After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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27. Capitolo 27.

Resto in silenzio mentre Harry continua a guidare lungo la strada sterrata. Finalmente spegne la radio, quindi l’unico rumore è la ghiaia che scricchiola sotto le ruote. Siamo nel bel mezzo del nulla. Ora sono nervosa, siamo soli, soli davvero. Non ci sono auto, edifici, niente.
“Non preoccuparti, non ti ho portata qui per ucciderti.” Scherza e io deglutisco. Sono più preoccupata di ciò che potrei fare quando sono sola con lui, che se volesse davvero provare ad uccidermi.
Continua a guidare per un altro chilometro e finalmente ferma la macchina. Guardo fuori dal finestrino e non vedo niente se non erba e alberi. Ovviamente, è piacevole e sereno qui fuori. Ci sono fiori da campo gialli sparsi su tutta la terra, e la brezza è perfettamente calda. Ma perché mi ci ha portato? “Cosa ci facciamo qui?” Gli chiedo, mentre esco dall’auto.
“Abbiamo un po’ da camminare prima.” Mi informa ed emetto un verso di lamento. Quindi mi ha portato qui per fare ginnastica? Deve notare la mia espressione inacidita, perché dice: “Non moltissimo.” Inizia a camminare lungo una parte di prato appiattita, quasi un sentiero a causa del fatto che ci si è camminato molte volte.
Restiamo entrambi in silenzio per la maggior parte del cammino, a parte qualche rude commento da parte di Harry sul fatto che sono troppo lenta. Lo ignoro e mi guardo intorno. Inizio a capire perché gli piace questo posto apparentemente casuale, è così silenzioso. Potrei restare qui per sempre se avessi un libro con me. Si sposta dal sentiero e entra in un’aria boscosa, sono un po’ sospettosa, ma lo seguo. Dopo qualche minuto emergiamo dal bosco, arrivando su un ruscello, o forse un fiume, non ho idea di dove ci troviamo, ma il ruscello è abbastanza grande e sembra anche piuttosto profondo.
Harry non dice niente, ma si toglie la maglia e poi si piega per slegarsi gli stivali neri e sporchi. “Perché ti spogli?” Gli chiedo e poi guardo il fiume. Oh, no. “Vuoi nuotare? Là dentro?” Dico indicando l’acqua.
“Sì, lo faccio sempre. E adesso anche tu.” Si sbottona i pantaloni e devo sforzarmi per non fissare il modo in cui i muscoli sulla sua schiena si muovono quando si piega per tirarsi i pantaloni lungo le gambe.
“Io non ci nuoto là dentro.” Non mi dispiace nuotare, ma non in un ruscello a caso nel bel mezzo del nulla.
“E come mai? E’ abbastanza pulito perché tu possa vedere il fondo.”
“Quindi.. probabilmente ci sono pesci e Dio sa cosa là dentro.” Realizzo quanto sembri ridicola, ma non mi interessa. “Tra l’altro, non mi avevi detto che saremmo andati a nuotare, quindi non ho niente con cui farlo.” Non può controbattere su questo.
“Non indossi un reggiseno e delle mutande?” Fa un mezzo sorrisetto e io spalanco la bocca. Quindi pensava che sarei venuta qui e mi sarei tolta tutti i vestiti per nuotare con lui? Mi si attorciglia lo stomaco mentre penso all’essere nuda nell’acqua con Harry. Cosa mi sta facendo? Non avevo mai, mai avuto questo genere di pensieri prima di lui.
“Non nuoterò in mutande e reggiseno, brutto schifoso.” Gli dico e mi siedo sul prato morbido. “Guarderò e basta.” Inarca le sopracciglia. Ora indossa sola i suoi boxer, il materiale nero stretto intorno al suo corpo. E’ la seconda volta che lo vedo solo in boxer e stavolta è persino meglio.
“Non sei per niente divertente. Non sai cosa ti perdi.” Dice e salta in acqua. Tengo gli occhi sull’erba e strappo qualche filo, giocandoci tra le dita. “L’acqua è calda, Tess.” Richiama Harry dal fiume. Dalla mia posizione sul prato, riesco a vedere le gocce d’acqua cadergli dai capelli adesso neri. Sta sorridendo mentre si spinge indietro i capelli zuppi e si asciuga la faccia con una mano.
Per un momento mi ritrovo a desiderare essere qualcun altro, qualcuno più coraggioso, come Steph. Se fossi stata Steph, mi sarei spogliata e mi sarei tuffata nell’acqua calda con Harry. Avrei sguazzato per un po’ e mi sarei arrampicata sulla sponda solo per tuffarmi di nuovo. Sarei stata divertente e spensierata. Ma non sono Steph, sono Tessa.
“Quest’amicizia è più che noiosa fino ad ora.” Ride Harry e si avvicina alla sponda. Alzo gli occhi al cielo e ridacchio. “Almeno togliti le scarpe e metti i piedi dentro, è meraviglioso e tra poco l’acqua sarà troppo fredda per nuotarci.”
