After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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120. Capitolo 120.

Harry prende due cuscini dal letto e io tiro il piumone per darglielo.
“No, usalo tu. Io prendo una coperta dall’armadio in corridoio.” Dice, ed esce dalla stanza.
“Okay.” Rispondo piano, anche se sono sola nella stanza.
Sto ancora trafficando con l’emotività risultata dal guardare Harry crollare davanti a me. Non avevo mai pensato che avrei assistito a qualcosa del genere da parte sua.
Era così aperto, così vulnerabile. Sento come se la dinamica tra me ed Harry cambi e si sposti costantemente, uno dei due ha sempre il sopravvento sull’altro. Ora come ora, sono sicura di essere io, ma non voglio. Non mi fido di me stessa quando si tratta di avere il controllo di ciò che succede tra noi. Fino a qualche ora fa, avevo tutto pianificato, ma ora, dopo averlo visto in quello stato, ho la mente confusa e i pensieri annebbiati.
Harry torna con due coperte tra le mani e le poggia sul pavimento. Mi sento un po’ in colpa perché dovrà dormire sul pavimento duro del nostro.. di questo appartamento, ma considerando tutto quello che ha fatto, non è tanto male.
Avevo pianificato di fare una doccia stasera, ma aspetterò fino alla mattina, voglio solo cambiarmi e distendermi. Non so quanto davvero riuscirò a dormire, ma non ho la forza di fare una doccia ora come ora. Scendo dal letto e prendo la piccola pila di vestiti dalla fine del letto. Harry mi guarda mentre entro nell’armadio e chiudo l’anta dietro di me. Una volta che ho indossato i pantaloncini e la t-shirt, mi pento di non aver preso dei pantaloni. Harry ovviamente mi ha visto molto meno vestita, per niente vestita, ma mi sento stranamente esposta con addosso i pantaloncini di cotone.
Prendo un respiro profondo, apro l’anta e torno al letto. Harry è steso sul suo letto improvvisato, il suo corpo lungo occupa la maggior parte dello spazio vuoto sul pavimento. Sento i suoi occhi su di me finché non raggiungo il paradiso sicuro che è il letto, infilandomi sotto la coperta pesante e rilasciando un respiro che stavo trattenendo.
“Vuoi accendere la televisione?” Mi chiede, dopo minuti di silenzio.
“No, se tu vuoi, puoi, ma io sto a posto senza.” Rispondo.
Vorrei aver preso l’e-book dal borsone, così avrei potuto leggere finché non mi fossi addormentata. Magari leggere la morte delle vite di Catherine e Heathcliff, avrebbe fatto sembrare la mia più semplice, meno traumatica. Catherine passò tutta la sua vita a cercare di combattere il suo amore per quell’uomo, fino al giorno in cui lo supplicò per il suo perdono e sostenne di non poter vivere senza di lui, solo per morire alcune ore dopo. Io potrei vivere senza Harry, non è vero? Non passerò tutta la mia vita a combatterlo, è solo temporaneo. Giusto? Non renderemo noi stessi e gli altri miserabili a causa della nostra ostinazione e testardaggine. Giusto? Sono infastidita dalla mia incertezza e non posso evitare di paragonare Trevor ad Edgar.
“Tess?” Mi chiama il mio Heathcliff, interrompendo i miei pensieri.
“Sì?” Gracchio.
“Non mi sono scopato.. andato a letto con Molly.” Dice, correggendo il suo brutto linguaggio.
Resto in silenzio, voglio credergli, ma non posso permettermi di dimenticare che è un maestro dell’inganno.
“Te lo giuro.” Aggiunge.
“Allora perché l’hai detto?”
“Per ferirti. Ero così incazzato che tu avessi baciato un altro, e ho detto la cosa che sapevo ti avrebbe ferita di più.” Non riesco a vederlo, ma in qualche modo so che è disteso di schiena, le braccia incrociate, le mani sotto la testa e lo sguardo fisso sul soffitto.
“Hai davvero baciato un altro?” Mi chiede, prima che possa rispondere.
“Sì.” Ammetto.
Lo sento aspirare un respiro profondo e sospirare.
“Solo una volta.” Cerco di attutire il colpo.
“Perché?” La voce fredda, eppure accesa. E’ uno strano suono.
“Sinceramente non ne ho idea.. ero arrabbiata per come ti stavi comportando al telefono e avevo bevuto troppo, quindi ci ho ballato e lui mi ha baciata.”
