After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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130. Capitolo 130.

La testa di Harry mi pesa sulla pancia quando la vibrazione del mio telefono mi sveglia. Lo alzo gentilmente, il più possibile, e recupero l’oggetto fastidioso. Lo schermo si accende col nome di mia madre ed emetto un verso di lamento prima di rispondere.
“Theresa?” Scampanella attraverso il ricevitore.
“Sì.”
“Dove sei e a che ora arriverai qui?” Mi chiede.
“Non vengo.” Le dico.
“E’ la Viglia di Natale, Tessa, lo so che sei arrabbiata per la faccenda di tuo padre, ma devi venire a casa e passare il Natale con me. Non devi startene in un hotel da sola.”
“Non ho intenzione di fare il tragitto fino a lì, madre, nevica e non voglio venire.” Mi sento leggermente in colpa per non passare le vacanze con mia madre. Non è la donna più carina, ma io sono tutto ciò che ha.
Harry si sveglia e alza la testa, proprio mentre sto per dirgli di non parlare, apre la bocca.
“Che succede?” Dice, e sento mia madre sussultare.
“Theresa Young! A che cosa stai pensando?” Urla.
“Non ho intenzione di parlarne adesso.”
“E’ lui, non è vero? Lo capisco da quella voce!”
“Adesso attacco.”
E’ un modo orribile di svegliarsi. Mi metto seduta e mi sposto Harry da dosso, coprendomi il corpo nudo con la coperta.
“Non ti azzardare ad atta..” Urla, ma io lo faccio.
Sapevo che prima o poi l’avrebbe scoperto, ma stavo sperando che sarebbe stato poi.
“Cosa è successo?” Chiede Harry, strofinandosi gli occhi assonnati.
“Mi ha chiamata perché pensava che andassi da lei per Natale.”
“Oh..” Dice.
“Poi ha sentito la tua voce e adesso sta.. sta andando fuori di testa.” Dico e alzo il telefono verso di lui per mostrargli le due chiamate da parte sua negli ultimi minuti.
“Lo sapevi che sarebbe successo, quindi in realtà è meglio che l’abbia scoperto in questo modo.”
“No, invece. Gliel’avrei potuto dire, invece di farle sentire la tua voce in sottofondo.”
“E’ la stessa cosa, si sarebbe incazzata in entrambi i casi.” Fa spallucce.
“E’ lo stesso.” Sono leggermente irritata dalla sua reazione. Lo so che lei non gli piace, ma resta mia madre e non volevo che lo scoprisse così.
“Beh, cosa vuoi fare, invitarla per una bella cenetta natalizia?”
“Davvero?” Scatto.
“Tanto per dire.”
“Beh, potresti essere un po’ più carino riguardo tutta la situazione.”
“Scusa.” Dice.
Mi aspettavo se ne sarebbe uscito con una risposta scortese, ma sono contenta non l’abbia fatto.
“Vuoi che ti preparo la colazione, Daisy?” Sorride.
“Daisy?” Alzo un sopracciglio.
“E’ presto e non sono al meglio di me per citare la letteratura, ma sei scontrosa, quindi ti ho chiamata Daisy.”
“Daisy non era scontrosa. E neanche io.” Non posso evitare di sorridere.
“Sì, invece, e come fai a sapere di quale Daisy sto parlando?”
“Ci sono solo poche Daisy e ti conosco abbastanza bene da sapere a quale ti stai riferendo.”
“Ma davvero?”
“Sì, e il tuo tentativo di insultarmi è fallito miseramente.” Scherzo.
“Certo.. certo.. signora Bennet.” Risponde.
“Presumo, dal momento che hai detto signora, che stai parlando della madre, non di Elizabeth, il che significa che stai cercando di darmi dell’odiosa.”
“Ma in realtà, sei un po’ fuso stamattina, quindi forse stai dicendo che sono affascinante? Non lo so proprio.” Sorrido.
“Va bene.. va bene.. Cristo. Un uomo fa una brutta battuta qui e viene condannato.” Ride.
L’irritazione di prima si dissolve mentre continuiamo il nostro discorso scherzoso e usciamo dal letto. Harry mi informa che oggi potrei restare in pigiama, dal momento che non usciremo di casa. Per me è strano, se stessi da mia madre, ci si aspetterebbe che fossi vestita con i migliori vestiti della domenica.
