After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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149. Capitolo 149.

POV di Harry.
“Lo faccio sempre.” Dico.
Le mie parole sono vere, la trovo sempre, figurativamente e letteralmente.
Non ci posso fottutamente credere di essere venuto qui fuori e aver trovato Tessa e Zayn qui seduti a parlare di lei che si nasconde da me. È una porcheria. Si aggrappa a Zayn per riacquistare l’equilibrio e io attraverso il prato ghiacciato a grandi passi per avvicinarmi a loro.
“Harry.” Squittisce Tessa, chiaramente sorpresa dalla mia presenza.
“Già, Harry.” Ripeto la sua parola.
Zayn si allontana velocemente da lei e cerco di restare calmo. Perché diavolo è qui fuori da sola con Zayn? Le ho specificatamente detto di restare dentro, in cucina. Quando ho chiesto a Steph dove diavolo era Tessa, tutto quello che ha detto è stato “Zayn”. Dopo cinque minuti di ricerche in tutta la fottuta casa, ho deciso di controllare fuori ed eccoli qui. Insieme.
“Saresti dovuta restare in cucina, piccola.” Aggiungo quella parole per addolcire il mio tono duro.
Se scoppio adesso, potrebbe provare ad andarsene con lui ed è già successo troppe volte. Non permetterò che succeda stasera. Ultimamente ho fatto del mio meglio per tenere il mio temperamento sotto controllo.
“Tu saresti dovuto tornare subito.” Spara in risposta.
Sospiro e faccio un respiro profondo prima di parlare di nuovo. Reagisco sempre su ogni impulso che ho e sto cercando di non farlo più. Ma cazzo, se non lo rende difficile.
“Andiamo dentro.” Le dico e allungo un braccio per prenderle la mano.
Devo farla allontanare da Zayn e sinceramente, anche io devo allontanarmi da lui. L’ho già conciato per le feste una volta e non mi dispiacerebbe farlo di nuovo.
“Ho intenzione di farmi un tatuaggio, Harry.” Mi dice Tess, appena l’aiuto a scendere dal muretto.
“Che?” E’ ubriaca?
“Sì.. dovresti vedere il nuovo tatuaggio di Zayn, Harry. E’ carinissimo. Faglielo vedere, Zayn.” Sorride.
Perché cazzo Tessa gli stava guardando i tatuaggi e quanto della loro conversazione mi sono perso? Che altro stavano facendo? Che altro le stava facendo vedere? L’ha sempre voluta, dal primo memento in cui l’ha vista, proprio come me. La differenza stava nel fatto che io me la volevo solo scopare, mentre a lui piaceva davvero. Ma ho vinto io, lei ha scelto me.
“Non..” Inizia Zayn. Posso vedere quanto è a disagio, anche Tessa.
“Forza, fammelo vedere.” Istruisco.
Per mio orrore e assoluta fottuta irritazione, si alza la maglietta e vedo la benda. Il tatuaggio in sé è davvero bello, ma il motivo per cui ha sentito il bisogno di mostrare alla mia Tessa questa roba, va oltre la mia comprensione.
“Non è figo? Ne voglio uno. Penso una faccina sorridente.” Dice emozionata.
Non è seria. Mi tiro il piercing al labbro tra i denti, per non riderle in faccia. Un po’ della mia irritazione sparisce grazie alla sua idea ridicola per un tatuaggio.
“Sei ubriaca?” Le chiedo.
“Forse.” Ridacchia.
Grandioso.
“Quanto hai bevuto?” Le chiedo, io ho bevuto due drink e posso dire che lei ne ha bevuti di più.
“Non lo so.. tu quanto hai bevuto?” Mi stuzzica, e alza l’orlo della mia maglia. Appoggia le mani fredde contro la mia pelle bollente e mi acciglio un po’, prima che frughi la testa sul mio petto. Vedi Zayn, lei è mia. Non tua, né di nessuno, solo mia.
“Quanto ha bevuto?” Gli chiedo.
“Non so quanto ha bevuto prima, ma abbiamo fatto due partite di birra pong, ma abbiamo usato la vodka alla ciliegia, invece che la birra.”
“Aspetta.. abbiamo? Voi due avete giocato a birra pong?” Chiedo tra i denti.
“No, è vodka alla ciliegia pong.” Mi corregge Tessa, ridendo.
“Abbiamo anche vinto, due volte. Ho fatto la maggior parte dei colpi. Steph e Tristan erano abbastanza bravi, ma noi li abbiamo battuti. Due volte.” Mi ricorda di nuovo.
Questa è Tessa, la ragazza che è così abituata ad essere la migliore e la più intelligente in tutto, che si vanta anche sull’aver vinto un gioco di birra pong e amo ogni minima parte di tutto ciò.
“Vodka liscia?” Gli chiedo.
“No, è il mix con solo poca vodka, ma ne ha bevuto molto.”
“E l’hai portata qui fuori al buio, sapendo che era ubriaca marcia?” Alzo la voce.
