After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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21. Capitolo 21.

Le strade sono buie e silenziose una volta che mi sono allontanata dal quartiere della confraternita. Le altre case delle confraternite non sono grandi quanto quella di Harry. Ci sono così tante cose che non capisco di Harry, perché è in una confraternita con un mucchio di ragazzi ricchi e vestiti di tutto punto se lui è punk, e perché cambia umore così velocemente? Non so neanche perché spreco il mio tempo a pensare a lui, dopo stasera sono più che stufa di provare ad essere amichevole con lui. Non posso credere di averlo baciato. E’ stato l’errore più grande che potessi mai fare e nel momento in cui ho abbassato la guardia, lui ha attaccato, peggio che mai. Non sono così stupida da credere che non lo dirà a nessuno, ma spero che il suo imbarazzo per avermi baciato, lo farà stare zitto. Negherò fino alla morte se qualcuno lo scopre.
Dopo un’ora e mezzo di cammino, raggiungo finalmente il campus. Mi fermo alla caffetteria e prendo una tazza, a questo punto posso anche restare direttamente sveglia. Devo trovare una buona spiegazione per mia mamma e Noah per il mio comportamento di stasera, non il bacio, di quello non sapranno mai, ma del fatto che fossi a una festa. Di nuovo. Devo davvero fare una chiacchierata con Noah sul dire le cose a mia mamma, sono un’adulta adesso e non deve sapere quello che faccio tutto il tempo. Le gambe ed i piedi mi fanno male quando finalmente raggiungo la mia camera e sospiro sollevata quando abbasso la maniglia. “Mi stai prendendo in giro!” Mezzo urlo alla vista di Harry seduto sul mio letto.
“Dov’eri?” Mi chiede calmo. “Ho guidato per quasi due ore per trovarti.”
Che?
“Perché diavolo dovresti metterti a cercarmi?” Chiedo incredula.
Perché non si è semplicemente offerto di accompagnarmi a casa prima? Più importante, perché non gliel’ho chiesto io quando ho scoperto che non aveva bevuto? Oh, giusto, perché non esiste che avrebbe fatto qualcosa di carino per me.
“Perché.. perché non credo sia una buona idea che te ne stai in giro di notte, da sola.”
Rido delle sue parole. Lui aggrotta le sopracciglia, facendomi ridere ancora più forte.
“Va’ via, Harry.” Dico tra le risate.
Non sto ridendo perché trovo tutto questo divertente, sto ridendo perché mi sento troppo prosciugata per fare qualsiasi altra cosa. Mi guarda e si passa una mano tra i capelli. Nel poco tempo che ho conosciuto questo frustrante uomo che è Harry Styles, ho imparato che lo fa quando è stressato o a disagio. Spero sia entrambe le cose al momento.
“Theresa, io..” E’ interrotto da un bussare alla porta.
“Tessa! Theresa Young, apri questa porta!” E’ mia madre.
“Oddio, Harry, entra nell’armadio.” Sussurro e gli afferro il braccio tirandolo dal letto.
“Non mi nasconderò nell’armadio, hai diciotto anni.” Dice e so che ha ragione, ma non conosce mia madre.
Emetto un verso di frustrazione e lei bussa ancora. Mi controllo nello specchio, strofinandomi sotto gli occhi e prendo il dentifricio, spalmandone un po’ sulla lingua per cancellare l’odore della vodka. Quando apro la porta, mia madre e Noah stanno l’una a fianco all’altro e mia madre sembra furiosa.
“Cosa ci fate qui?” Gli chiedo, mentre mia mamma mi spinge via e va dritta verso Harry.
“Questo è il perché non hai risposto al telefono? Perché hai questo.. questo.. tatuato combina guai nella tua stanza alle sei del mattino!” Urla.
Il sangue mi ribolle nelle vene. Di solito sono timida e quasi impaurita quando si tratta di lei. Non mi ha mai picchiata o nulla del genere, ma non è di certo timida quando si tratta di sottolineare i miei errori.
“Non vorrai indossare quello, vero, Tessa?”
“Avresti dovuto spazzolarti di nuovo i capelli, Tessa.”
“Penso che avresti potuto fare meglio di così, Tessa.”
