After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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150. Capitolo 150.

POV di Harry.
“Non so se è proprio una buona idea.” Sussurro a Tessa.
Si gira sulle mie gambe e mi mette l’indice sulle labbra per zittirmi.
“Che succede, Harry, hai paura di una piccola sfida.. o è la verità che temi?” Mi chiede Molly con sorriso sornione. Che fottuta stronza.
“Sei tu quella che dovrebbe avere paura.” Ringhia Tessa, sorprendendomi.
“Davvero?” Molly alza un sopracciglio.
“Okay.. okay.. calmatevi voi due.” Dice Niall.
Mi stavo divertendo a guardare Tessa mettere Molly a posto, ma non voglio che Molly esageri. Tessa è molto più fragile e sensibile di Molly e Molly direbbe qualsiasi cosa pur di ferire Tessa.
“Chi è il primo?” Chiede Tristan.
“Io.” Tessa alza la mano.
Oh, Signore, sarà un fottuto disastro.
“Penso che dovrei essere io la prima.” Si intromette Steph.
Tessa sospira, ma resta in silenzio, portandosi il bicchiere alle labbra. Queste ultime sono leggermente rosa a causa della bevanda alla ciliegia, e non posso evitare di immaginarle intorno a me.
“Harry, obbligo o verità?” Steph mi interrompe dai miei pensieri pervertiti.
“Io non gioco.” Le dico.
“Perché no?” Mi chiede.
“Non voglio, ho giocato ad abbastanza giochi da perdenti.” Mi lamento.
“E’ proprio vero.” Borbotta Molly.
“Non è quello che intendeva, smettila.” Mi difende Tristan.
Perché me la sono scopata? E’ sexy ed era discreta nel fare pompini, ma è così dannatamente fastidiosa. Il ricordo di lei che mi tocca mi fa venire la nausea, quindi la sostituisco velocemente con Tessa nei miei pensieri.
“Okay, Niall. Obbligo o verità?” Chiede Steph.
“Obbligo.” Risponde.
“Hmm.. ti obbligo a baciare quella bionda con la maglietta blu.” Indica una ragazza alta con un lucidalabbra di un rosso brillante.
“Non posso baciare la sua amica?” La supplica.
La ragazza a fianco alla bionda ha dei lunghi capelli ricci e la pelle marrone scuro. È molto più carina della bionda, quindi per il bene di Niall, spero che Steph consenta il cambio.
“No, la biondina.” Ride.
“Sei il diavolo.” Si lamenta e tutti ridono mentre lui va verso la ragazza.
Obbligarsi l’un l’altro a fare cose stupide come questa è priva di senso. Non mi è mai dispiaciuto prima, ma in realtà, non ho mai voluto baciare una persona sola. Non voglio mai più baciare nessuno a parte Tessa.
Appena Niall torna con del lucidalabbra rosso che gli macchia le labbra, capisco perché di solito Tessa odia questi giochi.
Quando Niall obbliga Tristan a bere birra da un bicchiere che le persone hanno usato come portacenere, mi estraneo. Prendo una ciocca dei morbidi capelli di Tessa tra le dita, attorcigliandoli lentamente tra le dita. Si compre il viso con le mani quando Tristan fa come detto da Niall e Steph lancia uno strillo.
Dopo qualche altro stupido obbligo, è il turno di Tessa.
“Obbligo.” Dice coraggiosamente ad Ed.
“Ti obbligo a bere uno shortino.” Dice, dopo che gli ho mandato un’occhiata, avvertendolo che se l’avesse obbligata a fare qualcosa di inappropriato, non avrei esitato a saltare sul tavolo e affogarlo. È un ragazzo abbastanza figo e rilassato, quindi non penso che l’avrebbe fatto, ma ho voluto comunque avvertirlo.
“Palloso.” Scampanella Molly.
Tessa la ignora e deglutisce il drink. È giù ubriaca marcia, se beve ancora si sentirà male.
