After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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153. Capitolo 153.

Prende la lampada dal tavolo, strappando il filo dal muro, prima di sbatterla sul pavimento. Perché il suo primo istinto è quello di rompere tutto ciò che vede?
“Smettila!” Grido.
Non si gira a guardarmi, prima di prendere un vaso e romperlo contro i mattoncini del muro.
“Harry, romperai tutte la nostra roba! Per favore, smettila!”
“E’ colpa tua, Tessa! Mi hai fottutamente tradito!” Urla in risposta e prende un altro vaso.
Corro velocemente nel salotto per raggiungerlo e prendere l’oggetto dalle sue mani prima che possa romperlo.
“Lo so! Mi dispiace! Mi dispiace tantissimo, Harry, per favore, parlami e basta.” Lo supplico.
Non riesco più a trattenere le lacrime.
“Per favore, Harry!” Piango.
“Hai fatto una stronzata, Tessa, una stronzata enorme!” Sbatte un pungo contro il muro.
Sapevo che sarebbe successo e sinceramente, sono sorpresa che ci abbia messo tanto. Sono felice che abbia scelto di colpire il muro, i mattoni gli avrebbero sicuramente portato danni più gravi alla mano.
“Lasciami in pace e basta, dannazione! Vattene!” Cammina avanti e indietro, prima di sbattere entrambi le mani contro il muro, senza prendere a pugni la superficie stavolta, grazie a Dio.
“Ti amo.” Sbotto, devo provare a calmarlo, ma è talmente ubriaco ed intimidatorio.
“Non mi pare! Hai baciato un altro fottuto tizio! Poi porti Zayn nella mia fottuta casa!”
Il mio cuore barcolla al nome di Zayn. Harry l’ha umiliato.
“Lo so.. mi dispiace.” Combatto il bisogno di dirgli che è un ipocrita. Sì, lo so che quello che ho fatto è sbagliato, sbagliatissimo, ma io l’ho perdonato dopo che lui mi ha ferito ripetutamente.
“Lo sai quanto mi rende fottutamente pazzo, assolutamente fottutamente matto vederti con chiunque altro e fai quella merdata!”
“Ti ho detto che mi dispiace, Harry.. cos’altro..”
Spinge la sedia e qualcuno bussa pesantemente alla porta. Grandioso, adesso i vicini saranno coinvolti.
“Harry! Ti giuro su Dio, se le fai del male!” E’ Zayn.
Desidera davvero morire.
“Hai cinque fottuti secondi per andartene, Zayn, o, che Dio mi aiuti, ti uccido, cazzo!” Urla Harry. Le vene sul suo collo stanno diventando di un viola profondo e sta iniziando ad assomigliare ad un mostro.
“Non ho intenzione di andarmene, apri la porta o chiamo la polizia!” Lo sfida Zayn.
“Digli di andarsene adesso.” Istruisce Harry.
“Zayn.. va tutto bene. Per favore, vattene. Va bene. Ti chiamo domani.”
Harry va verso la porta e io gli afferro la maglietta.
“Non ti chiamerà e il tuo tempo è finito.” Lo avverte Harry e si tira via dalla mia presa, impugnando la maniglia.
“Non farlo, Harry, o verrà la polizia.” Lo supplico. “Dammi solo due minuti, solo due e se ne andrà.”
“Lo conosci a malapena, chi cazzo si crede di essere venendo qui a fare la parte del dannato dio salvatore?”
“Un minuto, ecco tutto, e se ne andrà. Resta qui, a meno che non vuoi essere arrestato.”
“Un minuto.” Scatta.
Lo odio quando fa così.
Quando apro la porta, Zayn sta camminando avanti e indietro nel corridoio.
“Non dovresti restare qua, quello è un fottuta psicopatico.” Dice.
Chiudo la porta e prego che Harry non l’abbia sentito.
“Non è vero.”
“Sì, è vero, sta distruggendo le cose. Posso sentirlo.”
“E’ arrabbiato, ubriaco e arrabbiato.”
“Esattamente, chissà di cosa è capace.”
“Non mi farebbe niente.”
“Questo non lo sai.” Ha gli occhi pieni di preoccupazione, ma non mi piace il modo in cui sta parlando di Harry.
“Apprezzo molto il fatto che ti preoccupi per me, ma lo conosco meglio di chiunque, non farà niente, a parte urlare e rompere della roba. Per favore, vai a casa, so che hai buone intenzioni, ma ho davvero bisogno di calmarlo e non mi stai aiutando in questo. Mi dispiace molto, ma per favore, vattene.”