Mi mette sempre così tanta pressione per essere perfetta tutto il tempo, è estenuante. Noah se ne sta semplicemente lì lanciando occhiate ad Harry e io voglio urlare contro tutti e due, in realtà a tutti e tre. A mia madre per trattarmi come una bambina, a Noah per dire le mie cose a mia madre, e ad Harry semplicemente per essere Harry.
“E’ questo quello che fai al college, signorina? Stai sveglia tutta la notte e porti ragazzi in camera tua? Il povero Noah stava morendo di preoccupazione per te e abbiamo guidato per tutta questa strada per trovarti a fare, oso dire, la puttanella.” Dice e sia io che Noah boccheggiamo.
“Sono appena arrivato, non stava facendo niente di male.” Dice Harry e io sono scioccata.
Non ha idea di contro chi si è messo. Forse ci sarà una bella lotta verbale, il mio subconscio prende una busta di popcorn e si siede in prima fila per guardare.
“Non stavo parlando con te, non so cosa ci faccia qualcuno come te intorno a mia figlia, comunque.”
“Madre.” Dico tra i denti.
Non so perché sto difendendo Harry, ma lo sto facendo. Noah guarda me, poi Harry e poi di nuovo me. Sa che ho appena baciato Harry? Il ricordo è fresco nella mia mente e mi formicola la pelle solo a pensarci.
“Tessa, sei fuori controllo. Riesco a sentire il liquore su di te da qui. Posso solo presumere che sia l’influenza della tua adorabile compagna di stanza e sua.” Dice, guardando verso Harry.
“Ho diciotto anni, madre, non ho mai bevuto prima e non ho fatto niente di male. Sto solo facendo quello che fa qualsiasi altro collegiale. Mi dispiace che tu abbia guidato fino a qui, ma sto bene.” Mi siedo dopo il mio discorso e lei sospira.
“Potresti lasciarci per un minuto?” Chiede ad Harry, la sua voce più calma di qualche momento fa.
Mi guarda come a chiedere se starò bene. Annuisco e lui esce dalla stanza. E’ una strana rivelazione, io ed Harry contro mia mamma e il mio fidanzato. In qualche modo so che aspetterà vicino alla porta fin quando non se ne vanno.
Mia madre mi spiega che è solo preoccupata che stia rovinando la mia opportunità per una fantastica educazione e non vuole che beva di nuovo. Mi dice anche che non approva la mia amicizia con Steph, Harry o chiunque altro associato a loro. Mi fa promettere che smetterò di essere loro amica e io acconsento. Non voglio stare con Harry dopo stasera comunque e non andrò più alle feste con Steph quindi mia madre non saprà se sono sua amica o no.
“Dal momento che siamo già qui, andiamo a fare colazione e magari un po’ di shopping.” Suggerisce mia madre e Noah sorride.
Annuisco in accordo, sembra una buona idea e sto morendo di fame. I miei pensieri sono ancora un po’ influenzati dalla quantità di alcol che ho consumato, ma la camminata fino a casa e la ramanzina di mia mamma, mi hanno fatto smaltire la sbornia.
“Dovrai pulirti un po’ e cambiarti, ovviamente.” Sorride del suo sorriso accondiscendente e mi alzo per prendere qualche vestito pulito dal comò. Dopo che mi sono cambiata nell’armadio, ritoccato il trucco della sera appena trascorsa, sono pronta ad andare. Quando apriamo la porta, Harry è seduto sul pavimento, appoggiato sulla porta di fronte all’ingresso. Ci guarda e Noah afferra la mia mano.
“Noi andiamo in città.” Dico ad Harry. Mi ritrovo a voler togliere la mano da quella di Noah. Cosa c’è di sbagliato in me?
“Oh, okay.” Risponde e per la prima volta sembra vulnerabile e forse un po’ ferito. Lui ti ha umiliata, mi ricorda il mio subconscio. So che ha ragione, ma non posso evitare di sentirmi in colpa mentre Noah mi tira con lui oltre Harry. Mia mamma gli rivolge un sorriso falso e lui distoglie lo sguardo.
“Non mi piace davvero quel ragazzo.” Dice Noah e annuisco.
“Neanche a me.” Sussurro, sapendo di mentire.

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