After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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135. Capitolo 135.

Quando apro il foglio, i miei occhi si sbarrano per la sorpresa. E’ interamente coperto di inchiostro nero, avanti e indietro. Riconosco immediatamente la scrittura di Harry e esamino la pagina. E’ una lettera, una lettera scritta a mano da Harry. Ho quasi paura di leggerla, ma so che devo.

Tess,
Dal momento che non sono bravo con le parole, potrei averne rubata qualcuna da Darcy, che ti piace così tanto.
Scrivo senza nessuna intenzione di affliggere voi o di umiliare me stesso, insistendo su desideri che, per la felicità di entrambi, non saranno mai troppo in fretta dimenticati; e lo sforzo richiesto per concepire e per leggere questa lettera avrebbe potuto essere risparmiato, se non fosse la mia reputazione a esigere che essa sia scritta e letta. Dovete quindi perdonare la libertà con la quale chiedo la vostra attenzione; i vostri sentimenti, lo so bene, la concederanno a malincuore, ma lo chiedo al vostro senso di giustizia. ..
So che ho fatto tantissime cazzate e non ti merito in alcun modo, ma ti chiedo, no, ti supplico, per favore, di guardare oltre le cose che ho fatto. So che ti chiedo troppo, sempre, e mi dispiace per questo. Se potessi riportare tutto indietro, lo farei. So che sei arrabbiata e delusa dalle mie azioni, e questo mi uccide. Invece di inventare scuse per come sono fatto, ti parlerò di me, il me che non hai mai conosciuto. Inizierò con la roba che ricordo, sono sicuro che c’è dell’altro, ma giuro di non nasconderti più niente di proposito da questo giorno in avanti. Quando avevo circa nove anni, rubai la bicicletta dei miei vicini e ruppi il manubrio, poi mentii al riguardo. Lo stesso anno, lanciai una palla da baseball nella finestra e mentii al riguardo. Mio padre se ne andò poco dopo e ne ero felice. Non avevo molti amici, perché ero uno stronzo. Me la prendevo con i bambini del mio anno, spesso. Praticamente ogni giorno. Ero un cazzone con mia mamma, quello fu l’ultimo anno in cui le dissi che le voglio bene. Il prendere in giro ed essere un cazzone con tutti sono continuati fino ad ora, quindi non posso elencarti tutte le volte, ma sappi solo che sono state molte. Verso i tredici anni, io e alcuni amici irrompemmo in una drogheria in fondo alla strada di casa mia e rubammo un mucchio di roba a caso, non so perché lo facemmo, ma quando uno dei miei amici venne beccato, lo minacciai perché si prendesse la colpa, e lui lo fece. Ho fumato la mia prima sigaretta a tredici anni, sapeva di merda e tossii per dieci minuti, quindi non ho più fumato, finché non ho iniziato a fumare erba, ma a questo ci arrivo presto. A quattordici anni, persi la verginità con la sorella più grande del mio amico Mark. Aveva diciassette anni al tempo, ed era una puttana, fu un’esperienza imbarazzante, ma mi piacque. Lei andò a letto con tutti i nostri amici, non solo con me. Dopo che feci sesso per la prima volta, non lo feci più fino ai quindici anni e dopo quello, ho continuato. Scopavo con ragazze a caso alle feste, mentivo sempre sulla mia età e le ragazze erano facili. A nessuna di loro importava di me, e a me non fotteva un cazzo di loro. Iniziai a fumare erba quello stesso anno e lo facevo spesso. Iniziai anche a bere in questo periodo, io e miei amici rubavamo il liquore ai loro genitori o dalla stessa drogheria che ho già menzionato prima. Iniziai anche a litigare spesso. Mi hanno fatto il culo un po’ di volte, ma la maggior parte delle volte, vincevo. Ero già incazzato, sempre, ed era una bella sensazione ferire qualcun altro. Iniziavo risse con la gente per divertimento tutto il tempo. La volta peggiore è stata con questo ragazzo di nome Tucker, che veniva da una famiglia povera, indossava vestiti vecchi e sporchi e io l’ho fottutamente torturato per questo. Gli scrivevo sulla maglietta con una penna solo per dimostrare quante volte se la metteva senza lavarla. Incasinato, lo so. Comunque, un giorno lo vidi camminare e lo colpii sulla spalla solo per fare il cazzone, lui si incazzò e mi chiamò ‘cazzone’, quindi lo feci nero. Gli ruppi il naso e sua mamma non poteva neanche permettersi di farlo vedere da un dottore, ho continuato a fare lo stronzo con lui dopo. Qualche mese dopo, sua mamma morì e lui andò in una famiglia adottiva, ricca per fortuna, e una volta venne in macchina da me, era il mio sedicesimo compleanno e lui aveva una macchina nuova di zecca. Ero incazzato al tempo e volevo trovarlo solo per rompergli di nuovo il naso, ma ora che ci penso, sono felice per lui. Salterò il resto dei miei sedici anni, perché tutto quello che ho fatto è stato bere, farmi e litigare. In realtà, questo vale anche per i diciassette. Ma ho anche rubato qualche auto e rotto qualche finestra.
