After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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142. Capitolo 142.

Dopo che l’appartamento è pulito secondo i miei standard, non quelli di Harry, vado al negozio per comprare i tamponi e un po’ di cose nel caso Ken, Karen e Liam vengano a casa. Harry ha provato ad accompagnarmi, ma sapevo che mi avrebbe preso in giro tutto il tempo sui tamponi, quindi l’ho fatto restare a casa. Lui si è assicurato di mettermi in imbarazzo finché non sono uscita dalla porta.
Il piccolo supermercato in fondo alla strada del nostro appartamento, Conner, di solito è vuoto, ma oggi è pieno zeppo di clienti. La donna anziana alla cassa sembra infastidita quando poggio i prodotti sul nastro. Dopo che ha passato tutte le cose, striscio la mia carta di credito.
“In questa corsia solo contanti.” Sbuffa.
Alzo lo sguardo sul piccolo cartello sulla mia testa, con su scritto chiaramente ‘solo contanti’. Grandioso.
“Pensa di potermi lasciar pagare con questa solo per questa volta?” Chiedo. Sono stata in fila per venti minuti, non voglio farla di nuovo.
“Non posso, mi dispiace.” Risponde la donna dai capelli grigi.
“Oh, andiamo, Gloria, è solo per una volta.” Dice dalla cassa a fianco un giovane uomo con la pelle abbronzata e i capelli neri. Le rivolge un sorriso fascinoso e lei sospira.
“Solo per questa volta.” Si arrende e la ringrazio, prima di strisciare di nuovo la carta.
Quando esco fuori, l’aria fredda mi colpisce, facendomi rabbrividire. Non vedo l’ora che sia primavera, spero che l’inverno non sia lungo quest’anno.
“Prende il suo lavoro un po’ troppo seriamente a volte.” Dice una voce, mi giro e trovo il tipo di prima. La sua targhetta dice Jonah e ora indossa una giacca di pelle nera pesante.
“Posso dirlo.” Rido. “Grazie per prima, sarei rimasta in fila per tutto il giorno.”
“Nessun problema. Felice di aver aiutato.” Sorride e alza un casco sulla testa.
“Grazie ancora.” Gli dico e lo guardo montare sulla motocicletta.
Non so quanto sia intelligente guidare una moto con questo tempo, ma almeno non sta nevicando. La motocicletta si accende con un forte rombo e io entro in macchina.
Quando torno, Harry è seduto sul divano col suo raccoglitore sulle gambe e una penna tra le labbra. Amo vederlo in questo modo, qualcosa in lui quando lavora è talmente attraente. Tutto di Harry è attraente, ma questo è verso la cima della lista.
“E’ tutto o ci sono altre buste?” Mi chiede, togliendosi il raccoglitore dalle gambe e poggiandolo sul tavolino di fianco.
“E’ tutto.” Vado in cucina per sistemare gli alimenti.
“Hai chiamato tuo padre?” Gli chiedo dalla cucina.
“No.. ti stavo aspettando.” Risponde.
Appare in cucina qualche momento dopo e si siede al tavolo.
“Lo chiamo ora.” Sospira.
Annuisco e mi siedo di fronte a lui mentre si preme il telefono all’orecchio.
“Uh.. ehi.” Dice Harry nel microfono.
Mette il telefono in vivavoce e lo poggia sul tavolo tra noi.
“Harry?” La voce di Ken è sorpresa.
“Sì.. uhm, senti, mi stavo chiedendo se volete venire a casa o qualcosa del genere.”
“Venire a casa tua?” Chiede Ken.
Harry alza lo sguardo su di me e posso dire che si sta già spazientendo. Allungo la mano sul tavolo per poggiarla sulla sua e annuisco in incoraggiamento.
“Sì.. tu, Karen e Liam. Possiamo scambiarci i regali, dato che ieri non l’abbiamo fatto. Mamma se n’è andata.” Dice.
“Sei sicuro che vada bene?” Chiede Ken a suo figlio.
“Te l’ho appena chiesto, o no?” Dice Harry e io gli stringo la mano.
“Cioè.. sì, va bene.” Si corregge e io gli sorrido.
“Oh, beh, devo parlare con Karen, ma so che ne sarà entusiasta. A che ora va bene per te?”
Harry mi guarda. Gli mimo “due” e lui lo dice a suo padre.
“Okay, beh, ci vediamo alle due.”
“Tessa scriverà l’indirizzo a Liam.” Dice Harry ed attacca il telefono.
“Non è stato tanto male, giusto?” Gli chiedo.
“Come no.” Alza gli occhi al cielo.
“Che devo indossare?”
“Questo.” Indica i miei jeans e la t-shirt della WSU.
“Decisamente no. Questo è il nostro Natale.”
“No, è il giorno dopo Natale, quindi dovresti indossare i jeans.” Sorride e si tira il piercing al labbro.
“Non ho intenzione di indossare i jeans.” Rido e vado verso la stanza per decidere cosa mettere.
Sto tenendo il vestito bianco contro il mio petto davanti allo specchio, quando Harry entra in camera.
“Non lo so se indossare qualcosa di bianco sia l’idea migliore.” Sorride.
“Per l’amor di Dio, smettila!” Mi lamento.
“Sei carina quando sei imbarazzata.” Scherza e io prendo il vestito marrone dall’armadio.
Questo vestito ha molti ricordi per me, l’ho indossato alla mia prima festa della confraternita con Steph. Mi manca Steph, nonostante la rabbia che sento.. sentivo verso di lei. Mi sento tradita da lei, ma allo stesso tempo aveva ragione quando ha detto che non è giusto da parte mia, perdonare Harry, ma non lei, è stato lui a fare il danno maggiore.
