After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

59Likes
74Comments
90612Views
AA

23. Capitolo 23.

Quando torno in camera, Steph non è ancora tornata. Le sue lezioni finiscono due ore dopo le mie. Mentre prendo i libri e gli appunti da preparare per studiare stasera, chiamo Noah. Non risponde, dev’essere occupato. Vorrei che fosse qui al college con me, renderebbe le cose molto più facili e confortevoli. Potremmo studiare o guardare un film insieme adesso. I sensi di colpa per aver baciato Harry, mi stanno consumando, Noah è così dolce e non merita di essere tradito. Sono fortunata ad averlo nella mia vita, c’è sempre per me e mi conosce meglio di chiunque altro. Ci conosciamo praticamente da tutta la vita. Quando i suoi genitori si trasferirono in fondo alla strada, ero estasiata di avere qualcuno della mia età con cui passare il tempo e ancora più estasiata quando lo conobbi, era un’anima antica proprio come me. Passavamo il nostro tempo a leggere, guardare film e portare vita nella serra dietro casa di mia mamma. La serra è sempre stata il mio proto sicuro, quando mio padre si ubriacava, mi nascondevo lì e nessuno, a parte Noah, sapeva dove trovarmi. La notte in cui mio padre se ne andò, fu una terribile notte per me e mia madre si rifiuta di parlarne, sempre. Distruggerebbe la maschera perfetta che si è creata. Anche se lo odiavo per bere così tanto e per picchiare mia mamma, avevo comunque bisogno di lui come padre. Potevo sentire i bicchieri rompersi dalla serra e quando finirono, sentii dei passi. Ero terrificata che fosse mio padre, ma era Noah. Non ero mai stata così sollevata di vedere qualcuno in tutta la mia vita e da quel giorno fummo inseparabili. Durante gli anni, la nostra amicizia si è trasformata in qualcosa di più e nessuno dei due ha mai frequentato nessun altro.
Gli scrivo che lo amo e decido di fare un piccolo pisolino prima di iniziare a studiare. Tiro fuori l’agenda e controllo il lavoro ancora una volta, di sicuro posso farci entrare un riposino di venti minuti.
Neanche venti minuti passano, quando sento un colpo alla porta. Steph deve essersi dimenticata le chiavi. Ovviamente non è lei, è Harry.
“Steph non è ancora tornata.” Gli dico e torno a letto, lasciandogli la porta aperta. Perché si disturba a bussare, so che Steph gli ha dato delle chiavi in più se le capitasse di chiudersi fuori. Dovrò parlarle di questa cosa.
“Aspetterò.” Dice e si siede sul letto di Steph.
“Accomodati.” Mi lamento e ignoro la sua risatina, rimettendomi le lenzuola addosso e chiudendo gli occhi. Non c’è modo che riesca a dormire, sapendo che Harry è nella mia stanza, ma preferisco fingere di dormire, piuttosto che affrontare la chiacchierata imbarazzante o scortese in cui siamo confinati. Cerco di ignorare il suono delle sue dita che picchiettano gentilmente sul poggiatesta del letto e la mia sveglia suona.
“Vai da qualche parte?” Mi chiede e alzo gli occhi al cielo, anche se non può vedermi.
“No, stavo facendo un riposino di venti minuti.” Gli dico e mi siedo.
“Metti una sveglia per assicurarti che il tuo riposino sia solo di venti minuti?” Ride.
“Esatto.” Cosa gliene importa comunque? Tutto ciò che fa è deridermi. Prendo i libri e li sistemo ordinatamente, nell’ordine del programma delle mie lezioni e impilo gli appunti di ogni lezione su di loro.
“Sei affetta da un disturbo ossessivo-compulsivo o qualcosa del genere?”
“No, solo che mi piacciono le cose in una certa maniera, non c’è niente di male nell’essere organizzati, Harry.” Scatto e lui ride. Mi rifiuto di guardarlo, ma riesco a vederlo muoversi ed alzarsi dal letto. Per favore, non venire qui. Per favore non venire.. ed è in piedi su di me. Prende i miei appunti di letteratura e mi allungo per riprenderli, ma essendo il fastidioso coglione che è, li alza ancora di più, quindi mi devo alzare per prenderli. Li getta in aria e cadono a terra in un disordine sparso.
“Raccoglili.” Gli ordino e lui mi fa un sorrisetto prima di prendere gli appunti di sociologia e fare la stessa cosa. E mi affretto a prenderli prima che ci cammini sopra, ridendo. “Harry, smettila!” Urlo, ma lui fa lo stesso con la prossima pila. Infuriata, mi alzo e lo spingo via dal mio letto.
“A qualcuno non piace che si mettano in disordine le sue cose.” Dice, ancora ridendo. Perché deve sempre ridere di me?