A diciotto anni, è stato quando ho incontrato James, era figo perché non se ne fotteva un cazzo di niente, come me. Bevevamo ogni giorno, con il nostro gruppo. Tonavo a casa ubriaco ogni notte e vomitavo sul pavimento e mia mamma doveva pulire. Rompevo qualcosa di nuovo quasi ogni notte. Avevamo la nostra piccola cricca di amici e nessuno ci rompeva il cazzo. Sapevano che era meglio. Iniziarono i giochi, quelli di cui ti ho parlato, e sai cosa è successo con Natalie. E’ stato il peggio, lo giuro. So che ti disgusto perché non mi importò di quello che le successe. Non so perché non mi importò, ma è così. Proprio ora, mentre guidavo verso questa vuota stanza d’albergo, pensavo a Natalie. Continuo a non sentirmi male come dovrei, ma pensavo, e se qualcuno l’avesse fatto a te? Ho quasi dovuto accostare, perché anche solo pensare a te al posto di Natalie, mi ha fatto sentire male. Avevo torto, talmente tanto per farle una cosa del genere. Una delle altre ragazze, Melissa, anche si attaccò a me, ma non ne uscì niente. Era odiosa e rumorosa. Dissi a tutti che aveva problemi di igiene, li giù.. quindi tutti le buttavano merda addosso per questo e non mi ha mai più dato fastidio. Sono stato arrestato una volta per stato di ubriacatezza in pubblico e mia mamma si incazzò, mi lasciò lì tutta la notte. Poi, quando tutti scoprirono della storia di Natalie, ne ebbe abbastanza. Feci il pazzo quando disse che voleva mandarmi in America, non volevo lasciare la mia vita, non importa quanto fosse incasinata, quanto lo fossi io. Ma quando picchiai un tipo davanti ad una folla a un festival, si era completamente stufata. Feci richiesta per la WSU e fui accettato. Quando sono arrivato qui in America, la odiavo fottutamente. Odiavo tutto. Ero talmente incazzato di dover stare vicino a mio padre, quindi mi ribellai ancora di più, bevendo e andando alla feste tutto il tempo. Ho incontrato Steph per prima, me la sono scopata ad una festa e lei mi ha presentato al resto dei suoi amici. Con Niall ci andavo maggiormente d’accordo. Dan e Jace erano dei cazzoni, Jace era il peggiore. Sai già della sorella di Dan, quindi salterò quella parte. C’è qualche ragazza che mi sono scopato da allora, ma non tante quante pensi. Sono andato a letto con Molly una volta, dopo che ci siamo baciati, ma l’unico motivo per cui l’ho fatto, è stato perché non riuscivo a smettere di pensarti. Non riuscivo a toglierti dalla testa, Tess. Continuavo a pensare che fossi tu, per tutto il tempo, speravo che avrebbe aiutato, ma non lo fece. Sapevo che non eri tu, tu saresti stata più brava. Continuavo a ripetermi: se vedo Tess solo un’altra volta, mi renderò conto che è solo una fantasia ridicola, nient’altro. Pura lussuria. Ma ogni volta che ti vedevo, ne volevo ancora e ancora. Pensavo a modi per infastidirti, solo per sentirti pronunciare il mio nome. Volevo sapere a cosa pensavi, durante la lezione, che ti portava a fissare il libro con le sopracciglia aggrottate, volevo lisciare la grinza che si formava, volevo sapere di cosa sussurravate tu e Liam. Volevo sapere cosa scrivevi in quella tua dannata agenda. Quasi te l’ho rubata una volta, il giorno in cui la facesti cadere e io te la riportai, probabilmente non te ne ricordi, ma indossavi una maglietta viola e quella gonna grigia oscena che mettevi quasi tutti i giorni. Dopo il giorno in cui ti