After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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112. Capitolo 112.

“Dio, sto arrivando!” Urlo, mentre mi dirigo alla porta.
Do un’occhiata all’orologio sulla scrivania, sono quasi le quattro del mattino. Chi diavolo è? Anche nel mio stato di ubriacatezza, la mia mente inizia a galoppare. E se è Harry? Sono passate più di tre ore da quando l’ho chiamato, ma come potrebbe trovarmi? Quando apro la porta, trovo Trevor. La delusione mi pizzica il petto e mi strofino gli occhi. Mi sento tanto ubriaca quanto mi sentivo quando mi sono distesa.
“Scusa se ti ho svegliata, ma hai il mio telefono?” Mi chiede. Che?
“Eh?” Dico, ed indietreggio nella stanza perché entri.
“Penso che ci siamo scambiati i telefoni, io ho il tuo e penso che tu abbia preso il mio per sbaglio.” Mi dice e alza il mio telefono.
“Avrei aspettato fino alla mattina, ma il tuo non smetteva di squillare e squillare.” Mi dice.
“Oh.” E’ tutto ciò che dico, vado verso la mia borsa e la apro. Ovviamente, il telefono di Trevor, è appoggiato sul portafogli.
“Mi dispiace, devo averlo preso in macchina.” Mi scuso e glielo passo.
“Non fa niente, mi dispiace davvero averti svegliata. Sei l’unica donna che conosco che appena sveglia è bella tanto quanto quando..” Viene interrotto da un martellare alla porta.
“Cosa diavolo è questa cosa? Facciamo festa in camera di Tessa?” Dico e calpesto il pavimento fino alla porta. Probabilmente è un impiegato dell’albergo che vuole lamentarsi per il rumore che ha fatto Trevor martellando alla mia porta così tardi.. ma in realtà, non penso stesse bussando tanto forte quando pensavo.
Chiunque sia alla porta, inizia a sbattere i pugni contro il legno. Non è felice.
“Tessa! Apri questa dannata porta!!” La voce di Harry esplode attraverso la barriera e mi blocco nei miei passi.
La faccia di Trevor impallidisce leggermente e mi sento davvero male per lui. Harry che lo trova nella mia stanza non sarà una cosa piacevole, non importa ciò per cui è venuto.
“Nasconditi nel bagno.” Gli dico e lui spalanca gli occhi.
“Che? Non posso nascondermi in bagno.” Dice e mi rendo conto di quanto sia ridicola quest’idea.
“Apri questa fottuta porta!” Urla di nuovo Harry e sento i suoi piedi colpire il legno ripetutamente.
Guardo di nuovo Trevor prima di aprire, cercando di memorizzare il suo bel volto prima che Harry gliela mutili.
“Arrivo!” Urlo in risposta e apro la porta a metà per trovare un Harry fumante, vestito tutto di nero. Invece dei suoi stivali pesanti, indossa delle semplici converse nere. Non l’ho mai visto con altre scarpe al di fuori degli stivali, mi piacciono queste nuove. Mi sto distraendo.
Spinge la porta per aprirla e va dritto verso Trevor, ma io gli afferro la maglietta per fermarlo.
“Tu pensi di poterla far ubriacare e venire nella sua fottuta camera d’albergo!” Gli urla e cerca di muoversi in avanti. So che non ci sta provando tanto quanto potrebbe, perché sarei di sicuro sul pavimento, non a tenergli la maglia.
“Io non.. io.” Inizia Trevor.
“Harry, smettila! Non puoi andartene in giro a picchiare le persone!” Urlo, tirandogli la maglia.
“Sì.. posso, invece!” Dice ad alta voce.
“Trevor, torna nella tua stanza, così gli posso infilzare un po’ di buon senso. Mi dispiace per il suo comportamento da pazzoide.” Dico e Trevor quasi ride per la mia scelta di parole, ma un’occhiata da Harry lo zittisce.
“Comportamento da pazzoide?” Harry si gira verso di me, appena Trevor lascia la stanza.
“Sì, pazzoide! Non puoi presentarti qui e irrompere nella mia stanza cercando di picchiare Trevor.” Gli dico.
“Non avrebbe dovuto essere qui. Perché era qui? Perché sei ancora vestita? E, cazzo, da dove è uscito quel vestito?” Dice, squadrando il mio corpo. Ignoro il calore che inizia ad agitarsi nel mio stomaco.
“E’ venuto a recuperare il suo telefono perché gliel’ho preso per sbaglio. E.. non riesco a ricordare nessuna delle altre domande che mi hai fatto.” Ammetto.
“Beh, magari non avresti dovuto bere così tanto.” Mi riprende.
“Io bevo cosa e quando voglio. Grazie.” Lo sfido, e lui alza gli occhi al cielo.
“Sei irritante quando sei ubriaca.” Dice e si siede sulla sedia.
“Tu sei irritante quando sei.. tutto. E chi ha detto che potevi sederti?” Sbuffo, incrociando le braccia.
“Non posso credere che fosse nella tua stanza.” Dice.
“Io non posso credere che tu sei nella mia stanza.” Ritorco.
