nome o la tua posizione!” Urla e si alza, lasciando il tavolo. Karen sembra che potrebbe mettersi a piangere in ogni momento e la faccia di Ken è rossa. “Mi dispiace moltissimo, non sapevo che lui..” Inizio. “No, non scusarti per il suo misero comportamento.” Mi dice Ken. Sento la porta sul retro sbattere e mi alzo. “Scusate.” Dico ed esco per andare a cercare Harry.
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