ho incasinato gli appunti e ti ho baciato contro il muro, c’ero troppo dentro per starti lontano. Ti pensavo costantemente. Ogni mio pensiero era consumato da te. All’inizio non sapevo cosa fosse, non sapevo perché ero diventato così ossessionato da te. La notte in cui stesti da me, è stato quando ho capito, ho capito che ti amavo. Ho capito che avrei fatto qualsiasi cosa per te. So che sembra una stronzata adesso, dopo tutto quello che ti ho fatto passare, ma è vero. Te lo giuro. Mi ritrovavo a sognare ad occhi aperti, io che sogno ad occhi aperti.. sulla vita che avrei potuto avere con te. Ti immaginavo seduta sul divano con una penna tra i denti e un romanzo sulle gambe, i tuoi piedi sulle mie. Non so perché, ma non riuscivo a togliermi quell’immagine dalla testa. Mi torturava volerti così come ti volevo e sapere che tu non ti saresti mai sentita allo stesso modo. Minacciavo tutti quelli che provavano a sedersi vicino a te e anche Liam, per assicurarmi di sedermi lì, solo per starti vicino. Mi ripetevo che stavo facendo tutto ciò solo per vincere la scommessa. Sapevo che stavo mentendo a me stesso, solo che non ero pronto ad ammetterlo. Facevo cose, tipo cose folli, che portavano la mia ossessione verso di te solo a peggiorare. Sottolineavo frasi dei romanzi che mi ricordavano di te. Vuoi sapere la prima? E’ stata:
“Scese, cercando di non guardarla, come se fosse il sole, eppure la vedeva, come il sole, anche senza guardare.”
Ho capito che ti amavo quando stavo fottutamente evidenziato frasi di Tolstoy. Quando ti ho detto che ti amavo davanti a tutti, lo pensavo davvero, ero solo troppo stronzo per ammetterlo dopo che mi avevi rifiutato. Il giorno in cui mi hai detto che mi amavi, è stata la prima volta che mi sono sentito come se ci fosse speranza, speranza per me. Speranza per noi. Non so perché ho continuato a farti del male e a trattarti come ho fatto. Non sprecherò il tuo tempo con una scusa, perché non ce l’ho. Tutto quello che so è che mi rendi felice, Tess. Mi ami, quando non dovresti, e io ho bisogno di te. Ho sempre avuto bisogno di te e sempre l’avrò. Quando mi hai lasciato, la scorsa settimana, mi hai quasi ucciso, ero perso. Completamente perso senza di te. Sono andato ad un appuntamento con una, non volevo dirtelo, ma non posso sopportare l’idea di perderti di nuovo. Non lo chiamerei neanche un vero appuntamento. Non è successo niente tra noi, l’ho quasi baciata, ma mi sono fermato. Non riuscivo a baciarla, non riuscivo a baciare nessuna se non te. Lei era noiosa e niente in confronto a te. Nessuno lo è, nessuno lo sarà mai. So che probabilmente è troppo tardi per questo, soprattutto adesso che sai tutte le cazzate che ho fatto. Posso solo pregare che mi amerai lo stesso, dopo aver letto questo, se no, non fa niente. Capirò. So che puoi avere di meglio di me, non sono romantico, non ti scriverò una poesia o canterò una canzone, non sono neanche gentile. Non posso prometterti che non ti ferirò di nuovo, ma posso giurarti che ti amerò fino al giorno in cui morirò. Sono una persona terribile e non ti merito, ma spero che mi concederai l’occasione di ripristinare la tua fede in me. Mi dispiace per tutto il dolore che ti ho causato e capisco se non puoi perdonarmi. Scusa, questa lettera non avrebbe dovuto essere tanto lunga, immagino di aver fatto più cazzate di quanto pensassi.