“Ci hai ballato? Ballato come?” Chiede.
Alzo gli occhi al cielo per il fatto che Harry abbia bisogno di sapere ogni dettaglio di quello che faccio, anche quando non stiamo insieme.
“Non vuoi che ti risponda.”
“Sì, invece.” L’aria tra noi si sta appesantendo di nuovo.
“Harry, abbiamo ballato come ballavano tutti gli altri, poi mi ha baciata e ha cercato di portarmi a casa sua.” Fisso le lame del ventilatore del soffitto e so che se continuiamo a parlare di questo, si fermeranno, incapaci di tagliare la tensione.
“Grazie per l’e-book. E’ stato premuroso.” Cerco di cambiare argomento.
“Ha cercato di portarti a casa sua? Ci sei andata?” Lo sento spostarsi, facendomi capire che ora è seduto. Mi appiattisco contro il materasso.
“No, hai anche bisogno di chiederlo? Sai che non lo farei mai.” Scatto.
“Beh, non ho mai neanche pensato che avresti baciato e ballato con qualcuno in un locale.” Abbaia e io alzo gli occhi al cielo, ma resto zitta.
Dopo qualche battito di silenzio, parlo.
“Non penso tu voglia iniziare a parlare dell’inaspettato.” Dico, e sento le sue coperte spostarsi di nuovo.
“Dimmelo, per favore, dimmi che non ci sei andata.” La sua voce è proprio a fianco a me. E’ seduto sul letto a fianco a me, quindi mi allontano da lui.
“Sai che è così.”
“Ho bisogno di sentirtelo dire. Dimmi che l’hai baciato una sola volta e non ci hai più parlato da allora.” La voce dura, ma supplichevole.
“L’ho baciato una sola volta e non ci ho parlato da allora.” Ripeto, solo perché ha un bisogno disperato di sentire queste parole.
Tengo gli occhi focalizzati sul turbine di inchiostro che fuoriesce dal colletto basso della sua maglietta. Averlo sul letto con me, mi calma e mi brucia allo stesso tempo. Non riesco a sopporta la battaglia interna nel mezzo della quale sono bloccata.
“C’è altro che dovrei sapere?” Mi chiede dolcemente.
“No.” Mento. Non ho intenzione di dirgli dell’appuntamento con Trevor. Non è successo niente e non sono affari suoi. Mi piace Trevor e voglio tenerlo al sicuro dalla bomba a orologeria che è Harry.
“Sicura?”
“Harry.. non penso davvero tu sia nella posizione per perseguitarmi.” Dico, e lo guardo negli occhi. Non posso farne a meno.
“Lo so.” Mi sorprende dicendo.
“A che ora te ne vai domani?” Mi chiede.
“Non lo so, poco dopo essermi svegliata. Prima mi faccio una doccia e tutto. Vuoi che me ne vada prima?”
“No, no. Per niente, me lo stavo solo chiedendo.”
“Okay.” Sospiro. Sono prosciugata.
“Che c’è?” La preoccupazione nella sua voce mi da uno strattone al petto.
“Niente, sono solo stanca.”
“Oh, scusa.” Dice e si toglie dal letto.
Ignoro il vuoto immediato che si impossessa di me a causa della sua assenza.
Appena chiudo gli occhi, parla.
“Ti è piaciuto davvero l’e-book?”
“Sì, davvero. E’ stato molto premuroso.” Gli dico, ho le palpebre pesanti.
POV di Harry.
“Sono contento ti sia piaciuto, non ne ero sicuro perché so che non ti piace tutta la storia delle letture digitali, ma poi ho pensato che avresti cambiato idea dopo la conferenza.” Le dico.
“Come.. perché l’hai pensato?” Mi chiede. Posso dire che la sua voce è sull’orlo del sonno.
“Ti conosco.” Le spiego.
“Sì.. immagino sia davvero così.” La sua voce si ferma e guardo verso il letto per vedere i suoi occhi chiudersi.
