After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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145. Capitolo 145.

POV di Harry.
“Davvero?” Urlo, agitando le mani in aria in modo drammatico.
Tessa apre la bocca, ma nessuna parole ne esce, mentre guarda quel fottuto Trevor e poi me. Dannazione, Tessa. La rabbia mi percorre e inizio a visionare i molteplici modi in cui ho intenzione di pestarlo a sangue.
“Vado a parlare con Christian.” Dice calmo Trevor, prima di iniziare ad andare via.
Gli afferro la camicia con i pugni e lui spalanca gli occhi. Guarda Tessa come se si aspettasse che lo salvi. Non esiste, cazzone.
“Harry, per favore.” Piagnucola Tessa.
Il sangue dal suo viso inizia prosciugarsi quando stringo la mia presa sulla camicia costosa di Trevor.
“Per favore, Harry, non qui.” Mi supplica.
Voglio disperatamente ignorarla, sbattere la testa di Trevor contro il muro, ma l’espressione sul viso di Tessa mi ferma. Lo lascio e lui si allontana dopo essersi sistemato la manica.
“Vattene a fanculo da qua.” Gli dico, mentre si affretta lungo il corridoio.
“Harry..”
“Davvero, Tessa? Devi starmi prendendo fottutissimamente in giro.” Dico.
Quando guardo Kimberly, alza le mani sconfitta, prima di prendere un raccoglitore dalla scrivania e lasciarci da soli. Tessa lancia un’occhiata alla sua amica, facendomi quasi ridere.
“Abbiamo solo pranzato insieme, Harry, questo è tutto.” Si difende e va verso il suo ufficio.
La seguo lungo il corridoio, fino al suo ufficio, chiudendolo a chiave, appena siamo entrambi dentro.
“Pranzo, questo è tutto? Quale parte di ‘stagli lontana’, non capisci?” Dico immediatamente.
“Non parlarmi come se fossi una bambina.”
“Smettila di comportarti come tale, allora.”
“In che modo mi starei comportando da bambina? Sono andata a pranzo con un collega.” Si mette le mani sui fianchi, frustrata.
“Un collega al quale ti avevo detto di non avvicinarti.” Alzo la voce.
“Devi abbassare la voce. Questo è il mio lavoro.”
“Stage.” La correggo.
“Che?”
“Non sei una vera impiegata, solo una stagista.” Le ricordo duramente.
“Quindi siamo tornati a questo?” La tristezza le ricopre il volto.
“Tornati a cosa? A me che ti ricordo di non vantarti per cose che non possiedi?”
“Davvero?” Mi sfida.
Serro la mascella e fisso la mia testarda.. fidanzata. So che sono sull’orlo dell’essere troppo cattivo e sto cercando di non attraversare il confine, ma sono così fottutamente incazzato.
“Perché sei qui?” Mi chiede e si siede nella sua sedia dietro la scrivania.
“Ero venuto per portarti a pranzo così non avresti dovuto camminare nella neve, ma vedo che stavi bene anche senza di me.” Ringhio.
“Non è chissà cosa, siamo andati a mangiare e tornati subito dopo. Devi calmarti con la gelosia.”
“Gelosia? E’ questo che pensi che sia?” Sbuffo una risata.
“Cos’altro potrebbe essere?”
“Non è gelosia.” Dico di nuovo.
Ovvio che è gelosia. E paura, ma non ho intenzione di ammetterlo.
“Sì, invece.” Dice tra i denti.
“Dannazione, no, non lo è. Si tratta di te.. di te che passi il tempo con lui dopo che io ti ho specificatamente detto di non volertici vicino.”
“Quante volte ti devo dire di smetterla di comandarmi a bacchetta in questo modo? Non ho fatto niente di male, non è che sia successo qualcosa.”
“Come no.” Alzo gli occhi al cielo.
“Sono abbastanza sicura che abbia ricevuto il messaggio dopo che ha provato a..” Si ferma a metà frase e si copre la bocca con le mani.
Il cuore mi batte fuori dal petto. Cosa cazzo ha provato?
“Ha provato.. a.. cosa?” Dico piano, il mio tono le manda un visibile brivido lungo la spina dorsale.
