After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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123. Capitolo 123.

Vado in bagno per togliere il trucco dal viso e rimettermi insieme. Sono molto più calma rispetto a quindici minuti fa e sono davvero felice di essere tornata qui. Nonostante tutto quello che io ed Harry abbiamo attraversato, sono felice di sapere che continuo ad avere un posto sicuro in cui atterrare con lui. Lui è l’unica costante della mia vita, ricordo che una volta lo disse lui a me. Mi chiedo se allora lo pensasse davvero. Anche se non lo pensava, credo che ora si senta così. Vorrei solo che mi parlasse di più di come si sente. Vederlo crollare ieri è stata l’emozione maggiore che gli ho visto esternare da quando l’ho incontrato, vorrei solo sentire le parole dietro quelle lacrime.
L’acqua calda lava via tutte le prove della mia mattinata movimentata. Non so perché sia stata così emotiva riguardo al ritorno di mio padre, quando non sapevo neanche se ne fosse andato, ma penso sia stato un misto della mia rabbia verso mia madre, l’inaspettata notizia di mio padre e tutto quello che sta succedendo con Harry, che mi ha fatto crollare. Torno in camera e trovo Harry poggiare i miei borsoni sul pavimento.
“Sono sceso a prendere la tua roba.” Mi informa.
“Grazie, spero davvero di non essere di troppo.” Gli dico e mi piego per prendere dei pantaloni della tuta e una t-shirt. Devo uscire da questo vestito.
“Io ti voglio qui, lo sai, non è vero?” Mi chiede piano.
Faccio spallucce, facendolo accigliare.
“Dovresti saperlo ormai, Tess.”
“Lo so.. è solo che tua madre è qui ed eccomi che porto tutto questo dramma e i pianti.” Spiego.
“Mia mamma è felice che tu sia qui, e anche io.”
Mi si gonfia il cuore, ma cambio argomento.
“Avete qualcosa in programma per oggi?” Gli chiedo.
“No, penso che lei volesse andare al centro commerciale o qualcosa del genere, ma possiamo andarci domani.”
“Andate, io posso trovarmi qualcosa da fare.” Non voglio che cancelli i piani con sua madre, quando non la vede da più di un anno.
“No, non fa niente, davvero. Non devi stare da sola.”
“Io sto bene.”
“Tessa, cosa ho appena detto?” Brontola e io lo guardo.
Sembra dimenticarsi che non può più decidere le cose per me. Nessuno può.
“Scusa.. tu resti a casa. Io vado a fare spese con lei.” Si corregge.
“Molto meglio.” Dico e cerco di combattere il mio sorriso.
Harry è stato così gentile, così.. impaurito negli ultimi giorni, quindi è bello vedere che è ancora lui.
“Potresti venire?” Propone.
“Voglio stare a casa per oggi, è stata già una giornata lunga e sono solo le quattro.”
“Va bene, allora vedo se vuole andare adesso, così puoi avere un po’ di privacy.”
“Grazie.” Dico ed entro nell’armadio per cambiarmi.
Proprio appena alzo il vestito sulla testa, lui bussa sull’anta.
“Tess?”
“Sì?” Dico.
“Sarai qui quando torniamo?” Mi chiede.
“Sì, non è che ho qualche altro posto in cui andare.” Sbuffo.
“Okay. Se hai bisogno di qualcosa, chiamami.” Dice, la tristezza chiara nella sua voce.
“Sì.” Acconsento.
Qualche minuto dopo, sento la porta d’ingresso chiudersi, ed emergo dalla stanza da letto. Forse sarei dovuta andare con loro, così non sarei rimasta da sola con i miei pensieri. Mi sento già abbandonata. Dopo aver guardato la televisione per un’ora, sono più che annoiata. Vorrei che Harry tornasse già. Il mio telefono finalmente smette di vibrare, sembra che mia madre abbia rinunciato a provare a chiamarmi. Prendo l’e-book e inizio a leggere per passare il tempo, ma non riesco a smettere di guardare l’orologio.
Forse dovrei mandare un messaggio ad Harry per vedere quando ancora resteranno fuori? Sono solo le sette e non voglio affrettare il suo tempo con sua mamma. Preparerò la cena per uccidere il tempo. Entro in cucina per decidere cosa preparare, qualcosa per cui ci voglia un bel po’, così posso smettere di controllare l’orario ogni due minuti. Lasagne. Ecco cosa farò, facili ma lunghe da preparare.
