After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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137. Capitolo 137.

Decido di tenere i capelli lisci oggi, per provare qualcosa di diverso, ma quando finisco, hanno uno strano aspetto, quindi finisco per arricciarli come al solito. Ci sto mettendo troppo a prepararmi e probabilmente si sta avvicinando l’orario di andar via. Grazie al vapore in bagno quando sono entrata, so che Anne ha già fatto la doccia, il che è un bene, perché non ruberò il bagno a nessuno. Sono nervosa per oggi e per come andrà. Spero che Harry si comporti al meglio, o almeno ci provi.
Scelgo un trucco semplice, mettendo solo un po’ di fondotinta, eyeliner nero e mascara. Avevo intenzione di usare anche l’ombretto, ma ho dovuto rimuovere la linea disordinata dalla palpebra tre volte, prima di farla giusta.
“Sei viva?” La voce di Harry mi chiama attraverso la porta.
“Sì, ho quasi fatto.” Rispondo e mi lavo i denti ancora una volta prima di uscire dal bagno.
“Vado a fare una doccia veloce, poi dobbiamo andare, se hai ancora voglia di andare a casa di mio padre.” Dice Harry quando entro in camera.
“Okay, io mi vesto mentre tu sei nella doccia.”
Dopo che ha lasciato la stanza, vado verso l’armadio e prendo il vestito nero che ho comprato appositamente per oggi. Il tessuto è pesante e il colletto alto. Il fiocco sulla vita è più grande di quanto mi era sembrato quando ho provato il vestito l’altro giorno, ma metterò comunque un cardigan sopra, perché il vestito è a giromanica e fuori si gela. Prendo il braccialetto con i ciondoli dal comò e lo aggancio sul polso. Sento le farfalle nello stomaco ogni volta che leggo quelle parole perfette.
Non riesco a decidere che scarpe mettere, se metto i tacchi, potrei sembrare troppo elegante. Scelgo delle ballerine nere, metto il cardigan bianco sul vestito, e aspetto che Harry esca dalla doccia. Qualche minuto dopo, apre la porta con addosso solo un asciugamano legata intorno alla vita. Oh. Non importa quante volte lo vedo, continuo a restare senza fiato alla sua vista. Fissando il corpo mezzo nudo di Harry, non capisco come i tatuaggi prima non fossero attraenti per me.
“Porca merda.” Dice, mentre i suoi occhi mi squadrano.
“Cosa?”
“Sembri.. incredibilmente innocente.”
“E’ una cosa positiva o negativa? E’ Natale, non volevo avere un aspetto indecente.” Spiego, insicura sulla mia scelta d’abbigliamento.
“Positiva. Molto positiva.” La sua lingua striscia sul labbro inferiore e devo distogliere lo sguardo prima che iniziamo qualcosa che non dovremmo finire. Non ora almeno.
“Grazie. Tu che metti?”
“Quello che indosso sempre.”
“Oh.”
“Non ho intenzione di vestirmi elegante per andare a casa di mio padre.”
“Lo so.. magari potresti indossare quella maglietta che ti ha regalato tua madre per Natale?” Suggerisco, anche se so che non lo farà.
“Neanche per sogno.” Dice e tira i suoi jeans dalla stampella. Quest’ultima cade a terra e lui la lascia lì.
Decido di non dire nulla, mi sposto dall’armadio appena l’asciugamano di Harry cade a terra.
“Vado fuori con tua mamma.” Gli dico, cercando di costringermi a non abbassare lo sguardo sul suo corpo.
“Accomodati.” Ghigna, e io lascio la stanza.
Quando trovo Anne nel salotto, indossa un vestito rosso e dei tacchi neri, molto diverso dalla sua solita tuta.
“Sei bellissima.” Le dico.
“Sei sicura? E’ troppo, con il trucco e tutto?” Chiede nervosamente.
“No, per niente. Stai benissimo.” Le assicuro, sta davvero molto bene.
“Non che mi importi davvero, è solo che non voglio avere un brutto aspetto quando vedrò il mio ex marito dopo tutti questi anni.” Sorride.
“Di sicuro non hai un brutto aspetto.” Le dico, facendola sorridere.
“Siete pronte?” Chiede Harry, quando ci raggiunge nel salotto.
Ha i capelli ancora bagnati, ma in qualche modo riesce comunque ad avere un aspetto perfetto. E’ vestito interamente di nero, incluse le converse che aveva a Seattle. Ho dimenticato di dirgli quanto mi piacciono. Harry prende la borsa con i regali e va alla porta per aspettare me e Anne.
