After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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134. Capitolo 134.

Vado in camera da letto e mi siedo sul bordo del letto. Che diavolo faccio?
MI fa male la pancia a causa di tutto questo. Sapevo già che Harry non era una brava persona in passato e sapevo che c’erano delle cose che non mi avrebbe fatto piacere ascoltare, ma tra tutte le cose a cui pensavo Anne potesse riferirsi, questo non mi aveva mai attraversato la mente. Si è registrato mentre faceva sesso con una ragazza, senza che lei lo sapesse, e ha mostrato il video ai suoi amici. Peggio ancora, i suoi amici l’hanno mostrato a tutti. I suoi genitori e la sua chiesa l’hanno scoperto, ha perso la borsa di studio ed è stata cacciata di casa. Ciliegina sulla torta, quando è stata cacciata e ha chiesto ad Harry di restare con lui, lui le ha detto di no, nonostante fosse proprio lui la causa di tutti i suoi problemi. L’ha violentata in un modo terribile e deplorevole e non gliene è neanche importato. Non ha avuti rimorsi per le sue azioni e adesso ne ha a stento. Lacrime indesiderate mi cadono sulle guance e cerco di inspirare e espirare lentamente, attenta a non affogarmi col mio stesso respiro.
Per me la parte peggiore è conoscere il suo nome. Se fosse un’anonima, potrei fingere che non esiste. Sapere che il suo nome è Natalie mi apre fin troppi pensieri. Che aspetto ha? Cosa voleva studiare al college prima che Harry le togliesse la borsa di studio? Ha fratelli o sorelle? Lo sapevano? Se Anne non avesse messo in mezzo quest’argomento, l’avrei mai saputo?
Quante volte hanno fatto sesso? A Harry è piaciuto? Ma certo che gli è piaciuto. Mi viene ricordato. Stiamo parlando di sesso e ovviamente Harry ne faceva molto. Con altre ragazze. Molte ragazze. Ha passato la notte con Natalie dopo? Perché mi sento gelosa di Natalie? Dovrei essere dispiaciuta per lei, non invidiarla perché ha toccato Harry. Spingo il pensiero malato fuori dalla mia mente e torno a pensare al tipo di persona che Harry è davvero.
Posso perdonarlo per questo? Più ci penso, più credo che non ho niente da perdonargli, non ha fatto a me questa cosa orribile. Non questa volta. Non lo conoscevo neanche quando si è registrato a fare sesso con lei. Sono disgustata da me stessa per la gelosia che continua a salire a galla.
Avrei dovuto farlo restare per parlarne, me ne vado sempre o, in questo caso, faccio andare via lui. Il problema è che mi annebbia i pensieri, la sua presenza spazza via ogni grammo di buonsenso che ho. Non ho vincoli quando c’è lui di mezzo.
Vorrei sapere cosa è successo a Natalie dopo che Harry le ha demolito la vita, lasciandola senza niente se non macerie ai suoi piedi. Se adesso è felice e conduce una vita felice, mi sentirei meglio, leggermente. Vorrei aver un’amica con cui parlare di tutto ciò, qualcuno che mi dia dei consigli. Anche se ce l’avessi, non divulgherei le indiscrezioni di Harry, non voglio che nessuno sappia di quello che ha fatto a queste ragazze. So quanto è sciocco volerlo proteggere quando non se lo merita, ma non posso evitarlo. Non voglio che abbiano un’idea peggiore di lui e soprattutto, non voglio che lui si giudichi peggio di quanto non fa già.
Mi stendo contro i cuscini e fisso il soffitto. Avevo appena superato, beh, stavo cercando di superare, il fatto che Harry mi avesse usata per vincere una scommessa con i suoi amici, e ora questo? Se si trattasse solo di Natalie, non sarebbe tanto male, ma anche dopo aver visto l’estensione del danno che aveva causato a quella ragazza, l’ha fatto di nuovo con la sorella di un suo amico, poi ha fatto un altro gioco con me. E’ un ciclo con lui, questo è quello che fa, sarà in grado di smettere di farlo? Cosa mi sarebbe successo se lui non si fosse innamorato di me?
So che mi ama, mi ama davvero. Lo so.
“Sai cosa significa avere qualcuno che ti ama, nonostante tutte le cazzate che fai?”
Lo amo nonostante gli errori che commette e ha commesso in passato. Vedo un cambiamento in lui da quando l’ho incontrato, anche nell’ultima settimana ho visto un cambiamento. Non ha mai espresso i suoi sentimenti per me nel modo in cui ha fatto oggi. Vorrei solo che avesse fatto la sua dichiarazione in circostanze diverse.
Ha detto che sono la sua unica possibilità per la felicità, sono l’unica opportunità che ha per non passare l’eternità da solo. Che affermazione pesante. Che affermazione vera. Nessuno lo amerà mai come lo amo io, non perché non sia degno d’amore, ma perché nessuno lo conoscerà come lo conosco io. Conoscevo. Conosco ancora? Non riesco a decidere, ma voglio credere di conoscerlo, il vero lui. Chi è oggi non è la persona era qualche mese fa.
