After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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16. Capitolo 16.

“Obbligo.” Risponde Harry prima ancora che possa chiederglielo.
Cosa dovrei obbligarlo a fare? So che farà qualsiasi cosa sia, solo perché è così che è fatto. “Io.. hmm. Ti obbligo a..”
“A cosa?” Dice impaziente. Quasi lo obbligo a dire qualcosa di carino su ogni persona nel gruppo, ma ci ripenso, anche se sarebbe stato divertente.
“Togliti la maglia e non la mettere per tutta la durata del gioco.” Dice Molly per me e ne sono contenta. Non perché Harry si toglierà la maglia ovviamente, ma perché non riuscivo a pensare a niente da fargli fare.
“Che infantile.” Dice, ma la toglie comunque. I miei occhi vanno dritti al suo lungo torso. Il modo in cui l’inchiostro dei tatuaggi è dipinto sulla sua pelle sorprendentemente tonica, è in qualche modo affascinante. Sotto le rondini, ha una farfalla sullo stomaco, gli sta molto meglio di quanto una farfalla dovrebbe stare su un ragazzo. Le braccia hanno molti più tatuaggi di quanti mi aspettassi, piccoli tatuaggi apparentemente casuali sono sparpagliati sulle spalle e i fianchi. Steph mi da una gomitata e stacco lo sguardo da lui pregando che nessuno mi abbia vista. Il gioco continua e Molly bacia Tristan e Zayn, Steph ci dice della prima volta che ha fatto sesso e Niall e la nuova ragazza si baciano. Come mi sono ritrovata nel mezzo di questo gruppo di collegiali in preda agli ormoni?
“Tessa, obbligo o verità?” MI chiede Tristan.
“Perché chiedere? Sappiamo che sceglierà verità.” Irrompe Harry.
“Obbligo.” Dico, sorprendendo tutti, compresa me stessa.
“Uhm.. Tessa, ti obbligo a.. bere un bicchierino di vodka.” Sorride Tristan.
“Io non bevo.”
“E’ questo il punto.”
“Guarda, se non vuoi farlo..” Inizia a dire Niall e io vedo Harry e Molly condividere una risata a mie spese.
“Va bene, un bicchierino.” Dico e gli occhi di Harry incontrano i miei. Mi rivolge una strana occhiata.
Qualche secondo più tardi, mi viene passata la bottiglia chiara di vodka. Metto erroneamente il naso contro l’orlo, odorando lo schifoso liquido. MI brucia le narici e storco il naso, cercando di ignorare le risatine dietro di me. Cerco di non pensare a tutte le bocche che si sono attaccate alla bottiglia prima di inclinarla e prendere un sorso. La vodka sembra scottare e mi brucia la lingua fino allo stomaco, ma riesco a mandarla giù. E’ orrenda. Il gruppo applaude e ride un po’, eccetto Harry. Se non lo conoscessi meglio, penserei che è arrabbiato o deluso? E’ così strano. Posso sentire il calore nelle guance e la piccola quantità di alcol crescere con ogni turno in cui sono obbligata a bere. Ubbidisco, devo ammettere che sono abbastanza rilassata per una volta, mi sento bene.
“Stesso obbligo.” Ride Zayn e prende un sorso di vodka prima di passarmi la bottiglia per la quinta volta. Non mi ricordo neanche le verità e gli obblighi che sono stati imposti durante gli ultimi cinque turni. Questa volta prendo due abbondanti sorsi prima che la bottiglia mi viene strappata dalle mani.
“Penso che tu ne abbia avuto abbastanza.” Dice Harry e passa la bottiglia a Niall, che prende un sorso. Chi diavolo è Harry per dirmi quando ne ho avuto abbastanza? Tutti gli altri continuano a bere, quindi posso anche io. Riprendo la bottiglia da Niall e bevo un altro sorso, assicurandomi di rivolgere un mezzo sorrisetto a Harry mentre la bottiglia tocca le mie labbra.
“Non posso credere che non ti sia mai ubriacata prima, è divertente, vero?” Mi chiede Zayn e io ridacchio. Pensieri di irresponsabilità scorrono nella mia mente, ma li respingo. E’ solo una sera.
“Harry, obbligo o verità?” Chiede Molly. Lui, ovviamente, risponde “obbligo”.
“Ti obbligo a baciare Tessa.” Dice, rivolgendogli un sorriso falso. Harry spalanca gli occhi e io voglio scappare.
“No, ho un fidanzato.” Dico loro, facendoli ridere di me per la centesima volta. Perché passo il tempo con queste persone che continuano a ridere di me?