“Molly, obbligo o verità?” Dice Tessa, la voce troppo compiaciuta.
Gli occhi di Molly incontrano quelli di Tessa ed è chiaramente sorpresa dalla mossa audace di Tessa.
“Obbligo o verità?” Ripete Tessa.
“Verità.” Risponde Molly.
“E’ vero che sei una troia?” Le chiede e si sentono molteplici sussulti e risatine.
Affondo la testa nella sua schiena per coprire la mia risata. Gesù, questa ragazza è matta quando è ubriaca.
“Scusami?” Molly resta a bocca aperta.
“Mi hai sentito.. è vero che sei una troia?”
“No.” Dice Molly, gli occhi ridotti a piccole fessure.
Niall sta ancora ridendo, Steph sembra divertita ma preoccupata, e Tessa sembra pronta a saltare addosso a Molly.
“Si chiama verità per un motivo.” La istiga Tessa.
Le stringo gentilmente la coscia e le sussurro di lasciar perdere. Non voglio che Molly ferisca Tess, perché poi io dovrò ferire Molly.
“Tocca a me.” Dice Molly. “Tessa, obbligo o verità?” Chiede. Eccoci.
“Obbligo.” Tessa sorride sadicamente.
“Ti obbligo a baciare Zayn.” Ghigna.
“Cazzo, no.” Dico.
“Perché no? L’ha già fatto in passato.” Molly fa un sorrisetto.
Mi raddrizzo, attirando Tessa contro di me, mentre ci sposto entrambi.
“Il cazzo, non succederà.” Ringhio verso Molly.
Non me ne fotte un cazzo di questo stupidissimo gioco, lei non bacerà nessuno. Zayn ha gli occhi focalizzati sul muro, quando Molly cambia idea.
“Va bene, facciamo verità allora.” Dice.
“E’ vero che sei un’idiota per esserti rimessa con Harry, dopo che lui ti ha scopata per una scommessa?” Dice con voce allegra. Il corpo di Tessa si irrigidisce sulle mie gambe e il piccolo gruppo sembra a disagio.
“No, non è vero.” Dice Tessa, la voce piccola.
“Ma lo è, e sei un’idiota per questo. Credi a tutto quello che esce dalla sua bocca. Non che ti biasimi, perché conosco tutte le meravigliose cose che può fare la sua bocca. Mamma mia, di sicuro sa usare quella lingua..”
Prima che possa fermarla, Tessa non è più sulle mie gambe e sta placcando Molly. La sta letteralmente spingendo dalle spalle e le sta salendo addosso. Fortunatamente per Molly, era già seduta a terra, quindi non c’era una grande distanza in cui cadere.
“Fottuta stronza!” Urla Tessa, tenendo i capelli luminosi di Molly nelle mani chiuse a pugno. Le alza la testa dal tappeto, prima di sbattervela contro.
Porca merda.
Salto dal divano e avvolgo il braccio intorno alla vita di Tessa, tirandola via da Molly. Mai in un milione di anni, avrei pensato che avrei dovuto spezzare una rissa tra Tessa e chiunque, lasciamo perdere Molly.
Tessa si agita tra le mie braccia per qualche secondo prima di calmarsi leggermente mentre la trascino fuori dal salotto. Le tiro l’orlo del vestito per assicurarmi che non sia arrotolato, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che mi metta in una rissa pure io. Ci sono solo poche persone in cucina, e riesco a sentire tutti parlare della rissa in salotto.
“Cazzo, la uccido, Harry! Te lo giuro!” Urla, sgusciando dalla mia presa.
“Lo so.. lo so che lo farai.” Non riesco a prenderla seriamente, anche se ho appena assistito al suo attacco contro Molly.
“Smettila di sorridermi.” Sbuffa, senza fiato.
Ha gli occhi spalancati e umidi, le guance rosse di rabbia.
“Non lo sto facendo. Sono solo molto sorpreso per quello che è appena successo.” Mi mordo il labbro.
