After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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144. Capitolo 144.

La mia sveglia suona ed Harry emette un verso di lamento per il rumore odioso.
“Tess..” Piagnucola, girandosi e coprendosi la testa col cuscino.
La spengo velocemente ed esco dal letto per preparami per il mio primo giorno di ritorno alla Vance. Quando esco dalla doccia, mi avvolgo un asciugamano intorno al corpo bagnato e mi dirigo in cucina per accendere il fuoco sotto la macchinetta del caffè. Sono un po’ nervosa di rivedere Kimberly, non so quale sarà la sua reazione al fatto che io e Harry siamo tornati insieme. Non è un tipo che giudica, ma non so quale sarebbe la mia reazione se fosse lei quella ad attraversare questa stessa situazione con Christian. Lei non conosce tutti i dettagli, ma sa che sono abbastanza brutti da non volerglieli dire.
E neanche ho fretta di vedere Trevor, in un certo senso sì, perché lui è molto carino e andiamo d’accordo alla grande, ma ho la sensazione che non sarà entusiasta dal fatto che sono impegnata, di nuovo. Sinceramente, lo sono sempre stata dal giorno in cui l’ho conosciuto. Con la mia tazza di caffè fumante in mano, vado verso la grande finestra nel salotto. La neve sta scendendo spessa, vorrei che la smettesse. Odio fare il tragitto per andare a lavoro, nella neve perché devo percorrere la superstrada per la maggior parte, fino alla Vance.
“’Giorno.” La voce di Harry dal corridoio mi fa trasalire.
“’Giorno.” Sorrido e prendo un altro sorso di caffè.
“Non dovresti star dormendo?” Gli chiedo mentre si strofina gli occhi assonnati.
“Non dovresti essere vestita?” Rivendica.
Sorrido e lo supero per andare in camera da letto e vestirmi, lui da uno strattone all’asciugamano e me la tira dal corpo, facendomi dare uno strillo e correre verso la camera. Sento i suoi passi dietro di me e chiudo la porta a chiave. Dio sa cosa succederà sa lo faccio entrare. La mia pelle si infiamma al pensiero, ma non ho tempo per quello ora come ora, devo prepararmi.
“Bello, molto maturo.” Dice attraverso il legno.
“Non ho mai sostenuto di essere matura.” Sorrido e vado verso l’armadio.
Decido di indossare una gonna lunga nera e una blusa rossa, non i miei vestiti più lusinghieri, ma è il mio primo giorno di ritorno e sta nevicando.
Dopo essermi truccata leggermente nello specchio a figura intera nell’armadio, tutto ciò che mi è rimasto da fare è asciugare i capelli. Quando apro la porta, Harry è introvabile. Mi asciugo superficialmente e velocemente i capelli, prima di legarli in una crocchia ben stretta.
“Harry?” Prendo la borsa e il telefono.
Nessuna risposta. Dov’è? Il cuore mi inizia a battere forte mentre mi muovo nell’appartamento per cercarlo. La porta d’ingresso si apre e lui entra, ricoperto di neve.
“Dov’eri? Mi stavo innervosendo.”
“Per cosa?” Mi chiede.
“Non lo so, in realtà, che fossi ferito o qualcosa del genere?” Suono ridicolo.
“Ti stavo solo accendendo la macchina, così è calda per quando scendi.” Fa spallucce e si toglie gli stivali zuppi, lasciando una pozzanghera di fanghiglia sul pavimento.
“Davvero?” Non riesco a nascondere la mia sorpresa.
“Già..”
“Chi sei?” Rido.
“Non iniziare con quella merdata, o scendo e ti taglio i freni.” Dice.
Alzo li occhi al cielo e rido per la sua minaccia fine a sé stessa. “Beh, grazie, odio guidare nella neve, almeno adesso l’auto sarà calda.” Sorrido.
“Posso.. posso accompagnarti?” I suoi occhi incontrano i miei.
Adesso non so davvero chi è. Per la maggior parte della giornata di ieri è stato educato e ora mi riscalda l’auto e si offre di accompagnarmi al lavoro, per non parlare di come ha riso forte ieri sera, tanto che aveva gli occhi lucidi. L’onestà gli dona proprio.
“Oppure no.” Aggiunge, quando ci metto troppo per rispondere.
“Mi piacerebbe moltissimo, se puoi.” Gli dico e lui si rimette gli stivali.
“Fortuna che la tua macchina è una merda, o qualcuno avrebbe potuto rubarla mente era qui giù, accesa.” Dice Harry, mentre esce dal parcheggio.
“Non è una merda.” La difendo, guardando il piccolo graffio sul finestrino del passeggero.
“Comunque, stavo pensando che quando settimana prossima ricominciano le lezioni, andremo al campus insieme, giusto? Le tue lezioni sono più o meno agli stessi orari delle mie, quindi ha senso. Poi i giorni in cui io vado alla Vance, prenderò la mia auto e poi ci rivedremo a casa.” Suggerisco.