“Niente.” Mente. Mi si annebbia la vista e tutto ciò che vedo è rosso.
“Dimmelo.. adesso.” Ordino.

POV di Tessa.
Scuoto la testa e faccio qualche passo indietro. So che sono nel torto stavolta. Ho chiesto onestà da parte di Harry e ho omesso di dirgli dell’appuntamento e il fatto che Trevor abbia provato a baciarmi, nonostante tutte le confessione che lui ha fatto a me. Non mi piace come ci si sente, il modo in cui io ho torto e lui ragione, per la maggior parte almeno. Non voglio che pensi di potermi controllare, ma avrei dovuto dirgli dell’appuntamento con Trevor quando è successo. Sono stata così dura con lui per avermi mentito, quando io stavo facendo la stessa cosa.
“Tessa, che Dio mi aiuti, se non me lo dici adesso, me ne vado da quest’ufficio e lo trovo, e ti assicuro che lui me lo dirà.” Minaccia.
L’immagine di Harry che fissa Trevor al pavimento mentre lo colpisce ripetutamente, si ripete nella mia testa mentre Harry si dirige verso la porta.
“Okay! Okay! Vieni qua.” Entro nel panico e mi alzo.
Toglie la mano dalla maniglia e mi guarda, aspettando una risposta. Considero di mentire di nuovo, ma so che renderebbe solo le cose peggiori.

POV di Harry.
“Ora.” Sibilo.
“Potrei essere andata a cena con lui.” Squittisce.
Che?
“Potresti? Che cazzo significa?”
“E’ successo.. okay, sono andata a cena con lui a Seattle.” Sembra terrificata.
Deve esserlo, dannazione, no, non deve. Non voglio che abbia paura di me. Combatto il bisogno di dare un pugno nel muro.
“Perché?” Respiro.
Tra tutte le cose che mi ero aspettato dicesse, questa non mi era proprio passata per la testa. Mi ero aspettato che dicesse che ci aveva provato con lei, che aveva provato a chiederle di uscire, che aveva provato a baciarla. Non avevo idea che quello che avrebbe rivelato sarebbe stato qualcosa che ha fatto lei, volontariamente, con Trevor.
“Mi ha chiesto di andare a cena ed io ero così arrabbiata con te.” Dice, le trema il labbro inferiore.
“Com’è stato?” Cammino avanti e indietro nel piccolo ufficio, tirandomi i capelli come uno psicopatico, ma questa sembra essere l’opzione migliore, messa a confronto col rompere tutto in questa camera.
“Cosa?”
“Com’è stato, Tessa? Ti sei divertita?” Brontolo.
Sono sorpreso nello scoprire che sono più.. dispiaciuto che arrabbiato. Dispiaciuto perché lei è corsa da lui quando non voleva me, dispiaciuto perché lui è tutto quello che io non potrà mai essere, per lei. Hanno più cose in comune, lui andrebbe d’accordo con sua mamma, lui non la ferirebbe nel modo in cui ho fatto io, lui potrebbe darle la vita di cui lei ha bisogno e che merita.
“Harry..”
“Dimmelo.”
“Non mi sono divertita.” Dice. So che sta mentendo.
“Voglio i dettagli.”
“Harry..”
“Non dirmi Harry, cazzo! Dimmi tutto, adesso!” Urlo.
Si acciglia leggermente, ma tiene la sua posizione a qualche metro di distanza.
“No.”
“E’ ironico, no, che ti aspetti la verità da me e ti comporti come se tu fossi un perfetto angioletto, quando sei cattiva proprio come me.” Sputo.
“Andare ad un appuntamento con qualcuno mentre noi non eravamo neanche insieme, non è per niente come ciò che hai fatto tu!” Urla in risposta. Ha la faccia rossa di rabbia e io voglio lanciare qualcosa nella stanza.
“Dimmi i dettaglio adesso, o me ne vado.” Minaccio, non pensandolo davvero.
Una cosa che non potrei fare è lasciarla.
“Va bene! Vuoi i dettagli? Siamo andati a cena e siamo stati bene.”
“Poi..” La guardo torvo.
