After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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125. Capitolo 125.

Il mio telefono vibra sul comò, interrompendo le mie risate. Harry è più vicino a quel dispositivo detestabile, quindi si alza per recuperarmelo.
“Liam.” Dice e me lo poggia sul palmo della mano.
“Pronto?” Rispondo.
“Ehi, Tessa, mia madre ha insistito perché ti chiamassi per vedere se vieni qui per Natale?”
“Oh.. sì, vengo. A che ora?” Chiedo.
“Mezzogiorno, ha già iniziato a cucinare, quindi se fossi in te, non mangerei niente fino ad allora.” Ride.
“Va bene, adesso inizio a digiunare.” Scherzo.
“Devo portare qualcosa? So che Karen è una cuoca molto migliore di me, ma potrei preparare qualcosa, tipo il dolce?” Mi offro.
“Sì, puoi portare un dolce.. e anche.. so che è imbarazzante e se non ti senti a tuo agio con questa cosa, va bene.. ma vogliono invitare Harry e sua mamma.” Abbassa la voce.
“Oh.. davvero?”
“Sì, ma se tu ed Harry non andate d’accordo..”
“Ci andiamo. Più o meno.” Lo interrompo. Anche quando io ed Harry eravamo al nostro meglio, non andavamo comunque d’accordo. Harry alza un sopracciglio per la mia risposta e io gli rivolgo un sorriso nervoso.
“Se potessi passare loro l’invito, lo apprezzerebbero davvero.”
“Lo farò.” Gli assicuro.
Non so come potrebbe andare con Anne e Harry a casa di Ken per le vacane, ma di sicuro lo chiederò ad Harry.
“Cosa dovrei compare loro, come regalo?” Chiedo.
“Niente! Non devi portare dei regali.”
Tengo gli occhi sul muro e cerco di non concentrarmi sullo sguardo fisso di Harry su di me.
“Ho intenzione di portarli, cosa devo comprare?”
“Beh, a mia mamma qualcosa per la cucina e a Ken piacerebbe un fermacarte o qualcosa del genere.”
“Un fermacarte? E’ un regalo orrendo.” Sbuffo, facendolo ridere.
“Beh, non prendergli una cravatta, perché l’ho fatto io.” Dice.
“Okay, niente cravatta.”
“Beh, fammi sapere se hai bisogno di qualcosa fino ad allora, devo aiutare a pulire la casa.” Si lamenta, prima di attaccare.
“Andari lì per Natale?” Mi chiede Harry, quando poggio il telefono sul comodino.
“Sì.. non voglio andare da mia madre.”
“Non ti biasimo.” Si strofina il mento con l’indice e continua. “Potresti restare qui?”
“Potresti venire con me.” Mi pizzico le unghie sulle ginocchia.
“E lasciare mia mamma da sola?” Sbuffa una risata.
“No! Certo che no, Karen e tuo papà vogliono che venga.. e anche tu. Entrambi.”
“Sì, certo.”
“Davvero, me l’ha appena detto Liam. Voleva che vi chiedessi se volete venire.”
“Perché mia mamma dovrebbe voler andare lì con mio padre e la sua nuova moglie?”
“Non.. non lo so, ma potrebbe essere carino stare tutti insieme.”
Non sono esattamente sicura di come andrebbe la cosa, perché non so che tipo di relazione hanno adesso Ken e Anne, se ne hanno una. Neanche spetta a me cercare di ‘riunire tutti’, non sono parte della loro famiglia, non sono neanche la ragazza di Harry.
“Non penso. Grazie, comunque.” Si acciglia.
Nonostante tutto quello che sta succedendo tra me e Harry, sarebbe stato bello passare il Natale con lui, ma capisco perché non voglia venire. Sarebbe comunque stato abbastanza difficile convincere Harry ad andare a casa di suo padre per le vacanze, figurarsi con sua madre. Sono felice che sia andato a parlare con Liam oggi, è una cosa che non pensavo avrebbe rifatto. Spero che in futuro potranno essere amici. Ad Harry potrebbe far comodo un amico come Liam.
Devo andare a comprare dei regali per loro tre, magari qualcosa anche per Anne. Non ho idea se dovrei compare o no qualcosa per Harry, in realtà, sono abbastanza sicura che non dovrei. Sarebbe imbarazzante dargli un regalo, quando siamo in questo strano luogo di mezzo. Devo andare oggi, adesso in realtà, perché sono già le cinque e domani il centro commerciale sarà chiuso per la Vigilia di Natale.
“Cosa?” Chiede Harry, difronte al mio silenzio.
“Devo andare di nuovo al centro commerciale.” Mi lamento.
“Adesso? Hai un’idea di quanta gente ci sarà?”
“Lo so, ma questo è ciò che ottengo per essere una senzatetto a Natale.” Gli dico.
“Non penso che la mancanza di organizzazione abbia qualcosa a che fare col fatto che sei una senzatetto.” Mi stuzzica.
Ha un piccolo sorriso e gli occhi luminosi, sta flirtando con me? Rido al pensiero e alzo gli occhi al cielo.