“La odio tantissimo! Tipo, chi diavolo pensa di essere?” Urla, ovviamente cercando di attirare l’attenzione di Molly.
“Va bene, Ortiz.. andiamo a prendere un po’ d’acqua.” Dico.
“Ortiz?” Chiede.
“E’ un lottatore della UFC..”
“UFC?”
“Non ci pensare.” Rido e le riempio un bicchiere d’acqua. Controllo il salotto per assicurarmi che Molly non sia nei paraggi.
“Ho l’adrenalina a mille.” Mi dice Tessa.
“Sei mai stata coinvolta in una rissa prima?” Le chiedo, anche se sono certo della risposta. La parte migliore del lottare è la sensazione dell’adrenalina nelle vene. Crea dipendenza.
“No, certo che no.”
“Perché l’hai fatto adesso? Chissenefrega di cosa che pensa del nostro stare insieme.”
“Non è questo. Non è quello che mi ha fatto arrabbiare.”
“Allora cos’è stato?” Le chiedo. Mi passa il bicchiere vuoto e io glielo riempio.
“Quando ha detto.. di te e lei.” Ammette, la faccia con un’espressione di rabbia.
“Oh.”
“Già. Avrei dovuto darle un pugno.” Respira.
“Sì, ma penso che buttarla a terra e sbatterle la testa contro il pavimento funzioni comunque.” Scherzo.
Un piccolo sorriso si impossessa delle sue labbra e ridacchia.
“Non posso credere di averlo fatto.” Ridacchia di nuovo.
“Sei talmente ubriaca.” Rido.
“Lo sono.” Concorda.
“Abbastanza ubriaca da sbattere la testa di Molly sul pavimento.” Dice, ridendo di nuovo.
“Penso che tutti abbiano gradito lo spettacolo.” Le dico, strisciando il braccio intorno alla sua vita.
“Spero che nessuno sia arrabbiato con me per aver fatto una scenata.” Ecco la mia Tessa. Schifosamente ubriaca, eppure comunque riguardosa verso le altre persone.
“Nessuno è arrabbiato, piccola, al massimo ti staranno ringraziando. Questo è il genere di roba per cui vivono questi ragazzi delle confraternite.” Le assicuro.
“Spero di no.” Dice.
“Non preoccuparti. Vuoi andare a cercare Steph?” Le chiedo.
“O potremmo fare qualcos’altro..” Dice, agganciando le dita nell’orlo dei miei jeans.
“Non berrai mai vodka quando non ci sono io.” Le dico, in tono scherzoso, ma serissimo.
“Certo.. adesso andiamo di sopra.” Si allunga e mi da un bacio sulla mascella.
“Sei una piccola prepotente, eh?” Sorrido.
“Non sei l’unico che può essere prepotente tutto il tempo.” Ride e mi afferra il colletto della maglietta, attirandomi alla sua altezza.
“Almeno lascia che faccia qualcosa per te.” Fa le fusa, mordicchiandomi il lobo.
“Ti sei appena messa in una rissa, la tua prima rissa, e questo è quello a cui stai pensando?”
Annuisce.
“Sai che lo vuoi, Harry.” Dice con voce bassa e lenta, facendomi sentire i pantaloni ancora più stretti.
“Okay.. cazzo.. okay.” Mi arrendo.
“Beh, è stato facile.”
“Andiamo.” Le afferro il polso e la guido di sopra.
“La tua vecchia stanza è già stata presa da qualcuno?” Mi chiede, quando raggiugiamo il piano di sopra.
“Sì, ma ci sono un sacco di camere vuote.” Le dico, e apro la porta di una. I due piccoli letti sono coperti con piumini neri e ci sono delle scarpe nell’armadio. Non so di chi sia questa stanza, ma chiudo a chiave la porta e faccio qualche passo per avvicinarmi a Tessa.
“Abbassami la cerniera.” Istruisce.