Ho deciso che lo cercherò dopo che me ne sarò andato da quest’ufficio e lo farò supplicare perché gli spezzi le ossa.
“Poi niente.. ha provato a baciarmi, ma io gli ho detto che non ero pronta e lui l’ha accettato. Ecco, nient’altro.” Dice.
“Ti ha toccato?” Urlo.
“No, beh, aveva le mani sulla mia vita, ma non ha fatto nient’altro.”
Ha provato a baciarla. Quel fottuto Trevor ha messo le mani sulla mia Tessa e ha cercato di baciarla.
“Io non voglio lui, Harry, voglio solo te. Perché non lo capisci?” Mi chiede, ha gli occhi lucidi e i pugni chiusi lungo i fianchi.
“Forse perché sei andata ad un appuntamento con un altro fottuto tizio.” Scatto.
“Anche tu sei uscito con una persona! Hai letteralmente fatto la stessa identica cosa.”
“No, io sono uscito con una persona che ti somigliava. Tu sei uscita con il mio esatto opposto.”
“E’ di questo che si tratta, giusto? Non si tratta di Trevor, si tratta di te che sei paranoico sul fatto che io possa volere qualcuno come lui.. come me.” Mi richiama rabbiosamente.
“No, non è vero!”
“Sì, invece! E smettila di urlare, ci sono altre persone qui!” Urla molto più forte di me.
“Perché non l’hai baciato?”
“Perché non volevo. Ho pensato a te per tutto il tempo.” Dice.
“Come no.”
“E’ vero, ogni volta che diceva qualcosa, pensavo a come l’avresti detto tu, cosa avresti fatto tu.” Le sue parole mi calmano leggermente, ma sono ancora irato.
“Vieni qui.” Allunga le mani perché vada da lei.
“No.” Abbaio.
“Per favore?” Mi supplica e io alzo gli occhi al cielo per la mia mancanza di auto controllo, mentre le vado incontro.
Si appoggia alla scrivania e mi attira difronte a lei.
“Voglio solo te, Harry, ti amo e non voglio stare con nessun altro, solo con te.” Mi guarda con talmente tanta intensità, che devo distogliere lo sguardo.
“Avresti dovuto dirmelo.” Cerco di trattenere la rabbia, ma la sento lentamente scivolare via.
“Lo so, mi dispiace. Mi perdoni?” Praticamente mette il broncio.
Dannazione, è brava.
“Sono comunque incazzato con te e gli farà comunque il culo.”
“Per favore, no. Ci devo lavorare insieme ed è innocuo. Davvero. Tra l’altro si trasferisce a Seattle a marzo.” Dice e il ghiaccio mi riempie le vene.
“Davvero?” Cerco di restare neutrale. Ovviamente il fottuto Trevor si trasferisce a Seattle, il posto in cui vuole trasferirsi anche Tessa. Il posto in cui io non ho intenzione di trasferirmi e mai lo farò. Mi chiedo se ha pensato di andare con lui? No, non lo farebbe. Vero? Cazzo, non lo so.
“Sì, quindi non sarà nei paraggi. Per favore, lascialo stare e basta.” Mi stringe le mani con le sue e io abbasso lo sguardo su di lei.
“Va bene, cazzo, va bene. Non lo toccherò.” Sospiro.
Non posso credere che ho appena acconsentito a lasciarlo passare col fatto che ha provato a baciarla.
“Grazie, ti amo tantissimo.” Mi dice, i suoi occhi blu-grigi fissano i miei.
“Sono comunque incazzato con te per avermelo nascosto, e per non avermi ascoltato.”
“Lo so..” Si lecca il labbro inferiore. “Lascia che mi faccia perdonare?” Chiede con voce tremante.
Che?
“Voglio.. voglio mostrarti che amo solo te.” Le si accendono le guance di un profondo rosso e porta le mani sulla mia cintura, mentre si mette sulle punte per baciarmi.
Sono confuso, incazzato e incredibilmente eccitato, e lei fa scorrere la lingua sul mio labbro inferiore. Gemo immediatamente e la alzo sulla scrivania. Le sue mani tremanti armeggiano di nuovo con la mia cintura, stavolta togliendola. Le alzo l’orlo della sua gonna ridicolosamente lunga in cima alle cosce, per fortuna che oggi non ha messo le calze.