“Te lo sei scopato?”
“Che? Come ti permetti anche solo di chiederlo!” Urlo. Dio, Harry è così sexy in questo momento.
“Rispondi alla domanda.”
“No, stronzo. Ovvio che no.”
“Stavi per farlo? Vuoi farlo?”
“Oddio mio, Harry! Tu sei pazzo!” Scuoto la testa.
“Beh, allora perché sei ancora vestita?”
“Perché non avevo voglia di spogliarmi.. e non pensi che se avessi fatto sesso con qualcuno non sarei completamente vestita?” Alzo gli occhi al cielo.
“Tra l’altro, non sono affari tuoi con chi ho fatto sesso. Magari ho fatto sesso con lui, magari ho fatto sesso con qualcun altro? Non lo saprai mai.” Gli angoli della mia bocca minacciano un sorriso, ma mi costringo a tenere un’espressione neutra.
Le mie parole hanno l’effetto desiderato, e Harry gira la sedia per guardarmi in faccia, lanciandomi un’occhiataccia.
“Che hai detto?” Abbaia.
E’ molto più divertente di quanto pensavo. Mi piace essere ubriaca con Harry, perché dico le cose senza pensare e sembra tutto divertente.
“Mi hai sentito.. magari ho lasciato che il ragazzo al locale mi prendesse nel bagno.” Dico e mi alzo dal letto, muovendomi verso di lui. Il suo petto si alza e si abbassa velocemente, e se gli sguardi potessero uccidere, sarei morta.
“Magari Trevor mi ha presa su questo letto.” Dico, lanciando uno sguardo indietro verso il letto.
“Zitta. Zittisciti adesso, Tessa.” Mi avvisa Harry, facendomi ridere. Mi sento potente, mi sento forte e mi sento di strappare la maglia da dosso ad Harry.
“Che c’è, Harry? Non ti piace l’idea delle mani di Trevor tutte addosso al mio corpo?” Non so se è la rabbia di Harry, l’alcol, o il fatto che mi manca, ma senza pensare due volte alle mie azioni, gli salgo addosso sulla sedia. Le ginocchia poggiate ai fianchi delle sue cosce. E’ completamente sorpreso dalle mie azioni azzardate, e se non sbaglio, sta tremando.
“Che stai.. che stai facendo, Tessa?” Balbetta.
“Dimmelo, Harry, ti piace l’idea di Trev..”
“Smettila. Smettila di dirlo!” Mi supplica, e io lo faccio.
“Oh, rilassati, Harry, sai che non lo farei.” Avvolgo le braccia intorno al suo collo. La sensazione di nostalgia che mi colpisce essendo nelle sue braccia, quasi mi mozza il fiato.
“Sei ubriaca, Tessa.” Dice e cerca di spostare le mie braccia da dosso a lui.
“Allora.. ti voglio.” Sorprendo entrambi dicendolo. Decido di zittire i miei pensieri, quelli razionali, almeno.
Afferro due pugni dei suoi capelli, mi è mancato il modo in cui stanno tra le mie dita.
“Tessa.. non sai cosa stai facendo. Sei ubriaca marcia.” Dice, ma non c’è convinzione nella sua voce.
“Harry.. smettila di pensarci. Non ti manco?” Dico contro il suo collo, succhiando leggermente. I miei ormoni hanno completamente preso il sopravvento e non so se l’ho mai voluto tanto.
“Ssssì..” Sibila mentre io succhio più forte, assicurandomi di lasciare il segno. “Non posso, Tess.. per favore.” Mi supplica per fermarmi, ma io mi rifiuto, invece muovo i fianchi sulle sue gambe e lui ringhia.
“Tessa. No.” Piagnucola e mi afferra i fianchi nella sue grandi mani per fermare i miei movimenti.
“Hai due opzioni, mi scopi o te ne vai. Decidi.” Scatto. Che diavolo ho detto?
“Mi odierai domani, se lo faccio mentre sei in questo.. stato.” Dice e mi guarda negli occhi.
“Io già ti odio.” Dico e lui indietreggia a causa delle mie parole. “Più o meno.” Aggiungo.
“Possiamo almeno parlarne, prima?” Mi chiede, allentando la presa sui miei fianchi, permettendomi di muovermi.
“No, smettila di fare il depressone.” Mi lamento e mi struscio contro di lui.
“Non possiamo farlo.. non in questo modo.” Dice di nuovo. Da quando ha delle moralità?
“So che lo vuoi, Harry, posso sentire quanto sei duro per me.” Gli dico all’orecchio.
Non riesco a credere alla parole sporche che mi cadono dalle labbra ubriache, ma quelle di Harry sono di un profondo rosa e gli occhi sono spalcanti, quasi neri da quanto sono dilatati.
“Forza, Harry, non vuoi farmi piegare su questa scrivania? O sul letto? Il lavandino? Così tante possibilità.” Gli sussurro all’orecchio, mordicchiandogli gentilmente il lobo.
“Cazzo.. okay. Cazzo.” Dice e avvolge le mani nei miei capelli, attirando la mia bocca alla sua.

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