“Harry, ti devi rilassare. Sono stata io a chiedergli se potevo uscire con lui. All’inizio mi aveva detto di no, perché sapeva che ti saresti comportato così.” Tessa si acciglia e cerca di togliere le mani dalla mia pancia nuda, ma io gliele rimetto gentilmente contro la mia pelle. Avvolgo le braccia intorno alla sua vita, tirandola ancora più vicino a me.
Rilassarmi? Mi ha davvero detto di rilassarmi?
“E non dimentichiamoci che se non mi avessi abbandonata, saresti potuto essere tu il mio partner a birra pong.” Aggiunge, la sua voce leggermente strascicata.
So che ha ragione, ma mi sta facendo incazzare. Come ha potuto giocare con Zayn, tra tutte le persone? So che lui ha ancora dei sentimenti per lei, niente in confronto a quello che provo io, ma dal modo in cui la guarda, posso dire che gli importa di lei.
“Ho ragione o ho ragione?” Mi chiede.
“Okay, Tessa.” Grugnisco, cercando di zittirla.
“Io vado dentro.” Dice Zayn, buttando la sigaretta a terra, prima di andare via.
“Sei così scontroso, forse dovresti tornare nel posto in cui te ne eri scappato.” Cerca di allontanarsi da me di nuovo.
“Non vado da nessuna parte.” Rispondo, eludendo di proposito il suo commento sulla mia assenza.
“Allora smettila di essere così scortese, perché io mi sto divertendo stasera.” Alza lo sguardo su di me. I suoi occhi sembrano anche più luminosi del solito, con le linee nere che vi ha disegnato attorno.
“Non puoi aspettarti che sia felice quando non riuscivo a trovarti, e quando finalmente ci riesco, sei fuori da sola con Zayn, tra tutti.”
“Avresti preferito che fossi qui fuori con qualcun altro?” E’ schifosamente irritabile quando è ubriaca.
“No, non stai afferrando il punto.” Scatto.
“Non c’è nessun punto, non ho fatto niente di male, quindi smettila di fare il brontolone o non voglio stare con te.” Mi minaccia.
Le voglio urlare contro, dirle che è fottutamente irritante quando è ubriaca, e tornare di sopra, ma devo ammettere che questa Tessa insolente e ubriaca è divertente. La sua scelta di parole quando cerca di insultarmi chiamandomi brontolone è carina. Inoltre, ha bevuto troppo e non esiste che la lascio da sola, neanche per un minuto, non di nuovo almeno. Voglio che passi una bella serata, soprattutto perché ero preoccupato che qualcuno avrebbe detto qualcosa di stupido e avrei dovuto picchiarlo a sangue. Diavolo, se fosse stato due settimane fa, avrei picchiato a sangue Zayn, di nuovo.
“Va bene, non sarò un brontolone.” Alzo gli occhi al cielo.
“Non devi neanche alzare gli occhi al cielo.” Mi riprende e io tolgo le braccia dalla sua vita.
“Va bene, non alzo gli occhi al cielo.” Sorrido.
“Proprio come pensavo.” Cerca di combattere il suo sorriso.
“Sei abbastanza prepotente stasera.”
“La vodka mi rende coraggiosa.” Mi informa.
Sento le sue mani abbassarsi sulla mia pancia.
“Quindi vuoi un tatuaggio?” Le chiedo, riportandole le mani più in altro, ma lei resiste alle mie azioni e mi tocca ancora più in basso.
“Sì, forse cinque. Non lo so.”
“Non ti farai un tatuaggio.” Rido, ma sono più che serio.
“Perché no?” Le sue dita giocano con l’elastico dei miei boxer.
“Parliamone domani, quando sarai sobria.” So che l’idea non la attirerà quando non sarà ubriaca.
“Entriamo.” Le dico, cercando di spostarmi da dove siamo.
Infila una mano nei miei boxer e si alza sulle punte. Presumo che voglia baciarmi sulla guancia, ma porta la sua bocca al mio orecchio. Emetto un suono sibilante quando mi stringe gentilmente nella sua mano.
“Io penso che dovremmo restare qui fuori.” Sussurra.
Cazzo.
“La vodka ti rende davvero coraggiosa.” La mia voce si incrina, tradendomi.
“Sì.. e mi fa eccitar..” Inizia a dire, troppo ad alta voce. Le copro la bocca quando un gruppo di ragazze ubriache passa di lì.
“Dobbiamo entrare, si congela e non penso che apprezzerebbero che ti scopi nei cespugli.” Faccio un sorrisetto e le sue pupille si dilatano.
“Io lo apprezzerei moltissimo.” Dice, nel momento in cui le tolgo la mano dalla bocca.
“Gesù, Tess, qualche drink e diventi una maniaca.” Rido, ricordando Seattle e le parole sporche che caddero dalle sue labbra piene.
Devo portarla dento, prima di accettare la sua offerta e trascinarla tra i cespugli.
“Solo per te.” Fa l’occhiolino e non riesco a trattenere le mie risate.
“Andiamo.” Metto la mano sul suo braccio e la tiro attraverso il giardino, fin dentro la casa.