Oggi è stato un inferno. Un inferno che ho accolto a braccia aperte, ma comunque inferno. Non mi sarei mai aspettato di vederla quando sono tornato a casa dall’aeroporto. Me ne ero uscito con una bugia semplice: la mia ragazza non avrebbe potuto conoscere mia mamma perché sarebbe stata fuori città tutta la settimana di Natale. Mia madre si era lamentata un po’, ma non aveva fatto troppe domande né insistito. In realtà, si era mostrata così entusiasta e sorpresa che avessi una donna nella mia vita. Penso che sia lei che mio padre si aspettavano che sarei rimasto solo per tutta la vita. Ma in realtà, è successo. Lo trovo divertente, in un modo contorto, che non riesco a passare un secondo senza pensarla, quando fino a tre mesi fa, volevo restare da solo. Non sapevo cosa mi stessi perdendo e ora che l’ho scoperto, non posso lasciarlo andare. E’ solo lei, non importa cosa faccio, non posso scuoterla via.
Ho provato a smetterla, ho provato a dimenticarla, ho provato ad andare avanti, ed è stato un disastro. La bionda carina che mi sono portato fuori sabato sera, non era Tessa e nessuno lo sarà mai. Le assomigliava, anche nei vestiti. E’ arrossita quando ho imprecato e sembrava un po’ impaurita da me durante la nostra cena. Era abbastanza carina, sì, ma noiosa. Le mancava quel fuoco che caratterizza Tessa, non mi ha ripreso per il mio linguaggio scurrile, non ha neanche detto niente quando le ho messo la mano sulla coscia nel bel mezzo della cena. So che ha acconsentito ad uscire con me solo per soddisfare una qualche incasinata fantasia del cattivo ragazzo che aveva, prima di andare in chiesa la mattina dopo, ma anche io la stavo usando. La stavo usando per riempire il vuoto lasciato da Tessa e per distrarmi dal fatto che stessa ancora a Seattle con quel fottuto Trevor. Mi sono sentito in colpa quando mi sono avvicinato per baciarla, poi mi sono allontanato. L’imbarazzo era chiaro sul suo viso innocente quando sono praticamente scappato alla mia auto, lasciandola arenata al ristorane.
Mi metto seduto e guardo la ragazza addormentata di cui sono disperatamente innamorato. Vederla nell’appartamento con i suoi vestiti nella lavatrice, l’appartamento pulito, e persino il suo dentifricio in bagno, mi ha dato un po’ di speranza. Ma sappiamo cosa si dice della speranza.
Continuo ad aggrapparmi al frammento che esista la minima opportunità che lei possa perdonarmi. Se si svegliasse ora, di sicuro urlerebbe alla vista di me che la fisso mentre dorme. Devo rallentare di qualche tacca. Questo comportamento e questi sentimenti mi sono talmente sconosciuti, che non ho la fottuta idea di come gestirli. Le spingo una ciocca di morbidi capelli dal viso e mi costringo a scendere dal letto e tronare nella mia pila di coperte sul pavimento. Magari stanotte riuscirò a dormire.
POV di Tessa.
Quando mi sveglio, sono leggermente confusa dal familiare soffitto di mattoni al di sopra di me. E’ strano risvegliarsi qui, dopo essere stata in alberghi per tutta la scorsa settimana. Quando scendo dal letto, il pavimento è libero. Le coperte sono piegate e poggiate sul pavimento a fianco all’armadio. Prendo la borsa da toilette e mi dirigo verso il bagno.
“Non può restare oggi, mamma. Sua madre la sta aspettando.” Sento la voce di Harry dal salotto.
“Non potremmo far venire sua mamma qui? Mi piacerebbe moltissimo incontrarla.” Risponde Anne. Oh, no.
“No, sua madre.. non stravede per me.” Dice.
“Perché?”
“Non pensa sia abbastanza per Tessa, immagino. E forse per il mio aspetto.”
“Il tuo aspetto? Harry, non lasciare mai che qualcuno ti faccia sentire insicuro sul tuo aspetto. Pensavo che tu amassi il tuo.. stile?”
“Infatti, cioè, non me ne fotte un cazzo di cosa pensano gli altri. A parte Tessa.” Spalanco la bocca.
“Chi sei tu e dov’è il mio ragazzo?” Ride Anne.
“Non riesco neanche a ricordare l’ultima conversazione che abbiamo avuto in cui tu non mi abbia insultata, sono passati anni. E’ bello.” Riesco a sentire la felicità nella sua voce.
“Okay.. okay..” Si lamenta Harry e io ridacchio mentre immagino Anne cercare di abbracciarlo.
“Tessa?” Mi richiama la voce di Anne. Ovviamente le mie capacità di intercettazione non sono abbastanza buone.
“Uhmm.. sto giusto andando a fare una doccia e poi vado subito via.” Borbotto e chiudo la porta del bagno.

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