After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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47. Capitolo 47.

Sbatto gli occhi alcune volte per schiarirmi la mente frenetica. Gli ho detto che avrei risposto onestamente, ma ho paura.
“Beh?” Ripete per la seconda volta dalla domanda iniziale.
“Sì.” Borbotto e nascondo la faccia con le mani, ma lui me le tira via. Anche il suo tocco sui miei polsi, mi manda la pelle a fuoco.
“Sì, cosa?” La voce è tesa, come se volesse disperatamente la mia risposta.
“Mi sei mancato.” Deglutisco, aspettandomi il peggio. Quello che non mi aspettavo è il suo sospiro di sollievo, e il sorriso che appare sul suo bel viso.
Voglio chiedergli se gli sono mancata, ma inizia a parlare prima che ne abbia l’occasione.
“Davvero?” Mi chiede. Quante volte mi farà rispondere? Annuisco e mi rivolge un sorriso timido, Harry timido? Sembra essere felice della mia ammissione, forse perché sa che mi ha legata al dito.
“Ora posso tornare a dormire?” Piagnucolo, so che non ricambierà la mia confessione con una sua, ed è davvero tardi.
“Solo se dormi con me, nello stesso letto, ovviamente.” Sorride.
Sospiro e mi stendo sul letto di Steph, attenta a non toccare Harry. Improvvisamente sento le mie gambe essere strattonate, facendomi guaire sorpresa, Harry mi alza dal letto di Steph e mi butta sulla sua spalla. Ignora il mio scalciare e le mie suppliche perché mi metta giù, finché non raggiunge il mio letto. Appoggia un ginocchio sul letto e mi fa stendere sul lato dalla parte del muro e poi si stende a fianco a me. Gli lancio silenziosamente uno sguardo, ho paura che se ci litigo troppo duramente, se ne andrà e so che non voglio succeda.
Si abbassa e prende il cuscino che gli avevo lanciato prima e lo mette tra noi come una barriera.
“Ecco, ora puoi dormire.” Mi fa un sorrisetto e io ricambio con un sorriso, non posso farne a meno.
“Buonanotte.” MI scappa una mezza risatina.
“Notte, Tessa.” Ride e mi giro sul mio lato. Non sono per nulla stanca, quindi mi limito a fissare il muro.
Qualche minuto dopo, sento il cuscino essere rimosso tra noi e il braccio di Harry avvolge la mia vita e mi tira al suo petto. Non lo muovo, o richiamo l’attenzione sulle sue azioni. Mi piace troppo la sensazione.
“Mi sei mancata anche tu.” Sussurra contro i miei capelli. Sorrido, sapendo che non può vedermi. Sento la leggera pressione delle sue labbra contro il retro della mia testa e mi si attorciglia lo stomaco. Per quanto ami questa cosa, sono più confusa di sempre mentre cado nel sonno.