“Okay..” Fissa oltre il parabrezza.
“Che c’è?”
“E’ solo che vorrei mi avessi detto quali lezioni avresti preso.”
“Perché?”
“Non lo so.. magari avrei potuto prenderne una con te, invece di te e Liam che vi prenotate per le stesse lezioni.”
“Tu hai già preso francese e letteratura americana e non penso saresti interessato in Religione Mondiale.”
“Infatti.” Sbuffa una risata.
So che questa conversazione non andrà da nessuna parte, quindi sono grata quando arriviamo alla Vance. La neve ha rallentato, ma è comunque presente. Harry ferma la mia auto vicino all’entrata per minimizzare la mia esposizione al freddo.
“Sarò qui alle quattro.” Dice e io annuisco, prima di allungarmi nel piccolo spazio per baciarlo.
“Grazie per avermi accompagnato.” Sussurro contro le sue labbra, toccandole ancora una volta.
“Mhmm..” Mormora e io mi allontano.
Quando esco dall’auto, Trevor appare a qualche metro di distanza, il suo completo nero chiazzato con qualche fiocco di neve. Mi sento un buco nello stomaco quando mi rivolge un sorriso caldo.
“Ehi, chi non muore si..”
“Tess!” Harry chiama il mio nome e sbatte la portiera per aggirare l’auto e raggiungere il mio lato.
Gli occhi di Trevor vanno su Harry e poi di nuovo su di me e il suo sorriso sparisce.
“Hai dimenticato una cosa..” Dice Harry, passandomi una pena.
Che diavolo?
“Una penna?” Alzo un sopracciglio.
Annuisce e avvolge le braccia intorno alla mia vita, premendo forte le sue labbra contro le mie. Se non fossimo in un parcheggio e non mi sentissi come se questo fosse il suo modo malato di marchiare il suo territorio, mi piacerebbe l’aggressività con cui la sua lingua divide le mie labbra. Mi allontano e lui ha un’espressione compiaciuta sul volto. Rabbrividisco e mi strofino le mani sulle braccia. Avrei dovuto mettere una giacca più pesante.
“Piacere di vederti. Trenton, giusto?” Lo deride Harry.
So dannatamente bene che conosce il suo nome. E’ così scortese.
“Uh.. sì. Anche per me è un piacere vederti.” Mormora Trevor e sparisce attraverso le porte scorrevoli.
“Che diavolo era quello?” Riprendo Harry.
“Cosa?” Ghigna.
“Sei proprio un cretino.” Mi lamento.
“Sta’ lontana da lui, Tess. Dico davvero.” Mi ordina, baciandomi sulla fronte per addolcire le sue parole dure.
Alzo gli occhi al cielo e entro nell’edificio sbattendo i piedi a terra come una bambina.
“Com’è andato il tuo Natale?” Mi chiede Kimberly, mentre prendo una ciambella e una tazza di caffè. Probabilmente non dovrei berne un’altra, ma Harry mi ha irritata col suo comportamento da uomo delle caverne e l’odore del caffè da solo, mi calma.
“E’..”
Oh, sai com’è, mi sono ripresa Harry e poi ho scoperto che si è ripreso a fare sesso con molteplici ragazze, rovinando la vita di una di loro, poi me lo sono ripreso di nuovo. Mia madre si è presentata al mio appartamento e ha fatto una scenata, adesso non ci parliamo. La madre di Harry era in città e abbiamo dovuto fingere di stare insieme anche se non era vero, il che ci ha praticamente portato a rimetterci insieme e tutto è andato liscio finché mia madre non ha detto a sua madre del fatto che lui mi ha tolto la verginità per una scommessa. Oh, e Natale è stato bellissimo, Harry ha picchiato a sangue suo padre e dato un pungo in una vetrina. Il solito.
“E’ stato grandioso. Il tuo?” Decido di andare con la versione breve.
Kimberly si immerge nel suo meraviglioso Natale con Christian e suo figlio. Il bimbo ha pianto quando ha visto la bicicletta che gli aveva portato “Babbo Natale”, ha persino chiamato Kimberly “mammina Kim”, il che le ha riscaldato il cuore, ma l’ha anche messa leggermente a disagio.
“E’ strano, sai, pensare a me stessa come tutore di qualcuno o qualsiasi cosa sia. Non sono sposata, neanche fidanzata ufficialmente con Christian, quindi non conosco il mio posto con Smith.” Dice.
“Io credo che Smith e Christian siano fortunati ad averti nelle loro vite, qualsiasi sia il tuo titolo.” L’assicuro.
“Sei saggia oltre i tuoi anni, signorina Young.” Sorride e io mi affretto nel mio ufficio dopo aver dato un’occhiata all’orologio.
