After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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131. Capitolo 131.

Harry ha le guance arrossate e un sorriso nervoso sulle labbra mentre lo fisso.
“E’ così.. è perfetto e basta.” Singhiozzo e chiudo lo spazio tra noi sul divano, praticamente placcandolo. Per fortuna, lui è abbastanza forte dal non farci cadere entrambi.
Lo abbraccio quanto più stretto riesco, facendolo tossire, quindi allento la presa.
“Grazie, è così premuroso e incredibile.” Gli dico, premendo la fronte contro la sua, stando sulle sue gambe.
“Non è niente.. davvero.” Afferma timidamente e io sorrido per il suo tono disinvolto.
Anne si schiarisce la gola e io mi tolgo immediatamente dalle gambe di Harry. Per un momento, avevo dimenticato che non siamo soli nell’appartamento.
“Scusa.” Le dico e mi sposto al mio posto sul divano.
“Non scusarti.” Mi rivolge un sorriso consapevole.
Harry resta in silenzio, so che non parlerà del regalo davanti ad Anne, quindi per ora cambio argomento. Il regalo è così incredibilmente premuroso. Non avrebbe potuto scegliere una citazione più perfetta da qualsiasi altro romanzo, da far incidere sul ciondolo.
“Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali.” E’ talmente perfetta per come mi sento verso di lui. Siamo così diversi eppure uguali, proprio come Catherine e Heathcliff. Posso solo sperare che non condividiamo il loro stesso destino. Voglio pensare che in qualche modo abbiamo imparato dai loro errori e che non permetteremo che ci succeda una cosa del genere.
Mi infilo il braccialetto sul polso e lo faccio dondolare leggermente avanti e indietro, facendo oscillare i ciondoli. Non ho mai ricevuto niente del genere prima, pensavo che l’e-book fosse il regalo migliore, ma è riuscito a superarsi facendo fare questo braccialetto. Noah mi ha sempre comprato la stessa cosa, profumo e calzini. Ogni singolo anno. Ma in realtà, io compravo a lui colonia e calzini ogni anno. Era la nostra cosa, la nostra cosa noiosa e ripetitiva.
Fisso il braccialetto per qualche altro secondo, prima di rendermi conto che Harry e Anne mi stanno guardando. Mi alzo immediatamente e inizio a pulire il casino creatosi a causa delle carte dei regali.
“Cosa facciamo per il resto della giornata?” Chiede Anne.
“Io mi sento di fare un riposino.” Le dice Harry, facendole alzare gli occhi al cielo.
“Un riposino? A Natale?” Lo deride.
“Non è Natale, e sono dieci.” Le dice acidamente, ma poi sorride.
“Sei odioso.” Lo riprende, colpendogli il braccio.
“Anche tu.”
Prendo il piccolo mucchio di carta piegata e strappata e la spingo nel cestino. Mi sento anche peggio per non aver preso un regalo di Natale ad Harry. Ero così presa da tutto quello che stava succedendo tra noi per preoccuparmi di comprargli un regalo. Vorrei che il cento commerciale fosse aperto oggi, così potrei prendergliene uno dell’ultimo minuto. Non ho idea di cosa sarebbe, ma qualsiasi cosa sarebbe meglio di niente. Abbasso di nuovo lo sguardo sul braccialetto e faccio scorrere un dito sul cuore.
“Quasi fatto?” La voce di Harry all’orecchio mi fa saltare, sorpresa.
“Mi hai spaventato!” Dico, facendolo ridacchiare.
“Scusa, amore.” Sento il suo sorriso contro il collo e avvolge le braccia intorno alla mia vita. Il mio cuore fa un salto quando mi chiama ‘amore’. Non è proprio da lui.
“Vai a fare un risposino?” Gli chiedo, girandomi per guardarlo.
“Sì.. ti unisci a me?”
“Certo.” Non mi piace molto fare riposini, a meno che non sia troppo esausta per fare qualsiasi altra cosa, ma posso passare il tempo con il mio e-book, mentre Harry dorme.
