After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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44. Capitolo 44.

Apro la porta del passeggero e salgo nell’auto di Harry. Non importa quanto abbia provato ad evitarlo tutta la settimana, in qualche modo sono finita in macchina con lui. Non mi guarda mentre allaccio la cintura. Tiro di nuovo il vestito, cercando di coprirmi le cosce. Stiamo seduti in silenzio e esce dal parcheggio. Sono così sollevata che non abbia fatto venire anche Molly con noi, avrei preferito tornare a piedi.
“Cos’è questo nuovo look?” Finalmente chiede, una volta che siamo sulla strada.
“Uhm.. beh, Steph voleva provare qualcosa di nuovo su di me, credo.” Gli rispondo, ma tengo gli occhi fissi sugli edifici che ci passano a fianco fuori dal finestrino. La sua solita musica rock urlante, suona piano nell’auto.
“E’ un po’ esagerato, non credi?” Mi chiede e io chiudo i pugni sulle gambe. Quindi è questo il suo piano, insultarmi per tutto il tragitto a casa.
“Non dovevi accompagnarmi a casa, e io non sapevo che ci saresti stato, altrimenti non sarei mai venuta.” Appoggio la testa contro il finestrino, cercando di creare quanto più spazio tra noi possibile.
“Non ti mettere così sulla difensiva, tutto quello che sto dicendo è che il trucco è un po’ estremo.”
“Beh, meno male che non mi interessa quello che pensi, ma sono sorpresa che non pensi stia meglio di prima, considerando che il tuo disgusto per come appaio di solito.” Scatto e chiudo gli occhi. Sono già esausta dallo stare vicino a lui e sta succhiando via quel poco di energia che mi era rimasto.
Lo sento ridacchiare leggermente e spegne completamente la radio.
“Non ho mai detto che ci fosse qualcosa di sbagliato in come appari, i tuoi vestiti sì, ma paragonati a questi, preferisco molto di più quelle lunghe gonne orrende.” Cerca di spiegare, ma la sua risposta non ha davvero senso. Mi sembra che gli piaccia quando Molly si veste più o meno così, quindi perché io no?
“Mi hai sentito, Tessa?” Mi chiede e sento la sua mano sulla mia coscia. Sobbalzo via dal suo tocco e apro gli occhi.
“Sì, ti ho sentito. Solo che non ho niente da dire al riguardo. Se non ti piace come sono vestita, allora non guardarmi.” Una cosa buona del parlare con Harry è che per una volta nella vita, posso dire esattamente quello che mi viene in mente senza dovermi preoccupare di ferire i suoi sentimenti, non ne ha.
“Ma è precisamente questo il problema, non è vero? Che non posso smettere di guardarti.” Le parole lasciano la sua bocca e io prendo in considerazione di aprire la portiera e lanciarmi sulla strada.
“Oh! Per favore!” Rido. Mi sforzo di cercare la parte divertente dietro il fatto che lui mi torturi per tutto il tragitto. Dirà cose abbastanza carine eppure criptiche e poi le ritirerà e mi attaccherà di più.
“Cosa? E’ vero. Approvo i nuovi vestiti, ma non hai bisogno di tutto questo trucco. Le ragazze normali mettono quintali di trucco per sembrare belle quanto te, senza.” Dice. Cosa? Deve essersi dimenticato che non parliamo, che ha cercato di rovinarmi la vita meno di una settimana fa e che ci disprezziamo. Sto ancora combattendo con l’ultima parte.
“Non ti aspetti che ti ringrazi, vero?” Faccio una mezza risata. Mi confonde, è arrabbiato e fastidioso un minuto e mi dice che non ho bisogno del trucco quello dopo.
“Perché non hai detto loro la verità su Liam e me?” Mi chiede, cambiando argomento.
“Perché ovviamente tu non volevi che sapessero.”
“Ma comunque, perché avresti mantenuto i miei segreti?”
“Perché non spetta a me dirli.”
Mi guarda con degli occhi illeggibili e un leggero sorriso sulle labbra. “Non ti avrei incolpato se l’avessi fatto, considerando quello che io l’ho fatto con Noah.”
“Sì, beh, io non sono te.”
“No, no, infatti.” La sua voce più tranquilla. Resta in silenzio per il resto del tragitto e io faccio lo stesso. Non ho niente da dirgli, beh, in realtà sì, ma è meglio se resto zitta. Finalmente arriviamo al campus e parcheggia nel posto più lontano possibile dalla mia stanza. Ovviamente.
Allungo la mano per prendere la maniglia e il braccio di Harry tocca di nuovo la mia coscia.
“Non mi ringrazi?” Sorride e io scuoto la testa.
“Grazie per il passaggio.” Dico sarcastica. “Vorrai affrettarti e tornare da Molly.” Aggiungo ed esco dall’auto. Spero non mi abbia sentito, non so neanche perché l’ho detto.
“Sì.. farò meglio, è di sicuro divertente quando è ubriaca.” Fa un sorrisetto. Cerco di nascondere il fatto che mi sento come se mi avesse appena dato un pugno nello stomaco. Mi abbasso per guardarlo attraverso il finestrino e Harry lo abbassa.
“Sì, sono sicura che lo è. Noah sta venendo, comunque” Mento e vedo i suoi occhi stringersi.
“Davvero?” SI pizzica le unghie, un’abitudine nervosa, presumo.
“Sì, ci vediamo in giro.” Sorrido. Lo sento uscire dall’auto e sbattere la porta.
“Aspetta!” Dice e mi giro. “Io.. non importa, pensavo avessi fatto cadere qualcosa, ma non è così.” Dice e arrossisce. So che sta mentendo e voglio sapere cosa aveva intenzione di dire, ma sono riuscita ad evitarlo tutta la settimana, sto cercando di superare qualsiasi cosa ci fosse tra noi. Devo andare via adesso, quindi lo faccio e basta.
“Ciao, Harry.” Le parole significano più di quanto faccia trasparire. Non mi guardo indietro per vedere se mi sta seguendo, perché so che non lo sta facendo.

