After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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110. Capitolo 110.

“E’ stato talmente fantastico, grazie mille per avermi portato.” Dico a Christian mentre entriamo nell’ascensore.
“E’ stato un piacere, davvero, tu sei una dei miei migliori impiegati. Stagista o no, sei molto brillante.” Si complimenta, facendomi sorridere.
“E’ stato più che incredibile. Credo davvero che l’editoria digitale e la cosa che va per la maggiore in questo campo e continuerà a crescere, è molto più conveniente e facile da accedere per i lettori. E’ una cosa enorme, è continua ad espandersi.” Divago.
“Già, sono d’accordo. Possiamo usare molte delle informazioni che abbiamo ricevuto stasera per aiutare la Vance a crescere ancora di più, immagina quanti nuovi clienti ne usciranno.” Concorda il signor Vance.
“Okay, avete finito voi due?” Scherza Kimberly e avvolge il suo braccio a quello di Christian.
“Cambiamoci e andiamo in città! E’ il primo weekend in cui prendiamo una babysitter, da anni.” Si imbroncia scherzosamente.
“Sì, signora.” Le sorride. Sono contenta che abbia trovato lei dopo la scomparsa di sua moglie, ha avuto una seconda occasione di essere felice. Guardo Trevor e lui mu rivolge un piccolo sorriso.
“Ho bisogno di un drink.” Dice Kimberly.
“Anche io.” Dice Christian.
“Okay, allora incontriamoci nell’ingresso tra mezz’ora e l’autista ci verrà a prendere fuori.” Dice Christian e io annuisco.
Quando arrivo in camera, accendo l’arricciacapelli per ritoccarmi i capelli e truccarmi ancora un po’. Stendo l’ombretto scuro sulle palpebre e mi guardo allo specchio. E’ un po’ pesante per me, ma non troppo. Faccio una linea nera intorno agli occhi e aggiungo un po’ di fard sulle guance prima di aggiustarmi i capelli. Controllo l’ora e devo essere all’ingresso tra dieci minuti. Il vestito blu che ho indossato stamattina, adesso sembra anche migliore con il trucco più scuro e i capelli più gonfi. Vorrei che Harry.. no, non è vero. Non è vero. Lo ripeto a me stessa e infilo i tacchi neri. Prendo il telefono e la borsetta prima di lasciare la stanza per incontrare i miei amici, sono miei amici? Non lo so, ma sento che Kimberly lo è e Trevor è molto gentile, solo non saprei per quanto riguarda Christian. Lui è il mio capo dopo tutto. Vance è amico di Ken, quindi è molto più grande di me, so che è più giovane di Ken, ma non so di quanto. Non sono sicura neanche dell’età di Kimberly, ma so che Trevor ha ventiquattro anni. Sono sempre stata matura per la mia età, una caratteristica che mi ha sempre reso difficile farmi amici della mia stessa età. Nella discesa vero l’ingresso, mando un messaggio a Liam per dirgli che mi sto divertendo tantissimo a Seattle. Mi manca e spero che possiamo continuare ad essere amici, dal momento che io e Harry non stiamo più insieme. Non so neanche se la nostra si può considerare una vera relazione, dal momento che era interamente basata su una menzogna.
Quando esco dall’ascensore, intravedo i capelli neri di Trevor vicino alla porta. Indossa dei pantaloni neri eleganti e un maglione color crema. Mi ricorda qualcosa che indosserebbe Noah. Mi prendo un secondo per ammirare quanto sia bello prima di rendere nota la mia presenza. Quando i suoi occhi mi trovano, si spalancano e fa un rumore tra la tosse e un gridolino. Non posso evitare di ridere un po’ quando arrossisce.
“Sei.. sei davvero bellissima.” Dice, facendomi sorridere.
“Grazie, neanche tu stai male.” Gli faccio i complimenti e il rossore sulle sue guance diventa più profondo.
“Grazie.” Mormora nervosamente. E’ strano vederlo così esposto. Di solito è così riservato ed in ordine.
“Eccoli!” Sento Kimberly richiamare.
“Wow, Kim!” Dico e mi sventolo la mano davanti la faccia. E’ stupenda con addosso questo vestito rosso che le arriva solo a metà coscia. I capelli corti biondi sono alzati e appare di classe ma sexy.
“Ho la sensazione che dovremo scacciare uomini tutta la sera.” Diche Christian e Trevor, ed entrambi ridono.
Quando arriviamo al nightclub, sono stordita dall’edificio a tre piani pieno di luci ad intermittenza e corpi ondeggianti. E’ molto simile a come l’avevo immaginato, ma più grande e con molte più persone.
“Noi andremo in un posto sul retro molto più tranquillo, alcuni ragazzi della conferenza volevano venire qui, quindi eccoci!” Ride.