Quando entriamo in camera, Harry si tira la maglia dalla testa e la lascia cadere sul pavimento. I mie occhi si spostano sui disegni familiari tatuati sulla sua pelle, e lui mi sorride.
“Ti piace davvero il braccialetto?” Mi chiede, mentre viene verso il letto. Butta i cuscini decorativi sul pavimento e io li alzo.
“Sei così disordinato!” Mi lamento. Metto i cuscini nel baule e la sua maglia sul comò, prima di prendere l’e-book e unirmi a lui sul letto.
“Ma per rispondere alla tua domanda, amo il braccialetto. E’ molto premuroso. Perché non hai detto che era da parte tua?” Gli chiedo e lui mi attira a lui perché poggi la testa sul suo petto.
“Perché già ti sentivi in colpa per non avermi preso niente e ti saresti sentita anche peggio, dopo il mio regalo fantastico.” Sorride.
“Wow, molto modesto.” Scherzo.
“In oltre, non sapevo come sarebbero andate le cose tra noi. Quando l’ho fatto fare per te, non avevo idea se mi avresti mai parlato di nuovo.” Ammette.
“Sapevi che sarebbe successo.”
“Sinceramente no. Eri diversa stavolta.”
“In che senso?”
“Non lo so.. lo eri e basta. Non era come le altre cento volte in cui hai detto di non voler avere niente a che fare con me.” La voce leggera mentre mi spinge via la frangetta dalla fronte col pollice.
“Beh, io lo sapevo.. cioè, non volevo ammetterlo, ma sapevo che sarei tornata. Lo faccio sempre.”
“Non te ne darà di nuovo ragione.”
“Lo spero.” Dico e gli bacio il palmo della mano.
“Anch’io.”
Non dico nient’altro, non c’è niente da dire al momento. E’ assonnato, non voglio parlare ancora di me che lo lascio. Nel giro di qualche minuto, si addormento, respirando pesantemente, creando la melodia perfetta per farmi rilassare. Il fatto che Harry stamattina mi ha chiamata Daisy, mi ha fatto venire voglia di rileggere Il Grande Gatsby. Proprio mentre Nick sta attraversando la baia per East Egg, inizio a cadere nel sonno con l’e-book tra le mani.
“Scusatemi!” Sento la voce di una donna.
Mia madre. Mi sveglio di soprassalto e butto l’e-book alla fine del letto. Perché diavolo è qui?
“Non ha il diritto di entrare lì!” Sento la voce di Anne.
Anne. Mia madre. Harry. L’appartamento. Oh, signore. Non andrà bene.
La porta si spalanca e si rivela mia madre con addosso un vestito rosso e dei tacchi neri. I capelli arricciati e alzati per assomigliare ad un alveare e il lucidalabbra è luminoso, troppo luminoso per i miei occhi da poco svegli.
“Come puoi essere qui! Dopo tutto quanto!” Grida.
“Madre..” Inizio, ma lei si gira verso Anne.
“Lei chi diavolo è?” Le chiede.
“Sono la madre di Harry.” Risponde duramente.
Harry emette un verso di lamento nel sonno e apre gli occhi.
“Che cazzo?” Sono le prime parole che gli escono dalla bocca quando vede il diavolo con addosso un vestito rosso sangue.
“Andiamo, Theresa.” Dice mia madre.
“Io non vado da nessuna parte. Perché sei qui?” Le chiedo e lei sbuffa, mettendosi le mani sui fianchi.
“Perché te l’ho già detto, sei la mia unica figlia e non me ne starò seduta a guardarti rovinarti la vita per questo.. questo stronzo.” Le sue parole mi accendono un fuoco sotto la pelle e vado immediatamente sulla difensiva.
“Non parlare di lui in questo modo!” Urlo.
“Quello stronzo è mio figlio.” Anne difende Harry con occhi infiammati. Ho la sensazione che dietro il suo spirito, ci sia una donna pronta a scendere in guerra per suo figlio.
“Beh, suo figlio sta rovinando e corrompendo mia figlia.” Risponde velenosa mia madre.
“Tutte e due, fuori.” Dice Harry alle due donne, e si alza dal letto.
