After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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29. Capitolo 29.

“Allora, che tipo di cibo ti piace?” Mi chiede Harry e mi viene da ridere. Che domanda normale da fare da parte sua. Non sappiamo davvero molto l’uno dell’altra, a parte il fatto che di solito non andiamo d’accordo e che siamo totalmente opposti. Mi lego i capelli arruffati e quasi asciutti in una crocchia e penso per un secondo a cosa voglio mangiare.
“Beh, mi piace tutto, davvero, finché so di cosa si tratta e che non include il ketchup.” Gli dico, facendolo ridere.
“Non ti piace il ketchup? Non si suppone che tutti gli americani amino il ketchup?” Mi prende in giro.
“Non ne ho idea, ma è disgustoso.” Ridiamo entrambi e guardo Harry. Tiene ancora la mano sulla mia coscia e spero non la tolga mai.
“Facciamo una semplice trattoria, allora?”
Annuisco e lui allunga il braccio per accendere la radio, ma si ferma e rimette la mano su di me.
“Allora, che piani hai dopo il college?” Mi chiede. Mi ha già fatto questa domanda prima, nella sua stanza.
“Mi trasferirò immediatamente a Seattle, e spero di lavorare in una casa editrice o essere una scrittrice, so che è stupido.” Dico, improvvisamente imbarazzata dalle mie alte ambizioni. “Me l’hai già chiesto, ricordi?”
“Non è stupido. Conosco una persona che conosce il direttore generale alla casa editrice Vance, è un po’ lontana, ma magari dovresti fare domanda per quello stage, potrei parlargli.”
“Cosa? Lo faresti?” Sono sorpresa, anche se è stato carino nel corso dell’ultima ora, questo è oltre le mie aspettative.
“Sì, non è chissà cosa.” Sembra un po’ imbarazzato. Sono sicura che non è abituato a fare cose carine.
“Wow, grazie. Davvero. Ho bisogno di un lavoro o uno stage al più preso comunque e quello sarebbe letteralmente un sogno diventato realtà.” Gli dico, battendo le mani. Ride e scuote la testa.
“Prego.” Si ferma in un piccolo parcheggio con un vecchio edificio di mattoni al centro. “Il cibo qui è magnifico.” Dice, uscendo dall’auto. Harry va verso il portabagagli e lo apre, prendendo un'altra t-shirt bianca, ne deve avere una risorsa infinita. Mi stava piacendo così tanto vederlo senza maglia, che avevo dimenticato che alla fine ne avrebbe dovuta mettere una.
Quando entriamo, ci sediamo e il posto sembra deserto. Un’anziana signora si avvicina al tavolo e ci da i menù. Harry finisce per ordinare un hamburger e patatine e io faccio lo stesso.
“Buono, eh?” Mi chiede mentre prendo il primo morso. Annuisco e pulisco la bocca. Il cibo è delizioso e entrambi ripuliamo i piatti. Il ritorno al dormitorio è rilassato e racconto ad Harry di essere cresciuta a Richland, lui dice di non averla mai sentita nominare. Non si perde molto comunque, il paese è piccolo e fanno tutti le stesse cose e nessuno se ne va mai. A parte me, non tornerò mai lì. Non mi da molte informazioni su di lui, ma spero che lo farà presto. Sembra molto curioso della mia vita da bambina e si acciglia quando gli racconto del fatto che mio padre beveva. Gliel’avevo già menzionato quando stavamo litigando, ma stavolta sono andata un po’ più nei dettagli. Le sue lunghe dita sfregano la mia gamba in cerchi mentre guida e sono delusa di vedere l’insegna della WSU quando arriviamo al campus.
“Ti sei divertito?” Gli chiedo. Mi sento molto più vicina a lui di quando non mi ci sentissi qualche ora fa. So che può essere carino se ci prova.