Mettere i piedi dentro non dovrebbe essere tanto male. Tolgo le scarpe e arrotolo i jeans abbastanza da immergere i piedi oltre l’orlo, in acqua. Harry aveva ragione, l’acqua è calda e pulita. Muovo le dita dei piedi e non posso fare a meno di sorridere.
“E’ bello, non è vero?” Mi chiede e annuisco. “Vieni dentro e basta.”
Scuoto la testa e mi schizza. Mi allontano di corsa e lo guardo torva. “Se vieni in acqua, risponderò a una delle tue sempre indiscrete domande. Qualsiasi domanda tu voglia, ma solo una.” Mi avvisa.
La curiosità prende la meglio su di me e piego la testa in concentrazione. Ho sempre così tante domande per Harry e per una volta si sta offrendo di rispondere ad una.
“La mia offerta scade in un minuto.” Dice e sparisce sotto l’acqua. Posso vedere il suo corpo lungo nuotare sotto l’acqua pulita. Sembra divertente e Harry ha un bel vantaggio usando la mia curiosità contro di me.
“Smettila di pensare sempre troppo alle cose, tuffati e basta.”
“Non ho niente da indossare, se mi tuffo con i vestiti, dovrò restare zuppa fino alla macchina e per tutto il tragitto di ritorno.” Piagnucolo. Voglio quasi entrare in acqua. Okay, so che lo voglio.
“Metti la mia maglia.” Mi offre e io sono scioccata. L’offerta non è proprio da lui e aspetto un secondo perché mi dica che stava scherzando, ma non succede.
“Forza, indossa la mia maglia e basta. E’ abbastanza lunga e puoi tenerti il reggiseno e la mutanda, se lo desideri.” Dice con un sorriso. Accetto il suo consiglio e la smetto di pensare.
“Va bene, ma girati e non mi guardare fino a quando non mi sono cambiata, dico davvero!” Faccio del mio meglio per essere intimidatoria, ma lui si limita a ridere. Si gira e guarda nella direzione opposta mentre mi tolgo la maglia e afferro la sua il più velocemente possibile. Aveva ragione, la maglietta mi arriva fino a metà coscia. Non posso fare a meno di ammirarne il profumo, come una leggera acqua di colonia e un odore che posso descrivere solo come Harry.
“Muoviti, cacchio, o mi giro.” Dice e vorrei avare un bastone da lanciargli in testa. Mi sbottono i jeans larghi e li abbasso, facendo un passo per uscirci. Piego i jeans e la maglietta ordinatamente e li metto a fianco alle mie scarpe sul prato. Harry si gira e io tiro l’orlo della t-shirt nera cercando di farla arrivare più in basso possibile.
Spalanca gli occhi e lo guardo rastrellarmi tutto il corpo. Si prende l’anello al labbro tra i denti e noto che le sue guance avvampare. Deve avere freddo, perché non potrebbe mai essere la sua reazione a me.
“Uhm.. vieni in acqua, sì?” La voce più roca del solito. Annuisco e cammino lentamente verso la sponda. “Tuffati e basta.”
“Un attimo! Un attimo!” Urlo e lui ride.
“Prendi una piccola rincorsa.” Istruisce.
“Okay.” Indietreggio un po’ e inizio a correre, mi sento sciocca, ma non lascerò che la mia tendenza a pensare troppo, rovini tutto. Quando faccio l’ultimo passo, guardo l’acqua e mi fermo proprio sul bordo.
“Oh, andiamo! Avevi iniziato bene.” Ride. Alza la testa ed è adorabile. Harry, adorabile?
“Non ci riesco!” Non sono sicura cosa mi sta fermando, l’acqua è abbastanza profonda per tuffarsi, ma non troppo profonda. Nel posto in cui sta Harry, l’acqua gli arriva solo al petto, il che significa che arriverebbe giusto sotto il mio mento.
“Hai paura?” Il tono calmo, ma serio.
“No.. non lo so. Più o meno.” Ammetto e lui cammina nell’acqua verso di me.
“Siediti sul bordo e ti aiuto.”
Mi siedo e stringo le gambe, così che non veda le mie mutandine. Lo nota e ride mentre mi raggiunge. Mi afferra le cosce e ancora una volta vado a fuoco. Perché il mio corpo deve rispondere al suo in questo modo? Sto cercando di diventare sua amica, quindi devo ignorare il fuoco. Muove le mani alla mia vita e mi rivolge un piccolo sorriso.
“Pronta?” Mi chiede e io annuisco. Un secondo dopo, mi sta alzando e tirando in acqua. L’acqua è calda ed è fantastica contro la mia pelle bollente. Harry mi lascia andare troppo presto e mi alzo nell’acqua. Siamo più vicini alla sponda, quindi mi arriva giusto sotto il torace.
“Non stare lì ferma.” Mi deride e io lo ignoro, ma cammino un po’. La t-shirt galleggia a causa dell’acqua sotto di essa e io guaisco e la ritiro giù. Una volta posizionata, resta giù per la maggior parte del tempo.