“Potresti semplicemente tenere quella maglietta.” Indica la t-shirt sul pavimento.
Sorrido e la prendo, mettendola sul reggiseno prima di indossare dei pantaloni della tuta. Non ricordo di essere mai stata in tuta con Noah. Non mi truccavo molto fino a poco tempo fa, ma ero sempre vestita bene. Mi chiedo cosa avrebbe pensato se mi fossi presentata per passare del tempo con lui con dei pantaloni della tuta e una maglia larga. Avevo sempre pensato di essere a mio agio con Noah. Pensavo di essere me stessa con lui perché lo conoscevo così bene, quando in realtà lui non mi conosce affatto. Non conosce la vera me, la me che Harry mi ha messo abbastanza a mio agio da mostrare.
“Pronta?” Mi chiede. Annuisco e alzo i capelli in una crocchia disordinata.
Spengo il telefono e lo lascio sul comò, e seguo Harry nel salotto. L’odore delizioso di caffè riempie l’appartamento e troviamo Anne in piedi davanti ai fornelli mentre lancia in aria un pancake per girarlo.
“Buon Natale.” Sorride e si gira verso di noi.
“Non è Natale.” Dice Harry e io gli lancio un’occhiata.
Alza gli occhi al cielo e sorride a sua made. Mi verso una tazza di caffè e ringrazio Anne per aver preparato la colazione. Io ed Harry ci sediamo al tavolo mentre lei ci racconta che è stata sua nonna ad insegnarle a preparare i pancake che sta facendo. Harry ascolta attentamente e persino sorride durante il racconto di sua madre, mentre facciamo colazione.
“Li apriamo oggi i regali? Presumo che domani andrai da tua mamma?” Mi chiede Anne.
Il piatto nelle mie mani cade sul pavimento invece che sul porta piatti nella lavastoviglie, dove avevo intenzione di posizionarlo. Non so esattamente come risponderle e Harry resta in silenzio.
“Io.. in realtà, io.. io ho detto..” Annaspo con le parole.
“Va a casa di papà domani. Ha promesso a Liam che ci sarebbe stata ed è la sua unica amica, quindi non può disdire.” Interviene Harry.
Gliene sono grata, ma devo ricordarmi di dirgli che non sono l’unica amica di Liam.. beh, magari lo sono, ma anche lui è il mio unico amico.
“Oh.. va bene. Tesoro, non devi aver paure di dirmi queste cosa. Non ho problemi col fatto che passi del tempo con Ken.” Dice Anne e non so dire con chi di noi due sta parlando.
“Io non vado, le ho detto di dire che abbiamo detto di no.” Le dice Harry.
“Abbiamo? Avevano invitato anche me?” La voce sorpresa.
“Sì.. volevano che andaste entrambi.” Spiego.
“Perché?” Chiede.
“Non lo so..” Dico.
Non so davvero perché abbiano invitato Anne. Karen è così gentile e so che vuole davvero aggiustare ciò che si è rotto tra suo marito e il figlio, questa è l’unica spiegazione che ho.
“Ho già detto di no, non ti preoccupare, mamma.”
“No, forse dovremmo andare.” Dice, sorprendendoci entrambi.
“Perché vorresti andare lì?” Le chiede Harry.
“Non lo so.. sono passati quasi dieci anni dall’ultima volta che ho visto tuo padre. Penso di doverlo a me stessa e a lui di vedere come ha cambiato la sua vita. In oltre, so che non vuoi stare lontano da Tessa per Natale.”
“Potrei restare qui.” Le dico.
Non voglio disdire con gli altri, ma non voglio che Anne si senta obbligata.
“No, davvero. Va bene. Dobbiamo andare, tutti quanti.” Dice.
“Sei sicura?” Sento la preoccupazione nella voce di Harry.
“Sì.. non sarà tanto male. In oltre, se Kathy ha insegnato a Tessa a fare quei biscotti, immagina come sarà il cibo.” Sorride.
“Karen, mamma, si chiama Karen.”
“Ehi, è la nuova moglie del mio ex marito, con la quale passerò il Natale, posso chiamarla come mi pare.” Ride e io mi unisco.
“Chiamo Liam e gli dico che andiamo tutti.” Dico loro e lascio la stanza.
