After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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4. Capitolo 4.

“Uhmm.. Dov’è Steph?” La mia voce stride più di quanto intendessi. Le mani serrate intorno al morbido tessuto dell’asciugamano, Gli occhi continuano a guizzare verso il basso per assicurarmi che l’asciugamano mi copra saldamente.
“Non lo so.” Borbotta e si gira verso lo schermo piatto sul comò di Steph. Cosa ci fa qua se non sa neanche dov’è? Non ha una camera sua? Mi mordo la lingua, cercando di tenere i miei commenti scortesi per me.
“Okay? Beh, potresti tipo.. andartene o qualcosa del genere, così posso vestirmi?” Realizzo che non ha neanche notato che sono in asciugamano. Beh, forse l’ha notato, ma non è che lo sconcerti.
“Non è che mi metto a guardare.” Sbeffa e rotola dall’altro lato, le mani a coprirgli il volto. Ha un forte accento inglese, perché è a Washington? Insicura su cosa dire riguardo il suo commento rude, sbuffo e vado verso il mio comò. Forse è gay ed è questo quello che intendeva con “non è che mi metto a guardare”, quello o pensa che sono brutta. Indosso velocemente un reggiseno e delle mutandine, seguiti da una semplice maglietta bianca e dei pantaloncini cachi.
“Hai finito?” Chiede. Basta così.
“Potresti essere più irrispettoso? Voglio dire, onestamente, sei nella MIA stanza mentre mi cambio e hai il coraggio di essere scortese con me? Non ti ho fatto nulla, qual è il tuo problema?” Dico, più aspramente di quanto avrei voluto, ma dall’espressione sorpresa sul suo viso, le mie parole hanno avuto l’effetto desiderato sul ragazzo tatuato.
Proprio mentre penso che si stia per scusare, scoppia a ridere. Mi guarda e ride e basta. La sua risata sarebbe carina se non fosse così concentrato nell’essere un coglione. Le sue fossette risaltano mentre continua a ridere e io mi sento un’idiota, insicura su cosa dire o fare. DI solito non mi piacciono i conflitti e questo ragazzo sembra l’ultima persona con cui ne dovrei iniziare uno. La porta si apre e Steph irrompe in camera.
“Scusa, sono in ritardo. Ho una diavolo di sbornia.” Dice e i suoi occhi incontrano i miei, poi guarda verso Harry.
“Scusa, Tess, ho dimenticato di dirti che Harry sarebbe passato.” Alza le spalle in segno si scuse.
Mi piacerebbe pensare che io e Steph potremmo far funzionare questa cosa, ma con le sue scelte in fatto di amici, non ne sono proprio sicura.
“Il tuo fidanzato è scortese.” Le parole scivolano fuori prima che possa fermarle.
Entrambi scoppiano a ridere. Cos’è questa cosa che le persone ridono di me? Sta diventando fastidioso.
“Harry non è il mio ragazzo!” Ride, enfatizzando il non.
“Cosa le hai detto?” Lo guarda torva. “Harry ha un.. un modo unico di conversare.” Spiega. In pratica sta cercando di dirmi che lui che si comporta in modo scortese, è semplicemente lui. Grandioso. Harry fa spallucce e cambia canale.
“C’è una festa stasera, dovresti venire con noi, Tess.” Offre. E’ il mio turno di ridere di lei.
“Le feste non sono esattamente il mio forte, tra l’altro devo andare a prendere delle cose per la mia parte della stanza.”
“Andiamo.. è solo una festa! Sei al college adesso, una festa non ti farà male. Come vai al negozio, pensavo non avessi una macchina?” Chiede. Non posso andare ad una festa.
“Non conosco neanche nessuno, in oltre devo vedere Noah su Skype.” Le dico ed Harry ride di nuovo. “E prendo un autobus per il negozio.”
“Non vuoi prendere un autobus il sabato! Sono fin troppo pieni, Harry ti ci può lasciare andando a casa sua.. giusto, Harry? E conoscerai me alla festa. Vieni e basta.. per favore?” Mi prega.
La conosco solo da un giorno, dovrei fidarmi? So che malgrado il fatto che sembri una tosta, è abbastanza dolce. Ma una festa?
“Non lo so.. e non voglio che Harry mi accompagni al negozio.” Dico e lui si gira con un espressione divertita.
“Oh, no! Non vedevo davvero l’ora di uscire con te.” Commenta, la voce piena di sarcasmo.
Devo combattere il bisogno di lanciare una lampada su quella sua testa riccioluta.
“Andiamo, Steph, sai che questa ragazza non verrà ad una festa.” Ride e, per qualche ragione, voglio dimostrare che ha torto.
“In realtà, verrò.” Dico, con il sorriso più dolce che riesco a sfoderare. Harry ride di nuovo e Steph mi abbraccia.
“Yay! Ci divertiremo tantissimo!!” Squittisce.

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