“Che succede in quella tua mente?” Mi chiede Harry.
“Niente.. stavo solo pensando a Steph.”
“Cosa in particolare?”
“Non lo so.. mi manca, più o meno.”
“Oh.”
“A te mancano i tuoi amici?” Gli chiedo. Non ha menzionato nessuno di loro dalla lettera.
“No, preferisco passare il mio tempo con te, piuttosto che con loro.” Fa spallucce.
Mi piace questo Harry onesto.
“Potresti comunque passare il tempo con loro.” Gli dico.
“Immagino di sì. Non lo so, non mi interessa molto. Poi vuoi stare con loro.. sai, dopo tutto quanto?” Focalizza gli occhi sul pavimento.
“Non lo so.. ma sarei disposta a provare almeno e vedere come va. Non Molly però.” Mi acciglio.
“Ma voi due siete grandi amiche.” Sorride.
“Ugh, basta parlare di lei. Cosa pensi faranno a Capodanno?” Chiedo, non so come sarà stare con tutti loro, ma mi manca avere degli amici, o quelli che pensavo essere amici.
“Saranno ad una festa. Louis è ossessionato con il Capodanno, sicura di voler uscire?”
“Sì.. se mi esplode in faccia, allora l’anno prossimo resteremo a casa.” Sorrido.
Harry spalanca gli occhi quando parlo del prossimo anno, ma decido di ignorarlo. Ho bisogno che oggi sia una giornata pacifica, considerando che stiamo provando a festeggiare di nuovo Natale, e quello originale è stato un enorme disastro.
“Devo preparare qualcosa da mangiare per tutti. Avrei dovuto dire le tre, è già mezzogiorno e non sono neanche pronta.” Mi strofino le mani contro il viso struccato.
“Vai a prepararti, preparo io qualcosa.. solo assicurati di mangiare solo quello che metto nel tuo piatto.” Ghigna.
“Scherzi sull’avvelenare tuo padre, adorabile.” Lo stuzzico e lui fa spallucce prima di lasciare la stanza.
Mi lavo la faccia e mi trucco, prima di togliere i capelli dalla coda e arricciare le punte.
Quando finisco di prepararmi e vestirmi, riesco a sentire l’odore di aglio venire dalla cucina. Ha un odore delizioso. Prendo la scatola di tamponi dal comò e rabbrividisco per lo strano nomignolo che Harry ha dato loro.
Quando lo raggiungo in cucina, ha sistemato i vassoi di frutta e verdura che ho comprato da Connor, sul tavolo, insieme ai piatti e le posate d’argento. Sono impressionata dal modo in cui ha apparecchiato e combatto il bisogno di risistemare alcune cose. Sono contentissima che Harry sia stato disposto ad invitare suo padre al nostro appartamento e ancora più sollevata dal fatto che oggi sembra essere di buon umore. La nostra compagnia sarà qui tra mezz’ora. Pulisco il piccolo pasticcio che Harry ha fatto mentre cucinava e ora l’appartamento è di nuovo immacolato.
“Grazie per aver fatto tutto questo.” Avvolgo le braccia intorno alla sua vita, mentre lui sta davanti al forno.
“Non è niente.” Fa spallucce.
“Stai bene?” Gli chiedo, togliendo le braccia dalla sua vita per girare il suo viso verso di me.
“Sì.. bene.”
“Sicuro di non essere un po’ nervoso?” Chiedo, posso dire che lo è.
“No.. beh, solo un po’. E’ solo fottutamente strano il fatto che venga qui, sai?”
“Lo so. Sono molto fiera di te per averlo invitato.” Premo la guancia contro il suo petto e lui sposta le mani sulla mia vita.
“Davvero?”
“Certo che sì, pi.. Harry.”
“Cosa stavi dicendo?”
“Niente.” Nascondo il viso. Non so da dove venga questo improvviso bisogno di chiamarlo con dei nomignoli, ma è imbarazzante.
“Dimmelo.” Tuba e mi alza il mento per costringermi ad uscire dal mio nascondiglio.
“Non so perché, ti ho quasi chiamato di nuovo piccolo.” Mi porto il labbro inferiore tra i denti, e il suo sorriso cresce.
“Fai pure, chiamami così.” Dice.
“Mi prenderai in giro.” Sorrido debolmente.
“Non è vero. Io ti chiamo piccola tutto il tempo.”
“Sì.. ma è diverso quando lo fai tu.”
“In che senso?”
“Non lo so.. è tipo più sexy o qualcosa del genere.. più romantico. Non lo so.” Arrossisco.
“Sei terribilmente timida oggi.” Sorride e mi lascia un bacio sulla fronte.
“A me piace però, quindi puoi anche chiamarmi così.” Mi dice.
“Okay.” Lo abbraccio più forte.
“Okay cosa?” So che sta ghignando.
“Okay.. piccolo.” La parola ha un gusto strano sulla mia lingua.
“Di nuovo.”
Rilascio un gridolino sorpreso quando mi alza sul bancone freddo e si mette tra le mie gambe.
“Okay, piccolo.” Ripeto.
Ha le guance di una sfumatura più rosa del solito.
“Lo amo davvero. E’.. cosa avevi detto? Sexy e romantico?” Sorride.
Un coraggio improvviso mi fa parlare di nuovo.
“Davvero, piccolo?” Sorrido e mi mordo di nuovo il labbro.
“Non pensare che queste mi fermeranno.” Disegna cerchi con le dita sulle mie calze nere.
“Forse loro no, ma il.. lo sai, lo farà.” Dico, riferendomi al ciclo.
Qualcuno che bussa alla porta mi fa saltare e Harry sorride.
“Oh, piccola.. neanche quello ci riuscirà.” Mi fa l’occhiolino e va verso la porta.

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