“No! Infatti!” Urlo e vado per spingerlo ancora. Fa un passo verso di me e mi afferra i polsi, spingendomi contro il muro. La sua faccia centimetri dalla mia e sto respirando fin troppo forte. Voglio urlargli di togliersi da dosso e lasciarmi, ordinargli di raccogliere i miei appunti e rimetterli a posto, schiaffeggiarlo o farlo andare via, ma non posso. Sono congelata contro il muro e ipnotizzata dai suoi occhi verdi che bruciano nei miei. “Harry, per favore.” Trovo finalmente le parole. Non sono sicuro se lo sto pregando di lasciarmi andare o di baciarmi. Il mio respiro non si è ancora rallentato e il suo sta aumentando. Secondi sembrano ore e rimuove una delle sue mani dai miei polsi, ma l’altra mano è grande abbastanza per stringerli entrambi. Per un secondo penso che potrebbe darmi uno schiaffo, ma la sua mano si muove sul mio zigomo e mi porta gentilmente una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Giuro di poter sentire le sue pulsazioni quando porta le sue labbra alle mie e il fuoco mi scoppietta sotto la pelle. E’ questa la sensazione che ho bramato da sabato sera. Se potessi sentire una sola cosa per il resto della mia vita, sarebbe questa. Non mi lascio pensare perché lo sto baciando o quali terribili cose mi dirà dopo.
Tutto ciò su cui voglio focalizzarmi, è il modo in cui mi ha lasciato i polsi e ha premuto il suo corpo contro il mio, fissandomi contro il muro, e come la sua bocca sappia di nuovo di menta. Il modo in cui la mia lingua in qualche modo segue la sua e il modo in cui le mie mani avvolgono le sue spalle ampie. Le sue mani mi afferrano le cosce mi solleva, avvolgo le gambe intorno alla sua vita e sono stupita dal modo in cui il mio corpo sa come rispondere al suo. Seppellisco le mie dita nei suoi capelli, tirandoli leggermente mentre lui cammina verso il mio letto, le sue labbra ancora plasmate sulle mie.
Il mio subconscio si fa strada, ricordandomi che è un’idea terribile, ma lo respingo, questa volta non mi fermo. Tiro i capelli di Harry più forte, guadagnandomi un gemito da parte sua. Il suono mi fa gemere di rimando, è il suono più bollente che abbia mai sentito e voglio fare qualsiasi cosa che posso per sentirlo di nuovo. Si siede sul mio letto, continuando a tenermi e io mi siedo sulle sue cosce. Le sue mani restano sulla mia vita, le sue lunghe dita scavano nella mia pelle, ma il dolore è meraviglioso. Il mio corpo inizia a muoversi gentilmente avanti e indietro sulle sue cosce e la sua presa si stringe. “Cazzo” Respira nella mia bocca e sento una sensazione che non ho mai provato mente lo sento indurirsi contro di me. Quanto lo lascerò andare avanti? Mi chiedo, ma non ho una risposta.
Le sue mani lasciano la mia vita e trovano il bordo della mia maglietta, lo tira e me la alza. Non posso credere che lo sto lasciando fare, ma non voglio fermarlo. Si allontano dal nostro bacio incendiato per tirarmi la maglietta dalla testa. I suoi occhi incontrano i miei e vanno giù, verso il mio seno, si prende il labbro tra i denti, mentre sembra ammirare il mio reggiseno nero.
“Sei così, sexy, Tess.” Dice. Il pensiero di parole sporche, non mi ha mai affascinato, ma in qualche modo Harry che dice queste parole, è la cosa più sensuale e sexy che abbia mai sentito. Non compro mai biancheria stravagante perché nessuno, letteralmente nessuno, la vede mai, ma ora come ora, vorrei averlo fatto. Probabilmente lui ha visto ogni tipo di reggiseno che esiste, mi ricorda la fastidiosa voce nella mia mente. Per cacciare quei pensieri, mi muovo più forte sulle sue cosce e lui avvolge le sue braccia intorno alla mia schiena e tira il mio corpo al suo, i nostri petti si toccano e la maniglia della porta, tintinna. La trance in cui ero, si rompe e rinfilo velocemente la maglia.
Steph entra in camera e guarda me e Harry. La sua bocca forma una “o” mentre si rende conto della scena che ha davanti. So che le mie guance sono di un rosso fiammante, non solo per l’imbarazzo, ma anche per il modo in cui Harry mi ha fatta sentire. “Che diavolo mi sono persa?” Chiede e ci fissa un ghigno.
“Niente.” Dice Harry e si alza. Va verso la porta e non si guarda indietro mentre esce dalla stanza, lasciando me ad ansimare e Steph a ridere.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...