L’uomo robusto a guardia della porta e che permette l’accesso al club, tiene una cartellina nelle mani. Una fila di persone che aspettano di andare alla festa riempire tutta la strada e arriva fin dietro l’angolo.
“Aspetteremo molto?” Chiedo a Trevor.
“Oh, no, il signor Vance non aspetta.” Ride.
Ben presto scopro cosa intende quando Christian dice al buttafuori il suo nome e l’uomo rimuove la corda per farci entrare immediatamente. La musica martella tutto l’enorme locale e le luci danzano nella stanza piena di fumo. Non credo che capirò mai perché alle persone piace pagare per beccarsi un mal di testa e inalare fumo sintetico mentre si strusciano su degli sconosciuto. Una donna con un vestito corto ci guida in una piccola camera con tende sottili come mura. Ci sono due divani e un tavolo al centro.
“Questa è la sezione VIP, Tessa.” Mi dice Kimberly, mentre io mi guardo intorno con occhi curiosi.
“Oh.” Rispondo semplicemente e seguo il loro esempio, sedendomi su uno dei divani.
“Cosa bevi di solito?” Mi chiede Trevor.
“Oh, non bevo di solito.” Rispondo.
“Neanche io, beh, mi piace il vino, ma non sono un vero bevitore.” Mi dice.
“Tu devi bere stasera, Tessa. Ne hai bisogno.” Dice Kimberly ad alta voce.
“Io..” Inizio a dire.
“Lei prende un Sex on the beach, e anche io.” Dice alla donna che ci ha scortati.
Lei annuisce e Christian ordina un drink che io non avevo mai sentito, mentre Trevor un bicchiere di vino rosso. Nessuno sembra chiedersi se ho l’età per bere legalmente o no, forse sembro più grande, o forse Christian è abbastanza conosciuto perché non si pensi due volte alla sua compagnia. Non ho idea di cosa sia un ‘Sex on the beach’, ma preferisco così. Quando la donna torna, mi passa un bicchiere alto con un pezzo di ananas e un ombrellino rosa che fuoriescono dall’orlo. La ringrazio e prendo un sorso. Ha davvero un buon sapore, dolce ma con un retrogusto amaro quando ingoio.
“Buono?” Mi chiede Kimberly e io annuisco, prendendone un altro sorso.

POV di Harry.
“Aww, andiamo, Harry, ancora uno.” Mi dice Molly all’orecchio.
Ho già bevuto tre bicchierini e so che se ne prendo un altro, sarò ubriaco. Non ho ancora deciso se voglio ubriacarmi o no. Da una parte voglio sbronzarmi quanto più possibile per dimenticarmi di tutto ciò che succede, ma dall’altra, ho bisogno di essere in grado di pensare chiaramente.
“Vuoi uscire di qui?” Farfuglia. Puzza di erba e whisky.
Una parte di me vuole portarsela in bagno e scoparla solo perché posso. Solo perché Tessa e a Seattle con quel fottuto Trevor e io stono a tre ore di distanza, seduto su un divano, mezzo ubriaco.
“Andiamo, Harry, sai che posso farti dimenticare di lei.” Dice e si siede sulle mie gambe.
“Che?” Le chiedo, appena avvolge le braccia intorno al mio collo.
“Tessa. Lascia che ti faccia dimenticare di lei, ti lascerò scoparmi finché non riuscirai neanche più a ricordare il suo nome.” Il suo fiato caldo mi tocca il collo e io la spingo via da me.
“Togliti di dosso.” Le dico, ma la alzo prima che possa muoversi da sola.
“Che cazzo, Harry?” Scatta. Io suo ego ovviamente è stato ferito.
“Non ti voglio.” Le dico, ugualmente duro.
“Da quando? Non avevi problemi a scoparmi tutte le altre volte.”
“Da quando..” Inizio a dire.
“Da quando cosa? Da quando hai incontrato quella stronza presuntuosa?” Dice.
Devo ricordare a me stesso che è una femmina, prima che faccio qualcosa di stupido.
“Non parlare di lei in questo modo.” Mi alzo.
“E’ la verità, e adesso guardati. Sei come un fottuto cucciolo perduto a causa di una verginella trasformatasi in puttanella che ovviamente neanche ti vuole!” Grida.
Serro i pugni mentre Jace e Zayn appaiono a fianco a lei.
“Diteglielo, ragazzi, ditegli che è una fottuta noia da quando l’abbiamo smascherato davanti a lei.” Li guarda.
“Non noi, tu.” La corregge Zayn e lei gli lancia un’occhiataccia.
“E’ la stessa cosa.” Dice, e lui alza gli occhi al cielo.
“Qual è il problema?” Le chiede Jace.
