After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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34. Capitolo 34.

“Cosa?” Cerco di allontanarmi da lui, ma la sua presa è troppo forte. Devo aver sentito male.
“Mi hai sentito.”
“No, sono sicura di aver capito male.”
“No, tu mi fai sentire cose che mi sono sconosciute. Non so come gestire questo tipo di sentimenti, Tessa. Quindi faccio l’unica cosa che so fare, ossia essere uno stronzo.” Ancora una volta, mi ritrovo in trance.
“Non potrebbe mai funzionare, Harry, siamo troppo diversi. Io ho già un fidanzato e tu non vuoi avere relazioni, ricordi?”
“Non siamo così diversi, siamo molto simili. Ci piacciono le stesse cose, entrambi amiamo il libri, per esempio.” Mi dice. Non posso credere che Harry stia tentando di convincermi che staremo bene insieme.
“Tu non hai relazioni.” Gli ricordo.
“Lo so, ma potremmo.. essere amici?” Ecco fatto. Siamo di nuovo al punto di partenza.
“Pensavo avessi detto che non possiamo essere amici? Non sarò solo tua amica, so cosa intendi. Vuoi tutti i benefici dell’essere il mio ragazzo, senza davvero doverti impegnare con me.” Il suo corpo oscilla appoggiandosi sul tavolo e allenta la presa su di me.
“Perché sarebbe così male? Perché hai bisogno dell’etichetta?”
“Perché, Harry, ho rispetto di me stessa. Non sarò il tuo giocattolo, specialmente se comprende essere trattata come spazzatura. Sono già impegnata, Harry.”
“Eppure guarda dove sei adesso.” Sottolinea. Non posso negare che abbia ragione, ma non posso e non voglio accettare di essere sua amica con benefici.
“Io amo lui e lui ama me.” Gli dico e vedo l’espressione di Harry cambiare. Mi lascia andare e inciampa sulla sedia.
“Non dirmelo.” Farfuglia.
Avevo quasi dimenticato quanto è ubriaco. Le parole gli stanno uscendo più veloci del solito.
“Stai dicendo tutto questo solo perché sei ubriaco, domani tornerai ad odiarmi.”
“Io non ti odio.” Vorrei che non avesse questo effetto su di me. “Se puoi guardarmi negli occhi e dirmi che vuoi che ti lasci in pace e non ti parlarli mai più, ti ascolterò. Te lo giuro, da questo momento in poi, non ti verrò mai più vicino, dillo e basta.”
Apro la bocca per dirgli quelle esatte parole. Per dirgli di starmi lontano, per dirgli che non voglio neanche più vederlo.
“Dimmelo, Tessa, dimmi che non mi vuoi più vedere.” Si avvicina ancora una volta.
Fa scorrere le mani sulle mie braccia e immediatamente la pelle mi si riempie di brividi.
“Dimmi che non vuoi più sentire il mio tocco.” Sussurra e porta una mano sul mio collo.
Con l’indice mi traccia la clavicola e va su e giù per il collo. Sento il mio respiro aumentare appena porta le sue labbra a meno di due centimetri dalle mie.
“Che vuoi che non ti baci mai più.” Dice e posso sentire lo scotch e il calore del suo fiato.
“Dimmelo, Theresa.” Tuba e io mugolo.
“Harry.” Sussurro.
“Non puoi resistermi, Tessa, proprio come io non posso resistere a te.” Le sue labbra vicino alle mie, quasi si toccano.
“Resta con me stanotte?” Mi chiede e io voglio fare qualsiasi cosa lui dica.
Un movimento vicino alla porta, cattura il mio sguardo e sobbalzo via da Harry. La faccia di Liam è contorta dalla confusione quando si gira e sparisce dall’entrata.
Sono immediatamente riportata alla realtà.
“Devo andare.” Dico e Harry impreca sottovoce.
“Per favore, per favore resta. Solo resta con me stanotte e se domani mattina decidi di dirmi che non vuoi più vedermi.. per favore, resta e basta. Ti sto implorando e io non imploro, Theresa.” Mi ritrovo ad annuire, prima di potermi fermare.
“Cosa dico a Noah? Mi sta aspettando e ho la sua auto.” Non posso credere che sto davvero considerando la cosa.
“Digli solo che devi restare perché.. non lo so. Non dirgli niente, qual è la cosa peggiore che potrebbe fare?” Mi chiede Harry e io rabbrividisco.
Lo dirà a mia mamma. L’irritazione verso Noah mi ricopre, non dovrei preoccuparmi del mio fidanzato che racconta i fatti miei a mia madre.
“Starà dormendo, comunque.” Dice Harry.
“No, non può tornare al suo hotel.”
“Hotel? Aspetta.. non resta con te?”
“No, ha un hotel lì vicino.”
“E tu stai nell’hotel con lui?”
“No, lui sta lì e io sto nella mia camera.”
“Cos’ha che non va? E’ etero?” Mi chiede Harry, i suoi occhi rossi pieni di divertimento.
“Ovvio!”
“Scusa, ma qualcosa non va qui. Se tu fossi mia, non sarei capace di starti lontano. Ti scoperei in ogni occasione possibile.”
Spalanco la bocca. Le parole sporche di Harry hanno l’effetto più strano su di me. Arrossisco e distolgo lo sguardo da lui.
“Entriamo, l’albero sta oscillando avanti e indietro. Questo è un segnale che mi dice di entrare. Ho bevuto troppo.”
“Resti qui?” Gli chiedo, avevo presupposto che sarebbe tornato alla confraternita.
“Sì, e anche tu. Andiamo.” Mi prende la mano e entriamo dalla porta sul retro.
Dovrò trovare Liam e cercare di spiegargli quello che ha visto attraverso la porta. Non so neanche io cosa stia succedendo, quindi non so come lo spiegherò, ma devo farglielo capire in qualche modo. Quando entriamo in cucina, noto che il disordine è stato quasi completamente risistemato.
“Devi pulire il resto domani.” Gli dico e annuisce.
“Lo farò.” Mi promette, spero che la manterrà.
Tiene ancora la mia mano nella sua e mi porta sulle scale principali. Prego che non ci scontriamo con Liam nel corridoio e sono sollevata quando non succede.
Harry apre la porta su una stanza immersa nel buio pesto e mi tira gentilmente dentro.

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