After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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49. Capitolo 49.

“Che razza di gioco stai cercando di giocare?” Urla Harry e si muove verso di me. E’ arrabbiato, più che arrabbiato.
“Non to giocando un gioco, Harry, non hai visto quanto voleva che andassi? Stava cercando di entrare in contatto con te e tu sei stato così irrispettoso!” Non so perché sto gridando, ma non lo lascerò urlarmi contro e basta.
“Entrare in contatto con me? Mi stai fottutamente prendendo in giro? Forse sarebbe dovuto entrare in contatto con me quando stava abbandonando la sua famiglia!” La vena sul suo collo è tesa sotto la pelle.
“Smettila di imprecarmi contro! Forse sta cercando di rimediare al tempo perduto! Le persone commettono errori, Harry, e ovviamente lui ti vuole bene. Ha quella stanza per te a casa sua, piena di vestiti giusto nel caso tu decida mai di passare.” Gli ricordo e lui rabbrividisce di rabbia.
“Non sai un cazzo di lui, Tessa! Vive in un cazzo di palazzo con la sua nuova famiglia, mentre mia mamma si fa il culo lavorando cinquanta ore la settimana per pagare le bollette! Quindi non cercare di farmi la ramanzina, Tessa, fatti i tuoi dannati affari.” Scatta ed entra in macchina.
“Va bene, Harry! Mi farò gli affari miei, ma stasera ci vado, che tu venga o no.” Dico, altrettanto duramente ed entro in macchina. Tanto per una giornata senza discussioni. Sapevo che l’idea non era verosimile, ma avevo sperato potesse esserlo.
“No, invece no!” Afferra la maniglia e sbatte la sua portiera. Se avessi saputo che accettare l’invito di suo padre avrebbe portato a questo, non l’avrei mai fatto. Ma Harry deve capire che non mi si deve urlare contro, è una delle qualità per cui devo dei crediti a mia madre. Mi ha mostrato esattamente come non si deve essere trattate da un uomo.
“Non hai diritto di parola su quello che faccio, Harry, e nel caso tu non l’abbia notato, sono stata invitata. Forse dovrei vedere se Zayn vuole unirsi?” So che ho esagerato quando Harry strattona il volante e si ferma sul bordo della strada trafficata.
“Che hai detto?!” La sporcizia e la polvere volano su tutta la sua auto bianca.
“Che diavolo hai che non va? Uscire dalla strada così!” Sono arrabbiata proprio quanto lui a questo punto.
“Cosa diavolo hai che non va tu, è la domanda! Dici a mio padre che andrò a casa sua a cena, poi hai l’audacia di dire che porterai Zayn?”
“Oh, sì, scusa, i tuoi amici fighi non sanno che Liam è il tuo fratellastro e hai paura che lo scoprano?” Dico e rido per quanto è ridicolo.
“Uno, non è il mio fratellastro, e due, sai che non è questo il motivo per cui non voglio che Zayn venga.” La sua voce è più bassa adesso, ma comunque arrabbiata.
Attraverso la rabbia, quella bolla di speranza cresce ancora per la gelosia di Harry. So che è più tipo una gara per lui che vero interesse per le persone con cui sto, ma mi fa comunque attorcigliare lo stomaco.
“Beh, se non vieni con me, dovrò invitare lui.” Dico. Non lo farei mai in realtà, ma Harry non lo sa.
“Tessa, non voglio andare, davvero. Non voglio sedermi con la famiglia perfetta di mio padre. Li evito per una ragione.” Sospira.
“Beh, non voglio costringerti ad andare se ti ferisce, ma mi piacerebbe davvero se venissi con me. Comunque sia, io vado.” Alleggerisco anche io il mio tono. Siamo passati dal mangiare yogurt all’urlarci contro e ora siamo calmi di nuovo. Mi gira la testa.
“Ferirmi?” Sembra incredulo.
“Sì, se ti da così fastidio stare lì, non cercherò di farti venire.” Rispondo. So che non potrei mai far fare ad Harry qualcosa che non vuole fare e non ha un passato in cui è mai stato cooperativo.
“Perché dovrebbe interessarti se mi ferisce?” I suoi occhi incontrano i miei e cerco di distogliere lo sguardo, ma, ancora una volta, sono sotto il suo incantesimo.
“Certo che mi interesserebbe, perché non dovrebbe?!”
“Perché dovresti, è la domanda.” Lo sguardo nei suoi occhi, mi da l’idea che mi stia supplicando, come se volesse che dica le parole, ma non posso. Le userebbe contro di me e non vorrebbe più passare il tempo con me, probabilmente. Diventerei la fastidiosa ragazza a cui piace, proprio come le ragazze di cui mi ha detto Steph.
“Mi interessa come ti senti.” Spero che questa risposta sia abbastanza per lui.
Ad interrompere il nostro momento nell’auto, squilla il mio telefono e io mi abbasso e lo prendo dalla borsa. E’ Noah. Senza pensare, premo il rosso prima che realizzi cosa sto facendo.
