After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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139. Capitolo 139.

Harry non si lamenta mentre gli passo il panno bagnato sulle ferite. Lo affondo di nuovo nel lavello pieno d’acqua, cercando di diluire il sangue sul tessuto bianco.
Mi guarda mentre sono in piedi davanti a lui. Lui è seduto sul bordo della vasca e io sto tra le sue gambe. Alza le mani ancora una volta.
“Dobbiamo prendere qualcosa da metterti sul pollice.” Gli dico, mentre strizzo il panno per rimuovere l’eccesso d’acqua.
“Starà bene.” Dice.
“No, guarda quanto è profondo. La tua pelle è già un miscuglio di cicatrici e tu continui ad aprirle.” Lo riprendo.
Non dice niente, si limita a studiare il mio viso.
“Che c’è?” Gli chiedo.
Faccio scolare l’acqua rosa e aspetto che risponda.
“Niente..” Mente.
“Dimmelo.”
“E’ solo che non posso credere che sopporti le mie cazzate.” Dice.
“Neanche io.” Sorrido.
“Sono molte cazzate da sopportare.”
“Sì, infatti..” Dico e lo guardo mentre un cipiglio si forma sul suo viso.
“Ma ne vale la pena.” Aggiungo, pensandolo davvero.
Sorride e porta la mia mano sul suo viso, facendo scorrere il pollice sulla cavità della sua fossetta.
“Come no.” Il suo sorriso cresce.
“Ho bisogno di una doccia.” Dice e si alza.
Si toglie la maglietta prima di abbassarsi per girare il rubinetto della doccia.
“Io vado in camera allora.” Gli dico.
“Aspetta.. perché? Fanne una con me?”
“Tua madre è nell’altra stanza.” Spiego a bassa voce.
“Allora.. è solo una doccia. Per favore?”
Non posso rifiutarlo, lo sa. Il ghigno sul suo viso, appena sospiro sconfitta, ne è la prova.
“Mi abbassi la cerniera?” Richiedo e gli do le spalle.
Mi alzo i capelli in una mano e le sue dita trovano immediatamente la zip. Il vestito nero cade sul pavimento e io faccio un passo per uscirne.
“Mi piace quel vestito.” Mi dice e si toglie i pantaloni e i boxer.
Cerco di non fissare il suo corpo nudo, mentre faccio scivolare le spalline del reggiseno lungo le braccia. Quando sono completamente nuda, Harry entra nella doccia, allungando una mano per me. I suoi occhi squadrano il mio corpo e si fermano sulle cosce con un cipiglio.
“Cosa?” Cerco di coprirmi con le braccia.
“Il sangue. E’ su di te.” Indica le lievi macchie di sangue secco.
“Non fa niente.” Prendo la spugna e me la strofino contro la pelle.
“Lascia.” La prende da me e la ricopre di sapone.
Harry si piega sulle ginocchia e non posso evitare i brividi che si formano sulla mia pelle alla vista di Harry in ginocchio davanti a me. Muove la spugna su e giù sulle mie cosce, facendole fare dei lenti movimenti circolari. Solo Harry può far sembrare il pulirmi dal suo sangue, un gesto tanto intimo. Ha una linea diretta con i miei ormoni. Porta il suo viso più vicino alla mia pelle e cerco di non contorcermi quando le sue labbra toccano il mio fianco sinistro.
“Passami la testa della doccia.” Dice, interrompendomi dai miei pensieri pervertiti.
“Che?”
“Passamela, la testa della doccia.” Dice di nuovo.
Annuisco e alzo il metallo dal gancio, abbassandola verso di lui. Mi guarda con un luccichio negli occhi, l’acqua gli gocciola dal naso mentre gira la testa nella mano, direttamente verso il mio basso ventre.
“Cosa.. cosa stai facendo?” Squittisco, appena abbassa ancora di più l’oggetto.
L’acqua calda pulsa contro la mia pelle e io guardo piena di aspettative.
“E’ una bella sensazione?” Mi chiede, mentre l’acqua mi colpisce la parte più bassa della mia pancia.
Annuisco.
“Se pensi che questa sia una bella sensazione, vediamo cosa pensi se l’abbassiamo, solo un po’.” Dice, in modo seducente.
Ogni cellula nel mio corpo si è risvegliata, ballando sotto la mia pelle, mentre Harry mi tortura in modo stuzzicante.
Salto appena l’acqua mi colpisce e Harry ghigna.
“Che sensazione provi, piccola? Lo devo abbassare ancora un po’.. o magari alzarlo?” Mi schernisce.
L’acqua mi provoca una bella sensazione, molto migliore di quanto avrei mai presupposto. Avvolgo le dita nei capelli di Harry e mi tiro il labbro inferiore tra i denti per soffocare i gemiti. Sua madre è nell’altra stanza, ma non riesco a fermarlo, è una sensazione troppo bella.
“Tessa..” Dice Harry, in attesa di una risposta.
“E’ lo stesso.. resta là.” Ansimo e lui ridacchia, premendo l’acqua più vicina per aggiungere più pressione.
