After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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22. Capitolo 22.

La colazione con Noah e mia mamma è angosciosamente lenta. Mia madre continua a mettere in mezzo la mia “notte selvaggia” e trova ogni occasione per chiedermi se sono stanca o sbronza. E’ scontato che le mie azioni della scorsa notte non sono state davvero da me, ma non voglio sentirne parlare in continuazione. E’ sempre stata così? So che vuole solo il meglio per me, ma sembra essere peggiorata ora che sono al college, o forse esserle stata lontana per una settimana mi ha dato una nuova prospettiva di lei.
“Dove dovremmo andare a fare shopping?” Chiede Noah e io faccio spallucce. Vorrei che fosse venuto da solo e basta. Mi piacerebbe tanto passare del tempo con lui, ma non con mia madre qui. Devo comunque parlargli del fatto di dire ogni dettaglio della mia vita a mia mamma, specialmente quelli negativi.
“Magari possiamo andare al centro commerciale dietro l’isolato, sarebbe più facile. Non ho familiarizzato ancora bene con il posto.” Dico loro, tagliando gli ultimi morsi del french toast in pezzi.
“Hai pensato a dove vuoi lavorare?” Mi chiede Noah.
“Non ne sono ancora sicura, credo che cercherò una libreria. Vorrei poter trovare uno stage o qualcosa del genere con una casa editrice.” Mia mamma mi rivolge il suo fiero e vittorioso sorriso.
“Sarebbe grandioso, poi potresti lavorarci fino alla fine del college e inserirti direttamente nel mondo del lavoro.” Mi sorride ancora.
“Sì, sarebbe l’ideale.” Cerco di nascondere il sarcasmo. Noah mi prende la mano e la stringe leggermente sotto il tavolo. Appena metto la forchetta in bocca, il metallo mi ricorda dell’anello al labbro di Harry. Devo smetterla di pensare a lui. Adesso. Sorrido a Noah e gli alzo la mano per baciargliela.
Dopo la colazione, mia mamma guida fino al centro commerciale. Il Vancouver Mall è enorme e affollato. “Vado da Nordstroms, ci vediamo dopo. Vi chiamo quando sono pronta.” Ci dice mia mamma e io mi sento sollevata. Noah riprende la mia mano e curiosiamo tra i tanti negozi. Mi racconta della sua partita di calcio di venerdì e di come abbia fatto il goal della vittoria, ascolto intensamente e gli offro qualche commento ed elogio.
“Sei carino oggi.” Gli dico e mi sorride. Il suo perfetto, bianco sorriso, è adorabile. Indossa un cardigan marrone, pantaloni cachi e scarpe da sera. Indossa davvero i mocassini. Sono carini però e in qualche modo rispecchiano la sua personalità.
“Anche tu, Tessa.” Si complimenta con me e mi sento umiliata. So che sono orribile, ma lui è troppo gentile per dirmelo. A differenza di Harry, che me lo direbbe in un battito di ciglia. Ugh, Harry. Volendo togliermi disperatamente Harry dalla testa, smetto di camminare e tiro Noah verso di me dal cardigan. Mi avvicino per baciarlo e mi sorride, ma si allontana.
“Che stai facendo, Tessa? Ci fisseranno tutti.” Ride e io faccio spallucce.
“Quindi?” Non mi interessa davvero, di solito sì, ma ho bisogno che mi baci. “Baciami e basta, per favore.” In pratica lo sto pregando. Deve vedere la disperazione nei miei occhi, perché mi alza il mento e mi bacia. Il suo bacio è gentile e lento, non vi è urgenza dietro. La sua lingua tocca a stento la mia, ma è piacevole. E’ familiare e caldo. Aspetto che il fuoco si accenda, ma non succede. Non posso paragonare Noah ad Harry. Noah è il mio fidanzato e lo amo, mentre Harry è un coglione che fa sesso con una ragazza diversa ogni settimana.
“Che ti è preso?” Mi stuzzica Noah quando provo a spingere il suo corpo contro il mio. Arrossisco e scuoto la testa.
“Niente, mi mancavi, ecco tutto.” Gli dico. Oh.. e ti ho tradito la scorsa notte. Aggiunge il mio subconscio. “Potresti per favore smettere di dire a mia mamma quando faccio qualcosa. Mi mette davvero a disagio. Amo il fatto che voi siate molto vicini, ma ho davvero bisogno che tu smetta di dirle i fatti miei, mi sento una bambina quando lo fai.” E’ una bella sensazione togliermi questo peso di dosso.