“Quindi.. è solo un gioco. Fallo e basta.” Insiste Molly.
“No, non bacio nessuno.” Scatto e mi alzo. Harry si limita a bere dal suo bicchiere. Spero che si sia offeso, in realtà non mi interessa. Mi odia ed è scortese con me comunque. Appena sono in piedi, tutto l’effetto della vodka mi raggiunge. Vacillo, ma mi tengo insieme e vado via da loro. Attraverso la folla, riesco a trovare la porta d’ingresso. Appena si apre, la brezza mi colpisce. Chiudo gli occhi e respiro l’aria fresca prima di andarmi a sedere sul familiare muretto. Prima che realizzo cosa sto facendo, ho il telefono in mano, chiamando Noah.
“Pronto?” La familiarità della sua voce, me lo fa mancare ancora di più.
“Ehi.. piccolo.” Rido. Non ci chiamiamo con ridicoli nomignoli.
“Tessa, sei ubriaca?” Dalla sua voce so che mi sta giudicando. Non avrei dovuto chiamarlo.
“No.. ovvio che no.” Mento e attacco il telefono. Premo il dito sul tasto per spegnerlo, non voglio che mi richiami. Sta rovinando la bella sensazione della vodka. Barcollo dentro, ignorando fischi e commenti crudi da parte di ragazzi ubriachi. Prendo una bottiglia di liquore marrone dal bancone e ne prendo un sorso, un sorso troppo lungo. E’ peggio della vodka e brucia anche di più. Le mie mani annaspano per trovare un bicchiere di qualsiasi cosa per togliermi il sapore dalla bocca. Finisco per aprire il mobile e usare un vero bicchiere per metterci un po’ d’acqua dal lavandino, assicurandomi di mettere il bicchiere nel lavello dopo. L’acqua toglie un po’ del bruciore, ma non molto. Il gruppo dei miei “amici” continua a stare seduto in cerchio, giocando ai loro stupidi giochi. Sono miei amici? Non credo. Mi vogliono intorno solo perché così possono ridere della mia inesperienza. Come si è permessa Molly di dire ad Harry di baciarmi, sa che ho un fidanzato. A differenza sua, non vado in giro a baciare tutti. Ho baciato solo due ragazzi nella mia vita, Noah e Johnny, un ragazzo con le lentiggini in terza elementare, che dopo mi ha dato un calcio nello stinco. Harry avrebbe accettato? Ne dubito. Le sue labbra sono così rosse e piene, la mia testa mi manda un’immagine di Harry che si abbassa per baciarmi e il mio battito inizia ad accelerare. Che diavolo? Perché sto pensando di baciarlo? Non berrò mai più. Qualche minuto più tardi, la stanza inizia a girare e sento le vertigini. I miei piedi mi portano di sopra, in bagno e mi siedo davanti alla tazza, aspettandomi di vomitare. Non succede niente. Mi lamento e mi tiro su. Sono pronta a tornare al dormitorio, ma so che Steph non sarà pronta per ore.
Prima che mi possa fermare, la mia mano sta abbassando la maniglia della porta della stanza di Harry. E’ esattamente come prima, solo che stavolta gira sotto i miei piedi. La copia di Cime Tempestose manca dalla mensola in cui stava, ma la trovo sul comodino di fianco al letto, a fianco ad Orgoglio e Pregiudizio. I commenti di Harry sul romanzo si ripetono nella mia mente. L’ha ovviamente letto prima, e capito anche, il che è raro per i ragazzi della nostra età. Forse l’ha dovuto leggere per le lezioni prima, ecco perché. Ma perché la copia di Cime Tempestose è fuori? La prendo e mi siedo sul letto, aprendo il libro a metà. I miei occhi studiano le pagine e la stanza smette di girare.
Sono così persa nel mondo di Catherine e Heathcliff, che quando la porta si pare, non me ne accorgo.
“Quale parte di nessuno viene nella mia stanza, non hai capito l’ultima volta?” Tuona Harry. La sua espressione arrabbiata mi sorprende e mi diverte allo stesso tempo.
“S.. scusa.. io..”
“Esci.” Sputa e gli lancio un’occhiata. La vodka è ancora fresca nel mio corpo, troppo fresca per lasciare che Harry mi urli contro.
“Non devi essere così coglione!” La voce esce fuori più alta di quanto intendessi.
“Sei nella mia stanza, dopo che ti ho detto di non entrarci. Quindi esci!” Urla, avvicinandosi a me.
“Perché non ti piaccio?” Non sono sicura di cosa mi abbia impossessato per fargli questa domanda. Non credo che il mio ego già ferito possa sopportare la risposta

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