“Non sprechi tempo, vedo.”
“Zitto e abbassami la cerniera del vestito.” Scatta.
Scuoto la testa divertito e lei si gira, alzando i capelli. Le sfioro la nuca con le labbra, mentre le abbasso la cerniera lungo la schiena. Sulla pelle morbida le appaiono dei brividi quando faccio scorrere l’indice lungo la sua spina dorsale. Rabbrividisce e si gira, facendo scivolare le maniche del vestito, che si ammucchia ai suoi piedi. Indossa un reggiseno di pizzo rosa e sexy e le mutandine che assolutamente, fottutamente amo. Posso dire dal sorriso sul suo viso, che sa quanto amo questo completo.
“Lasciati le scarpe.” Praticamente la supplico.
Acconsente con un sorriso e abbassa lo sguardo sulle sue scarpe.
“Voglio fare prima qualcosa per te.” Annuncia.
In un movimento svelto, mi tira i jeans e si acciglia quando non si muovono. Mi sbottona velocemente i pantaloni con le dita e li tira giù. Faccio un passo indietro verso il letto, ma lei mi ferma.
“No, ew. Chissà chi ha fatto cosa su quel letto.” Fa un’espressione disgustata.
“Il pavimento.” Comanda.
“Uhmm.. okay.” Mi siedo a terra e lei mi segue, salendo su di me con le gambe ai lati delle mie cosce.
Chiude la bocca sulla pelle del mio collo e ruota i fianchi, spingendosi contro di me. Cazzo.
“Tess..” Respiro.
“Finirò prima ancora che tu inizi, se continui a fare così.” Le dico.
Toglie le labbra dal mio collo e mi tira la maglia dalla testa.
“Cosa vuoi fare, Harry? Vuoi scoparmi o vuoi che ti faccia un po..” La interrompo baciandola.
Non ho intenzione di sprecare tempo con i preliminari. La voglio, la necessito, adesso. Nel giro di secondi, le sue mutandine sono sul pavimento a fianco a lei e io allungo un braccio verso i miei jeans per prendere un preservativo. Devo ricordarle di prendere la pillola anticoncezionale, non sopporto di dover usare il preservativo con lei, voglio sentirla, tutta.
“Harry.. sbrigati.” Mi supplica e si stende sul pavimento, usando i gomiti per tenere la testa alzata, i suoi capelli lungi toccano il pavimento dietro di lei. Vado a carponi verso di lei e le allargo le cosce ancora di più con le ginocchia e mi sposto per scivolare in lei. Perde l’equilibrio sui gomiti e cade all’indietro, afferrandomi le braccia per mantenersi.
“No.. voglio farlo io.” Dice, spingendomi sul pavimento e salendo su di me. Geme mentre affonda su di me ed è il suono più delizioso. Ruota i fianchi lentamente, in modo circolare, rimbalzando e torturandomi.
Si copra la bocca con la mano e gli occhi le ruotano all’indietro. Quando affonda le unghie nel mio stomaco, quasi impazzisco. Le avvolgo un braccio dietro la schiena e ci capovolgo. Ne ho avuto abbastanza di lei al controllo, non lo sopporto.
“Cosa..” Inizia.
“Sono io in carica.. l’unico con il controllo.. non dimenticarlo, piccola.” Ringhio e spingo in lei duramente, muovendomi fuori e dentro ad un ritmo molto più veloce di quello con il quale mi stava torturando lei.
Annuisce velocemente e si copre di nuovo la bocca.
“Quando.. andiamo a casa.. ti scoperò di nuovo e non ti coprirai la bocca.. tutti potranno sentirti. Sentire quello che ti sto facendo, quello che solo io posso farti.” Minaccio, portando una sua gamba sulla mia spalla.
Geme di nuovo e le lascio un bacio sul polpaccio mentre si irrigidisce. Sono vicino.. troppo vicino e affondo la testa nel suo collo mentre riempio il preservativo. Tengo la testa poggiata sul suo petto finché i nostri respiri non tornano normali.