“Io non manco nell’organizzarmi, mai.”
“A parte adesso.” Mi deride e lo colpisco con la mano.
Lui mi afferra il polso e vi avvolge le dita intorno per fermare il mio assalto scherzoso. Un calore familiare mi inonda il corpo e blocco gli occhi nei suoi. Mi lascia immediatamente e distogliamo entrambi lo sguardo.
L’aria si riempie di tensione, e io mi alzo per rimettere le scarpe. Terrò addosso la felpa e i jeans che ho messo per andare a fare shopping con Anne stamattina.
“Vai adesso?” Mi chiede.
“Sì.. il centro commerciale chiude alle nove.” Gli ricordo.
“Vai da sola?” Si sposta goffamente sui piedi.
“Vuoi venire?” So che probabilmente non è l’idea migliore, ma voglio almeno provare ad andare avanti, quindi andare al centro commerciale insieme va bene. Giusto? So che abbiamo molto di cui parlare e io ho molto da dire, ma non oggi.
“A fare shopping con te?”
“Sì.. se non vuoi, non fa niente.” Divago.
“No, certo che voglio. E’ solo che.. non lo so, non mi aspettavo lo avresti chiesto.”
Prendo il telefono e la borsa ed esco dalla stanza.
“Noi andiamo al centro commerciale per un po’.” Dice Harry ad Anne.
“Tutti e due?” Sorride e lui alza gli occhi al cielo.
“Sì. Tutti e due.” Si lamenta ed esce dall’appartamento.
“Se volessi abbandonarlo lì, a me non dispiacerebbe.” Ride.
“Lo terrò a mente.” Sorrido e lo seguo fuori.
E’ quasi alla fine del corridoio, quando esco dall’appartamento.
“Vuoi che guidi io?” Mi chiede, e io annuisco. Ho guidato nella neve tutta la mattinata con Anne, e non voglio davvero farlo di nuovo.
Quando l’auto di Harry si accende, la melodia di un pianoforte molto familiare riempie l’abitacolo. Si affretta ad abbassare il volume, ma è troppo tardi.
“Si sono impossessate di me, okay?” Dice, quando nota lo sguardo compiaciuto che gli sto rivolgendo.
“Come no.” Scherzo e alzo di nuovo il volume.
Se solo le cose potessero andare così per sempre. Se solo questo andare d’accordo civettuolo, questo nervoso stato di mezzo in cui siamo, potesse durare per sempre, ma non lo farà. Dobbiamo discutere seriamente di ciò che è successo e cosa succederà d’ora in poi. E’ solo che non riesco a decidere quando dovrebbe accadere, se succede oggi, e va male, rovinerebbe il Natale. Però, io vado comunque a casa di Liam per il Natale, quindi forse dovremmo parlarne stasera e se mi scoppia in faccia, cosa che sospetto, posso andare da Liam e restare finché non avrò una stanza al dormitorio.
La maggior parte del tragitto passa in silenzio, la musica che dice tutto quello che vorrei potessimo dirci a vicenda.
“Ti lascio vicino alla porta.” Dice, e io annuisco appena ferma l’auto davanti a Macy. Harry che mi insegue in questo negozio, mi lampeggia nella testa appena entro. Sto in piedi sotto la presa d’aria per riscaldarmi, mentre Harry parcheggia la macchina.
Dopo quasi un’ora di ricerca di teglie da forno di tutte le forme e dimensioni, decido di prendere a Karen un set di tortiere. So che ne avrà più che abbastanza, ma il suo unico hobby oltre al giardinaggio, sembra essere cucinare, e non ho tempo per pensare a niente di meglio.
“Possiamo portarla in macchina e poi finire di fare spese?” Chiedo ad Harry, sforzandomi di tenere la grande scatola tra le mani.
“Dai, la prendo io. Resta qua.” Dice e mi prende la scatola.
Va via e io vado verso la sezione maschile, centinaia di cravatte sono disposte su grandi scaffali e ricordo che Liam gliene ha già presa una, quindi continuo a curiosare. Non ho mai comprato un ‘regalo da papà’ prima, quindi non ho idea di cosa comprare. Chiederò ad Harry se a Ken piace qualche squadra sportiva, quando torna. Lancio un’occhiata alla porta, non mi ero accorta di quanto mi fossi allontanata dal posto in cui mi ha lasciata Harry, quindi inizio a tornare indietro.
“Fa così fottutamente freddo fuori.” Rabbrividisce e si strofina le mani.
“Direi che indossare una t-shirt nella neve non è una buona idea.” Dico, e lui alza gli occhi al cielo.
“Ho fame, tu?” Chiede e io annuisco.
Andiamo nella zona ristoranti e lui mi dice di sedermi mentre ci prende della pizza dall’unico posto decente tra tutti. Dopo alcuni minuti, si unisce a me al tavolo con due piatti pieni di pizza. Ne prendo un trancio e un tovagliolo, facendo un piccolo morso.
“Molto elegante da parte tua.” Mi stuzzica, quando mi pulisco la bocca dopo aver masticato.
