After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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140. Capitolo 140.

“Penso che la camera sia abbastanza pulita.” Dice Harry, appena metto le scarpe nell’armadio. “Se tu non fossi così disordinato, non dovrei pulire tanto.” Inarco un sopracciglio. “Come no. Puliresti lo stesso.” Sorride e allunga una mano verso di me. “Quello che hai detto riguardo al tornare in Inghilterra.. lo pensavi davvero?” Gli chiedo e lui mi tira sulle sue gambe. “Sì?” Risponde, come se non dovesse sorprendermi. “Quando avevi intenzione di dirmelo?” “Non lo so.. non ci ho mai pensato, immagino.” Fa spallucce. “Okay.. beh, a te restano solo due anni di college, a me tre.” “Okay?” Ovviamente non capisce cosa sto cercando di dire. “Quindi tu andrai in Inghilterra e io resterò qui? E poi?” “Non lo so.. non ho mai davvero pensato ad un futuro tanto lontano.” “Oh.” Immagino che sono l’unica a pensare ad un futuro insieme. “Verrai con me.” “Non voglio trasferirmi.” “Mai?” “Solo a Seattle, ho un piano. Ho sempre pianificato di vivere a Seattle.” “I piani cambiano.” “Non i miei.” “Io non ero parte del tuo piano.” Mi fa notare. “Lo so.. ma non mi trasferirò in Inghilterra.” “Sì, invece.” Dice e io mi alzo dalle sue gambe. “No, sono seria. Non ho intenzione di trasferirmi dall’altra parte del mondo. Mi trasferirò a Seattle. Non ho intenzione di sradicare tutta la mia vita per trasferirmi in un posto in cui non sono mai stata.” “Quale vita? Non hai niente o nessuno qui, comunque. Solo me.” “Mia madre è qui e il mio.. beh, Noah è qui.” “Noah?” Sbuffa una risata. “Sì.. è la cosa più vicina alla famiglia che ho, a parte mia madre.” “Tu e tua mamma non andate d’accordo e non vedrai Noah in ogni caso.” Mi minaccia. Scelgo di non discutere su Noah, per il momento. “Questo non significa che mi trasferirò.. non voglio. Perché ti limiti a presupporre che sarei io quella a trasferirsi, e tanto facilmente?” “Perché io non sono americano, non ho intenzione di restare qui per sempre.” “Beh, io sono americana e non voglio lasciare questo posto senza una ragione.” “Senza una ragione? Stare con me non è una ragione?” Si alza con me, la voce più alta di prima. “Non una ragione per lasciare tutto ciò che conosco. Non mi piace che presupponi che sarò io quella a trasferirsi e basta, quando tu non vuoi neanche prendere in considerazione l’idea di restare qua.” “Hai ragione.” “Grazie!” Mi passo le dita tra i capelli. “Fammi finire.. stavo dicendo che hai ragione, perché non ho intenzione di prendere in considerazione l’idea di restare qua.” “Wow.” In qualche modo sapevo che la conversazione sarebbe andata in questo modo, sapevo che avrebbe provato a prendere tutte le decisioni, ma io non sono la stessa ragazza che ero quando ci siamo conosciuti. “Anche se volessi trasferirmi con te, ho comunque un anno in più a te, prima di laurearmi.” “Dobbiamo davvero avere questa discussione adesso? Oggi è stato una merda e non voglio litigare con te.” Dice. “Non dobbiamo litigare, possiamo discuterne come persone adulte.” “Beh, possiamo discuterne domani, per favore? Gesù, non è che stiamo parlando di matrimonio qui.” Sono d’accordo con lui, ma non posso ignorare la piccola fitta di dolore a causa del suo congedo. “Lo so.” Scatto. “Harry! Tessa!” Ci chiama Anne. “Grazie a Dio.” Sospira Harry, ed esce dalla stanza. Passiamo il resto del Natale dell’inferno, a guardare la televisione con Anne. Mi addormento sul divano e mi sveglio con Harry che mi scuote la spalla, prima di prendermi in braccio e portarmi in camera. “Metto la sveglia.” Gli dico, prima di girarmi per dargli le spalle, spostandomi di almeno un metro da lui e chiudendo di nuovo gli occhi. Lui ignora il mio atteggiamento e avvolge il braccio intorno alla mia vita per attirarmi al suo petto. “Non starai lontana da me. Mai.” Penso di sentirgli dire. Non riesco a decidere se dovrei sentirmi minacciata o al sicuro. Quando mi preme dolcemente le labbra sul retro del collo, decido di scegliere al sicuro. Gli occhi mi bruciano a causa della mancanza di sonno quando la sveglia suona alle quattro e mezza. Sveglio Harry e mi costringo ad uscire dal letto per vestirmi. “Dovresti restare a casa, posso accompagnarla io.” Dice, la voce densa. “No, posso venire. Sto bene.” Dico. “Piccola, hai appena tolto e rimesso i pantaloni del pigiama due volte.” Ride. “Oh.” Abbasso lo sguardo e noto che ha ragione. Volevo mettere i jeans. “Resta, non starò via per molto.” Mi assicura. “Okay, vado a salutare tua madre.” “Puoi dire mamma, lo sai.” “Lo so..” “Perché non lo fai?” “Perché mia madre pensa sia irrispettoso.” Spiego e lui annuisce. “Dobbiamo andarcene tra poco, quindi vai a salutarla.” Mi dice. Lascio la camera da letto per cercare Anne e salutarla. La conosco solo da pochi giorni, ma sembra molto più tempo. “Mi dispiace che questa