After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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26. Capitolo 26.

Cerco di studiare quando torno in camera, ma non riesco a concentrarmi. Dopo aver fissato gli appunti per un’ora, decido di andare a fare una doccia. I bagni condivisi continuano a mettermi a disagio quando sono affollati, ma nessuno mi da mai fastidio. L’acqua bollente è fantastica e mi soglie i muscoli tesi. Dovrei sentirmi sollevata e felice che io ed Harry abbiamo raggiunto una sorta di tregua, ma ora la rabbia e il fastidio sono stati sostituiti da nervosismo e confusione. Ho acconsentito a passare del tempo con Harry domani, per fare qualcosa di “divertente” e sono terrificata. Spero davvero che vada bene e che possiamo essere amici, non mi aspetto di diventare la sua migliore amica, ma ho bisogno che arriviamo ad un punto in cui non ci urliamo contro ogni volta che parliamo.
Quando torno in camera, trovo un biglietto da Steph in cui dice che Tristan la porta fuori dal campus a cena. Mi piace il compagno di stanza di Niall, Tristan, sembra davvero carino, nonostante il suo uso eccessivo di eyeliner. Se Steph e Tristan continuano a vedersi, allora forse quando Noah viene a farmi visita, potremmo andare tutti insieme a fare qualcosa. Chi sto prendendo in giro? So che Noah non vorrebbe mai passare del tempo con persone come Tristan e Steph, e devo ammettere che, fino a tre settimana fa, non avrei voluto neanch’io.
Finisco per chiamare Noah prima di andare a letto, non abbiamo parlato tutto il giorno.
“Ehi, Tessa, com’è andata la tua giornata?” Mi chiede appena risponde.
“E’ andata bene, è stata lunga, ma è andata bene.” Dovrei dirgli che io e Harry passeremo del tempo insieme domani.
“E’ bello sentirlo. Io ho giocato una partita di calcio stasera a Seattle, sto tornando proprio adesso.”
“Fantastico, com’è andata?” Mi racconta di come hanno battuto il team di Seattle High per un soffio, anche se sono uno dei migliori team dello stato. Parliamo della sua famiglia e prima che me ne accorga, ci stiamo salutando. Non sono riuscita a trovare il momento giusto per dirgli dei miei piani con Harry di domani, onestamente non ci ho neanche provato.
Il giorno dopo va via troppo velocemente. Liam ed io andiamo a letteratura e Harry è già al suo posto.
“Sei pronta per il nostro appuntamento di stasera?” Mi chiede Harry e la mia bocca si spalanca. Così come quella di Liam.
“Non è un appuntamento, passeremo solo un po’ di tempo insieme come amici.” Dico a Liam, ignorando Harry. Il primo giorno del nostro tentativo di essere amici, non sta andando così bene finora.
“E’ la stessa cosa.” Harry mi fa un sorrisetto e io alzo gli occhi al cielo. Lo evito per il resto della lezione, il che mi riesce facile dal momento che non cerca di parlarmi.
“Stai attenta stasera.” Mi dice Liam dopo la lezione.
“Certo, stiamo solo cercando di comportarci civilmente, dato che la mia compagna di stanza è sua amica.”
“Lo so, sei davvero una grande amica per lei. Solo che non sono sicuro che Harry meriti la tua gentilezza.” Mi dice e lo guardo.
“Non hai nient’altro da fare a parte parlare male di me? Evapora.” Harry scatta da dietro di me. Liam aggrotta le sopracciglia e mi guarda di nuovo.
“Ricorda quello che ti ho detto.” Mi ripete, prima di andare via.
“Non devi essere crudele con lui, siete praticamente fratelli.” Dico e i suoi occhi si spalancano.
“Cosa hai detto?” Ringhia.
“Sai, tuo padre e sua madre?” Liam stava mentendo? O forse non avrei dovuto dirlo. Liam mi ha detto di non menzionare la relazione di Harry con suo padre, ma non pensavo intendesse tutto quanto.
