After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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132. Capitolo 132.

“L’ultima volta? Vedi, Theresa! Questo è esattamente il motivo per cui hai bisogno di andare via da lui. L’ha già fatto in passato, lo sapevo! Il Principe Azzurro colpisce ancora.” Ulula mia madre.
Guardo Harry, le mie dita scivolano dall’orlo. Non di nuovo. Non penso di poter sopportare altro. Non da parte sua.
“Non è così, mamma.” Dice finalmente Harry.
“Di sicuro sembra, Harry. Onestamente non ci posso credere, ti amo, figliolo, ma non posso aiutarti in questo caso. E’ sbagliato, talmente sbagliato.” Dice Anne, asciugandosi gli occhi.
Non riesco mai a trovare la voce in queste situazioni. Voglio parlare, devo, ma una lista infinita di cose terribili che Anne potrebbe intendere con ‘l’ultima volta’ mi sta scorrendo rapida nella testa, rubandomi la voce.
“Ho detto che non è così!” Urla Harry a sua madre.
“Io penso che lei dovrebbe andare con sua madre.” Dice Anne, facendomi stringere un nodo in gola.
“Che?” Le dice Harry. La voce sorpresa.
“Dovrebbe andare. Non vai bene per lei, Harry. Pensavo di sì, che fossi cambiato, ma è ovvio che non è così. Ti amo più della vita stessa, ma non posso permetterti di farlo di nuovo. Venire in America avrebbe dovuto aiutarti, ma hai rifatto la stessa cosa.”
“Theresa. Penso tu abbia ascoltato abbastanza. E’ ora di andare.” Dice mia madre e mi afferra il braccio.
Harry si sposta verso di lei, facendola indietreggiare, ma mi tiene comunque ancora il braccio.
“Lasciala, adesso.” Le dice tra i denti.
Le sue unghie affondano nella mia pelle mentre cerco di rielaborare gli eventi degli ultimi due minuti. Non mi aspettavo che mia madre si sarebbe presentata qui, avrebbe fatto irruzione in camera da letto e di certo non mi aspettavo che Anne avrebbe rivelato un altro dei segreti di Harry. L’ha già fatto in passato? A chi? L’amava? E lei amava lui? Lui ha detto che non è mai stato con una vergine prima, ha detto che non ha mai amato nessuno prima. Stava mentendo?
La maschera di rabbia che indossa, mi rende difficile decifrarlo.
“Non hai più diritto di parola su ciò che la riguarda.” Ribatte mia madre.
Tiro il braccio dalla sua presa e vado dietro Harry. Anne e mia madre hanno la stessa espressione inorridita quando avvolgo le dita intorno al suo avambraccio.
“Theresa, non essere stupida. Vieni qui.” Istruisce mia madre.
Resto nascosta dietro Harry, non capisco davvero il perché, ma lo faccio. Dovrei andarmene con mia madre, o costringerlo a dirmi di cosa diavolo sta parlando Anne, ma voglio davvero che mia madre se ne vada. Ho bisogno di qualche secondo, minuto, forse anche ore per comprendere cosa ha potuto fare Harry. L’avevo appena perdonato, avevo appena deciso di dimenticare tutto e andare avanti con lui. Perché deve sempre esserci un qualche segreto rinchiuso che viene fuori nel momento peggiore possibile?
“Theresa.” Mia madre fa un altro passo verso di me e Harry porta un braccio dietro per avvolgerlo intorno a me, proteggendomi da lei.
“Allontanati da lei.” L’avvisa.
“Harry, è sua figlia. Non hai il diritto di metterti tra loro.” Dice Anne.
“Non ho il diritto? Lei non ha il diritto di venire nel nostro appartamento, nella nostra fottuta camera da letto, quando non è stata invitata!” Urla. Stringo la mia presa sul suo braccio.
“Non è la sua camera da letto, né il suo appartamento.” Dice mia madre.
“Sì, invece. Vedi chi si nasconde dietro di me? Mi sta usando come scudo per proteggersi da te.” Sottolinea Harry.
“Lei è sciocca e non capisce cosa è meglio per lei.” Dice mia madre.
“Smettila di parlare come se non fossi qui! Sono proprio qui e sono un’adulta, ho diciannove anni, madre. Se voglio restare, resterò.” Annuncio.
Non lo so se voglio restare, ma so che non voglio andarmene con lei.
“Tessa, tesoro. Penso che dovresti dare ascolto a tua madre.” Mi tradisce Anne.