“Potresti semplicemente togliertela.” Fa un sorrisetto e lo schizzo.
“Mi hai appena schizzato?” Ride e annuisco, schizzandolo di nuovo. Scuote la testa bagnata e affonda sotto l’acqua per afferrarmi. Le lunghe braccia mi avvolgono la vita e mi tirano sott’acqua. Alzo velocemente una mano per tapparmi il naso, non so nuotare senza naso tappato. Quando emergo dall’acqua, Harry si sta scompisciando dalle risate e non posso fare a meno di ridere con lui. Mi sto proprio divertendo, divertendo davvero, non divertendo tipo ‘guardo un bel film’.
“Non so decidere cosa è più divertente, il fatto che tu ti stia davvero divertendo o il fatto che devi tapparti il naso per andare sott’acqua.” Dice tra le risate. Ho una scossa di coraggio e mi muovo verso di lui, ignorando la t-shirt che sale di nuovo, e cerco di spingergli la testa sott’acqua. Ovviamente è troppo forte per me e non si smuove nemmeno, ride solo più forte. Perché non può comportarsi sempre così?
“Credo tu mi debba una risposta a una domanda.” Gli ricordo e lui si acciglia.
“Sicuro, una sola.”
Non sono sicura su che domanda porgli, ne ho così tante. Prima che possa decidere, sento la mia voce decidere per me. “Chi ami di più al mondo?” Perché gli ho chiesto questo? Voglio sapere cose più precise, tipo perché è un coglione? Perché vive in America?
Mi guarda sospettoso, come se fosse confuso dalla mia domanda. “Me stesso.” Risponde e torna sott’acqua. Torna su e scuoto la testa.
“Non può essere vero.” So che è arrogante, ma deve amare qualcuno.. nessuno? Uno dei suoi genitori, un fratello, una sorella? “Che mi dici dei tuoi genitori?” Gli chiedo e me ne pento immediatamente. La sua espressione si distorce e i suoi occhi perdono la dolcezza che stavo adorando.
“Non parlare mai più dei miei genitori, capito?” Scatta e mi voglio schiaffeggiare per aver rovinato il bel momento.
“Scusa, ero solo curiosa. Avevi detto che avresti risposto a una domanda.” Gli ricordo dolcemente. La sua espressione si addolcisce leggermente e si avvicina a me, l’acqua intorno a noi ondeggia.
“Mi dispiace davvero, Harry, non ne parlerò più.” Gli prometto. Non voglio davvero litigare con lui adesso, probabilmente mi abbandonerebbe qui da sola.
Mi coglie di sorpresa quando mi afferra la vita e mi alza in aria. Tiro calci e muovo freneticamente le mani, urlandogli di mettermi giù. Ride e mi lancia in acqua. Atterro a qualche metro di distanza e quando torno in superficie, sta sorridendo di nuovo.
“Me la pagherai!” Urlo e lui ride. Nuoto verso di lui e lui mi afferra di nuovo, ma stavolta avvolgo le gambe intorno alla sua vita, un respiro ansante e scioccato gli cade dalle labbra. “Scusa.” Mormoro e sciolgo le gambe. Le prende di nuovo e le riposiziona intorno alla sua vita. L’elettricità tra di noi appare di nuovo, stavolta più selvaggia che mai prima. Perché succede sempre così con lui? Chiudo la mente dai pensieri e avvolgo le braccia intorno al suo collo per sistemarmi meglio.
“Cosa mi stai facendo, Tess.” Dice piano e strofina il pollice contro il mio labbro inferiore.
“Non lo so.” Dico sinceramente e lui ridacchia, il suo pollice ancora sulle mie labbra.
“Queste labbra.. le cose che potresti farci.” Dice lento e seducente. Sento quel bruciore in fondo allo stomaco e sono argilla nelle sue braccia. “Vuoi che mi fermi?” Mi guarda negli occhi, le sue pupille così dilatate, che c’è solo un sottile anello intorno al verde adesso scuro dei suoi occhi.
Prima che la mia mente se ne possa accorgere, scuoto la testa e premo il mio corpo contro il suo sotto l’acqua.
“Non possiamo essere solo amici, lo sai, vero?” Le sue labbra toccano la mia mascella, facendomi fremere. Continua la linea di baci lungo la mascella e annuisco. So che ha ragione, non ho idea di cosa siamo, ma so che non sarò mai capace di essere solo amica con Harry. Appena le sue labbra toccano lo spazio giuso sotto il mio orecchio, gemo e Harry lo fa di nuovo, stavolta succhiando sulla pelle.
“Oh, Harry.” Mugolo e stringo di più le gambe intorno a lui. Porto le mani sulla sua schiena e gli graffio la pelle con le unghie. Potrei esplodere solo con il suo baciarmi il collo.
“Voglio farti gemere il mio nome, Tessa, ancora e ancora. Per favore, me lo lasci fare?” La sua voce piena di disperazione. Non c’è modo che possa dire no.

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