“Chi è?” Harry è così ficcanaso.
“Noah.”
“Non rispondi?” Sembra sorpreso.
“No, stiamo parlando.” E preferisco parlare con te, aggiunge il mio subconscio.
“Oh.” E’ tutto quello che dice, ma il suo sorriso è evidente.
“Allora, vieni con me? E’ un sacco che non mangio una pietanza cucinata in casa, quindi non ci rinuncio.” Sorrido, l’aria in auto è più leggera, ma tesa allo stesso tempo.
“No, non vengo. Ho comunque dei piani.” Borbotta. Non voglio sapere se questi piani coinvolgono Molly.
“Oh, okay. Sarai arrabbiato con me se ci vado?” E’ più o meno strano per me andare e basta a casa del padre di Harry, ma anche Liam è mio amico, e sono stata invitata.
“Sono sempre arrabbiato con te, Tess.” Dice, facendomi ridere.
“Anche io sono sempre arrabbiata con te.” Gli dico e lui ridacchia.
“Possiamo tornare indietro adesso? Se un poliziotto viene, prenderemo una multa.” Gli ricordo e lui annuisce, riaccendendo l’auto e rientrando sulla strada. La litigata è finita prima di quanto mi aspettassi, ma ne sono contenta.
“Quali sono i tuoi.. uhm.. piani oggi?” Gli chiedo, mi ero ripromessa che non avrei chiesto, ma devo sapere.
“Perché me lo chiedi?” Posso sentire i suoi occhi su di me, ma fisso fuori dalla finestra.
“Me lo stavo solo chiedendo, hai detto che avevi comunque dei piani, quindi me lo stavo solo chiedendo.”
“Abbiamo di nuovo una festa. Praticamente è quello che faccio ogni venerdì e sabato, a parte ieri sera e lo scorso sabato..”
“Non diventa noioso? Fare sempre la stessa cosa ogni fine settimana con le stesse persone ubriache?” Spero che non si offenda.
“Sì.. penso di sì, ma siamo al college e io sono in una confraternita, cos’altro c’è da fare?”
“Non lo so.. solo che mi sembra noioso, ripulire il casino di tutti, ogni fine settimana, soprattutto dal momento che tu non bevi neanche.”
“Lo è, ma non ho trovato niente di meglio da fare col mio tempo, quindi..” Si ferma. So che mi sta ancora guardando, ma continuo a tenere lo sguardo lontano da lui.
Il resto del tragitto è silenzioso, non imbarazzante, solo silenzioso.
“Beh.. grazie per avermi accompagnata, anche se non ho trovato un’auto. Apprezzo che tu mi abbia dato un passaggio.” Gli dico appena parcheggia.
“Sì.. nessun problema.” Dice. Si strofina il retro del collo con una mano. Cerco di pensare a una scusa per farlo entrare solo per passare più tempo con lui, ma so che non ce ne sono.
“Ciao, Harry.” Richiamo e lui mi saluta con la mano. Sono agitata, le mie emozioni vanno a tutta velocità. Ho appena passato la notte e la maggior parte del pomeriggio con Harry e siamo andati d’accordo, per lo più. E’ stato davvero divertente, molto divertente e mi dispiace che sia finita. Perché non posso divertirmi con qualcuno a cui piaccio davvero? Tipo Noah. So che dovrei richiamarlo, ma voglio gozzovigliarmi in ciò che sto sentendo adesso. Quando torno in camera, sono sorpresa di vedere Steph, di solito non c’è per tutto il fine settimana.
“Dove sei stata, signorina?” Mi prende in giro e si ficca una manata di popcorn al formaggio in bocca. Rido e mi tolgo le scarpe, prima di rimbalzare sul letto.
“Stavo cercando una macchina.” Lascio da parte il coinvolgimento di Harry.
“L’hai trovata?” Mi chiede e io mi immergo nel raccontarle di tutti i lotti che ho visitato.
Qualcuno bussa alla porta qualche minuto più tardi e Steph si alza per rispondere.
“Che ci fai qui, Harry?” Brontola. Harry. Alzo nervosamente lo sguardo e lui viene verso il mio letto. Ha le mani in tasca e si dondola sui talloni.
“Ermm.. no. Io, uhm. Beh, pensavo che magari ti posso dare un passaggio a casa di mio padre stasera. Sai, dal momento che non hai trovato una macchina.” Farfuglia. Non sembra importargli o notare che Steph è nella stanza con la mascella praticamente a terra.
“Se no.. va bene lo stesso, pensavo solo di offrirmi.” Mi siedo e si tira il piercing al labbro tra i denti. Amo quando lo fa. Sono così sorpresa dalla sua offerta, che dimentico di rispondergli.
“Sì.. sarebbe grandioso. Grazie.” Sorrido.
Ricambia il sorriso, un caldo e apparentemente sollevato sorriso. Tira fuori una delle mani dalla tasca e si tira in capelli indietro prima di riposizionarli.
“Okay.. uhm, a che ora devo stare qui?”