Ti amo. Sempre.
Harry.

Mi siedo e fisso il foglio per un tempo sconosciuto prima di rileggerlo due volte. Non è ciò che mi ero aspettata di leggere. Non ho idea di cosa mi aspettassi, ma non era questo. Come può dire che non è romantico? Il braccialetto con i ciondoli al mio polso e questa bellissima, in qualche modo inquietante, ma soprattutto bellissima lettera mostra quanto può essere romantico. Ha anche usato il primo paragrafo della lettera di Darcy ad Elizabeth. Ora che so tutto quello che ha fatto, non posso evitare di amarlo di più. Ha fatto molte cose che io non farei mai, cose terribili che hanno ferito molte persone, ma la cosa che per me importa di più è che non le fa più. Mi ha appena scritto una lunga lettera per spiegarmi ogni discrezione che riesce a ricordare di aver commesso. So che non ha sempre fatto la cosa giusta, il video è terribile, ma non posso ignorare lo sforzo che ha fatto per mostrarmi che mi ama. Odio ammetterlo, ma c’è una specie di poesia nel fatto che a lui non sia mai importato di nessuno se non di me.
Fisso di nuovo la lettera e qualcuno bussa alla porta. Piego il foglio e lo metto nell’ultimo cassetto del comò. Non voglio che Harry me la faccia buttare o la strappi, ora che l’ho letta.
“Tessa?” La voce di Harry mi chiama dall’altra parte della porta.
“Entra.” Vado verso la porta per incontrarlo.
“Hai..” Fissa il pavimento.
“Sì..” Allungo un braccio e gli alzo il mento, nel modo in cui di solito lo fa lui con me.
“E’ stato stupido.. sapevo che non avrei dovuto..” Inizia.
“No, non è vero. Non è stato stupido per niente.” Sposto la mano da sotto il suo mento, ma lui tiene i suoi occhi rossi nei miei.
“Harry, è tutto ciò che aspettavo mi dicessi da tempo.”
“Mi dispiace di averci messo tanto e di averlo scritto.. Era più facile, non sono bravo a dire le cose.”
“Lo so.”
“Hai.. hai qualcosa da dire? Hai bisogno di più tempo ora che sai quanto sono davvero incasinato?”
“Non lo sei. Lo eri.. hai fatto molte cose.. cose brutte, Harry.”
“Lo so.” Si acciglia e abbassa di nuovo lo sguardo sul pavimento.
Non sopporto di vederlo sentirsi tanto male per sé stesso, anche se ha sbagliato.
“Ma questo non significa che sei una brutta persona. Hai fatto cose brutte, ma non sei una brutta persona.”
“Cosa?” Mi prende il viso tra le grandi mani.
“Ho detto che non sei una brutta persona, Harry.”
“Lo pensi davvero? Hai letto quello che ho scritto?”
“Sì, e il fatto che lo hai scritto, ne è la prova.”
“Come puoi dirlo? Non capisco, volevi che ti dessi spazio e ora hai letto tutta quella roba e continui a dirlo? Non capisco.” La confusione è chiara sul suo viso perfetto.
“L’ho letta, e ora che so tutto quello che hai fatto, non ho cambiato idea.”
“Oh..” Gli diventano gli occhi lucidi.
L’idea che pianga di nuovo, soprattutto davanti a me, mi fa male. Ovviamente non sta capendo quello che sto cercando di dire.
“Avevo già preso la decisione di restare mentre non c’eri, e dopo aver letto quello che hai scritto, voglio restare più che mai. Ti amo, Harry.” Dico.
“Davvero? Ne sei sicura?” Sorride.
“Sì. Sicurissima.” Gli assicuro.

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