After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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36. Capitolo 36.

Gli occhi sfolgoranti di Harry non lasciano i miei mentre cammino verso di lui. Appoggio il ginocchio sul letto e mi tiro su. Nello stesso momento, Harry si alza, appoggiandosi al poggiatesta e allunga una mano per me. Nel secondo in cui metto la mia piccola mano nella sua, vi avvolge le dita intorno e mi tira su di lui. Le mie ginocchia vanno ai suoi fianchi gli sto a cavalcioni. L’ho già fatto con lui, ma non così poco vestiti. Mi tengo alzata appoggiando il peso sulle mie ginocchia, così che non ci tocchiamo, ma ad Harry non sta bene. Posiziona le sue mani sui miei fianchi e mi tira giù gentilmente. La sua t-shirt è piegata sui miei fianchi, scoprendomi le cosce completamente. Sono contenta di essermi depilata la gambe stamattina. Nel momento in cui i nostri corpi si toccano, il mio stomaco inizia ad agitarsi. So che questa felicità che sento non durerà e mi sento come Cenerentola, aspettando che l’orologio suoni per mettere fine a questa notte beata.
“Molto meglio.” Dice e mi rivolge un sorriso sghembo.
So che è ubriaco e questo è il motivo per cui si sta comportando in modo carino, beh, carino per lui, ma mi sta bene. Se questa è davvero l’ultima volta che gli starò vicina, allora è così che voglio passarla. Continuo a ripetermelo. Posso comportarmi come voglio stanotte con Harry, perché quando arriverà la luce del giorno, gli dirò di non avvicinarsi più a me e lui mi darà ascolto. E’ la cosa migliore e so che è quello che vorrà quando non sarà più intossicato. In mia difesa, sono tanto intossicata da Harry quanto lui lo è dalla bottiglia di scotch che ha consumato.
Mentre Harry continua a fissarmi negli occhi, inizio a sentirmi nervosa. Cosa dovrei fare dopo? Non ho idea di dove voglia arrivare Harry e non voglio rendermi ridicola cercando di fare qualcosa per prima.
“Che succede?” Mi chiede e porta una mano sul mio viso. Le sue dita tracciano il mio zigomo e mi si chiudono involontariamente gli occhi per il suo tocco. E’ sorprendentemente gentile.
“Niente.. solo che non so cosa fare.” Ammetto e abbasso lo sguardo.
“Fai quello che vuoi, Tess, non ci pensare troppo.” Mi consiglia e annuisco. Mi abbasso un po’ per lasciare circa mezzo metro tra i nostri petti e porto la mano sul suo petto nudo. Lo guardo per chiedergli il permesso e lui annuisce. Premo leggermente entrambe le mani contro il suo petto e le faccio scendere sulla farfalla sul suo stomaco. Sbatte gli occhi mentre traccio la scrittura sulle sue costole. La sua espressione è così calma, ma il petto va su e giù molto più rapidamente di qualche momento fa. Sono incapace di controllarmi mentre porto una mano più giù e faccio scorrere l’indice sull’elastico dei boxer. Spalanca gli occhi e sembra nervoso. Harry, nervoso?
“Posso uhmm.. toccarti?” Gli chiedo, sperando che capisca quello che intendo senza che debba dirglielo. Mi sento staccata da me stessa, chi è questa ragazza a cavalcioni su questo ragazzo punk e che gli chiede di toccarlo.. lì giù? Ripenso a quello che mi ha detto prima Harry sull’essere me stessa quando sono con lui. Forse ha ragione. Adoro il modo in cui mi sento adesso, adoro l’elettricità che corre nel mio corpo mentre annuisce.
“Per favore.” Risponde e abbasso la mano. Continuo a tenerla sui boxer e lentamente raggiungo il leggero rigonfiamento. Risucchia un respiro mentre muovo la mano su di lui. Sono troppo nervosa per guardarlo, quindi tengo gli occhi sulla sua crescente erezione.
“Vuoi che ti mostri cosa fare?” Mi chiede silenziosamente, la voce tremante. Il suo solito comportamento spavaldo è cambiato.
Annuisco e mette la sua mano sulla mia ancora una volta e la porta giù per toccarlo ancora. Mi apre la mano e me la fa chiudere intorno alla sua lunghezza. Succhia un respiro tra le labbra e lo guardo tra le ciglia. Toglie la mano dalla mia, dandomi pieno controllo.
“Cazzo, Tessa, non fare così.” Grugnisce. Fermo la mano e cerco di tirarla via.
“No, non quello. Continua a farlo, intendo non guardarmi in quel modo.”
“In che modo?”