settimana sia andata così, sarebbe dovuta andare meglio.” Dice e mi attira in un abbraccio. “Eravamo comunque nel bel mezzo di un casino, in realtà tu l’hai resa migliore.” Le dico. “Ne dubito, ma sono contentissimi di averti conosciuta e non vedo l’ora che veniate a farmi visita. Per favore, venite presto.” Quando si allontana, ha le lacrime agli occhi. “Certo, mi assicurerò che sarà a breve.” Le dico, non sapendo se sto dicendo la verità. Guarda dietro di me e poi di nuovo nei miei occhi. “Mi ha detto che mi vuole bene, lo sai? E’ grazie a te, è tutto grazie a te.” “Davvero?” Ho le palpitazioni e non posso evitare le lacrime che mi scendono immediatamente lungo le guance. Harry non me l’aveva detto. “Vuol dire moltissimo per me sentirglielo dire dopo tutto questo tempo.” Piange con me. “Che diavolo?” Si lamenta Harry alla vista di me e Anne che piangiamo l’una nelle braccia dell’altra. “Niente, ci stiamo solo comportando da donne.” Dice Anne, pulendosi gli occhi e allontanandosi. “Ci rivediamo.” Sorride e Harry alza gli occhi al cielo, mentre prende le borse dal pavimento e va verso la porta d’ingresso. “Torna a letto, torno tra poco.” Dice, e entrambi lasciano l’appartamento. Torno in camera e mi stendo, ma il sonno non sembra arrivare. Tutto quello a cui riesco a pensare è Harry che dice ad Anne che le vuole bene. Sembra così semplice, ma so il peso che queste parole hanno per lui. POV di Harry. “Hai appena mancato la svolta.” Si lamenta mia mamma. “Lo so, adesso faccio inversione.” Cerco di non irritarmi, dal momento che se ne sta andando e non so quando la rivedrò. “Tessa non sapeva che avevi intenzione di tornare a casa, eh?” Mi chiede quando raggiugiamo l’aeroporto. Aspettavo che mettesse in mezzo l’argomento da quando Tessa l’ha fatto ieri notte. “No, non ne avevamo mai parlato prima.” “Resterai in America, non è vero?” “No.” Affermo. “No?” L’incredulità chiara nella sua voce. “No, l’ho appena detto, giusto?” Mi sto irritando. “Allora verrà lei in Inghilterra? Mi piacerebbe moltissimo avervi entrambi vicini.” “Non vuole venire in Inghilterra, mamma.” “Uno di voi deve arrivare a un compromesso, Harry.” “Stiamo comunque parlando di anni da adesso, chissà cosa succederà prima di allora.” Mi lamento e parcheggio nella corsia per scendere, accendendo il riscaldamento. “Questo cosa dovrebbe significare?” “Significa che potremmo anche non stare insieme.” “Pensavo volessi passare la vita con lei? Non ti ci vedi con lei?” “Sì, certo che sì. Ma non so se lei.. non importa. E’ fottutamente stupido, non voglio parlare di questa merdata.” Mi lamento. Mi sbatte la testa, è troppo presto per avere una conversazione del genere, soprattutto con mia mamma. “Lei cosa?” “Niente, cazzo.” Mia mamma si acciglia e io sospiro. “Va bene, potrebbe non volermi più, ecco tutto.” Guardo fuori dal finestrino. “Lei ti ama, Harry.” “Sì, adesso.. ma non significa che mi amerà per sempre. E se questa è solo una sua fase? Ribellarsi contro sua mamma.” Il pensiero mi tormenta ed è una sensazione di merda dirlo ad alta voce. “Non credo. E’ ancora qui dopo tutte le cose che le hai fatto. Io non starei con te, se fossi in lei.” “Grazie, mamma.” Non sta davvero aiutando. Le conversazioni personali non sono la nostra cosa. “Tanto per dire. Se fosse una fase, non avrebbe sopportato tutto il tuo.. bagaglio. Devi permettere a te stesso di essere felice. Smettila di dubitare del suo amore per te.” Dice mia mamma. Sembra una buona teoria, ma non è così facile. “Okay.” Rispondo semplicemente. Non voglio dire altro. Io e Tessa siamo così diversi. Abbiamo solo poche cose in comune. Sì, adesso funziona per noi, ma a stento. Quando ieri sera ha messo in mezzo il futuro, mi ha davvero spaventato a morte. Non penso di poterle dare un futuro, non quello che vuole, comunque. Non voglio sposarmi, non l’ho mai voluto e mai lo vorrò. Non voglio figli, neanche mi piacciono i bambini. Non voglio vivere in America, voglio tornare in Inghilterra. Il problema con tutto ciò, è che non voglio neanche perdere lei. Non posso perderla, quindi non ho la più fottuta idea di cosa dovrei fare. “Devo andare, o perderò il volo. Promettimi che farai del tuo meglio per trattarla bene. Lei è un bene per te.” Dice mia mamma, ed usciamo entrambi dall’auto. Vado verso il suo lato e mi dondolo avanti e indietro sui tacchi dei miei stivali. “Ti voglio bene, Harry.” Dice, piangendo e abbracciandomi forte. “Ti.. ti voglio bene anch’io, mamma.” Dico in risposta e ricambio l’abbraccio. Quasi mi correggo e ritiro l’ ‘anche’, ma questa è una cosa speciale per me e Tess. “Ti chiamo quando atterro.” Mi promette e io la saluto con la mano prima di risalire in macchina. Mi sento il petto cento chili più pesante mentre torno a casa, pensando a che tipo di futuro potrei mai offrire alla ragazza che amo.
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