Mi sento orribile per dirgli di andarsene, soprattutto dopo che Harry è stato così crudele con lui, ma non è una buona idea per lui restare. Sento gli stivali di Harry colpire il pavimento e prego Zayn di nuovo.
“Okay, me ne vado. Deve darsi una regolata. Tutti e due.” Dice a bassa voce.
“Lo so.” Concordo con lui e torno nell’appartamento.
“Se n’è andato?” Mi chiede Harry.
“Sì, se n’è andato.”
“Mi sorprende che non te ne sia andata con lui.”
“Smettila.”
“Hai fatto una cazzata.”
“Mi dispiace, Harry, non stavo pensando chiaramente.” Parlo il più dolcemente e lentamente possibile.
“Le scuse non cancellano l’immagine dalla mia mente. E’ tutto quello che riesco a vedere.” Si tira i capelli.
Cammino verso di lui e gli sto direttamente difronte. Puzza di whiskey.
“Allora guardami, guardami.” Metto coraggiosamente le mie mani sul suo viso, costringendolo a guardarmi.
“L’hai baciato, hai baciato un’altra persona.” La voce molto più bassa di qualche secondo fa.
“Lo so e mi dispiace, Harry. Non stavo pensando. Sai quanto posso essere irrazionale.”
“Non è una scusa.”
“Lo so, piccolo, lo so.” Spero che queste parole lo ammorbidiscano.
“Fa male.” Dice, gli occhi rossi si addolciscono.
Mi fa male il petto perché sembra un bimbo, un bimbo solo e triste. Non posso evitare di immaginare Harry da piccolo, che si nasconde dai suoi genitori che litigano sull’abuso di alcol di suo padre.
“Mi dispiace. Per favore, perdonami.”
“Sapevo che avere una fidanzata non era una buona idea, non che ne volessi una, ma questo è quello che succede quando le persone si frequentano.. o si sposano. Questo tipo di merdate sono il motivo per cui io devo stare da solo. Non voglio passare queste cose.” Si allontana da me.
“Non succederà più, non farò mai più una cosa del genere.”
“Non importa, Tessa, uno di noi lo farà. Questo è quello che le persone fanno quando si amano. Si feriscono e poi rompono o divorziano. Non voglio questo per noi, per te.”
“A noi non succederà. Noi siano diversi.”
“Succede a tutti, guarda i nostri genitori.”
“I nostri genitori si sono sposati con le persone sbagliate, ecco tutto. Guarda Karen e tuo padre.” Mi solleva che adesso sia più calmo.
“Anche loro divorzieranno.”
“No, non penso.”
“Io sì. Il matrimonio è proprio un concetto del cazzo: ehi, più o meno mi piaci, andiamo a vivere insieme e firmiamo qualche carta promettendoci che non ci lasceremo mai, anche se non manterremo queste promesse comunque. Perché qualcuno dovrebbe farlo spontaneamente? Perché dovresti voler essere legato a una persona per sempre?”
Non sono mentalmente pronta a rielaborare quello che mi ha appena detto. Non vede un futuro con me? Lo sta dicendo solo perché è ubriaco. Giusto?
“Vuoi davvero che me ne vada? E questo quello che vuoi, vuoi finirla adesso?” Gli chiedo, guardandolo dritto negli occhi.
Non mi risponde.
“Harry?”
“No.. cazzo.. no, Tessa. Io ti amo. Ti amo così fottutamente tanto, ma tu.. quello che hai fatto è sbagliato. Hai preso ogni singola paura che ho e le hai dato vita in una sola azione.” Gli occhi gli si iniziano a riempire di lacrime e mi si inizia a formare un buco nel petto.
“Lo so, mi sento orribile per averti ferito.”
“Dovresti stare con qualcuno come Noah.”
“Non voglio stare con nessuno a parte te.” Mi strofino gli occhi.
“Ho paura che lo farai.”
“Paura che farò cosa? Lasciarti per Noah?”
“Non lui in particolare, ma qualcuno come lui.”
“Non lo farò, Harry, io ti amo. Nessun altro, amo te. Amo tutto di te, per favore, smettila di dubitare di te stesso.” Mi fa male pensare che si senti in questo modo.
“Puoi dirmi onestamente che non hai iniziato a vedermi per far incazzare tua mamma?”
“Che?”
Aspetta una risposta.