Lui ha fatto molto per me, nonostante il dolore che mi ha causato. Ha fatto un grande sforzo per essere la persona che voglio e ho bisogno che sia. Una parte di me pensa che forse è tempo che io mi prenda un po’ della colpa, non per quello che ha fatto a Natalie, ma per essere così dura con lui. Ovvio che quello che ha fatto è sbagliato, incredibilmente sbagliato, ma a volte mi aspetto troppo da lui. Dimentico che è un uomo arrabbiato e solo, che fino ad ora non aveva mai amato nessuno. So che ama sua madre, ma non nel modo in cui di solito le persone amano i propri genitori.
L’altra parte di me è stanca. Stanca del ciclo con Harry che si è ripetuto costantemente. All’inizio della nostra relazione era un ciclo costante di lui che era crudele con me, poi carino, poi crudele. Ora il ciclo in qualche modo si è evoluto, ma in peggio. Molto peggio. Lo lascio, poi torno, poi lo lascio di nuovo. Non posso continuare a fare così, non possiamo continuare a fare così. Se c’è altro che mi sta nascondendo, mi distruggerà, a stento mi tengo insieme adesso. Non posso sopportare altri segreti, altri mal di cuore, altre rotture. Avevo sempre tutto pianificato, ogni dettaglio della mia vita era calcolato, analizzato, fino ad Harry. Ha completamente messo la mia vita sotto sopra e più che altro in modo negativo. Detto ciò, mi ha anche resa più felice di quanto sia mai stata.
Dobbiamo stare insieme e cercare di superare le cose orribili che ha fatto, o devo chiudere le cose e mantenerle tali. Se lo lascio, devo andare via da qui, lontano. Devo lasciarmi alle spalle ogni ricordo della vita con Harry, o non sarò mai in grado di andare avanti. Il dolore che mi causa prendere in considerazione l’idea di lasciarlo, è molto peggio del dolore che mi ha causato lui stesso.
Le lacrime si sono fermate adesso che il mio verdetto è stato preso.
Non posso lasciarlo, so che non posso. So quanto è patetico, ma non c’è modo che possa stare senza di lui. Nessuno mi farà mai sentire come mi fa sentire lui, nessuno sarà mai lui. Lui è la fine per me, proprio come io lo sono per lui. Non avrei dovuto farlo andare via, avevo bisogno di tempo per pensare e dovrei prendermene altro, ma voglio già che torni da me. Che ho di sbagliato? L’amore è sempre così? E’ sempre così appassionato eppure così dannatamente doloroso? Non ho esperienze né riferimenti con i quali mettermi a paragone. Posso solo sperare che la nostra relazione non sia così per sempre.
Sento la porta d’ingresso aprirsi e scendo dal letto, affrettandomi verso il salotto. Resto delusa nel trovare Anne invece che Harry. Avrei dovuto sapere che sarebbe stata lei, Harry mi sta dando tempo per pensare. Tempo che ho chiesto, ma che ora voglio restituire.
Anne appende le chiavi di Harry e si toglie le scarpe ricoperte di neve. Non so cosa dirle dopo che mi ha detto di andarmene con mia madre.
“Dov’è Harry?” Mi chiede, mentre entra in cucina.
“Se n’è andato.. per la notte.” Spiego.
“Oh.”
“Non so se, se lo chiami, ti dirà dov’è, se non vuoi stare qui.. con me.”
“Tessa, mi dispiace per quello che ho detto. Non voglio che pensi che ho sentimenti avversi verso di te, perché non è così. Stavo solo cercando di prevenirti da quello che Harry potrebbe farti. Non voglio che tu..” Posso dire che sta cercando le parole.
“Finisca come Natalie?”
“Te l’ha detto?”
“Sì.”
“Tutto?” Sento il dubbio nella sua voce.
“Sì, il video, le foto, la borsa di studio. Tutto.”
“E sei ancora qui?”
“Sì. Non ho intenzione di andare da nessuna parte.” Decido infine. Ci sediamo entrambe al tavolo, l’una difronte all’altra.
Quando mi guarda, ha gli occhi sbarrati e so a cosa sta pensando.
“So che ha fatto cose terribili, cose deplorevoli, ma gli credo quando mi dice che è cambiato. Non è più quella persona.”
“E’ mio figlio e lo amo, ma tu devi davvero pensare a questa cosa. Ha fatto proprio la stessa cosa a te, Tessa. So che ti ama. Mi è chiaro adesso, ho solo paura che il danno sia stato fatto.”
“Non è così. Beh, il danno è certamente stato fatto, ma non è irreversibile. Non posso usare quello che ha fatto prima di conoscermi, contro di lui. Se uso il suo passato contro di lui, come possiamo andare avanti? So che probabilmente penserai che sono ingenua e sciocca per continuare a perdonarlo, ma amo tuo figlio e neanche io posso stare senza di lui.”