“Sì, in realtà sì.” Sembra sorpreso. Non so se devo avvicinarmi per dargli un bacio di arrivederci o no. Sono sollevata quando le sue dita tirano alcune ciocce libere dei miei capelli e me le mette dietro l’orecchio. Appoggio la faccia sul suo palmo e lui si sporge dal sedile del guidatore per appoggiare le labbra sulle mie. Inizia come un bacio semplice e gentile, ma sento caldo in tutto il corpo e ho bisogno di più. Harry mi afferra il braccio e mi tira per indicarmi di salirgli sulle gambe. Lo faccio immediatamente e gli sono a cavalcioni. Sento il sedile reclinarsi leggermente, dandoci più spazio mentre gli alzo un po’ la maglia per farci scivolare sotto le mani. Il suo stomaco è duro e la sua pelle calda.
La sua lingua massaggia la mia e avvolge le braccia strette dietro la mia schiena. La sensazione è quasi dolorosa, ma è un dolore che sopporterò con piacere per essergli così vicina. Geme nella mia bocca quando faccio salire ancora le mani sotto la sua maglia. Amo il fatto che anche io posso farlo gemere, che ho questo effetto su di lui. Siamo interrotti dallo squillo del mio telefono.
“Un’altra sveglia?” Mi prende in giro e io rido.
“No, è.. Noah.” Dico appena lo prendo e guardo lo schermo. L’espressione di Harry cambia e io premo il tasto rosso e butto il telefono sul sedile del passeggero. Non sto pensando a Noah ora come ora. Mi avvicino per continuare a baciare Harry, ma mi ferma e si allontana.
“Penso sia meglio che vada.” Il suo tono mi fa rabbrividire. Quando lo guardo, il suo sguardo è distante e immediatamente il fuoco nel mio corpo è sostituito dal ghiaccio.
“Harry, ho ignorato la chiamata. Ho intenzione di parlargli di tutto questo, solo che non so come e quando. Presto comunque, te lo prometto.” Gli dico. Sapevo in qualche modo in fondo alla mia mente, che avrei dovuto chiudere con Noah nel momento in cui ho baciato Harry per la prima volta. Non posso starci insieme, se l’ho già tradito. Resterebbe per sempre sulla mia testa come una nuvola nera di colpevolezza e non lo voglio. Il modo in cui mi sento verso Harry è un’altra ragione per cui non posso più stare con Noah, amo Noah, ma se lo amassi davvero nel modo in cui merita di essere amato, non avrei dei sentimenti per Harry. Non voglio ferire Noah, ma non c’è via d’uscita adesso.
“Parlargli di cosa?” Scatta.
“Tutto questo.” Muovo le mani intorno a me. “Noi.” Mi spiego meglio.
“Noi? Non starai cercando di dirmi che hai intenzione di chiudere con lui.. per me, vero?”
Cosa? La testa mi inizia a girare. So che dovrei scendergli da dosso, ma sono congelata.
“Non vuoi che lo faccia?” La voce mi esce in un sussurro.
“No, perché dovresti? Voglio dire, sì, se lo vuoi scaricare, prego, ma non farlo per me.”
“E’ solo che io.. io pensavo..” Inizio ad annaspare sulle parole.
“Ti ho già detto che non ho relazioni, Theresa.” Dice. L’unica cosa che mi da la forza di scendergli di dosso, è il fatto che mi rifiuto di farmi vedere piangere da lui, di nuovo.
“Sei disgustoso.” Sputo e afferro la mia roba. Sembra come se volesse dire qualcosa, ma non lo fa.
“Stai lontano da me da oggi in poi, dico davvero.” Dico e lui chiude gli occhi.
Cammino il più velocemente possibile verso la mia stanza, riesco a trattenere le lacrime fino a quando non entro dentro e sbatto la porta. Sono contenta che la stanza sia vuota mentre scivolo contro la porta e scoppio in singhiozzi. Come sono potuta essere così stupida? Sapevo com’era quando ho accettato di stare da sola con lui, ma sono comunque praticamente saltata nell’opportunità. Solo perché oggi è stato carino con me, cosa pensavo? Che sarebbe stato il mio ragazzo? Rido tra i singhiozzi per quanto sono stupida e ingenua. Non posso neanche essere arrabbiata con Harry, me l’aveva detto che non ha relazioni, ma avevo pensato che oggi ci eravamo davvero divertiti, aveva tenuto i commenti al minimo ed era davvero piacevole e divertente. Era tutta una recita, solo per entrarmi nei pantaloni e io l’ho lasciato fare.

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