Il suo congedo mi brucia nel petto, ma non so cosa sa di suo figlio.
“Grazie! Almeno qualcuno in questa famiglia ragiona.” Sospira mia madre e Anne le lancia un’occhiata d’avvertimento.
“Non sono d’accordo con il modo in cui tratta sua figlia, quindi non creda che perché voglio che lei vada via, significa che siamo nella stessa squadra, perché non è così.” Le ricorda Anne.
“A prescindere, siamo entrambe d’accordo che devi andartene, Tessa. Devi andartene da quest’appartamento con me e non tornare, possiamo trasferirti in un’altra scuola se ne hai bisogno. Sei stata ai suo giochi abbastanza.”
“Può decidere da sola.” Mi difende Harry.
“Ti ha intossicato la mente, Theresa, guarda cosa ti ha fatto. Lo conosci almeno un po’?” Chiede mia madre.
“Lo conosco, madre.” Dico tra i denti.
Mia madre sposta l’attenzione su Harry. Non so perché non è spaventata da lui, il modo in cui il suo petto si alza e abbassa pesantemente, il modo in cui le sue guance sono infiammate di rabbia, il modo in cui i suoi pugni sono serrati in dei pugni tanto stretti da avere le nocche bianche, dovrebbe intimidirla, ma non succede.
“Se ti importa di lei, anche solo un po’, la lascerai andare. Non hai fatto niente se non abbatterla. Non è la stessa ragazza che ho lasciato al college tre mesi fa, ed è colpa tua. Non hai dovuto vederla piangere per giorni a causa di quello che le hai fatto, forse tu eri con un’altra ragazza, mentre lei piangeva ogni notte prima di addormentarsi. L’hai distrutta, come puoi convivere con te stesso? Sai che la ferirai di nuovo, prima o poi, quindi se hai un solo osso decente nel tuo corpo, le dirai, le dirai di venire con me.” Dice mia madre.
Il silenzio nella stanza è agghiacciante.
Anne sta in silenzio a fissare il muro persa tra i pensieri. Presumo stia pensando a qualsiasi sia quella cosa che ha fato Harry “l’ultima volta”, mia madre sta guardando Harry, in attesta della sua risposta, Harry sta respirando così forte che potrebbe entrare in combustione, e io, io sto cercando di decidere chi vincerà la battaglia dentro di me. Il mio cuore o la mia testa.
“Non voglio venire con te.” Dico in fine.
Anne gira la testa di scatto per guardarmi e mia madre alza gli occhi al cielo.
“Tu..” Inizia.
POV di Harry.
“Non sei la benvenuta qui, non tornare mai più. Chi ti credi di essere per irrompere qui, e hai anche il coraggio di parlargli in quel modo!” Urla Tessa, interrompendola. Mi spinge per andare verso di lei.
Non so cosa farà, ma so che sua mamma farà meglio a non darle un altro schiaffo.
“Non voglio avere niente a che fare con te! Nessuno lo vuole! Ecco perché sei sola dopo tutti questi anni, sei così crudele e presuntuosa, non sarai mai felice!” Urla Tessa alla donna.
Ha il viso rosso e gli occhi le si iniziano a bagnare. Perché sua mamma deve sempre rovinare tutto? Non posso biasimarla o litigare con lei ora come ora, a prescindere da quanto la odi. Ho ferito davvero Tessa, ma non penso di averla rovinata? Vero?
“Sono sola perché ho scelto di esserlo, non ho il bisogno di stare con qualcuno, non sono come te.” Sputa sua mamma.
Tessa stringe i suoi piccoli pugni lungo i fianchi e fa un respiro enorme. E’ arrabbiatissima, nervosissima, ma non sembra neanche un po’ minacciosa. Guardo mia mamma per un aiuto, non so cosa fare, ma l’occhiata che mi rivolge, mi fa capire che mi odia. Non volevo che sapesse cosa ho fatto a Tessa. Sapevo che l’avrebbe uccisa, soprattutto dopo quello che è successo in passato. Non sono la stessa persona che ero allora, la situazione è completamente diversa. Amo Tessa.
“Come me! Io non ho bisogno di stare con nessuno! Mi hai praticamente costretta a stare con Noah, non ho mai sentito di avere scelta in niente! Mi hai sempre controllata e io sono stufa, sono fottutamente stufa!” Tessa inizia a piangere e si sposta più vicina a sua madre.
So che se non la tiro via, succederà una delle due cose: sua madre le darà uno schiaffo e io dovrò intervenire, o Tessa dirà qualcosa di cui si pentirà e non voglio che sia turbata a causa di ciò.