Le otto e mezza. Sono le otto e mezza quando il timer segna che devo togliere le lasagne dal forno. Se non torna a casa.. torna qui.. per le nove, gli mando un messaggio. Cos’ho di sbagliato? Una litigata con mia madre e all’improvviso torno ad aggrapparmi ad Harry. Se devo essere onesta con me stessa, so che non ho mai davvero smesso di aggrapparmi a lui, ho solo combattuto la cosa e cercato di evitarla. Anche se potrei non essere pronta ad ammetterlo con me stessa, so che non sono pronta ad una vita senza Harry. Non ho intenzione di saltare dentro a niente con lui, ma sono esausta di farmi battaglia al riguardo tutto il tempo. Per quanto orribile sia stato con me, senza di lui sono anche più miserabile di quanto lo fossi quando ho scoperto di tutta la scommessa. Sono irritata da me stessa per la mia mancanza di forze, ma non posso negare quanto mi sia sentita bene quando sono tornata qui oggi. Ho ancora bisogno di un po’ di tempo per pensare, per vedere come vanno le cose tra noi. Sono ancora così confusa.
Le nove e un quarto. Sono solo le nove e un quarto quando finisco di apparecchiare e di ripulire il casino che ho fatto in cucina. Gli scriverò, solo una volta, un semplice messaggio per controllare. Sta nevicando, quindi gli sto scrivendo solo per controllare, sai, per ragioni di sicurezza.
Prendo il telefono e la porta d’ingresso si apre. Lo poso di nuovo appena entra in cucina.
“Ti stavo giusto per mandare un messaggio.” Dico senza riflettere.
“Davvero?” Sembra sorpreso, ma felice della cosa.
“Allora, com’è andato lo shopping?” Gli chiedo, nell’istante in cui lui dice: “Hai preparato la cena?”
“Prima tu.” Diciamo insieme e ridiamo.
“Ho preparato la cena. Se avete già mangiato, non fa niente.” Gli dico, appena Anne si unisce a noi in cucina.
“Che buon odore qui dentro!” Sorride, ispezionando il tavolo pieno di cibo.
“Grazie.” Dico e lei si siede.
“Quel centro commerciale era agghiacciante, tutti i compratori natalizi dell’ultimo minuto a riempire il posto. Chi aspetta fino a due giorni prima di Natale per comprare i regali?” Si lamenta Anne.
“Tu.” Risponde Harry, versandosi un bicchiere d’acqua.
“Oh, zitto.” Lo riprende e stacca la fine di un grissino per infilarlo in bocca.
Harry si siede a fianco a lei e io difronte ad Anne. Durante la cena, Anne parla delle orribili esperienza di shopping che hanno avuto e di come un uomo sia stato trattenuto per aver provato a rubare un vestito da Macy. Harry giura che il vestito fosse proprio per l’uomo, ma Anne alza gli occhi al cielo e continua con il racconto umoristico. Il piatto che ho preparato è davvero abbastanza buono, meglio del solito e quasi tutta la lasagna è stata mangiata quando tutti e tre finiamo. Io me ne sono servita due piatti, questa è l’ultima volta che passo tutta la giornata senza mangiare.
“Oh, abbiamo comprato un albero. E’ piccolo, ma voi due dovete avere un albero a casa vostra, soprattutto per il vostro primo Natale insieme!” Batte le mani, facendomi ridere.
Anche prima di tutto quello che è successo, io ed Harry non abbiamo mai parlato di avere un albero di Natale, sono stata così distratta dall’appartamento e da Harry in generale che avevo quasi dimenticato delle feste. Nessuno di noi si è interessato del Giorno del Ringraziamento, lui per ovvie ragioni, e io non volevo passarlo alla chiesa di mia madre, quindi abbiamo ordinato una pizza e siamo stati nella mia camera al dormitorio.
“Va bene, giusto?” Chiede Anne, e io realizzo di non aver risposto.
“Oh, sì, certo.” Le dico, e guardo Harry.
Sta fissando il suo piatto vuoto. Anne prende di nuovo in mano la conversazione e ne sono grata.
“Beh, per quanto amerei restare sveglia con voi animali da festa, devo andare fare il mio sonno di bellezza.” Scherza e si alza dal tavolo, mettendo il piatto nel lavello.
“Buonanotte.” Dice e si abbassa per dare un bacio sulla guancia ad Harry. Lui emette un verso di lamento e si sposta, quindi le sue labbra gli toccano a stento la pelle, ma lei sembra soddisfatta del piccolo contatto.
“Buonanotte, Tessa.” Dice, e avvolge le braccia intorno alle mie spalle, lasciandomi un bacio sulla testa.