La mattinata vola via, il manoscritto che sto leggendo è leggermente noioso, mi sento terribile per pensarlo, perché so quanto tempo è stato impiegato a scriverlo, ma non me lo vedo ad essere pubblicato. L’unica “regola” che il signor Vance mi ha dato quando ho iniziato qui è stata: “se pensi a qualsiasi altra cosa mentre leggi le prime cento pagine, buttalo.”
Non riesco a smettere di pensare a qualsiasi cosa tranne che a questo libro e sono solo alla pagina settantacinque. Rabbrividisco mentre marchio la prima pagina con un grande timbro rosso e la metto nel cestino dei “fuori”.
Quando arriva l’ora di pranzo, Kimberly non è alla sua scrivania. Devo iniziare a portarmi il pranzo da casa, così che non devo mangiare da sola. Potrei sempre ordinare qualcosa, ma preferisco andare alla porta a fianco e prendere qualcosa di piccolo. Compongo il numero di Harry mentre scendo in ascensore verso l’ingresso, ma lui non risponde.
Quando l’ascensore si ferma al terzo piano, urlo silenziosamente mentre Trevor entra.
“Ehi.” Dico, la voce piccola.
Non so perché mi sento così a disagio, non è che stessi insieme a Trevor o niente del genere. Abbiamo avuto un appuntamento e mi sono divertita. Mi piace la sua compagnia e a lui piace la mia. Ecco tutto.
“Com’è stata la tua pausa natalizia?” Mi chiede, i suoi occhi blu brillano sotto le luci fluorescenti.
“Bella. La tua?” Spero che non me lo chieda più nessuno oggi.
“Bella. Abbiamo avuto una grande risposta al rifugio in centro, abbiamo dato a mangiare ad oltre trecento persone.” Dice fiero.
“Wow, trecento persone? E’ incredibile.” Sorrido. La tensione tra noi sta quasi diminuendo.
“E’ stato davvero bellissimo. Si spera che l’anno prossimo avremo ancora più risorse e potremo nutrirne cinquecento.” E’ così gentile.
“Stai andando a pranzo?” Mi chiede appena usciamo entrambi dall’ascensore.
“Sì, andrò da Firehouse, dato che non ho la macchina.” Dico, non volendo parlare di me e Harry al momento.
“Puoi venire in macchina con me, se vuoi, sto andando da Panera, ma posso portarti prima da Firehouse, non dovresti camminare nella neve.” Mi propone educatamente.
‘Sta’ lontana da lui, Tess. Dico davvero.’ Mi ha avvisata Harry. Beh, Harry non è qui e io non sono una bambina, pranzare con un amico va perfettamente bene. Soprattutto perché Harry non è qui, se ci fosse, non posso dire che avrei la stessa opinione insolente.
“Panera va bene.” Sorrido e ci dirigiamo verso la sua auto.
I sediolini riscaldati della sua BMW mi riscaldano il corpo prima ancora che usciamo dal parcheggio.
Io e Trevor restiamo maggiormente in silenzio mentre ordiniamo il pranzo e ci sediamo ad un piccolo tavolo verso il retro.
“Sto pensando di trasferirmi a Seattle.” Mi dice Trevor, mentre intingo un cracker nella mia zuppa di broccoli.
“Davvero? Quando?” Chiedo ad alta voce, cercando di parlare sulle tante voci della folla dell’ora di pranzo che ha deciso per il Panera Bread oggi.
“Marzo. Christian mi ha offerto un lavoro lì, una promozione a capo delle finanze nella nuova filiale e sto considerando seriamente di accettare.”
“Congratulazioni. E’ davvero una bellissima notizia.” Gli dico e lo penso davvero.
“Grazie, mi piacerebbe moltissimo gestire tutto il dipartimento finanze e ancora di più mi piacerebbe trasferirmi a Seattle.” Si pulisce gli angoli della bocca con un tovagliolo.
Perché Harry non può pensarla allo stesso modo su Seattle?
Quando torniamo alla Vance, la neve si è trasformata in una pioggia ghiacciata e corriamo entrambi nell’edificio. Rabbrividisco quando raggiungiamo l’ascensore. Trevor mi offre la sua giacca, ma io rifiuto velocemente.
“Devo andare al tuo piano per parlare con Christian.” Dice e io annuisco.
“Quindi tu e Harry vi state vedendo di nuovo?” Chiede alla fine. Stavo aspettando lo facesse.
“Sì.. stiamo cercando di risolvere le cose.” Mi mordo la guancia.
“Oh.. quindi sei felice?” Abbassa lo sguardo su di me.
“Sì.”
“Beh, sono felice per te.” Si passa le mani sui capelli neri e so che sta mentendo, ma apprezzo il fatto che non stia rendendo la situazione ancora più imbarazzante.
Quando esco dall’ascensore, Kimberly ha un’espressione strana, sono confusa dal modo in cui sta guardando me e Trevor, finché non seguo i suoi occhi su Harry appoggiato contro il muro.

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