“No, certo che no. Mia madre non c’entra niente con noi. Mi sono innamorata di te perché.. beh, perché non avevo scelta. Non ho potuto farne a meno, ho provato ad evitarlo a causa di quello che avrebbe pensato mia madre, ma non ho mai avuto scelta. Ti ho sempre amato, che volessi o meno.” Gli dico.
“Come no.”
“Cosa posso fare per fartelo capire?”
Dopo tutto quello che ho attraversato per lui, come può pensare che sto con lui per ribellarmi contro mia madre?
“Magari non baciare altri ragazzi.”
“So che sei insicuro, ma dovresti sapere che ti amo. Ho lottato per te fin dal primo giorno, con mia mamma, Noah, tutti.”
“Insicuro? Non sono insicuro. Non ho intenzione di starmene seduto ad essere preso in giro come un fottuto babbeo.”
“Hai paura di essere preso in giro?” Sto iniziando ad arrabbiarmi.
So che quello che ho fatto è sbagliato, ma lui mi ha fatto di peggio. Mi ha davvero preso in giro come una babbea e io l’ho perdonato.
“Non iniziare quella merdata con me.” Brontola.
“Abbiamo percorso una lunga strada, abbiamo attraversato tante cose, Harry. Non lasciare che un errore ci porti via tutto.” Non ho mai pensato che sarei stata io a supplicare per il perdono.
“L’hai fatto tu, non io.”
“Smettila di essere così freddo con me. Anche tu mi hai fatto molte cose.” Scatto.
La rabbia torna sul suo viso e si precipita via da me.
“Sai una cosa? Io ho fatto un sacco di cose, ma tu hai baciato una persona proprio davanti a me.”
“Oh, intendi come la volta in cui avevi Molly sulle gambe e l’hai baciata davanti a me?”
“Non stavamo insieme.”
“Forse non per te, ma io pensavo di sì.”
“Non ha una fottuta importanza, Tessa.”
“Quindi stai dicendo che non hai intenzione di lasciar perdere?”
“Non so cosa sto dicendo, ma mi stai dando sui nervi.”
“Penso che dovresti andare a letto.” Suggerisco.
Nonostante gli scorci di comprensione che erano apparsi negli ultimi pochi minuti, è chiaro che ha deciso di essere crudele.
“Io penso che tu non dovresti dirmi cosa fare.”
“So che sei arrabbiato e ferito, ma non puoi parlarmi in questo modo. Non è giusto e non lo sopporto. Ubriaco o meno.”
“Non sono ferito.” Mi lancia un’occhiata.
Harry e il suo orgoglio.
“Hai appena detto che lo eri.”
“Non è vero, non dirmi cosa ho detto.”
“Okay.” Mi arrendo.
Sono esausta e non voglio tirare la linguetta della granata che è Harry. Va verso il portachiavi e prende il suo mazzo di chiavi, mentre inciampa per prendere gli stivali.
“Che stai facendo?” Mi affretto verso di lui.
“Me ne vado, cosa ti sembra?”
“Tu non te ne vai, hai bevuto. Molto.” Allungo un braccio per prendergli le chiavi, ma se le infila in tasca.
“Non me ne fotte un cazzo, ho bisogno di altro da bere.”
“No! Non è vero. Hai bevuto abbastanza e hai rotto la bottiglia.” Cerco di raggiungere la sua tasca, ma mi afferra il polso, come ha fatto innumerevoli volte.
Questa volta è diversa perché è arrabbiato, e per un secondo, inizio a preoccuparmi.
“Lasciami.” Lo sfido.
“Non fermarmi dall’andarmene e ti lascio.” Non mi lascia e cerco di apparire neutrale.
“Harry.. mi farai male.”
I suoi occhi incontrano i miei e mi lascia velocemente. Alza una mano e io indietreggio, allontanandomi da lui. Porta la mano ai capelli e i suoi occhi sono attraversati dal panico.
“Pensavi che ti avrei colpita?” Quasi sussurra e io indietreggio ancora di più.
“Non.. non lo so, mi stai spaventando.” Sapevo che non mi avrebbe fatto del male, ma questo è il modo più facile per riportarlo alla realtà.
“Dovresti sapere che non ti farei del male, anche se forse dovrei.” Mi lancia un’occhiata.
“Per qualcuno che odia tanto suo padre, di sicuro non hai problemi a comportarti come lui.” Sputo.
“Vaffanculo, non sono per niente come lui!” Urla.
“Sì, invece! Sei ubriaco marcio e mi hai lasciata alla festa! Hai rotto la metà delle nostre decorazioni nel salotto, inclusa la mia lampada preferita! Ti stai comportando come lui.. il vecchio lui.”