“Perché sei vestita così elegante?” Chiede a sua madre, mentre scendiamo nell’ascensore.
“E’ una festività, perché non dovrei esserlo?”
“E’ solo che è strano che..”
“Sta molto bene, Harry. Anche io sono vestita elegante quanto lei.” Lo interrompo prima che dica qualcosa che rovini la giornata di sua madre.
Durante il tragitto, ce ne stiamo tutti in silenzio, anche Anne. Posso dire che è nervosa e a ragione. Al suo posto, io lo sarei incredibilmente. Più ci avviciniamo alla casa di Ken, più divento nervosa. Voglio davvero una giornata tranquilla.
“Hai freddo?” Mi chiede Harry, quando si immette sulla superstrada.
“Un po’.” Gli dico. Alza il riscaldamento e l’auto resta silenziosa.
Quando Harry accosta vicino casa di Ken, Anne sussulta.
“Questa è casa sua?” Resta a bocca aperta.
“Già. Te l’avevo detto che era grande.” Dice Harry, e spegne l’auto.
“Non pensavo intendessi così grande.” Dice a bassa voce.
Harry sale sul marciapiede per primo e aspetta me e Anne prima di salire gli scalini che conducono alla grande casa. Vedo l’apprensione sul suo volto mentre suona il campanello. Gli prendo la mano nella mia per cercare di calmarlo e lui abbassa lo sguardo su di me con un sorriso piccolo ma notevole.
Karen apre la porta con un sorriso accogliente. Harry entra per primo con Anne e me dietro di lui, la mia mano ancora nella sua.
“Grazie per essere venuti.” Dice.
Si approccia prima ad Anne.
“Salve, io sono Karen. E’ un piacere incontrarti. Apprezzo davvero che sei venuta.” Karen sembra completamente calma, ma la conosco abbastanza da sapere che non è questo il caso.
“Io sono Anne, anche per me è un piacere incontrarti.” Dice Anne.
Ken ci raggiunge nel salotto e si ferma nei suoi passi alla vista della sua ex moglie. Mi appoggio a Harry e spero che Liam gli abbia detto che saremmo venuti.
“Ciao, Ken.” La voce di Anne è forte.
“Anne.. wow.. ciao.” Balbetta.
Anne sembra soddisfatta dalla sua reazione e annuisce una volta.
“Sembri.. diverso.” Dice Anne.
Ho cercato di immaginare che aspetto avesse Ken allora, gli occhi iniettati di sangue a causa del liquore, fronte sudata e viso pallido, ma non ci riesco.
“Sì.. anche tu.” Dice.
La tensione imbarazzante mi sta facendo venire le vertigini e sono più che sollevata quando Liam si unisce a noi.
“Sei bellissima.” Si complimenta con me e mi attira in un abbraccio.
La presa di Harry sulla mia mano si stringe, ma riesco a tirarla via dalla sua, così che possa a ricambiare l’abbraccio di Liam.
“Anche tu sei molto bello, Liam.” Gli dico.
Ha dei pantaloni blu e una camicia bianca con una cravatta nera. Harry avvolge il braccio intorno alla mia vita e mi attira di nuovo a lui, più vicino di prima. Liam alza gli occhi al cielo, poi si gira verso Anne.
“Salve, signora, io sono Liam, il figlio di Karen. E’ un piacere incontrarla.” Dice educatamente.
“Oh, per favore, non chiamarmi signora.” Ride Anne, e continua. “Anche per me è un piacere incontrarti. Tessa mi ha parlato molto di te.” Gli dice.
“Tutte belle cose, spero.” Sorride e lei annuisce.
“La maggior parte.” Scherza Anne.
Il fascino di Liam sembra aver alleggerito un po’ della tensione nella stanza.
“Avete fame? O vogliamo aspettare per mangiare?” Chiede Karen al gruppo.
Nessuno risponde e Harry guarda me.
“Possiamo mangiare adesso.” Dico e Karen sorride.
Vanno tutti nella sala da pranzo e non sono sorpresa nel trovare la tavola perfettamente apparecchiata. Piatti da portata con il cibo perfettamente sistemato la ricoprono. Un grande centrotavola pieno di fiori e decorazione è appoggiato al centro ed è tutto perfetto. Karen è sempre una fantastica padrona di casa.
“Qualcuno vuole da bere, ho del vino rosso delizioso in cantina.” Dice Karen. Arrossisce appena si rende conto di ciò che ha appena chiesto. L’alcol è decisamente un argomento sensibile con questa compagnia.
“Io, in realtà.” Dice Anne.