“Sta’ zitto.” Dico e ne prendo un altro.
“E’.. bello. Non è vero?” Chiede.
“Cosa? La pizza?” Chiedo scioccamente, anche se so che non sta parlando del cibo.
“Noi. Che stiamo insieme. E’ passato molto tempo.”
“Non sono neanche due settimana.” Gli ricordo. Sembra così tanto tempo.
“E’ molto tempo.. per noi.”
“Già..” Mastico.
“Da quanto pensi all’andare avanti?” Mi chiede.
Finisco di masticare e bevo un po’ d’acqua.
“Qualche giorno, credo. C’è ancora moltissimo di cui parlare.” Voglio mantenere questa conversazione il più leggera possibile, per cercare di evitare di fare una scenata.
“Lo so, ma sono così..” Spalanca gli occhi, concentrandosi su qualcosa dietro di me.
Quando mi giro, il mio stomaco affonda alla vista dei capelli rossi. Steph, e a fianco a lei Tristan.
“Voglio andarmene.” Gli dico e mi alzo, lasciando il resto del cibo sul tavolo.
“Non hai comprato nessun altro regalo. Non penso neanche che ci abbiano visti.”
Quando mi giro, lo sguardo di Steph incontra il mio e la sorpresa sul suo viso è evidente. Non so se è più sorpresa di vedere me o dal fatto che sono con Harry. Probabilmente entrambe.
“Sì, ci ha visti.”
Steph e Tristan vengono verso di noi e i miei piedi sembrano essere inchiodati al pavimento.
“Ehi.” Dice Tristan a disagio, quando ci raggiungono.
“Ehi.” Dice Harry, strofinandosi il retro del collo.
Io non dico nulla, guardo Steph e prendo la borsa dal tavolo, iniziando ad andare via.
“Tessa, aspetta!” Mi richiama lei.
Sento il tacco a spillo delle sue scarpe picchiettare contro le piastrelle mentre mi raggiunge.
“Possiamo parlare?” Mi chiede.
“Parlare di cosa, Steph? Di come la mia prima e praticamente unica amica qui, ha agito alle mie spalle e ha lasciato che fossi umiliata davanti a tutti?” Scatto.
Harry e Tristan si guardano, ovviamente non sapendo se intervenire o meno.
“Mi dispiace, okay! So che avrei dovuto dirtelo, pensavo l’avrebbe fatto lui!”
“Quindi questo dovrebbe risolvere tutto?”
“No, so che non è così, ma mi dispiace davvero, Tessa. So che avrei dovuto dirtelo.”
“Ma non l’hai fatto.” Incrocio le braccia al petto.
“Mi manchi, mi manca stare con te.” Dice.
“Sono sicura che ti manca avermi come il centro di tutte le tue barzellette.”
“Non è andata così, Tessa. Tu sei.. eri mia amica. So che ho fatto una stronzata, ma mi dispiace.”
Le sue scuse mi colgono di sorpresa.
“Beh, non posso perdonarti.” Dico, facendola accigliare.
“Quindi puoi perdonare lui? E’ lui quello che ha iniziato tutto e l’hai perdonato, ma non vuoi neanche prendere in considerazione l’idea di perdonare me? Che stronzata è questa?” Dice rabbiosamente.
Voglio scattare con lei, anche insultarla, ma so che ha ragione.
“Non l’ho perdonato, sto solo.. non so cosa sto facendo.” Piagnucolo e mi metto le mani sul viso.
“Non ti manco? E Tristan? Sono stata la tua prima amica qui, dopo tutto.” Fa spallucce.
“Non mi aspetto che lasci perdere e basta, ma almeno pensaci, potremmo stare insieme. Solo noi quattro ora che il gruppo è andato a puttane.”
“Che intendi?”
“Beh, Jace si è comportato ancora più da cazzone da quando Harry gli ha fatto il culo, quindi ci teniamo a distanza da tutti.”
Che?
“Harry ha fatto il culo a Jace?” Guardo verso il punto da cui ci stanno guardando Harry e Tristan, e poi di nuovo Steph.
“Sì.. sabato scorso. Non lo sapevi?”
“No.. perché l’ha fatto?” Voglio chiederle il più possibile, prima che Harry venga verso di noi e la fermi dal parlare.
“Perché Molly gli ha detto che Jace aveva pianificato l’intera.. sai, la faccenda del dirti tutto davanti a tutti..” Dice piano.
“Perché Harry dovrebbe picchiarlo per questo?” So che non ci vuole molto per farlo arrabbiare, ma comunque.
“Perché Jace stava dicendo certe merdate su di te.. cose che ad Harry non piacevano. Onestamente, se l’è cercata, e la faccia di Molly quando Harry l’ha praticamente spinta via da dosso era impagabile. Cioè, seriamente, avrei dovuto farle una foto!” Ride.
Harry ha rifiutato Molly e ha picchiato Jace prima di venire a Seattle?
“Signore.” Dice Tristan, come avvertimento, quando Harry inizia a camminare verso di noi.
“Solo pensaci, okay? Mi manchi.” Dice e io annuisco mentre vanno via.

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