Fa il broncio tutto il tempo e questo mi fa dolere l’inguine ancora di più, soprattutto quando mette il labbro inferiore di fuori. Potrei facilmente sporgermi e tirarlo tra i denti. Cazzo, sto male proprio come lei e non sono neanche ubriaco, forse un po’ fatto, ma non ubriaco. Si sarebbe incazzata così tanto se mi avesse trovato di sopra, non ho davvero fumato, ma ero in camera e ne avevano fatto uno scopo soffiarmi il fumo in faccia. In qualche modo, so che l’erba sarebbe l’ultima delle sue preoccupazioni se fosse entrata in quella stanza.
La tiro attraverso la folla e la guido nella stanza meno affollata al piano di sotto, che sembra essere la cucina. Tessa appoggia i gomiti sull’isola e mi guarda. Com’è possibile che sia bella come quando ha lasciato l’appartamento, quando tutte le altre ragazze hanno ormai un aspetto spaventoso? Dopo il primo drink, il loro trucco inizia a sciogliersi, i capelli ad annodarsi, e sembrano sciatte. Non Tessa, Tessa sembra una fottuta dea in confronto a loro. In confronto a chiunque.
“Voglio un altro drink, Harry.” La voce bassa.
“Non penso sia una buona idea.”
“Per favore? Mi sto divertendo, non fare il guastafeste.” Mi fa la linguaccia come una bambina.
“Va bene, un altro, ma devi smetterla di parlare come una decenne.” La prendo in giro.
“Va bene, signore. Mi scuso sinceramente per il mio linguaggio immaturo, non ripeterò..”
“O come un vecchio.” Rido.
“Cazzo, okay allora. Smetterò fottutamente di parlare come un fottuto figlio di puttana..” Non finisce la sua frase stupida perché scoppiamo entrambi a ridere troppo forte.
“Sei pazza stasera.” Le dico.
“Lo so, è divertente.” Ridacchia.
Sono contento che si stia divertendo, ma non posso evitare l’irritazione che sento a causa del fatto che si sia divertita con Zayn, non con me. Ma terrò la bocca chiusa, perché non voglio rovinarle la serata.
“Andiamo a cercare Steph.” Si raddrizza, prendendo un sorso del drink.
“Tutto apposto con lei adesso?” Le chiedo. Non so come mi sento nei riguardi di Steph. Bene, suppongo.
“Credo di sì. Eccoli!” Indica Tristan e Steph seduti sul divano.
Appena entriamo nel salotto, un gruppetto di ragazzi seduti a terra si gira per guardare Tessa. Lei è inconsapevole dei loro sguardi lascivi, ma io no. Lancio loro un’occhiataccia e quasi tutti distolgono lo sguardo, tranne un biondo che assomiglia leggermente a Noah, che continua a fissarla mentre passiamo. Dibatto se dargli un calcio in faccia sarebbe una buona idea o no, ma scelgo di prendere la mano di Tessa nella mia, almeno per adesso.
Lei abbassa di scatto la testa per guardare le nostre mani unite e ha gli occhi spalancati. Perché è così sorpresa che le abbia preso la mano? Cioè, sì, non è una cosa che faccio sentendomi a mio agio, ma lo faccio occasionalmente, o no?
“Eccovi, voi due!” Ci chiama Steph, appena ci avviciniamo.
Molly è seduta sul pavimento a fianco ad un ragazzo che penso si chiami Jason. Sono abbastanza sicuro che abbia già una posizione e suo padre possiede delle terre a Vancouver, rendendolo un marmocchio con un fondo fiduciario. Loro due sembrano fottutamente stupidi insieme, ma sono contento che lei mi stia lasciando in pace per ora. E’ così dannatamente fastidiosa e so che Tessa la odia.
“Eravamo fuori.” Dico a Steph.
“Mi annoio.” Dice Niall, agitando le dita nella sua birra.
“Vogliamo ancora uscire dopo, o no? Sono già quasi le undici.” Chiede Louis.
“Potremmo uscire dopo mezzanotte, o potremmo uscire tutti domani sera.” Suggerisce Niall.
“Chi se ne fotte, questa festa fa schifo.” Dice Molly, alzando gli occhi al cielo.
“Restiamo qua, tra poco sarà comunque mezzanotte.” Dice Steph, ignorando la sua amica occasionale.
Mi siedo alla fine del divano e tiro Tessa sulle mie gambe. Diversi occhi schizzano su di noi, ma non me ne fotte un cazzo. Sfido qualcuno a dire qualcosa al riguardo. Nel giro di qualche secondo, distolgono tutti lo sguardo, tranne Steph che mi rivolge un sorriso. Non ricambio, ma non la mando neanche a fanculo, il che è quello che inizialmente avevo intenzione di fare.
“Dovremmo giocare a obbligo o verità.” Suggerisce una voce e mi ci vuole un secondo per rendermi conto da dove è venuta.
Che diavolo? Alzo la testa per guardare Tessa che è ancora seduta sulle mie gambe.
“Certo, come se tu volessi giocare.” La deride Molly.
“Perché l’hai suggerito, odi questi giochi.” Le dico a bassa voce.
“Non lo so, stasera penso che potrebbe essere divertente.” Ghigna.
Seguo i suoi occhi verso Molly e non voglio neanche sapere cosa si sta agitando in quella sua bella testolina.

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