“Mi dispiace, piccolo.” Respira contro il mio collo, avvolgendo le gambe intorno alla mia vita.
Gemo per come queste parole suonano uscendo dalle sue labbra piene e sto amando la sua dominanza improvvisa appena prende il controllo, tirandomi i jeans lungo le gambe.
“Ce l’hai?” Le chiedo, riferendomi al suo ciclo.
“Sì.. tu no.” Arrossisce e prende la mia lunghezza nella sua mano.
Sibilo e lei sorride, mentre pompa lentamente, troppo lentamente.
“Non stuzzicarmi.” Ringhio e lei muove la mano più velocemente, mentre succhia la pelle sul mio collo.
Se questo è il suo modo di fare ammenda con me, le do il permesso di fare stronzate più spesso. Finché non implicano lei e un altro.
“Voglio scoparti.” Le tiro la testa all’indietro dai capelli, perché mi guardi.
Scuote la testa e un sorriso timido le appare sulle labbra.
“Sì.”
“Non possiamo.” Guarda verso la porta.
“L’abbiamo fatto prima.”
“Intendo.. a causa del.. lo sai.”
“Non è così male.” Faccio spallucce. Non è davvero male come presumono le persone.
“Non andrà.. sai, a finire ovunque?”
“No, adesso smettila di pensarci e piegati sulla scrivania.” Ordino e lei spalanca gli occhi.
Nonostante il fatto che si stia comportando timidamente, le sue pupille sono dilatate, facendomi sapere quanto anche lei lo vuole.
La sua mano rimane su di me, muovendosi lentamente e io le allargo ancora di più le gambe, disfacendomi della barriera, prima di toglierle la mano e infilare il preservativo.
Scende dalla scrivania per piegarvisi sopra, alzandosi la gonna sul sedere. Cazzo se non è la cosa più sexy che ho mai visto in tutta la mia vita, nonostante le circostanze.

POV di Tessa.
Sto cercando di nascondere il mio imbarazzo mentre scivola in me, non è per niente diverso, beh, al massimo è meglio. Mi sento leggermente sporca nel farlo, ma quando si tratta di Harry, ho fatto molte cose che non avrei mai preso in considerazione prima. Mi ero aspettata che mi urlasse contro, provasse ad uccidere Trevor, e anche che rompesse con me, ma in qualche modo, sono finita piegata sulla mia scrivania. Non mi lamento.
Una delle sue mani affonda nel mio fianco, mentre l’altra mi afferra i capelli, spinge dentro me inesorabilmente e mi copro la bocca per soffocare i gemiti e le urla. So che finirà presto, posso dirlo dalle sue spinte spietate. Mi sento come se il cervello stesse galleggiando, i muscoli si stringono e vengo, mordendomi la mano per restare in silenzio.
“Non.. ti.. avvicinare.. di.. nuovo.. a.. lui.” Ordina a bassa voce ma duramente, mentre i suoi movimenti diventano più bagnati e resta dietro di me.
“Okay.” Respiro, non completamente sincera, ma troppo stanca per protestare.
Mi lascia un bacio sulla schiena, sulla maglietta, mentre mi alzo, aggiustandomi i vestiti. Devo andare in bagno. Dio, è strano, non posso negare che mi sia piaciuto, ma è comunque strano.
“Pronta?” Mi chiede.
“Per cosa?” Dico, il respiro irregolare.
“Andare a casa.”
“Non posso andare a casa.. sono solo le due.” Indico l’orologio sul muro.
“Non fa niente, parlerò col tuo capo se c’è bisogno.” Ghigna.
Alzo gli occhi al cielo, ma sono felice che sembri essere di umore leggermente migliore.
“Chiama il suo ufficio mentre esci.” Istruisce Harry e mi prende la borsa dalla scrivania.
“Potresti volerti ritappare presto.” Sorride e io gli colpisco il braccio.
“Smettila di dirlo!” Mi lamento, facendolo sorridere.

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