After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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115. Capitolo 115.

“Io mi stavo scopando Molly. Io mi stavo scopando Molly. Io mi stavo scopando Molly.” Le sue parole si ripetono ancora e ancora mentre cerco di calmarmi, prima di incontrare i miei collegi nell’ingresso. Dopo aver avuto un leggero crollo, mi picchietto gli angoli degli occhi con un fazzoletto e prendo la borsa. Avrei dovuto sapere che mi stava prendendo in giro, avrei dovuto sapere che se la faceva ancora con Molly. Diavolo, probabilmente ci è andato a letto per tutto il tempo della nostra “relazione”. Come posso essere stata tanto stupida da averlo praticamente costretto a venire a letto con me, dopo tutto quello che mi ha fatto? Gli avevo quasi creduto ieri notte, quando ha detto che mi ama, altrimenti perché avrebbe guidato fino a Seattle? Perché è Harry e lui fa cose del genere solo per prendermi in giro. L’ha sempre fatto e sempre lo farà. Non posso evitare di sentire un senso di colpa per aver spifferato di aver baciato quel tipo, o il modo in cui ho praticamente incolpato Harry per la scorsa notte, quando se che lo volevo tanto quanto lui. Solo che non voglio ammetterlo a lui o a me stessa.
Pensare a lui e Molly mi fa venire il voltastomaco. Se non mangio qualcosa in fretta, vomiterò. Non solo per la sbronza, ma per la confessione di Harry. So che non pensando in modo completamente razionale, io ho baciato un altro uomo, un tizio qualunque ad un locale, ma lui è andato a letto con qualcuno. Molly, tra tutti, la odio. Posso immaginarmela adesso col suo stupido ghigno, consapevole del fatto che il suo essere andata di nuovo a letto con Harry, mi sta torturando.
“Tessa!” Mi chiama Trevor dall’altra parte dell’ingresso. Non ricordo di essere scesa, ero troppo distratta dai miei pensieri, per essere consapevole di ciò che mi circondava, ma per fortuna, sono riuscita ad arrivare in tempo.
“Buongiorno.” Dice, e mi passa una tazza di caffè.
“Grazie. Mi dispiace per il comportamento di Harry di ieri notte.” Dico piano.
“Non fa niente, davvero. E’ un po’.. intenso..?” Dice Trevor, facendomi quasi ridere.
“Uhm, già.. intenso.” Mormoro e bevo un sorso di caffè.
“Kimberly e Christian saranno qui a minuti, Kim è in ritardo.” Sorride, e si rinfila il telefono in tasca.
“Harry è ancora qui?” Mi chiede.
“No, se n’è andato. Non tornerà.” Cerco di suonare come se non me ne potesse importare di meno.
“Hai dormito bene?” Chiedo, nel tentativo di cambiare argomento.
“Sì, ero preoccupato per te.” Dice.
Gli occhi di Trevor si spostano sul mio collo e io muovo i capelli per assicurarmi che il segno non sia visibile.
“Preoccupato? Perché?” Chiedo.
“Posso chiederti una cosa? Non voglio innervosirti.” La voce cauta.
“Sì.. fai pure.”
“Ti ha mai.. sai.. non ti ha mai ferita, giusto?” Abbassa lo sguardo a terra.
“Che? Noi litighiamo molto, quindi sì, mi ferisce tutto il tempo.” Gli rispondo.
“Intendo fisicamente.” Mormora.
Faccio scattare la testa di lato per guardarlo. Non mi ha appena chiesto se Harry mi mette le mani addosso.
“No! Ovvio che no. Non lo farebbe mai.” Mi acciglio al pensiero.
“Mi dispiace.. è solo che sembra così violento e arrabbiato.” Posso dire dalla sua espressione, che non intende offendermi.
“Harry è arrabbiato, e a volte violento, ma non mi ferirebbe mai e poi mai. Non fisicamente almeno.” Sento una strana ondata di rabbia verso Trevor per aver accusato Harry di una cosa del genere. Non conosce Harry. Ma in fondo, non lo conosco neanche io.
Restiamo in silenzio per qualche minuto, finché non intravedo i capelli biondi di Kimberly venire verso di noi.
“Mi dispiace davvero. Dovresti essere trattata in modo molto migliore.” Dice Trevor, mentre il resto della compagnia si unisce.