“Sì, beh, anche tu ti stai comportando come tua mamma. Una puttanella snob e viziata.” Sghignazza e io sussulto.
“Chi sei?” Chiedo, scuotendo la testa.
Non voglio più ascoltarlo e so che se continuiamo a litigare mentre è ubriaco non finirà bene. Mi giro per andare via da lui. Ha portato la sua mancanza di rispetto a tutt’altro livello.
“Tessa.. io..” Inizia.
“No.” Sputo e vado verso il corridoio.
Non sopporto i suoi commenti rudi, posso sopportare che mi urli contro, perché diavolo, gliel’ho servito su un piatto d’argento, ma non mi piace come si sta comportando stasera e abbiamo entrambi bisogno di allontanarci, prima che uno dei due dica qualcosa di anche peggiore.
“Non volevo dirlo.” Dice e mi segue lungo il corridoio.
Chiudo la porta a chiave dietro di me. Forse non possiamo farla funzionare. Forse lui è troppo arrabbiato e io sono troppo irrazionale, lo spingo troppo oltre e lui fa lo stesso con me.
No, non è vero. Andiamo bene l’uno per l’altra perché ci sfidiamo a vicenda. Nonostante tutti i litigi e la tensione tra noi, c’è la passione. Talmente tanta passione che quasi mi soffoca, tirandomi sotto la superficie, e lui è l’unica luce, l’unico che può salvarmi, non importa che sia proprio lui a condannarmi. Lo amo più di qualsiasi cosa e lui ama me. Non importa quali terribili cose ha detto a causa della rabbia, stasera, so che mi ama. E’ cambiato moltissimo per me, non è lo stesso di prima. Ci ha messo il cuore nello scrivermi quella lettera e non è lui a dover essere incolpato per il litigio si stasera.
“Tess, apri la porta.” Harry bussa dolcemente sul legno.
“Vai a letto e basta, per favore.” Piango.
“Dannazione, Tessa! Apri questa porta adesso, mi dispiace, okay?” Urla e inizia a battere forte.
Pregando che non sfondi il legno, mi costringo ad alzarmi dal pavimento e vado verso il comò per scavare nell’ultimo cassetto. Quando vedo il bianco della carta, mi sento sollevata, quindi vado nell’armadio e chiudo l’anta. Appena inizio a leggere, il rumore alla porta viene soffocato, non esiste più. Il dolore al petto si dissolve insieme al mal di tesa. Non esiste nulla a parte la lettera, queste parole perfette del mio Harry imperfetto.
La leggo ancora e ancora, finché le mie lacrime non si fermano insieme al rumore dal corridoio. Spero disperatamente che non se ne sia andato, ma non ho intenzione di uscire per scoprirlo. Ho il cuore e gli occhi troppo pesanti, ho bisogno di stendermi.
Portando la lettera con me, trascino il mio corpo verso il letto, con ancora addosso il vestito. Alla fine il sonno mi colpisce e sono libera di sognare di un Harry che scribacchia queste parole su un foglio bianco in una stanza d’albergo.
Quando mi sveglio nel mezzo della notte, ripiego la lettera e la riposo nell’ultimo cassetto, prima di aprire la porta della stanza. Harry è addormentato nel corridoio, rannicchiato in una palla sul pavimento. Non so se dovrei svegliarlo, quindi lo lascio solo a dormire nel suo stato di intossicazione.
Quando la mattina arriva, mi cambio i vestiti, mettendo dei pantaloni della tuta e una vecchia t-shirt di Harry. Che abbiamo litigato o meno, mi sono guadagnata il diritto di indossare i suoi dannati vestiti. I mie nervi stanno avendo la meglio su di me appena esco dalla camera da letto. Il corridoio è vuoto e il casino nel salotto è stato completamente pulito. Neanche un singolo pezzo di vetro sul pavimento. La stanza odora di limoni, e il whiskey marrone non è più schizzato sul muro. Mi sorprende persino che Harry sapesse dove sono sistemate i prodotti per la pulizia.
“Harry?” Lo chiamo, la voce rauca a causa di tutte le urla di ieri notte.
Nessuna risposta.
Vado verso il tavolo della cucina e c’è uno schedario con delle scritte sopra.
“Per favore, non te ne andare, torno presto.” Ha scritto.
I mille chili di pressione si alzano dal mio petto e mi preparo una tazza di caffè, quindi mi siedo al tavolo e aspetto il suo ritorno.
       
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