Quando sento la lingua morbida di Harry percorrermi proprio sotto l’acqua, quasi perdo l’equilibrio. E’ troppo, la sua lingua che mi lambisce insieme all’acqua che pulsa, mi tremano le ginocchia.
“Harry.. non posso..” Non so cosa sto cercando di dire, ma non riesco a finire la frase. Muove la lingua più velocemente e gli tiro i capelli, forte. Mi iniziano a tremare le gambe e Harry lascia andare la testa della doccia sul pavimento, in modo da poter usare entrambe le mani per tenermi in piedi.
“Cazzo..” Impreco piano, grata che il rumore della doccia attutisca i miei gemiti. Lo sento sorridere contro di me, prima di continuare a portarmi al limite.
Serro gli occhi mentre vengo sotto la sua lingua. Qualche secondo dopo, si alza e avvolge le braccia intorno alla mia vita per supportare il mio corpo finché non sono in grado di ritornare dal mio stato di euforia.
Poggio la testa contro il suo petto e rabbrividisco. Faccio un passo indietro e mi piego, prendendo la testa della doccia dal pavimento per rimetterla dove deve stare. Non voglio sapere da dove ha imparato quanto usarla possa essere piacevole.
“Penso che adesso sei pulita.” Sorride, leccandosi le labbra.
“Direi.” Respiro e prendo lo shampoo.
Una volta che siamo entrambi lavati e pronti ad uscire, faccio scorrere le mani lungo i suoi addominali, tracciando una sorta di percorso. La mia mano striscia più in basso, ma Harry chiude le dita intorno al mio polso per fermarmi.
“Mia mamma è proprio nell’altra stanza. Un po’ di autocontrollo.” Mi stuzzica e io gli do uno schiaffo sul braccio, prima di uscire dalla doccia e prendere un asciugamano.
“So che sono difficile da resistere, ma devi esercitarti un po’ con l’autocontrollo, Tess.” Sussurra con un gran ghigno sciocco.
“Questo detto da qualcuno che ha appena usato..” Arrossisco, incapace di finire la frase.
“Ti è piaciuto, no?” Alza un sopracciglio e io alzo gli occhi al cielo.
“Vammi a prendere i vestiti dalla stanza.” Gli dico con tono autoritario.
“Sì, signora.” Si avvolge l’asciugamano intorno alla vita e sparisce dalla stanza piena di vapore. Pulisco lo specchio con una mano dopo aver avvolto i capelli bagnati in un asciugamano. Oggi è stato un Natale agitato e molto stressante. Più tardi voglio chiamare Liam, dopo aver parlato con Harry su quello che ha detto riguardo al fatto di tornare in Inghilterra dopo il college. Non l’ha mai menzionato e me ne ero quasi dimenticata tra tutto il caos.
“Ecco.” Harry mi passa una pila di vestiti e mi lascia da sola in bagno per vestirmi.
Sono divertita nel trovare il reggiseno rosso di pizzo e le mutandine sui pantaloni della tuta e una delle sue t-shirt nere pulite. Non posso mettere quella che ha indossato oggi perché è rovinata dal sangue. Una volta vestita, seguo le voci di Harry e Anne alla cucina.
“Non mi scuserò, lascia stare.” Dice Harry.
“Va bene, lascio stare. Solo perché domani me ne vado e il Natale è già stato rovinato.” Dice Anne a suo figlio.
Il mio mal di testa è tornato e mi verso un bicchiere d’acqua, sperando che nessuno dei due si accorga della mia presenza nella stanza.
“Hai fame?” Mi chiede Harry.
“Non molta.” Bevo l’intero bicchiere d’acqua e lo riempio di nuovo.
“A che ora hai volo domani?” Harry si gira verso sua madre.
“Alle sette di mattina.”
“Dobbiamo andarcene alle cinque allora.” Si lamenta.
“Il prossimo Natale voi due venite in Inghilterra, nessuna scusa.” Anne si strofina le tempie e sorride.
Il pensiero di un Natale con Harry ad un anno da adesso, mi fa sentire le farfalle nello stomaco. Per la prima volta da quando l’ho incontrato, riesco a vedere un futuro con lui. Non necessariamente avere figli e sposarci, ma per una volta, mi sento abbastanza sicura dei suoi sentimenti per me, da riuscire a guardare ad un anno nel nostro futuro.
“Vado a chiamare Robin allora, voglio che abbiamo una bella serata, quello che n’è rimasto almeno.” Dice Anne e prende il suo telefono dal lato del tavolo.
“Dacci un urlo quando hai finito.” Le dice Harry e mi prende la mano per guidarmi in camera da letto. Presumo non voglia sentire sua madre che parla col suo fidanzato, a prescindere da quanto felice sia sembrato quando ha saputo che si stava vedendo con qualcuno.
Harry chiude la porta e si siede sul bordo del letto, mentre io prendo i suoi vestiti sporchi e li metto nella cesta.
So che oggi è già stata una giornata abbastanza stressante, ma devo parlargli dei suoi pani dopo la laurea. Se non lo faccio adesso, molto probabilmente perderò il coraggio o sarò sviata da un altro disastro.

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