“Sei e mezza?”
“Okay.. beh, ci vediamo dopo, allora.” Dice e gira i tacchi.
“Grazie, Harry.” Lo richiamo appena raggiunge la porta.
“Tessa.” Dice calmo ed esce dalla porta, chiudendola dietro di lui.
“Che diavolo era quello?!” Squittisce Steph.
“Non lo so, in realtà.” Ammetto. Appena penso che Harry non può confondermi di più, fa qualcosa del genere. Non so perché dovrebbe volermi accompagnare, ma sono sicura che lo scoprirò. Spero per il meglio.
“Non posso credere che è appena successo! Cioè, Harry.. il modo in cui è venuto qui, era così nervoso o qualcosa del genere! Oh, mio Dio! E si è offerto di darti un passaggio da suo padre.. aspetta, perché vai a casa di suo padre? E pensavi di aver lasciato qualcosa nella sua auto, il che significa che sei stata nella sua auto oggi? O stava parlando di ieri? Come ho fatto a perdermi così tanto?! Ho bisogno di dettagli!” Dice e si siede alla fine del mio letto.
Le spiego come si è presentato qui ieri sera e abbiamo guardato un film e si è addormentato, poi siamo andati a cercare un’auto oggi, lascio fuori tutti i dettagli su suo padre, a parte che vado lì a cena, sembra più interessata alla scorsa notte che alla cena di stasera, comunque.
“Non posso credere che è rimasto qui, è una cosa enorme. Tipo che Harry non resta a casa della gente, mai. E non lascia nessuno stare con lui. Ho sentito che ha gli incubi o qualcosa del genere, non lo so, ma, seriamente, cosa gli hai fatto? Vorrei aver registrato la sua faccia quando è venuto qui!” Urla e ride.
“Continuo a pensare che non sia una buona idea, ma sembri gestirlo meglio della maggior parte, solo stai attenta.” Mi avvisa di nuovo.
Cosa gli ho fatto? Niente, di sicuro. Solo che non è abituato ad essere carino e per qualche ragione si sta comportando in modo carino con me, forse solo per provare che può? Non ne sono sicura e mi fa male la testa a provare a capirlo.
Metto in mezzo Tristan e lei prende in mano la conversazione da lì. Cerco di prestare attenzione alle sue storie sulla festa di ieri sera, come Molly è finita senza maglietta (vallo a capire), e Louis ha battuto Niall in una versione ubriaca di braccio di ferro, giura che è una di quelle cose che è più divertente quando sei lì. I miei pensieri tornano ad Harry ovviamente e controllo l’orario per assicurarmi di avere abbastanza tempo per prepararmi per stasera. Sono le quattro adesso, quindi dovrei iniziare a prepararmi alle cinque.
Steph parla fino alle cinque e mezza ed è estasiata quando le chiedo di farmi i capelli e il trucco. Non so perché mi sto sforzando così tanto per sembrare apposto per una cena di famiglia a cui non dovrei davvero andare, ma lo faccio comunque. Mi trucca leggermente, si può a stento dire che lo sia, ma è grandioso. Naturale ma carino, e mi arriccia i capelli nel modo in cui l’ha fatto ieri. E’ stato ieri? Sembra che è passato molto più tempo. Decido di indossare il mio vestito marrone, nonostante i tentativi di Steph di farmi indossare qualcosa dal suo armadio. Il mio vestito marrone è carino e conservatore, è il mio preferito.
“Almeno metti le calze con i merletti sotto, o fammici tagliare le maniche.” Si lamenta.
“Va bene, dammi le calze con i merletti. Non è così male comunque, mi sta bene.” Difendo il mio vestito.
“Lo so, è solo.. noioso.” Dice e arriccia il naso. Sembra più compiaciuta quando metto le calze e acconsento ad indossare i tacchi. Ho ancora un paio di Toms ficcate in borsa da ieri, quindi le tengo lì, giusto nel caso.
Sono più nervosa per il passaggio che Harry mi deve dare a casa di suo padre che la cena in sé per sé. Mi agito nelle calze e cammino in cerchio nella stanza un po’ di volte prima che finalmente Harry bussi. Steph mi rivolge uno strano sorriso e io apro la porta.
“Wow, Tessa, sei uhm.. carina.” Farfuglia e sorrido. Da quando dice “uhm” in ogni frase?
“Divertitevi.” Dice Steph, facendo l’occhiolino. Harry le alza il medio e lei ricambia il gesto volgare mentre lui le chiude la porta in faccia.
Harry e io saliamo in macchina e accende la radio, ma tiene il volume basso. Inizio a sentirmi nervosa per la cena, il viaggio è imbarazzante e Harry si sta comportando in modo strano.
“Non so perché ti sei tutta vestita solo per andare a casa di mio padre, quando io neanche ci vado. E’ strano.” Scatta dal nulla. Alzo gli occhi al cielo e sbatto mentalmente la testa contro il finestrino. Sapevo che il suo atteggiamento carino non sarebbe durato.

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