“Quel modo innocente, mi fa venir voglia di farti così tante cose sporche.” Mi informa e io mi voglio buttare sul letto e lasciargli fare qualsiasi cosa voglia. Gli rivolgo un piccolo sorriso e inizio a muovere di nuovo la mano. Voglio togliergli i boxer, ma ho paura. Un gemito gli scappa dalle labbra e stringo la presa su di lui, voglio risentire quel suono. Non so se dovrei muovere la mano più velocemente o no, quindi mantengo i movimenti lenti ma decisi e a lui sembra piacere. Mi abbasso e premo le labbra contro la pelle appiccicaticcia del suo collo, facendolo gemere ancora.
“Cazzo, Tessa, la tua mano avvolta intorno a me mi fa sentire così bene.” Dice. Gli do una stretta un po’ più forte e sussulta. “Non così forte, piccola.” La voce è dolce e per niente derisoria.
“Scusa.” Dico e gli bacio di nuovo il collo. Faccio scorrere la lingua sulla pelle sotto il suo orecchio e salta, le mani vanno sul mio petto e chiude le mani sui miei seni.
“Posso. toglierti. il.. reggiseno?” La voce è così incontrollata e rauca. Sono stupita dall’effetto che sto avendo su di lui. Annuisco e gli occhi gli si illuminano di eccitazione. Le mani gli tremano mentre vanno sotto la maglietta e sulla mia schiena, e mi sbottona il reggiseno appena le dita toccano i gancetti e inizio a pensare a quante volte deve averlo fatto per essere capace di farlo così velocemente. Spingo i pensieri nel retro della mia mente e Harry fa scivolare le spalline lungo le mie braccia, portandomi a lasciarlo. Appena mi toglie il reggiseno, mette le mani sulla maglietta e mi prende di nuovo i seni. Le dita mi pizzicano leggermente i capezzoli mentre si abbassa per baciarmi. Gemo nella sua bocca e riprendo nella mano la sua lunghezza.
“Oh, Tessa, sto per venire.” Mi dice e sento l’umidità crescermi nelle mutandine, anche se mi sta solo toccando il seno. Il suo tocco è paradisiaco e sento che potrei venire anche io, solo grazie ai suoi gemiti e al suo gentile assalto al mio seno. Le sue gambe si tendono sotto di me e il bacio diventa più bagnato, le mani gli cadono sulle mie gambe e sento del bagnato spargersi attraverso i suoi boxer e tolgo la mano. Non avevo mai fatto venire nessun altro, ovviamente. Harry si lascia cadere la testa all’indietro e prende qualche respiro mentre io sono seduta sulle sue cosce, insicura su cosa fare. Apre gli occhi e alza la testa per guardarmi. Un sorriso stanco gli attraversa il viso e si allunga per baciarmi la fronte.
“Non sono mai venuto così prima.” Mi dice e torno ad essere imbarazzata.
“E’ stato così male?” Gli chiedo e provo a togliermi dalle sue gambe. Mi ferma.
“Cosa? No, sei stata così brava. Di solito ci vuole più di qualcuno che mi prende attraverso i boxer.” Risponde e un morso di gelosia mi colpisce. Non voglio pensare a tutte le altre ragazze che hanno fatto sentire Harry in questo modo. Si accorge del mio silenzio e appoggia una mano sulla mia guancia, sfiorandomi le tempie con il pollice. Sono confortata dal fatto che le altre abbiano dovuto fare più di quanto ho fatto io, ma continuo a desiderare che non ci fossero affatto delle altre. Non so perché mi disturbo a sentirmi in questo modo, io e Harry continuiamo ad essere irrisolti. Non avremo mai una relazione e non saremo mai qualcosa al di fuori di questo, ma ora come ora, voglio vivermi il momento. Rido leggermente quando il pensiero mi attraversa la mente. Non sono per niente un tipo di persona che “vive il momento”.
“Cosa pensi?” Mi chiede e io scuoto la testa. Non voglio dirgli dei miei pensieri di gelosia.
“Oh, andiamo, Tessa, dimmelo e basta.” Dice e io scuoto di nuovo la testa. In un movimento molto non da Harry, mi afferra i fianchi e inizia a farmi il solletico. Urlo ridendo e cado da dosso a lui e sul letto morbido. Continua a farmi il solletico e non riesco a respirare. La sua risata esplode nella stanza ed è il più bel suono che abbia mai sentito. Non l’ho mai sentito ridere così e qualcosa mi dice che quasi a nessuno è successo. Nonostante i suoi difetti, i suoi tanti difetti, mi considero fortunata a vederlo in questo modo.
“Okay.. okay! Te lo dico!” Strillo e si ferma.
“Ottima scelta.” Dice. “Ma mantieni quel pensiero, devo cambiarmi i boxer.” Sorride e io arrossisco.

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