Mi tolgo i tacchi ancora prima di arrivare in camera e cammino scalza per il resto del tragitto. Nel momento in cui entro in camera, rimetto il pigiama e chiamo Noah. Risponde al secondo squillo.
“Ehi.” Squittisco. La mia voce suona troppo alta, è solo Noah, perché sono così nervosa?
“Ehi, Tessa, com’è andata la giornata?” Mi chiede piano. Non sembra lo stesso distante Noah con cui ho parlato tutta la settimana. Sospiro sollevata.
“E’ andata bene in realtà, stasera sto in camera, tu cosa fai?” Evito di menzionare volutamente la cena con Steph e tutti quanti, incluso Harry. Non aiuterebbe la mia campagna del “per favore, perdonami”.
“Sono appena uscito dagli allenamenti, staserà studierò, perché devo aiutare i nuovi vicini a tagliare un albero domani.” Aiuta sempre tutti. E’ troppo buono per me.
“Anche io studio stasera.”
“Vorrei che potessimo studiare insieme.” Dice e io sorrido pizzicando le palline di cotone sui calzini.
“Davvero?”
“Sì, ovvio, Tessa. Ti amo ancora e mi manchi. Ma devo sapere che niente del genere succederà di nuovo. Sono disposto a provare a superare la cosa, ma mi devi promettere che starai lontana da lui.” Dice. Non ha bisogno di dire il nome.
“Ovvio, lo farò, te lo giuro.” Gli prometto. Una parte di me, sa che sono disperata per il perdono di Noah solo perché non voglio stare completamente da sola e adulare Harry, ma la ignoro.
Dopo esserci scambiati dei “ti amo”, Noah accetta di accompagnarmi al falò il prossimo fine settimana e stacchiamo il telefono. Cerco su internet per la concessionaria più vicina al campus, prenderò l’autobus quindi non posso andare molto lontano, per fortuna c’è una bella quantità di lotti con auto usate pronte ad essere date agli studenti del college. Affondo le mani nella borsa del trucco per trovare le salviette per togliere il trucco. Ci vuole un sacco di tempo, solo quest’azione mi fa venir voglia di non truccarmi mai più, non importa quanto mi stesse bene.

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