After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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33. Capitolo 33.

Appena raggiungiamo il tavolo, Harry mi lascia andare il polso e mi tira la sedia per farmi sedere. Sento come se il mio polso stesse letteralmente bruciando a causa del suo tocco, ci strofino sopra le dita e lui prende la sedia di fianco a me, strisciandola sul pavimento, per sedersi giusto di fronte a me. La sua sedia è così vicina, che le sue ginocchia quasi toccano le mie.
“Di cosa vorresti mai parlare, Harry?” Gli chiedo nel tono più acido che riesco a fare.
Prende un profondo respiro e si toglie di nuovo il cappello per poggiarlo sul tavolo. Guardo come le sue lunghe dita gli scorrono tra i capelli e mi guarda negli occhi.
“Mi dispiace.” Dice e distoglie lo sguardo, concentrandosi su un grande albero nel giardino. “Mi hai sentito?” Mi chiede e si avvicina.
“Sì, ti ho sentito.” Scatto. E’ più pazzo di quanto pensassi, se crede che gli basti scusarsi perché io dimentichi tutte le cose orribili che continua a dirmi praticamente ogni giorno.
“Sei così difficile da affrontare.” Dice e si riappoggia alla sedia. La bottiglia che avevo lanciato nel prato è nella sua mano e ne prende un altro sorso. Come è possibile che non sia ancora svenuto, avendo bevuto così tanto?
“Io sono difficile? Stai scherzando! Cosa ti aspetti che faccia, Harry? Sei crudele con me, tanto.” Dico e mi tiro il labbro tra i denti. Non piangerò di fronte a lui. Noah non mi ha mai fatto piangere, abbiamo avuto qualche discussione durante gli anni, ma non mi sono mai innervosita abbastanza da piangere.
“Non intendo esserlo.” La voce bassa.
“Sì, invece e lo sai. Lo fai apposta. Non sono mai stata trattata così male da nessuno in tutta la mia vita.” Mordo il labbro più forte. Posso sentire il nodo in gola. Se piango, lui vince. Questo è quello che vuole.
“Allora perché continui a tornare? Perché non rinunci e basta?”
“Se io.. non lo so, ma ti posso assicurare che dopo stanotte, non succederà più. Lascerò letteratura e la prenderò il prossimo semestre.” Dico, non avevo pianificato di farlo fin ad ora, ma è esattamente ciò che dovrei fare.
“No, per favore, non farlo.”
“Perché dovrebbe importarti? Non vorresti essere costretto a stare vicino a qualcuno patetico come me, giusto?” Il sangue mi ribolle nelle vene. Se sapessi cosa dire per ferirlo tanto quanto lui ferisce sempre me, lo direi.
“Non lo pensavo davvero. Sono io quello patetico.” Rilascio il labbro dai denti e spalanco la bocca.
“Beh, non discuterò su questo.” Dico e prende un altro sorso. Allungo il braccio per prendere la bottiglia, ma lui la tira via. “Quindi tu sei l’unico che può ubriacarsi?” Gli chiedo ed un piccolo sorriso appare sul suo viso. Le luci del patio illuminano l’orecchino sul suo sopracciglio, mentre mi passa la bottiglia.
“Pensavo la volessi lanciare di nuovo.” Dice e mi porto la bottiglia alle labbra. Il liquore è caldo e sa di liquirizia bruciata immersa nell’alcol. Tossisco ed Harry ridacchia.
“Quanto spesso bevi?” Gli chiedo. Devo tornare ad essere arrabbiata con lui dopo che mi risponde.
“Prima di stasera, erano circa sei mesi.” Abbassa gli occhi sul pavimento, come se si vergognasse.
“Beh, non dovresti più bere. Ti rende una persona anche peggiore del solito.”
“Pensi che sia una cattiva persona?” Il tono serio. E’ così ubriaco da considerarsi una brava persona?
“Sì.” Sospiro.
“Non lo sono. Beh, forse sì. Voglio che tu..” Si ferma.
“Vuoi che io, cosa?” Devo sapere cosa aveva intenzione di dire. Gli ripasso la bottiglia e l’appoggia sul tavolo. Non voglio bere, quell’unico sorso è stato brutto abbastanza e ho già un terribile giudizio quando sono vicino ad Harry così com’è.
“Niente.” Mi dice e so che sta mentendo.
Perché sono qui? Noah è in camera mia che mi aspetta ed eccomi qua che spreco ancora più tempo su Harry.
“Doveri andare.” Dico e mi alzo.
“Non andare.” I miei piedi si bloccano al tono supplichevole nella sua voce. Mi giro ed è a meno di mezzo metro da me.
