After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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122. Capitolo 122.

POV di Harry.
Stringerla per la prima volta dopo quella che sembra un vita, è meglio di quanto possa descrivere nella mia mente. Ho sentito un sollievo fisico inondarmi quando è corsa nelle mie braccia, non mi sarei mai aspettato che accadesse. Ultimamente è stata così distante, così fredda. Non la biasimo, ma cazzo se fa male.
“Stai bene?” Le chiedo contro i capelli.
Annuisce contro il mio petto, ma continua a piangere. So che non sta bene. Sua madre le avrà detto qualche merdata che non avrebbe dovuto dire. Sapevo sarebbe successo e, sinceramente, sono contento di qualsiasi cosa abbia fatto. Non perché ha ferito Tessa, ma perché l’ha portata a correre da me per avere conforto.
“Entriamo.” Le dico, e lei annuisce, ma non mi lascia.
Mi costringo a staccare le braccia da lei e guidarci dentro entrambi. Il suo bellissimo viso è segnato da strisce nere e ha gli occhi e le labbra gonfie. Spero non abbia pianto durante tutto il tragitto.
Appena entriamo nell’ingresso, mi tolgo la felpa è gliela passo. E’ bagnata a causa della neve, ma più calda del suo semplice vestito. Quel vestito. Normalmente inizierei a fantasticare di strapparglielo di dosso, ma non oggi, non mentre è in questo stato.
“Grazie.” Singhiozza e la infila. I capelli biondi sporgono sul lato in un grande nodo, ma sembra più piccola del solito.
“Ne vuoi parlare?” Colgo la piccola occasione di chiederglielo quando usciamo dall’ascensore e andiamo verso il nostro.. l’appartamento.
Annuisce e apre la porta. Mia mamma è seduta sul divano e la preoccupazione si diffonde sul suo viso appena si rende conto dell’aspetto di Tessa.
Le lancio un’occhiata d’avvertimento, sperando che ricordi la promessa che mi ha fatto qualche minuto fa di non bombardare Tessa appena sarebbe tornata. Strappa gli occhi da Tessa e guarda verso la televisione, per dare l’illusione che non si sia accorta di nulla.
“Noi andiamo in camera per un po’.” Annuncio, e mia mamma annuisce.
So che la sta facendo impazzire non poter parlare, ma non lascerò che faccia sentire Tessa ancora peggio a causa della sua indiscrezione.
Mi fermo vicino al termostato nel corridoio per alzare il riscaldamento per Tessa, so che sta congelando. Quando entro in camera, è seduta sul bordo del letto. Non so quanto mi è consentito avvicinarmici, quindi aspetto che dica qualcosa.
“Harry?” Dice con voce debole.
Ha pianto per tutto il tragitto, posso dirlo dal tono rauco della sua voce.
Quando vado davanti a lei, mi sorprende di nuovo, afferrando la mia t-shirt e attirandomi a lei. E’ successo di più del semplice fatto che sua mamma abbia potuto dire qualche merdata scortese. Stringe il tessuto tra le sue mani mentre io sto in piedi tra le sue gambe.
“Tess.. cosa ha fatto?” Le chiedo, mentre piange di nuovo, sbavando il trucco sull’orlo della mia maglietta bianca. Non potrebbe fottermene di meno, se qualcosa, avrò un ricordo di lei quando mi lascerà di nuovo.
“Mio papà.” Gracchia e io mi irrigidisco.
“Tua papà?” Se era lì..
“Tessa, era lì? Ti ha fatto qualcosa?” Le chiedo tra i denti.
Scuote la testa e io abbasso un braccio per alzarle il mento, costringendola a guardarmi. Non è mai silenziosa, anche quando è agitata. Quello è il momento in cui parla di più.
“E’ tornato qui e io non sapevo neanche se ne fosse andato, cioè, immagino lo sapessi, ma non ci avevo mai pensato. Non avevo mai pensato a lui.” Dice.
“Ci hai parlato?” La mia voce non è calma come voglio che sia.
“No, ma lei sì. Ha detto che non mi si avvicinerà, ma non voglio che sia lei a fare questa scelta per me.”
“Lo vuoi vedere?” Tutte le cose che mi ha detto di quest’uomo sono negative. Era violento, picchiava spesso sua mamma davanti a lei. Non ha mai picchiato Tessa, ma perché dovrebbe volerlo vedere?
“No.. beh, non lo so. Ma voglio essere io a deciderlo. Non che lui vorrebbe mai vedermi.”
L’istinto di cercarlo e assicurarmi che non le si avvicini si impadronisce di me e mi devo convincere mentalmente prima di farlo davvero.
“Non posso evitare di pensare: e se è come tuo padre?”
“Che intendi?”
“Se è diverso ora? Se non beve più?” La speranza nella sua voce mi spezza il cuore, beh, ciò che n’è rimasto.
“Non lo so.. di solito non succede.” Le dico, onestamente. Vedo come gli angoli della sua bocca si abbassano, e continuo.
“Ma potrebbe. Magari è diverso adesso?” Io non ci credo, ma chi sono per rovinarle quest’idea?
“Non sapevo avessi interesse in lui?”
“Infatti non mi interessa, beh, non mi interessava. E’ solo che sono arrabbiata perché mia madre me l’ha nascosto. Poi Noah me l’ha detto e lei si è comportata come se non fossero affari miei e dopo voleva andare a fare shopping. Che diavolo ha di sbagliato?” Si strofina il naso con il dorso della mano, e io alzo la mia maglia perché la usi.
Quando si pulisce il naso e il viso contro la mia maglietta, sembra un po’ in imbarazzo, ma continua.
La madre di Tessa è l’unica persona che parlerebbe del suo ex marito alcolizzato e poi direbbe di andare a fare shopping. Tengo la bocca chiusa riguardo al fatto che ci fosse anche Noah, anche se mi fa incazzare. Sembra non voler andare via.
“Va bene che sono qui, giusto?” Chiede, e alza lo sguardo verso di me.
“Sì.. certo. Puoi restare finché ne hai bisogno. E’ il tuo appartamento, dopo tutto.” Cerco di sorridere e lei, sorprendentemente, ricambia il gesto, prima di pulirsi di nuovo il naso sulla mia maglietta.
“La prossima settimana dovrei avere una camera al dormitorio.”
Annuisco, perché se parlo, finirò per supplicarla pateticamente perché non mi lasci di nuovo.
“Vado a darmi una ripulita.” Mi dice.
Sembra stare molto meglio di quando è corsa da me nel parcheggio e mi piacerebbe pensare che sia perché è qui con me.

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