Non avrei mai immaginato che avrei passato il Natale con Harry e la sua famiglia, entrambe le parti della sua famiglia. Gli ultimi mesi sono stati tutto, tranne ciò che mi aspettavo. Quando accendo il telefono, ho tre messaggi vocali, da parte di mia madre, ne sono certa. Li ignoro tutti e chiamo Liam.
“Ehi, Tessa, Felice Viglia di Natale.” Ha la voce così gioiosa.
“Buona Viglia di Natale.” Gli dico e posso immaginare il suo sorriso caldo.
“Anche a te. Non stai chiamando per disdire, giusto?”
“No, certo che no, il contrario, in realtà. Chiamavo per sapere se va ancora bene che Harry e Anne vengono domani?”
“Davvero? Vogliono?”
“Sì..”
“Significa che tu ed Harry..”
“Già.. so di essere un’idiota.”
“Io non l’ho detto.” Dice.
“Lo so, ma lo stai pensando..”
“Non è vero. Possiamo parlarne domani, ma non sei un’idiota, Tessa.”
“Grazie.” Gli dico e lo penso davvero. E’ l’unica persona che non avrà un’opinione negativa sull’argomento.
“Dico a mia mamma che verranno, so che ne sarà entusiasta.” Dice, prima che attacchiamo.
Quando torno da Harry ed Anne nel salotto, hanno già i regali sulle ginocchia e ci sono due scatole sul divano che presumo siano per me.
“Apro prima io.” Sorride Anne e strappa la carta con i fiocchi di neve stampati, dalla scatola. Ha un sorriso enorme quando prende la tuta che le ho comprato.
“La amo! Come facevi a saperlo?” Mi sorride e io indico la tuta verde che sta indossando.
“Non sono molto brava con i regali.” Le dico.
“Non essere sciocca, è bellissima.” Mi assicura, mentre apre la seconda scatola.
La apre e stringe la coscia di Harry dopo aver preso una collana con scritto ‘mamma’, proprio come mi aveva detto. Sono sicura che il fatto che le abbia preso un regalo l’ha sorpresa ed animata. Sembra piacerle anche lo sciarpone che le ha comprato.
Vorrei davvero aver preso un regalo ad Harry, lo sapevo sin dall’inizio che sarei tornata da lui, penso lo sapesse anche lui. Lui non ha detto di avermene preso uno, e le due scatole sulle mie gambe sono entrambe da Anne, quindi è un gran sollievo. Possiamo farci regali migliori il prossimo anno. Se durate fino all’anno prossimo. Il mio subconscio ghigna e io voglio schiaffeggiarlo. Harry è il prossimo e rivolge a sua madre il suo miglior falso sorriso quando apre i vestiti che gli ha comprato. In cima c’è una maglietta rossa a maniche lunghe e io cerco di immaginare Harry con addosso qualcosa che non sia nero o bianco, ma non ci riesco.
“Tocca a te.” Mi dice, cercando di distogliere l’attenzione dai vestiti tremendi che gli ha preso sua madre.
Sorrido nervosamente e tiro il fiocco scintillante dal primo regalo. Anne è più brava con i vestiti femminili che maschili. Il vestito giallo pastello nella scatola ne è la prova. E un po’ stile bambolina e lo amo.
“Grazie, è bellissimo.” Le dico e l’abbraccio.
Apprezzo davvero che mi abbia preso un regalo di Natale, mi ha appena incontrata e sapeva che io e Harry non stavamo più insieme ed è stata così amorevole e accogliente. Mi sento come se la conoscessi da più tempo di alcuni giorni.
La seconda scatola è più piccola della prima, ma la quantità di nastro che è stato usato per chiuderla, rende molto difficile aprirla. Quando finalmente la apro, trovo un braccialetto, di un tipo che non ho mai visto prima. Anne è così premurosa, proprio come suo figlio. Faccio scorrere le dita sul laccio di corda per guardare i ciondoli appesi. Ce ne sono solo tre, ognuno più grande dell’unghia del mio pollice, due che sembrano fatti di peltro e uno è bianco.. porcellana forse? Il ciondolo bianco è un cuore, e il secondo una nota musicale. Il terzo è un po’ più grande degli altri due ed è della forma di un libro. Quando lo giro tra le dita, noto che c’è scritto qualcosa sul retro.
“Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali.”
Guardo Harry e ingoio le lacrime che minacciano di formarsi. Non è stata sua madre a comprarmelo. E’ stato lui.

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