Karen sparisce e torna con una bottiglia stappata di vino rosso. Prendo in considerazione di chiedere un bicchiere per calmare la sensazione di inquietudine che ho nello stomaco, ma ci ripenso. Prendiamo tutti un posto, Anne a fianco a Liam e nessuno dice una parola mentre riempiamo i piatti col cibo.
Liam crea un contatto visivo con me e posso dire che sta dibattendo se parlare o no, annuisco leggermente. Non voglio dover rompere io il silenzio. Prendo un morso di prosciutto e Harry mi mette la mano sulla coscia.
“Quindi cosa ne pensi dell’America fino ad ora? E’ la tua prima volta qui?” Chiede Liam ad Anne.
“Sì, è la prima volta che vengo. Mi piace, non vorrei viverci, ma mi piace. Tu hai intenzione di restare in America quando finisci la scuola?”
“Non ne sono ancora sicuro, la mia fidanzata si trasferisce a New York il prossimo mese, quindi dipenderà da quello che vuole fare lei.” Dice.
Io spero egoisticamente che lui non si trasferisca a New York tanto presto.
“Io sarò felice quando Harry finirà, così può tornare a casa.” Dice Anne e io faccio cadere la forchetta sul piatto.
Tutti gli occhi vengono puntati su di me e io faccio un sorriso di scuse, prima di riprendere la posata.
“Torni in Inghilterra dopo la laurea?” Chiede Liam ad Harry.
“Sì, è ovvio.” Risponde scortesemente Harry.
Non abbiamo discusso dei nostri piano dopo il college, ma il fatto che lui sarebbe tornato in Inghilterra non mi aveva mai attraversato la mente. Dovremo discuterne più tardi, non davanti a tutti.
“Oh.” Dice Liam, guardando direttamente me.
“Allora.. a te piace l’America, Ken? Hai intenzione di vivere qui in via permanente?” Gli chiede Anne.
“Sì. Amo questo posto. Resterò qui per il resto della mia vita.” Risponde.
“Hai sempre odiato l’America.” Sorride Anne e prende un sorso di vino.
“Sì.. l’odiavo.” Fa un mezzo sorriso in risposta.
Karen e Harry si spostano entrambi a disagio sulle sedie e io mi concentro sul masticare il pezzo di patata nella mia bocca.
“Qualcuno ha qualcosa di cui parlare oltre all’America?” Harry alza gli occhi al cielo.
Gli do gentilmente un calcio sotto al tavolo, ma lui non sembra neanche accorgersene.
“Com’è andato il tuo viaggio a Seattle, Tessa?” Mi chiede Karen.
Gliel’ho già detto, ma so che sta solo cercando di fare conversazione, quindi glielo racconto di nuovo. Quando tutti hanno finito di mangiare, aiuto Karen a portare i piatti in cucina. Sembra essere distratta, quindi non cerco di fare conversazione mentre puliamo la cucina.
“Vorresti un altro bicchiere di vino, Anne?” Le chiede Karen, una volta che ci siamo spostati tutti nel salotto per aprire i regali. Harry, Anne e io siamo seduti su un divano, Liam sulla sedia, e Karen e Ken sono seduti sull’altro divano difronte a noi. Sembra che siamo due squadre con Liam come arbitro.
“Sì, per favore. E’ davvero un buon vino.” Risponde Anne e passa il bicchiere vuoto a Karen perché lo riempia.
“Grazie, l’abbiamo preso in Grecia quest’estate, è stato proprio un bellissimo..” Si ferma a metà frase.
“Mi dispiace, non volevo..” Karen cerca le parole.
“Oh, no, non fa niente, davvero. Il vino è eccellente.” Anne fa del suo meglio per calmarla.
Le faccio un applauso per essere così forte e compassionevole. Sta facendo un grande sforzo per essere educata, soprattutto viste le circostanze. Karen ha ottenuto il Ken che Anne non ha mai avuto. Lei ha viaggi in Grecia e per tutto il mondo, una casa enorme, auto nuove, e più importante, un marito amorevole e sobrio.
“Qualcun altro? Tessa, ne vuoi un bicchiere?” Chiede Karen, dopo averne versato uno a Liam.
“Sì, per favore.” Alla fine cedo. Ho bisogno di un bicchiere di vino se la giornata continua ad essere così imbarazzante.
“E tu, papà? Tu lo vuoi, un bicchiere di vino?” Rimarca Harry.
Lo guardano tutti con occhi sbarrati e bocce spalancate. Gli stringo la mano per cercare di zittirlo.
“Che c’è? Non ne vuoi un bicchiere, papà? Sono sicuro di sì. Ti manca, non è vero?” Continua, con un ghigno peccaminoso.

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