“Niente, si è incazzata perché non la voglio.” Rispondo per lei.
“No, sono incazzata perché sei uno stronzo. Nessuno ti vuole vicino comunque, ecco perché Jace mi ha detto di dirglielo in primo luogo.” Dice e tutto ciò che vedo, è rosso.
“Lui cosa?” Dico tra i denti, la mia visione torna lentamente alla normalità. Sapevo che Jace era un cazzone, ma avevo pensato che fosse stata la gelosia di Molly a guidarla a farmi dire tutto a Tessa.
“Sì, mi ha detto di dirglielo. Aveva pianificato tutto, dovevo dirglielo proprio davanti a te dopo che lei aveva bevuto un paio di drink, poi aveva intenzione di seguirla e confortarla mentre tu eri troppo occupato a piangere come un fottuto bimbo.” Ride.
“Cosa avevi detto, Jace? Che avevi intenzione di “scopartela a dovere”? Dice Molly, facendo le virgolette con le dita.
“Era uno scherzo, amico.” Dice, quando faccio un passo verso di lui. Se non sbaglio, vedo un sorrisetto sulle labbra di Zayn appena il mio pugno si connette con la mascella di Jace.
Non sento niente dei numerosi pugni che gli sto dando, la mia rabbia sopraffà ogni cosa mentre gli salgo addosso per continuare l’assalto. Immagini di lui che la tocca, la bacia, la spoglia, balenano nella mia mente, portandomi a colpirlo più forte. Il sangue sul suo viso mi spinge solo oltre, facendomi venire voglia di farli quanto più male possibile.
I bicchieri neri sono rotti in mille pezzi a fianco alla sua faccia sanguinante, quando Zayn e Louis mi tirano via da lui.
“Lo uccidi se non ti fermi!” Mi urla Louis in faccia, tirandomi fuori dal mio stato aggressivo.
“Se qualcuno di voi ha qualche cazzo da dirmi, dovete darlo adesso!” Urlo al gruppo che una volta avevo considerato la cosa più vicina ad amici che avevo.
Restano tutti in silenzio, anche Molly.
“Dico davvero! Se qualcuno dice un’altra fottuta parola su di lei, non esiterò a far ripetere quello che è appena successo!” Do un’ultima occhiata a Jace, che sta cercando di alzarsi dal pavimento, ed esco dall’appartamento di Zayn.

POV di Tessa.
“Sono così buoni!” Dico a Kimberly, mentre risucchio ciò che rimane del mio drink fruttato. Giro avidamente la cannuccia nel ghiaccio per riuscire a berne quanto più possibile.
“Ne vuoi un altro?” Squittisce. Ha gli occhi un po’ rossi, ma resta composta. Io mi sento divertente e leggera. Ubriaca è la parola che sto cercando. Annuisco impaziente e mi ritrovo a picchettare le dita contro il ginocchio al ritmo della musica.
“Ti senti bene?” Ride Trevor, quando lo nota.
“Sì, mi sento davvero bene, in realtà!” Urlo sulla musica.
“Dobbiamo ballare!” Dice Kimberly.
“Io non ballo! Ben con ‘non ballo’ intendo che non lo so fare, non con questo genere di musica comunque!” Non ho mai ballato nel modo in cui lo stanno facendo le persone nel club, e di solito ne sarei terrificata, ma l’alcol che mi ronza nelle vene mi da coraggio come mai prima.
“Sì.. balliamo!” Le dico e lei sorride. Da un bacio sulle labbra a Christian, indugiandovi più del solito, prima di alzarsi e tirarmi dal divano.
Kimberly mi tira sull’affollata pista da ballo e guardo in basso, verso i piani sotto di noi, pieni di gente che balla. Ovviamente Kimberly si muove in modo esperto, quindi io chiudo gli occhi e lascio che la musica prenda il controllo del mio corpo. Dopo aver ballato un numero sconosciuto di canzoni e altri due drink, Kimberly è pronta per una pausa. Mi scuso per andare in bagno, dopo aver preso la borsetta, e mi faccio spazio tra i corpi sudati per trovare la strada. Passo davanti ad una coppia che pomicia ad un tavolo, facendo loro l’occhiolino e ridendo. Ho appena fatto l’occhiolino? Sono proprio ubriaca. Il telefono vibra nella mia borsa, quindi lo tiro fuori. E’ mia madre, non ho intenzione di rispondere, sono troppo ubriaca per parlare con lei ora come ora. Non dovrebbe chiamare così tardi, comunque. Qualcosa mi fa scorrere i messaggi e mi acciglio al pensiero che Harry non me ne ha mandato uno per tutto il giorno. Forse dovrei vedere come se la passa? So che l’alcol che mi porta a farlo, ma compongo comunque il suo numero.

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