“Perché no? Hai altri insulti da buttarmi in faccia?” Urlo e mi giro da lui. Sento la sua mano avvolgersi intorno al mio braccio e mi strattona indietro.
“Non girarmi le spalle!” Urla anche più forte di me.
“Ti avrei dovuto girare le spalle molto tempo fa!” Urlo e lo spingo contro il petto. “Non so neanche perché sono qui! Ho fatto tutta la strada per arrivare, nel secondo in cui Liam mi ha chiamata! Ho lasciato il mio fidanzato che, come hai detto tu, è l’unico che può sopportare di starmi vicino, per venire da te! Sai una cosa? Hai ragione, Harry, sono patetica. Sono patetica per essere venuta qui, sono patetica anche solo per aver provato..” Sono interrotta dalle sue labbra sulle mie.
Spingo contro il suo petto per fermarlo, ma non si smuove. Ogni parte di me, vuole ricambiare il bacio, ma mi fermo. Sento la sua lingua cercare di aprirsi un passaggio tra le mie labbra e stringe le braccia introno a me, tirandomi più vicino a lui, nonostante io continui a cercare di spingerlo via. E’ inutile, è più forte di me.
“Baciami, Tessa.” Mi dice contro le labbra.
Scuoto la testa e lui grugnisce frustrato.
“Per favore, baciami e basta. Ho bisogno di te.” Le sue parole mi sciolgono. Quest’indecente, ubriaco, terribile uomo, ha appena detto che ha bisogno di me e in qualche modo suona come una poesia alle mie orecchie. Harry è come una droga per me, anche se ne prendo pochissimo di lui, ne bramo più e più. Consuma i miei pensieri ed invade i miei sogni.
Nel secondo in cui le mie labbra si separano, la sua bocca è di nuovo sulla mia, stavolta non resisto. Non ci riesco. So che non è la risposta ai miei problemi e mi sto solo scavando una fossa più profonda, ma non mi interessa in questo momento. Tutto quello che importa sono le sue parole “Ho bisogno di te”. Potrebbe mai Harry aver bisogno di me nel modo in cui io ho disperatamente bisogno di lui? Ne dubito, ma per adesso, fingo che è così. Porta una mano sulla mia guancia e fa scorrere la lingua sul mio labbro inferiore. Rabbrividisco e lui sorride, il suo orecchino al labbro mi fa il solletico all’angolo della bocca. Sento un rumore frusciante e mi allontano. Mi lascia fermare il bacio, ma mantiene le sue braccia avvolte strettamente intorno a me, il suo corpo premuto contro il mio. Guardo verso la porta e prego che Liam non abbia assistito al mio terribile errore di giudizio. Non lo vedo, grazie a Dio.
“Harry, devo andare davvero. Non possiamo continuare a fare così, non va bene per nessuno dei due.” Gli dico e guardo in basso.
“Sì, possiamo.” Dice e mi alza il mento, costringendomi a guardare nei suoi occhi verdi.
“No, non possiamo. Tu mi odi e non voglio più essere il tuo sacco da boxe. Mi confondi. Un minuto mi dici quanto non mi sopporti o mi umili dopo la mia esperienza più intima.” Apre la bocca per interrompermi, ma gli metto un dito contro le labbra rosee e continuo. “Poi il minuto dopo mi baci e mi dici che hai bisogno di me. Non mi piace chi sono quando sono con te e odio il modo in cui mi sento dopo che mi dici cose terribili.”
“Chi sei quando sei con me?” Mi chiede.
“Qualcuno che non voglio essere, qualcuno che tradisce il suo fidanzato e piange costantemente.” Gli spiego.
“Sai chi penso tu sia quando sei con me?” Fa scorrere il pollice lungo la mia mascella e cerco di restare concentrata.
“Chi?”
“Te stessa. Penso che questa sia la vera te, sei solo troppo occupata a preoccuparti di cosa pensano gli altri di te, per accorgertene.” Sembra così onesto e sicuro della sua risposta, che mi prendo un secondo per pensare davvero alle sue parole. “E so che quello che ti ho fatto dopo che ti ho fatto il ditalino” Nota il mio cipiglio e continua, “scusa.. dopo la nostra esperienza, è sbagliato. Mi sono sentito malissimo quando sei uscita dall’auto.”
“Ne dubito.” Scatto, ricordando quanto ho pianto quella notte.
“E’ vero, te lo giuro. So che pensi io sia una brutta persona.. ma tu mi fai..” Perché si ferma sempre?
“Finisci la frase o me ne vado.” Gli dico e lo penso davvero.
“Tu.. mi fai voler essere buono.. voglio essere una brava persona per te, Tess.”

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