“Mi dispiace, Tessa, ero preoccupato per te. Ti prometto che non lo rifarò. Davvero.” Mi dice e io gli credo. Appoggia il braccio intorno alle mie spalle e mi bacia la fronte.
Il resto della giornata è migliore della mattinata, mia mamma mi porta ad un salone di bellezza e mi faccio tagliare e scalare un po’ i capelli. Continuano a scendermi lungo la schiena, ma con il nuovo taglio, hanno più volume e sono molto più belli. Noah mi fa una doccia di complimenti per tutto il tragitto al dormitorio. Do l’arrivederci a mia mamma e a Noah, promettendo loro ancora una volta che starò lontana da chiunque abbia un tatuaggio nel raggio di un centinaio di metri. Sento una sfumatura di delusione quando trovo la stanza vuota, non sono sicura se stessi sperando di vedere Steph o qualcun altro. Non mi disturbo neanche a togliere le scarpe prima di stendermi sul letto, sono troppo esausta e ho bisogno di dormire.
Dormo per tutto il giorno e quando mi sveglio, Steph è addormentata nel suo letto. Dovremo fare una chiacchierata su dove è stata sabato e quasi tutta domenica. Mi fermo in caffetteria e prendo il solito, prima di dirigermi alla mia prima lezione. Liam mi sta aspettando con un sorriso. Siamo interrotti da una ragazza che chiede delle indicazioni e non riusciamo a raggiungerci prima dell’ultima lezione della giornata. La lezione che ho temuto, ma atteso tutto il giorno.
“Com’è stato il tuo fine settimana?” Mi chiede ed io emetto un lamento.
“Terribile, in realtà. Sono andata ad un’altra festa con Steph.” Gli dico e lui fa una faccia disgustata e ride. “Sono sicura che il tuo è stato molto migliore, come sta Danielle?”
Il suo sorriso cresce quando menziono il suo nome e mi rendo conto di non aver neanche menzionato di aver visto Noah ieri. Liam mi dice che Danielle ha inoltrato domanda per una compagnia di ballo a New York e di quanto è felice per lei. Mi chiedo se gli occhi di Noah si illuminano quando parla di me, come quelli di Liam quando parla della sua fidanzata. Mi dice di come il suo patrigno e sua mamma erano entusiasti di vederlo e che gli era mancata sua mamma mentre era via. Sua madre deve vivere qui o comunque qui vicino.
“Non sarà difficile se vive così lontano?” Gli chiedo mentre ci sediamo. Il solito posto di Harry, è vuoto.
“Beh, siamo già lontani l’uno dall’altra adesso, e funziona. In oltre, voglio il meglio per lei e se New York è il meglio, allora è proprio dove voglio che stia.” Dice e il professore entra, zittendoci. Dov’è Harry? Non salterebbe la lezione solo per evitarmi, vero? Ci immergiamo in Orgoglio e Pregiudizio e la lezione finisce troppo presto.
“Hai tagliato i capelli, Theresa.” Mi giro per vedere Harry dietro di me. Lui e Liam si scambiano degli sguardi imbarazzanti ed io cerco di pensare a cosa dire ad Harry. Spero che non parli del bacio davanti a Liam, ma non lo farebbe, giusto? Sì, sì, lo farebbe.
“Ehi, Harry.” Dico e mi sorride, le sue fossette più profonde del solito.
“Com’è stato il tuo fine settimana?” La sua espressione così compiaciuta. Tiro Liam dal braccio.
“Bello, ci vediamo in giro.” Urlo nervosamente ed Harry ride.
“Cos’era quello?” Chiede Liam, ovviamente notando il mio strano comportamento.
“Niente, solo che Harry non mi piace.”
“Almeno non devi vederlo spesso.” C’è qualcosa dietro la sua voce. Sa del bacio?
“Uhm.. sì. Grazie a Dio.”
“Non volevo dire nulla, perché non voglio che mi associ ad Harry, ma suo padre sta tipo frequentando mia madre.” Sorride nervosamente. Cosa?
“Cosa? Il padre di Harry vive qui? Perché Harry è qui, da dove viene il suo accento? Se suo padre vive qui, perché non vive con lui?” Lo inondo di domande prima che possa fermarmi. Sembra confuso, ma meno nervoso di un momento fa.
“Viene da Londra, suo padre e mia mamma vivono vicino al campus, ma tra Harry e suo padre non scorre buon sangue. Non parlarne con lui, per favore. Già non ci piacciamo.” Dice e mi vengono in mente un migliaio di domande in più, ma resto in silenzio e lui torna a parlare di Danielle.

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