“Non sono affari tuoi, non so neanche perché lo stronzo te l’ha detto. Sembra che dovrò zittirlo io.”
“Lascialo stare, Harry, non voleva neanche dirmelo, ma io gliel’ho tirato di bocca.” Lo difendo. L’idea di Harry che picchia Liam, mi fa stare male. Devo cambiare argomento. “Allora, dove andiamo oggi?” Mi lancia un’occhiata.
“Non andiamo da nessuna parte, è stata una cattiva idea.” Scatta, gira i tacchi e va via.
Che diavolo? E’ davvero bipolare, ne sono sicura. La rabbia e la frustrazione verso Harry, ritornano, e mi avvio alla mia stanza. Quando apro la porta, trovo Zayn, Tristan e Steph dentro. Di solito sarei infastidita da tutti questi ospiti inaspettati, ma ho bisogno di distrazioni e mi piacciono davvero Zayn e Tristan.
“Ehi, Tessa! Come sono andate le lezioni oggi?” Mi chiede Steph, rivolgendomi un grande sorriso. Non posso non notare come il viso di Tristan si illumina quando Steph sorride.
“Okay, le tue?” Appoggio i libri sul mio comò e lei mi dice di come il professore si è versato il caffè addosso e quindi sono usciti prima.
“Sei carina oggi, Tessa.” Mi dice Zayn e lo ringrazio, sedendomi sul letto di Steph con loro tre. Il letto è davvero piccolo per tutti e quattro, ma funziona. La porta si apre qualche minuto dopo e ci giriamo tutti per vedere chi è. E’ Harry. Ugh.
“Accidenti, Harry, potresti almeno bussare per una volta.” Lo rimprovera Steph e lui fa spallucce. “Sarei potuta essere nuda o qualcosa del genere.” Dice, facendolo ridere. Lei sorride, ovviamente per niente arrabbiata per la sua mancanza di modi, ma sono sicura che è abituata a lui che entra in camera tutto il tempo.
“Niente che non abbia già visto.” Scherza e la faccia di Tristan si incupisce mentre tutti ridono. Neanche io riesco a trovare la parte divertente, odio pensare a Steph ed Harry insieme.
“Oh, sta’ zitto.” Dice, ancora ridendo, mentre prende la mano di Tristan. Lui torna a sorridere e le si avvicina un po’.
“Che combinate?” Chiede, sedendosi sul mio letto. Voglio dirgli di togliersi, ma resto in silenzio. Per un secondo ho pensato che fosse venuto per scusarsi, ma ora so che è venuto solo per stare con i suoi amici e io non sono una di loro.
“In realtà stavamo per andare al cinema, Tessa, dovresti venire.” Mi sorride Zayn. Prima che possa rispondere, Harry irrompe.
“In realtà io e Tessa abbiamo dei piani.” C’è una strana sfumatura dietro la sua voce. E’ così lunatico.
“Cosa?” Zayn e Steph dicono all’unisono.
“Sì, abbiamo dei piani. Ero proprio venuto a prenderla.” Harry sorride e si alza. “Sei pronta o cosa?” La mia mente urla “No!”, ma annuisco.
“Beh, ci vediamo più tardi.” Annuncia Harry e praticamente mi spinge fuori dalla porta. Mi porta alla sua auto e sorprendendomi, mi apre la portiera del passeggero. Resto ferma con le braccia incrociate.
“Mi ricorderò di non aprire più la porta per te.” Scatta e io scuoto la testa.
“Che diavolo era quello? So che non sei venuto qui per venirmi a prendere, mi avevi appena detto che non volevi stare con me.” Urlo. Simo tornati all’urlarci contro. Mi fa diventare pazza, letteralmente.
“Sì, invece, ora entra in macchina.”