“Io non penso che tu sia nessuna delle due cose. Al massimo, il tuo perdono mostra maturità e compassione. Mio figlio si odia, si è sempre odiato e penso si sarebbe sempre odiato, fino a te. Ero mortificata quando tua mamma mi ha detto cosa ti ha fatto e mi dispiace. Non so cosa ho sbagliato con Harry, ho cercato di essere la madre migliore che potessi, ma era difficile senza suo padre vicino. Dovevo lavorare tantissimo e non gli ho dato le attenzioni che avrei dovuto. Se l’avessi fatto, magari avrebbe più rispetto per le donne.” La voce piena di rimorso.
So che se non avesse già pianto oggi, lo farebbe adesso.
“Non penso che sia così a causa tua. Penso abbia molto a che fare con suo padre e il tipo di amici che ha, su entrambi i quali sto cercando di lavorare. Per favore, non incolparti, niente di tutto questo è colpa tua.” Le dico.
“Sei certamente la persona più di buon cuore che ho incontrato nei miei trentacinque anni di vita.”
“Trentacinque?” Inarco un sopracciglio.
“Ehi, fa’ finta di crederci. Posso passare per una trentacinquenne, giusto?” Sorride.
“Decisamente.” Rido.
Stavo piangendo ed ero sull’orlo di un crollo trenta minuti fa, e ora sto ridendo con Anne. Nel momento in cui ho deciso di lasciare che il passato di Harry resti passato, ho sentito la maggior parte della tensione abbandonare il mio corpo.
“Sa come ti senti al riguardo?” Mi chiede.
“No, gli ho detto che avevo bisogno di tempo quindi starà da qualche altra parte stanotte.. ma credo che a breve lo chiamo.”
“Credo che potrebbe servigli questo tempo di agitazione.” Sorride.
“Immagino di sì.” L’idea di torturarlo ancora non è attraente, ma potrebbe essergli davvero utile un po’ di tempo per pensare a tutto quello che ha fatto.
“Penso che abbia bisogno di sapere che ci sono conseguenze alle brutte scelte che fa. Preparo la cena, poi puoi togliere Harry dalla sua miseria?” Ride.
Sono felice di avere il suo senso dell’umorismo per aiutarmi nella mia triste confusione riguardo al passato di Harry e so che ha ragione quando dice che ha bisogno di sapere che ci sono conseguenze. Sono disposta a superarlo, almeno a provarci, ma deve sapere che non va bene e abbiamo ancora molto di cui parlare. Ho bisogno di sapere che non lo farà di nuovo e che non ci sono altri demoni dal suo passato che mi manderanno ancora fuori strada.
“Cosa vorresti mangiare?”
“Va bene qualsiasi cosa. Posso aiutare.” Mi propongo, ma lei scuote la testa.
“Rilassati, più che puoi. Hai avuto una lunga giornata con tutto quello che è successo con Harry.. e tua mamma.”
“Sì.. lei è complicata.”
“Complicata? Volevo usare un’altra parola, ma me la terrò per me, dal momento che è tua madre.”
“E’ un po’ una s.. parola.” Dico, non volendo dire stronza davanti ad Anne.
“E’ una stronza, lo dirò io per te.” Ride e io mi unisco.
Anne fa i tacos al pollo per cena e chiacchieriamo un po’ sul Natale, il tempo, e tutto eccetto quello che ho davvero in mente. Harry.
“Cosa ne pensi?” Mi chiede.
“Scusa.. cosa?”
“Ti ho chiesto come pensi andrà domani, ma posso dire che sei distratta.” Scherza.
“Scusa.” Prendo un sorso d’acqua. Mi sta letteralmente uccidendo non chiamarlo e dirgli di tornare a casa adesso.
“Pensi si sia agitato abbastanza? Sono passate quasi tre ore.” Dico, non ammettendo che ho contato anche i minuti.
“No, ma non è una scelta che spetta a me.” Dice.
“Devo.” Le dico, e lascio la cucina per chiamarlo.
La sorpresa nella sua voce è evidente quando risponde al telefono.
“Tessa?”
“Ho finito di pensare..” Dico al telefono.
“Di già?” Gli si spezza la voce.
“Sì, abbiamo molto di cui parlare, ma vorrei che tornassi a casa, così possiamo.”
“Sì.. sì, certo. Sarò lì tra dieci minuti.” Affretta le parole.
“Okay..” Attacco.
Ho dieci minuti per ripassare tutto quello che ho in mente, prima che arriva, devo tenere la mia posizione e assicurarmi che sappia che quello che ha fatto è sbagliato, ma che lo amo comunque.
Cammino avanti e indietro sul pavimento congelato, aspettando il suo arrivo. Dopo quella che sembra un’ora, la porta d’ingresso si apre e ascolto come i suoi stivali producono un rumore sordo lungo il piccolo corridoio. Ha gli occhi gonfi e rossi. Non dice nulla, cammina verso di me e mi mette un piccolo oggetto nella mano. Carta?
Lo guardo mentre mi chiude la mano intorno al foglio piegato.
“Leggila, prima di prendere una decisione.” Richiede.
Apro la mano, dopo che mi ha dato un bacio sulla tempia e ha lasciato la stanza.

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