After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

59Likes
74Comments
92185Views
AA

118. Capitolo 118.

“Mamma, diamole un po’ di spazio. E’ timida.” Harry mente a sua madre, mentre lei mi abbraccia per la quarta volta.
“Hai ragione, scusa. E’ solo che sono così felice di incontrarti. Harry mi ha parlato così tanto di te.” Dice entusiasta, annuendo. Mi sento le guance accaldarsi mentre lei indietreggia. Mi sorprenda che sappia che esisto, avevo immaginato che Harry mi avrebbe tenuta un segreto, come al solito.
“Non fa niente.” Riesco a dire, attraverso l’orrore.
“Posso.. uhm.. parlarti in camera da letto un momento?” Balbetta Harry.
Annuisco e rivolgo alla mamma un piccolo sorriso, prima di seguirlo nella camera da letto che una volta condividevamo.
“Che diavolo?” Dico piano, appena chiudo la porta.
“Lo so.. mi dispiace. Non sono riuscito a dirle cosa è successo. Non sono riuscito a dirle cosa ho fatto.” Dice e si siede sul letto.
“Sei qui.. sai, per restare?” Nella sua voce c’è più speranza di quanta ne possa sopportare.
“No..”
“Oh.”
Sospiro e mi passo le dita tra i capelli, un’abitudine che sospetto di aver preso da lui.
“Beh, cosa dovrei fare?”
“Non lo so.. non mi aspetto che tu finga o niente del genere.. ho solo bisogno di un po’ di tempo per dirglielo.” Dice, con un lungo sospiro.
“Non sapevo ci saresti stata.” Dice, col dolore negli occhi.
“Neanche io sapevo saresti stato qui, pensavo stessi andando a Londra.”
“Ho cambiato idea, non volevo andare senza..” Gli si affievolisce la voce.
“C’è una ragione per cui non le hai detto che non stiamo insieme?” Gli chiedo. Non so se voglio sentire la risposta.
“E’ che era così felice che avessi trovato qualcuno, non volevo rovinarglielo.”
Ricordo di quando Ken mi disse che lui non aveva mai pensato che Harry fosse capace di avere una relazione, aveva ragione. Comunque, non voglio rovinare il periodo di tempo di sua madre qui con suo figlio. Non lo sto necessariamente facendo per Harry, ma per sua madre.
“Okay. Puoi dirglielo quando ti senti pronto. Non dirle della scommessa.” Gli dico. Sapere i dettagli di come suo figlio ha rovinato la sua prima ed unica relazione, la ferirebbe di sicuro.
“Davvero? Ti sta bene che pensi che stiamo insieme?” Sembra più sorpreso di quanto dovrebbe. Annuisco.
“Grazie. Avevo pensato che mi avresti di sicuro smascherato proprio davanti a lei.” Rilascia un respiro profondo.
“Non l’avrei fatto.” Dico, e lo penso davvero. Non importa quanto sia stata arrabbiata con Harry, non ho mai detto nessuno dei suoi segreti.
“Ho bisogno solo di finire il bucato, poi me ne vado. Pensavo che non ci saresti stato, quindi avevo pensato che potevo stare qui, invece che all’hotel.” Faccio spallucce, a disagio. Siamo qui dentro da un po’ troppo tempo.
“Non hai nessun posto in cui andare, vero?” Mi chiede.
“Potrei andare da mia madre, se volessi. Ma non ne ho davvero voglia.” Ammetto. “Comunque l’hotel non è male, solo un po’ caro.” Questa è la conversazione più civile che io e Harry abbiamo da una settimana.
“So che non acconsentirai a restare qui, ma potrei darti dei soldi?” Posso dire che ha paura della mia reazione alla sua offerta.
“Non ho bisogno dei tuoi soldi.”
“Lo so, ho solo pensato d proporlo.” Fissa il pavimento.
“Meglio se usciamo.” Sospiro, e apro la porta.
“Esco tra un secondo.” Dice, con voce leggera.
Non mi piace l’idea di affrontare sua madre da sola, ma non posso stare nel piccolo spazio di questa camera con Harry. Prendo un respiro profondo e lascio la stanza.
“Non è arrabbiato con me, vero? Non volevo assalirti.” La sua voce è così dolce. Un contrasto totale con suo figlio.
“Oh, no, ovvio che no. Stava solo.. ripassando alcune cose per questa settimana.” Mento. Sono sempre stata una terribile bugiarda e evito sempre di mentire a tutti i costi.
“Okay, bene, so quanto può essere lunatico.” Sorride, e io non posso evitare di ricambiare. Ha proprio un sorriso caldo e accogliente.
Cerco di rilassare i miei nervi andando in cucina e versandomi un bicchiere d’acqua. Inizia a parlare mentre prendo un sorso.
“Continuo a non riuscire a capacitarmi di quanto sei bella. Harry mi aveva detto che eri la ragazza più bella che avesse mai visto, ma pensavo stesse esagerando.” Si complimenta, e io risputo l’acqua nel bicchiere.
Harry ha detto quella cosa? Vorrei chiedere, ma prendo un altro sorso d’acqua.
“Sinceramente, pensavo saresti stata ricoperta di tatuaggi e avessi i capelli verdi, o qualcosa del genere.” Ride e io la seguo.
“No, niente tatuaggi per me. O capelli verdi.” Rido e sento le spalle iniziare a rilassarsi.
“Ti specializzi in inglese come Harry, giusto?” Mi chiede.
“Sì, signora.”
“Signora? Chiamami Anne.”
“In realtà ho uno stage alla Casa Editrice Vance, quindi ora come ora, non frequento le lezioni. Porto solo i compiti una volta a settimana.”