“No! Se non ammetti che non sei venuto qui per vedermi, tornerò dentro ed andrò al cinema con Zayn.” Gli dico e serra la mascella. Lo sapevo. Non so come sentirmi riguardo questa rivelazione, ma in qualche modo sapevo che Harry non voleva che andassi al cinema con Zayn, e questa è l’unica ragione per cui sta cercando di stare con me adesso. “Ammettilo, Harry, o me ne vado.”
“Okay, va bene. Lo ammetto. Ora entra in questa maledetta macchina. Non te lo chiederò di nuovo.” Dice e entra in auto. Contro il mio miglior giudizio, entro in macchina. Harry sembra ancora arrabbiato mentre esce dal parcheggio. Alza fin troppo quella musica urlante. Allungo la mano e la spengo.
“Non toccare la mia radio.” Scatta.
“Se devi fare il coglione tutto il tempo, non voglio stare con te.” Lo penso davvero.
“No, non toccare la mia radio e basta.” I miei pensieri tornano a lui che lancia i miei appunti all’aria e voglio strappare via la sua radio e buttarla dal finestrino. Se sapessi di poterlo fare, lo farei.
“Perché ti importa se vado al cinema con Zayn? Anche Steph e Tristan stavano andando.”
“E’ solo che non credo che Zayn abbia le migliori intenzioni.” Dice piano, gli occhi incollati alla strada.
Inizio a ridere e lui aggrotta le sopracciglia. “Oh, e tu sì? Almeno Zayn è carino con me.” Non posso smettere di ridere. L’idea di Harry che cerca di proteggermi, è in qualche modo divertente. Zayn è un amico, nient’altro. Proprio come Harry.
Harry alza gli occhi al cielo, ma non mi da una risposta. Riaccende la radio e la musica urlante mi fa letteralmente male alle orecchie.
“Puoi per favore abbassarla?” Lo prego.
La abbassa, ma la lascia comunque accesa. “Questa musica è terribile.” Gli dico e ride.
“No, non è vero, mi piacerebbe moltissimo conoscere la tua opinione in fatto di buona musica.” Sorride. Sembra così spensierato con il finestrino abbassato, la brezza che gli soffia tra i capelli. Alza una mano e si tira indietro i capelli. Amo il modo in cui appaiono i suoi capelli quando sono tirati all’indietro. Scrollo i pensieri dalla testa.
“Beh, mi piacciono i Bon Iver, e i The Fray.” Finalmente rispondo.
“Ovviamente.” Ridacchia.
“Cosa c’è di sbagliato in loro? Sono follemente talentuosi e la loro musica è meravigliosa.” Difendo i miei due gruppi preferiti.
“Sì.. sono talentuosi. Ho sentito che la loro specialità è far addormentare le persone.” Ride e io allungo in braccio e gli colpisco scherzosamente la spalla.
“Beh, io li amo.” Dico con un sorriso. Se potessimo restare in questo stato giocoso, potrei davvero divertirmi. “Dove stiamo andando?”
“Stiamo andando in uno dei miei posti preferiti.”
“E dov’è?”
“Devi davvero sapere tutto ciò che sta succedendo, non è vero?”
“Sì.. mi piace..”
“Controllare tutto?” Mi interrompe e io rimango in silenzio. So che ha ragione, ma è così che sono fatta. “Beh, non te lo dico finché non arriviamo.. e mancano solo cinque minuti da adesso.” Mi comunica e io mi appoggio contro il sediolino di pelle della sua auto. Che tipo di auto è comunque?
“Che tipo di auto è questa?” Gli chiedo. Ho bisogno di una distrazione dal non sapere dove stiamo andando.
“E’ una Ford Carpi, un classico.” Si vanta, ovviamente orgoglioso della sua auto. Va avanti parlandomene, anche se io non ho idea di cosa stia dicendo. Mi piace guardargli le labbra mentre parla, il modo in cui si muovono lentamente, le sue parole ancora più lente. “Non mi piace essere fissato.” Dice duramente, ma sorride un po’, dopo.
“Io.. stavo solo ascoltando.” Mento, la bocca secca.
“Siamo arrivati.” Dice e si immette su una strada sterrata.

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