La mia sveglia suona troppo presto e mi giro per spegnerla. Il ricordo di Harry che è venuto in camera mia la scorsa notte, mi balena in mente e spalanco gli occhi per trovare Harry seduto a fianco a me, che mi fissa con un sorrisetto divertito.
“Sei carina quando dormi.” Mi stuzzica e mi siedo il più velocemente possibile.
“A cosa serve la sveglia?” Mi chiede e mi passa il telefono. Lo spengo e scendo dal letto.
“Devo andare a compare una macchina oggi, quindi te ne puoi andare quando vuoi.” Gli dico e si acciglia.
“Ovviamente non sei una persona mattiniera.”
“Lo sono.. solo che non voglio trattenerti.” Mi sento un po’ in colpa per essere scortese, ma mi aspettavo che lo sarebbe stato anche lui.
“Non lo stai facendo. Posso venire con te?”
“A cercare un’auto? Perché vorresti farlo?” Sono diffidente verso le sue motivazioni.
“Perché devo avere una ragione? Ti comporti come se stessi pianificando di ucciderti o qualcosa del genere.” Ride e si agita i capelli.
“Beh, sono un po’ sorpresa dal tuo umore allegro di questa mattina.. e dal fatto che tu voglia andare da qualche parte con me.” Ammetto.
“E’ solo che voglio.. non ho nient’altro da fare.”
“Penso che contare le piastrelle del soffitto, sarebbe più divertente che venire con me.” Voglio passare del tempo con lui, ma il mio giudizio è così offuscato da lui. Mi confonde troppo, ci sono troppi tira e molla tra noi.
“Guarda, se non vuoi che venga, dillo e basta e me ne vado.” Il suo fastidio è evidente.
“Lo voglio, solo che..”
“Solo che, cosa?”
“Ho paura che sarai.. sgradevole con me tutto il tempo.” Mi giro da lui e raccolgo i miei vestiti. Devo fare la doccia prima di andare da qualsiasi parte.
“Non lo sarò. Te lo prometto, lasciami dimostrarti che potremmo.. che potrei essere carino. E’ solo un giorno.” Sorride. Sento come se provassimo costantemente ad essere amici, non essere amici, stare lontani l’uno dall’altra, passare la notte insieme, spendiamo così tante energie in qualsiasi cosa ci sia tra noi. Noah romperà di sicuro con me e non mi parlerà mai più se viene a sapere che Harry ha passato la notte con me, nel mio letto, abbracciandomi mentre dormivamo. Mentre sono persa nei miei pensieri, mi sembra che vada finalmente bene ammettere che ascoltare il respiro regolare di Harry nell’orecchio mentre dormiva, è valsa la pena di non parlare mai più a Noah.
Non so cos’è che mi fa costantemente preoccupare di perdere Noah, forse è la paura per la reazione di mia madre se ci lasciassimo, o forse che la mia vecchia me stessa è così legata a Noah, c’è sempre stato per me e sento come se lo dovessi a me stessa e a lui di continuare la nostra relazione. Ma credo che la ragione maggiore sia perché so che Harry non può e non mi darà il tipo di relazione di cui ho bisogno e onestamente voglio da lui.
“Terra chiama Tessa!” Harry mi richiama dall’altra parte della stanza. Mi sono messa a dibattere mentalmente con me stessa e ho dimenticato che anche Harry fosse nella stanza. “Qualcosa non va?” Mi chiede e mi si avvicina.
Oh, niente, solo che sto finalmente ammettendo a me stessa che provo qualcosa per te e voglio di più da te, ma so che non ti importerà mai di nessuno, specialmente non di me.
“No, stavo solo pensando a cosa indossare.” Mento. Sposta gli occhi ai vestiti nella mia mano e piega la testa, ma non dice niente.
“Allora, posso venire? Sarebbe più facile per te, comunque, così non devi prendere l’autobus. Era questo che volevi fare, vero?”
Ha ragione, sarebbe più facile. “Sì.”
“Sì, cosa? Lascerai che ti porto io o avevi pianificato di prendere l’autobus?”
“Entrambe.” Vado verso la porta e mi segue.
“Che fai?” Gli chiedo.
“Vengo con te.”
“Sto andando a fare la doccia.” Faccio penzolare la borsa da bagno davanti a lui e me la prende.
“Anche io.” Sorride. Dannati bagni condivisi. Mi supera e apre la porta senza guardarsi indietro. Mi affretto per raggiungerlo e gli afferro la maglietta.
“Carino da parte tua unirti a me.” Scherza e io alzo gli occhi al cielo.
“Non abbiamo neanche iniziato la giornata e mi stai già infastidendo.” Gli dico e ride.
Un gruppo di ragazze ci affianca entrando nei bagni, non cercano neanche di essere sottili nel fissare Harry. Non lo stanno fissando per tutti i suoi tatuaggi e piercing, lo stanno fissando perché è bello.
“Signore.” Gli sorride Harry e loro ridacchiano come delle scolarette. Beh, tecnicamente lo sono, ma sono adulte e si dovrebbero comportare come tali. Mi rimprovero per essere così arrabbiata con ogni ragazza con cui Harry entra in contatto, è single e può fare quello che gli pare, vorrei solo che fosse con me.

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