“Vance? Christian Vance?” Mi chiede.
Annuisco.
“Oh, non vedo Christian da almeno dieci anni, lui e il padre di Harry erano molto amici. In realtà io e Harry abbiamo vissuto con lui per un anno, dopo che Ken.. non importa, Harry non vorrà che sputo fuori tutte queste cose.” Ride, ovviamente preoccupata di avermi rivelato troppo.
Non sapevo che Harry e sua madre fossero stati con il signor Vance, ma sapevo che lui ci fosse molto intimo, più intimo di quanto lo sarebbe stato che Christian fosse stato solo un amico del padre.
“So di Ken.” Le dico, cercando di alleviare il suo disagio.
“Davvero?”
“Sì, Harry me l’ha detto..” Mi fermo quando Harry appare in cucina.
“Harry ti ha detto cosa?” Alza un sopracciglio.
“Niente, figliolo, chiacchiere tra donne.” Sorride sua madre e gli avvolge il braccio intorno alla vita. Lui si allontana lentamente, come d’istinto. Lei si acciglia, ma ho la sensazione che sia una cosa normale che lui rifiuti le dimostrazioni d’affetto.
“Comunque, cosa c’è da fare da queste parti?” Ci chiede Anne.
“Non molto, in realtà, non quando fuori c’è una tempesta.” Le risponde Harry.
La tensione tra noi è pesante, e mi chiedo se anche Anne riesca a sentirla.
L’asciugatrice trilla e lo prendo come spunto per uscire dalla stanza e finire il bucato, così posso andarmene da qui, velocemente.
Tolgo i vestiti caldi dall’asciugatrice e li poggio sul pavimento nella piccola lavanderia per piegarli. La madre di Harry è così dolce e mi ritrovo a desiderare di averla incontrata in altre circostanze.
“Tess?” La voce di Harry mi fa saltare.
“Sì?” Alzo lo sguardo su di lui.
“Stavo.. stavo solo vedendo se stessi bene.” Dice e si gira, uscendo dalla stanza.
Non sento rabbia verso di lui, sono stata arrabbiata abbastanza. Sento tristezza, e nostalgia per quello che saremmo potuti essere. Dopo aver piegato i vestiti, vado in camera da letto per risistemare i borsoni. Vorrei non aver appeso nessun vestito nell’armadio, né sistemato il cibo in cucina.
“Hai bisogno d’aiuto, cara?” Mi chiede Anne.
“Uhm, stavo solo preparando le cose per andare da mia madre per la settimana.” Potrei anche andarci, perché l’hotel è caro e Harry è qui.
“Te ne vai oggi? Adesso?” Si acciglia.
“Sì.. le ho detto che sarei andata da lei per Natale.” Per una volta vorrei che Harry entrasse nella stanza e mi aiutasse ad uscire da questa situazione.
“Oh, speravo saresti almeno restata per la notte. Chissà quando potrò rivederti e mi piacerebbe moltissimo conoscere la giovane donna di cui mio figlio si è innamorato.”
Non voglio pensare al motivo per cui sto accettando, quindi mi limito ad annuire e sorridere.
“Davvero? Resti? Solo una notte, poi puoi andare a casa di tua mamma. Non vuoi guidare nella neve, comunque.” Dice, e mi abbraccia di nuovo.
Immagino abbia ragione, non voglio davvero andare a casa di mia madre o guidare per due ore nella neve per arrivarci. Almeno ci sarà lei a fare da tampone tra me ed Harry. Non possiamo litigare se lei è qui, beh, almeno io non lo farei. So che probabilmente.. certamente è l’idea peggiore, ma ad Anne è difficile dire di no, proprio come a suo figlio.
“Beh, vado a fare una doccia veloce, ho affrontato un volo lungo. Ci vediamo quando esco.” Sorride, e lascia la stanza.
Affondo nel letto e chiudo gli occhi. Queste saranno le ventiquattro ore più imbarazzanti e dolorose della mia vita. Non importa cosa faccio, sembro sempre tornare al punto di partenza, con lui.
Dopo qualche minuto, apro gli occhi, per trovare Harry in piedi davanti all’armadio, che mi da le spalle. Che sta facendo?
“Scusa, non volevo svegliarti.” Dice, quando si gira.
“Non stavo dormendo.” Gli dico, e mi siedo.
Si sta comportando in modo così strano, scusandosi ogni due parole.
“Vedo che hai pulito l’appartamento.” Dice dolcemente.
“Già.. non sono riuscita ad evitarlo.” Sorrido, e lo fa anche lui.
“Potrei aver detto a tua mamma che sarei rimasta per stanotte. Solo per stanotte, ma se non va bene, me ne vado. E’ solo che mi sentivo in colpa, perché lei è così carina e non sono riuscita a dirle di no, ma se questo ti mette a disag..”
“Tessa, va bene. Voglio che resti.” La sua voce trema.
Non so cosa dire e non capisco questo strano cambiamento degli eventi. Sono in quest’appartamento, che era nostro, con la madre di Harry che crede che io ed Harry stiamo insieme, e io e lui stiamo più o meno andando d’accordo. Mi fa già male la testa.
“Hai passato un bel compleanno ieri?” Mi chiede.
“Oh, sì. Liam è venuto all’hotel.” Gli dico.
“Oh.”
Vorrei ringraziarlo per l’e-book, ma ci sono troppe cose nella mia testa.
“Non so come dovrei comportarmi.” Mi dice, quando la porta del bagno cigola.
“Neanche io.” Sospiro e ci uniamo a sua madre nel salotto.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...