“Theresa, prendi le tue cose, adesso.” Istruisce mia madre.
“Quale parte di non me ne vado, non capisci? Ti ho dato l’opportunità di passare le vacanze con me, ma tu non sei riuscita a mettere da parte te stessa abbastanza, per permettermelo.” Scatto.
So che non dovrei parlarle in questo modo, ma non posso farne a meno.
“Mettere da parte me stessa? Pensi che solo perché hai comprato qualche vestito da puttanella e hai imparato a truccarti, all’improvviso sai di più di me sulla vita? Ti sbagli. Solo perché ti sei data a questo.. questo sporco, non significa che sei una donna! Non sei nient’altro che una bambina. Una bambina ingenua ed impressionabile. Adesso prendi le tue cose, prima che lo faccia io per te.” Sta per metà urlando, per metà ridendo di me.
“Non toccare le sue cose. Lei non viene da nessuna parte con te. Le starà qui con me, dove deve stare.” Sputa Harry.
“Dove deve stare? Dove doveva stare quando se ne stava in un dannato albergo a causa di quello che le hai fatto? Non vai bene per lei e lei non starà qui con te.”
“Sono adulti, Tessa è adulta. Se lei vuole restare, non c’è niente che lei può fare al riguardo.” Interviene Anne.
Gli occhi arrabbiati di mia madre si girano per incontrare quelli ugualmente fumanti di Anne. Questo è un disastro. Apro la bocca per parlare, ma mia madre mi batte sul tempo.
“Come può difendere quel comportamento vergognoso? Dopo quello che le ha fatto, dovrebbe essere rinchiuso!” Mia madre quasi urla.
“Ovviamente lei ha scelto di perdonarlo, deve accettarlo.” Dice Anne freddamente. Troppo freddamente. Sembra un serpente, uno di quelli che striscia così lentamente che non ti accorgi che sta per attaccare, ma quando lo fa, sei finito. Mia madre è la preda e non posso evitare di sperare che il morso di Anne sia velenoso.
“Perdonarlo? Lui ha rubato la sua innocenza per gioco, per una scommessa con i suoi amici e poi se n’è vantato, mentre lei era qui a giocare alla famigliola felice!”
Il sussulto di Anne zittisce i versi ugualmente sorpresi di me ed Harry.
“Cosa?” Anne rimane a bocca aperta e guarda sua figlio.
“Non lo sapeva? Non c’è da stupirsi che lo stesse difendendo. Suo figlio ha scommesso con i suoi amici di prendere la verginità di Tessa per soldi e l’ha usata per tutto il tempo. Ha persino tenuto le prove, sbandierandole per tutto il campus.” Dice mia madre.
Sono congelata sul posto.
Non volevo che Anne sapesse le cose terribili che ha fatto suo figlio. Tengo gli occhi sulle nostre madri, troppo impaurita per guarda Harry. Posso dire dal suo respiro, che non immaginava che avessi detto i dettagli del suo inganno a mia madre.
“Prove?” La voce di Anne trema.
“Sì, prove. Il preservativo! Oh, e le lenzuola con sopra la verginità derubata di Tessa. Dio sa cosa ci ha fatto con i soldi, ma ha detto a tutti i dettagli della loro.. intimità. Quindi ora mi dica se devo far venire o no mia figlia con me.” Mia madre alza il suo sopracciglio perfettamente scolpito.
Lo sento nel momento in cui succede. Sento il cambio nella stanza, l’energia che si sposta. Anne adesso è dalla parte di mia madre. Posso vederlo perfettamente nello sguardo disgustando che sta rivolgendo a suo figlio. Cerco disperatamente di aggrapparmi al bordo del dirupo diroccato che è Harry. Il pavimento si sta spaccando sotto di me, il dolore a causa del promemoria di mia mamma, mi sta tirando verso il loro lato del dirupo.
“Come hai potuto, Harry?” Piange Anne. “Avevo sperato che adesso fossi diverso.. speravo che avessi smesso di fare cose del genere alle ragazze.. donne. Hai dimenticato cosa è successo l’ultima volta?”
L’ultima volta? Il mio cuore affonda.

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