“Sto di merda. Assolutamente di merda.” Si lamenta Kimberly.
“Anch’io. La testa mi sta uccidendo.” Concordo ed usciamo.
“Però tu hai un aspetto bellissimo. Invece io sembro appena rotolata giù dal letto.” Dice.
“Non è vero.” Le dice Christian e si abbassa per darle un bacio sulla fronte.
“Grazie, tesoro, ma la tua opinione è abbastanza di parte.” Ride e poi si strofina le tempie.
“Sembra che non usciremo stasera.” Ride Trevor e tutti concordano.
Quando arriviamo alla conferenza, vado dritta al bar della colazione e prendo una ciotola di muesli. La mangio più velocemente di quanto dovrei, sembro non riuscirmi a scrollare di dosso le parole di Harry. Vorrei averlo baciato almeno un’altra volta.. no, non è vero. Devo essere ancora ubriaca. La conferenza passa velocemente e per mezzogiorno il mal di testa è quasi completamente andato. Kimberly se ne sta seduta a uno dei tavoli per quasi tutto il giorno, e non posso evitare di ridere quando emette un verso di lamento appena la voce oratoria esplode nella stanza attraverso l’altoparlante.
Harry sarà arrivato a casa ormai, probabilmente sarà con Molly. Probabilmente è andato dritto da lei solo per farmi un dispetto. Sono andati a letto insieme nella nostra stanza? Cioè, la nostra vecchia stanza? In quel letto che doveva essere per noi? Quando penso a come mi ha toccata e a come ha gemuto il mio nome ieri notte, il mio corpo viene rimpiazzato dal suo. Tutto quello che riesco a vedere sono Harry e Molly. Molly e Harry.
“Mi hai sentito?” Sorride Trevor, prendendo posto a fianco a me.
“Scusa, ero con la testa da un’altra parte.” Gli faccio un sorriso di scuse.
“Mi stavo chiedendo se ti va di cenare insieme stasera, dal momento che non usciremo.” Mi chiede e io lo guardo dritto negli occhi blu scintillanti.
“Se non.. vuoi, va bene comunque.” Balbetta, quando non gli rispondo.
“Sì.. mi farebbe davvero molto piacere.” Gli dico. Il suo sorriso nervoso si espande in uno che mi ricorda quello di una foto nell’ufficio di un dentista. Che? L’alcol di sicuro non ha ancora completamente lasciato il mio sistema.
“Davvero?” Respira. Posso dire che pensava l’avrei rifiutato, soprattutto dopo il comportamento di Harry verso di lui.
Mi riscalda il cuore il fatto che Trevor voglia ancora portarmi fuori, dopo essere stato minacciato da Harry.
“Grazie a Dio è finita, ho bisogno di dormire.” Si lamenta Kimberly mentre entriamo in macchina.
“Sembra che tu non sia più giovane come una volta.” La stuzzica Christian, e lei alza gli occhi al cielo e si appoggia alla sua spalla.
“Harry alla fine ti ha trovata ieri sera?” Mi chiede Kim, e il coltello piantato permanente nel mio stomaco, si gira.
“Sì, però se n’è andato.” Dico e fisso fuori dal finestrino.
“Mi ha chiamato tipo dieci volte.” Il signor Vance scuote la testa.
“Domani mattina andiamo a fare shopping, mentre questi due sono agli incontri.” Dice, e chiude gli occhi. La ringrazierò più tardi per aver distolto l’attenzione da me. Una serata tranquilla a Seattle e una cena con Trevor sembrano fantastiche, dopo la notte selvaggia passata con Harry. Mi sento un po’ inquieta per il mio comportamento di questo fine settimana, aver baciato uno sconosciuto, aver praticamente costretto Harry a fare sesso con me, e ora sto per andare a cena con Trevor, ma almeno so che stasera non ci saranno baci né sesso. Non per te, ma per Harry e Molly, sì. Si intromette il mio subconscio. Mi sta dando sui nervi.
Quando arriviamo all’hotel, sono le quattro passate.
“Ti vengo a prendere alle sei e mezza, va bene?” Mi chiede Trevor, e io gli rispondo annuendo con un sorriso.