“E’ stato..” Respira.
“Meglio che aggredire Molly?” Rido.
“Non lo so.. vicino, però.” Scherza e si alza per vestirsi.
L’aiuto ad alzare la zip del vestito e lei si passa le dita tra i capelli mentre io mi abbottono i jeans.

POV di Tessa.
“Che ore sono?” Chiedo ad Harry, mentre si rinfila le scarpe.
“Mancano due minuti a mezzanotte.” Risponde, dopo aver guardato la sveglia sulla piccola scrivania.
“Oh.. dobbiamo sbrigarci a scendere.” Gli dico.
“Ora un minuto.” Mi informa.
“Muoviti allora.” Sorrido.
Sono ancora ubriaca, ma ora sono rilassata e calma, grazie ad Harry. Ubriaca o meno, non posso credere a quello che è successo con Molly.
“Andiamo.” Harry mi prende la mano e arriviamo vicino alle scale prima che tutti iniziano a contare.
“10.. 9.. 8..”
Harry alza gli occhi al cielo.
“7..6..”
“E’ una cosa stupida.” Si lamenta.
“5..4..3..” Inizio a contare.
“Fallo con me.” Dico.
Cerca di non sorridere, ma viene sconfitto quando un sorriso enorme si allarga sul suo viso.
“2..1..” Gli colpisco la guancia con il dito.
“Buon anno nuovo!!” Urlano tutti, inclusa me.
“Viva il nuovo anno.” Dice Harry con una voce monotona, e rido quando preme le sue labbra sulle mie.
Una parte di me era preoccupata che non mi avrebbe baciata qui, davanti a tutti, ma lo sta facendo proprio ora. Quando le mie mani si spostano verso la sua vita, le afferra per fermarmi. Quando si allontana, ha gli occhi che brillano. E’ bellissimo.
“Non sei stanca?” Scherza e io scuoto la testa.
“Non ti vantare. Non avevo quell’intenzione.” Sorrido.
“Devo davvero fare pipì.” Gli dico.
“Vuoi che venga?”
“No, torno subito.” Dico, dandogli un piccolo bacio, prima di andare verso il bagno.
Avrei dovuto farlo venire con me, è molto più difficile di quando sono sobria. Stasera è stata divertentissima, anche con il dramma di Molly. Harry mi ha sorpreso con la sua calma, anche con Zayn, ed è stato di buon umore tutta la serata. Dopo essermi lavata le mani, mi dirigo lungo il corridoio per trovare Harry.
“Harry!” Chiama una voce femminile.
Quando mi giro, vedo un volto familiare. La ragazza con i capelli neri che mi è venuta addosso prima, sta camminando verso Harry. Essendo la ficcanaso che sono, resto indietro di qualche passo.
“Ho il tuo telefono, l’hai lasciato in camera di Lou.” Sorride, prendendo il telefono di Harry dalla sua borsa.
Cosa? Non è niente, ne sono certa, erano in camera di Louis, il che molto probabilmente significa che non erano da soli. Mi fido di lui.
“Grazie.” Prende il telefono dalla sua mano e lei inizia ad andare via.
Grazie a Dio.
“Ehi!” La richiama Harry.
“Puoi farmi un favore e magari non dire a nessuno che eravamo in camera di Louis insieme?” Le chiede.
“Non sono il tipo che bacia e lo racconta in giro*.” Ghigna e il corridoio inizia a girare.
Sento un immediato dolore al petto e mi dirigo velocemente verso le scale. Harry mi nota affrettarmi e vedo i colori prosciugarsi dal suo viso, sapendo di essere stato beccato.


*In inglese è “kiss and tell”, se sapete cosa significa, capirete il trabocchetto del capitolo. Mi sembrava giusto farvelo presente perché in italiano non rende, mentre leggendo in inglese, si può immediatamente capire tutto.

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