“E’ chiaro che hai qualche problema di codipendenza, se sei abbastanza stupida da tornare da lui. E’ per tuo padre?” La voce di sua madre non è sincera, è piena di sarcasmo ed è chiaro che la sta deridendo.
“Ti odio. Ti odio davvero. Probabilmente sei tu la ragione per cui mio padre beveva e ti picchiava! Se n’è andato perché non ti sopportava! Non lo biasimo, vorrei che mi avesse portato..” Prendo Tessa e le metto una mano sulla bocca, tirandola indietro e tenendola contro il mio petto.
“Penso che ora devi andare via.” Dico a sua madre.
Tessa è arrabbiata sotto la mia presa e continua a darmi calci sugli stinchi.
La lascio e lei si gira verso di me con una smorfia arrabbiata sul suo viso dolce. E’ sempre sconvolgente vederla arrabbiata, soprattutto così tanto arrabbiata. Sono egoisticamente felice che la sua rabbia non sia diretta verso di me in questo momento. Lo sarà preso, lo so. So che sua madre ha ragione su di me, sono terribile per lei, non sono l’uomo che lei pensa io sia, ma la amo troppo e non lascerò che mi lasci di nuovo. Spero solo che mi ascolterà, che ascolti tutta la storia prima di lasciarmi. Anche se a quel punto non penso avrà importanza. So che sta arrivando, non c’è modo che rimanga con me una volta che l’avrà sentita. Cazzo, perché mia mamma l’ha dovuto dire?
“Perché l’hai fatto! Tu..”
“Perché stai dicendo cose di cui sai ti pentirai. Forza.” Dico e la guido nella camera da letto.
Si gira, lanciando a sua madre un’ultima occhiata di astio, prima che chiuda la porta dietro di noi. Lasciando le nostre mamme nell’altra stanza.
“Perché l’hai fatto! Perché mi hai fermata! Ho cosi tante cose da dire a quella stronza, che neanche può.. io neanche posso!!” Grida, mettendomi le mani sul petto per spingermi.
“Ehi.. ehi.. calmati.” Dico, cercando di non sorridere per la sua rabbia.
Porto il suo viso tra le mie mani e muovo gentilmente i pollici sui suoi zigomi, assicurandomi che mantenga il contatto visivo con me mentre il suo respiro rallenta.
“Calmati e basta, piccola.” Ripeto. Il rossore sparisce dalle sue guance e annuisce lentamente.
“Vado ad assicurarmi che se ne vada, okay?” Dico così a bassa voce, che è quasi un sussurro.
Annuisce di nuovo e si muove per sedersi sul letto.
“Sbrigati.” Esige, prima che lasci la stanza.
Quando entro nel salotto, la mamma di Tessa è l’unica persona nella stanza.
“Dov’è?” Chiede.
“Non ha intenzione di uscire, tu adesso te ne vai e non tornerai qui. Dico sul serio.” Dico tra i denti.
“Mi stai minacciando?” Alza un sopracciglio.
“Puoi prenderla come ti pare, ma devi stare lontano da lei.”
“E’ tutta colpa tua, le hai fatto il lavaggio del cervello, non pensa più per sé stessa. So cosa stai facendo, sono stata con uomini come te. Sapevo che eri un guaio dal primo giorno in cui ho poggiato gli occhi su di te. Avrei dovuto far cambiare la stanza a Tessa allora per prevenire tutto questo. Nessun uomo la vorrà dopo questo.. dopo di te. Guardati!” Sventola le mani in aria e si gira verso la porta.
Esce nell’ingresso e io la seguo.
“Ma è proprio questo il punto, no? Che nessun’uomo la vorrà, a parte me. Non starà mai con nessuno a parte me. Sceglierà sempre me a te, a chiunque.”
“Tu sei il demonio e io non andrò via e basta. Lei è mia figlia ed è troppo per te.” Mi minaccia e fa un passo verso di me.
“Mi assicurerò di ricordarmene, quando stanotte starò affondando in tua figlia.”
Appena le parole lasciano le mie labbra, sussulta e alza la mano nel tentativo di schiaffeggiarmi. Le afferro il polso e lo spingo giù gentilmente. Non le farei mai del male, a lei o a qualsiasi donna, ma non ho intenzione di permetterle di assalirmi.
Le rivolgo il mio miglior sorriso, prima di tornare nell’appartamento e sbatterle la porta in faccia.

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