Harry alza gli occhi al cielo e io gli do un calcio da sotto al tavolo. Dopo che è andata via, mi alzo e metto via la piccola quantità di avanzi.
“Grazie per la cena, non dovevi.” Mi dice Harry, e io annuisco prima che entrambi entriamo in camera.
Questa è una di quelle volte in cui avremmo dovuto pensare di comprare un appartamento con due stanze da letto. O Harry potrebbe non aver distrutto la nostra relazione, butta lì il mio subconscio.
“Posso dormire io sul pavimento stasera, dal momento che tu l’hai fatto ieri notte.” Mi propongo, anche se so che non mi farebbe davvero dormire sul pavimento.
“No, va bene. In realtà non è così male.” Dice, e io mi siedo sul letto.
Harry prende le coperte dall’armadio e le poggia sul pavimento. Gli butto due cuscini e lui mi rivolge un piccolo sorriso, prima di sbottonarsi i jeans. Oh. Voglio disperatamente distogliere lo sguardo..non voglio davvero, ma so che dovrei. Si abbassa i jeans neri e fa un passo per uscire. I boxer neri gli aderiscono alla pelle e gira la testa di scatto per guardarmi. Volto immediatamente la testa di lato e sento le guance accaldarsi.
“Scusa.” Dico, umiliata.
“No, scusa tu. E’ un’abitudine, immagino.” Fa spallucce e prende un paio di pantaloni di cotone dal comò.
Tengo gli occhi sul muro mentre si veste.
“Buonanotte, Tess.” Dice e spegne la luce. Posso praticamente sentire il ghigno nella sua voce.
Fisso il soffitto, posso a stento vedere le pale del ventilatore muoversi nel buio. L’esaurimento mentale della giornata mi coglie e mi addormento nel giro di qualche minuto.
“No!!” La voce di Harry mi sveglia.
“Per favore!” Mugola.
Merda, sta avendo un incubo. Salto dal letto e mi inginocchio a fianco al suo corpo in pessimo stato.
“No!” Ripete, più forte stavolta.
“Harry! Harry, svegliati!” Gli dico all’orecchio, scuotendolo dalle spalle.
Ha la maglietta zuppa di sudore, e la faccia contorta quando apre gli occhi, mettendosi immediatamente seduto.
“Tess.” Respira e mi attira nelle sue braccia.
Strofino le dita tra i suoi capelli, prima di abbassare la mano sulla sua schiena. La muovo gentilmente su e giù, le unghie a scalfirgli leggermente la pelle.
“Va bene.” Gli dico e lui mi abbraccia più forte.
Non avrei dovuto farlo dormire sul pavimento, probabilmente ha avuto incubi per tutta la settimana e non c’era nessuno a svegliarlo. Mi chiedo se sia mai riuscito a dormire, a parte ieri notte, ovviamente.
“Forza, andiamo a letto.” Gli dico e mi muovo per alzarmi. Lui si aggrappa alla mia t-shirt mentre torniamo a letto.
“Stai bene?” Gli chiedo quando si stende.
Annuisce e lo tiro più vicino a me.
“Pensi di potermi prendere un po’ d’acqua?” Chiede.
“Certo, torno subito.” Gli dico e accendo la lampada prima di scendere dal letto.
Cerco di essere il più silenziosa possibile mentre vado in cucina, per non svegliare Anne, ma è già lì quando entro.
“Sta bene?” Mi chiede.
Deve averlo sentito urlare.
“Sì, ora sta bene, gli sto solo prendendo un po’ d’acqua.” Le dico, accendendo il lavandino.
Quando mi giro, lei mi attira in un abbraccio e mi da un bacio sulla guancia.
“Domani possiamo parlare?” Mi chiede.
“Sì, certo.” Annuisco.
La sento tirare su col naso, mentre torno in camera e chiudo la porta.
“Grazie.” Dice Harry e prende il bicchiere d’acqua dalla mia mano.
Lo beve tutto e si abbassa per poggiarlo sul comodino.
Mi unisco di nuovo a lui nel letto e posso vedere quanto è inquieto, soprattutto a causa dell’incubo, ma so che è anche un po’ per me.
“Vieni qui.” Gli dico e vedo il sollievo nei suoi occhi mentre sposta il suo corpo verso il mio, e avvolgo le braccia intorno a lui, mettendo la testa sul suo petto. La sensazione è confortevole per me, quanto immagino sia per lui.
Nonostante tutto quello che ha fatto, mi sento a casa tra sue braccia imperfette.
“Non lasciarmi andare, Tess.” Sussurra, e chiude gli occhi.

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