Avevo intenzione di riposare un po’ prima della cena con Trevor, ma finisco per fare un’altra doccia. Mi sento sporca a causa degli eventi di ieri sera e ho bisogno di risciacquarmi l’odore di Harry da dosso. A quest’ora, due settimane fa, pensavo che adesso sarebbe stato tutto diverso, io ed Harry ci staremmo preparando per andare a Londra a trovare sua mamma per Natale. Anche se non gli avevo dato una risposta certa, penso che sapessimo entrambi che avrei detto di sì. Continuo a non avere un posto in cui vivere, per cui devo richiamare mia madre. Ieri sera mi ha chiamato un sacco di volte.
Dopo che esco dalla doccia, compongo il suo numero mentre mi ritrucco.
“Pronto, Tessa.” Dice in tono tagliente.
“Ehi, scusa se non ti ho richiamata ieri sera. Sono a Seattle per la conferenza sull’editoria digitale, ricordi?”
“Oh, giusto. Lui è lì?” Mi chiede, e so immediatamente di chi sta parlando.
“No.” Non c’è alcun bisogno che sappia che ieri notte è stato qui.
“Uhm..” Dice.
“Perché?”
“Perché ieri sera ha chiamato qui per scoprire dove fossi. Non ho apprezzato il fatto che tu gli abbia dato questo numero, sai cosa penso di lui, Theresa.”
“Io non gli ho dato il numero.” Deve averla chiamata tra le dieci chiamate a Christian.
“Pensavo che voi due aveste chiuso?” Sbuffa.
“Infatti. Ho chiuso io. Probabilmente stava cercando di rintracciarmi per l’appartamento o qualcosa del genere.” Mento.
Deve essere stato disperato per aver chiamato a casa di mia mamma. Questo pensiero mi ferisce e mi compiace allo stesso tempo.
“A proposito dell’appartamento, non riusciamo a farti rimettere nel dormitorio fino alla fine delle vacanze natalizie, ma dal momento che non avrai né il lavoro né la scuola, per quella settimana puoi venire qui..”
“Oh.. okay.” Acconsento. Non voglio passare le vacanze di Natale a casa di mia madre, ma dal momento che sono temporaneamente una senzatetto, non ho altra scelta.
“Se sai cosa è buono per te, gli starai lontana. Ci vediamo lunedì.” Dice e attacca.
Passare una settimana a casa di mia madre sarà un inferno, non so come ho fatto a viverci per diciotto anni. Sinceramente, non avevo mai realizzato quanto fosse brutto, finché non ho avuto un assaggio di libertà. Magari, dal momento che Harry lascia la città martedì, posso restare nell’hotel per altre due notti e andare all’appartamento mentre lui non c’è. Per quanto non voglia mai più ritornarci, è ancora a mio nome quanto a suo, quindi ho il diritto di starci quando mi pare, e non è che lui lo verrà mai a sapere.
Non ho nuovi messaggi o chiamate da Harry, in qualche modo sapevo sarebbe stato così. Non posso credere che abbia dormito con Molly e me l’abbia buttato in faccia in quel modo. La parte peggiore è che se non mi fosse scappato il fatto che ho baciato qualcun altro, lui non me l’avrebbe mai detto. Finisco di preparami e decido di indossare un semplice vestito bianco. Il tempo delle mie gonne di lana sembra così lontano. Applico un altro stato di correttore sul collo e aspetto l’arrivo di Trevor. Fedela alla sua natura, bussa alla porta alle sei e mezza esatte.
POV di Harry.
Non riesco a decidere se entrare o no, mentre fisso la casa enorme di mio padre. Karen ha decorato l’esterno con troppe luci, piccoli alberelli di Natale e quelle che sembrano renne danzanti. Il Babbo Natale gonfiabile sembra starmi deridendo mentre esco dall’auto. I pezzi dei biglietti aerei strappati volano sul sediolino, prima che richiuda la porta. Dovrò chiamare e vedere se posso avere un credito per i biglietti inutilizzati, altrimenti, ho appena distrutto due biglietti aerei di grande valore. Probabilmente sarei semplicemente dovuto andare da solo e scappare da questo Stato terribile per un po’, ma, per qualche ragione, andare a casa a Londra, non sembra così attraente senza Tessa che viene con me.
Sono contento che a mia mamma stia bene venire qui, invece, e sembra emozionata all’idea di venire in America.
Appena suono il campanello, cerco di inventarmi una scusa sul perché diavolo sono venuto qui, ma prima che me ne venga una, Liam apre la porta.

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