After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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109. Capitolo 109.

“Amo come ti sta questo vestito.” Dice Kimberly appena l’auto esce dal parcheggio dell’hotel.
“Grazie, è la prima volta che lo indosso.” Le dico e lei sorride.
“Allora, cosa è successo alla tua auto?” Mi chiede.
Trevor e Christian sono in quella che sembra essere una conversazione profonda sul prezzo per metro quadrato di un nuovo edificio a Seattle.
“Non ne ho idea, ieri mattina non partiva, quindi ho chiamato qualcuno per farla aggiustare, ma Harry aveva già fatto venire qualcun altro a prenderla.” Spiego, facendola sorridere.
“Ostinato, eh?” Dice.
“Immagino. Vorrei solo che mi desse un po’ di tempo per elaborare tutto.” Sospiro.
“Elaborare cosa?” Chiede. Dimentico che lei non sa della scommessa, sa solo che abbiamo rotto.
“Non lo so, tutto e basta. Mi stanno succedendo tante di quelle cose in questo periodo e continuo a non avere un posto in cui vivere. Mi sento come se non la stesse prendendo seriamente quanto dovrebbe. Pensa di poter fare il burattinaio della mia vita. Pensa di poter venire da me e dire che gli dispiace e io lo perdonerò, ma non è così che funziona. Non più, almeno.” Sbuffo.
“Beh, sono contenta che ti stai difendendo.” Dice. Sono contenta che non mi chieda i dettagli.
“Grazie. Anch’io.” Le dico. Sono fiera di me stessa per avergli tenuto testa e non essermi arresa, ma allo stesso tempo mi sento terribilmente in colpa per quello che gli ho detto ieri. So che se lo meritava, ma non posso evitare di pensare che magari gli interessa tanto quanto sostiene? So che da qualche parte, in fondo, gli importa di me, solo che non penso sia abbastanza da assicurarmi che non mi ferirà di nuovo.
Questo è ciò che fa, ferisce le persone.
“Dovremmo uscire stasera dopo la conferenza, dal momento che domenica questi due avranno degli incontri tutto la mattinata. Faremo un po’ di shopping domenica e la sera usciremo e magari anche sabato sera. Cosa ne pensi?” Mi chiede.
“Uscire dove? Ho solo diciotto anni.” Rido.
“Non importa, Christian conosce un sacco di gente a Seattle. Se sei con lui, puoi andare ovunque.” Dice. Amo il modo in cui i cuoi occhi si illuminano quando parla di lui, anche se è proprio a fianco a lei.
“Okay.” Le dico. Non sono mai stata fuori prima. Sono stata a qualche festa alla casa della confraternita, ma non sono mai stata in un nightclub o niente di lontanamente simile.
“Sarà divertente, non ti preoccupare.” Mi assicura.
“Dovresti indossare questo vestito.” Aggiunge, facendomi ridere.
Il resto del tragitto, lo passiamo parlando di lavoro e Trevor finisce per addormentarsi appoggiato al finestrino. Sembra così giovane quando è addormentato.
POV di Harry.
“Sarai solo per il resto della tua vita, e per questo, mi dispiace per te. Io andrò avanti, troverò un uomo gentile che mi tratterà nel modo in cui avresti dovuto trattarmi tu, e ci sposeremo e avremo dei figli, e io sarò felice.”
Le sue parole continuano a ripetersi nella mia mente. So che ha ragione, ma non voglia che la abbia. Non mi è mai dispiaciuto restare da solo fino ad ora, ora so cosa mi perdo.
“Ci stai?” La voce di Jace irrompe tra i miei pensieri confusi.
“Uh, cosa?” Chiedo. Avevo quasi dimenticato che sto guidando.
Lui alza gli occhi al cielo e fa un tiro dalla canna.
“Ti ho chiesto se ci stai, andiamo da Zayn.” Si ripete.
“Non lo so..” Mi lamento.
“Perché no? Devi smetterla di essere una tale femminuccia. Te ne vai in giro tutto depresso come un fottuto bambino.” Mi dice e io gli lancio un’occhiata. Se ieri notte fossi riuscito a dormire, allungherei un braccio e lo strozzerei.
“Non è vero.” Mi difendo.
“Oh, sì che è vero, amico, hai bisogno di ubriacarti e trovarti una da scopare stasera. Sono sicuro che lì ci sarà qualche ragazza facile.”
“Non ho bisogno di trovarmi una da scopare.” Non voglio nessuna se non lei.
“Beh, forza, portaci da Zayn. Se non vuoi scopare, almeno vieni a bere qualcosa.” Dice.
“Non hai mai voglia di fare di più?” Gli chiedo e lui mi guarda come se mi fossero cresciute le corna.
“Che?”
“Lo sai, non ti scocci di andare alle feste e scoparti una ragazza diversa tutto il tempo?”
“Woah, woah.. stai peggio di quanto pensassi. L’hai presa male, amico.”
“No, non è vero. E’ tanto per dire. Fare sempre la stessa merda stufa.” Lui non sa quanto è bello stendersi a letto e far ridere Tessa, non sa quanto è divertente ascoltarla divagare sui suoi romanzi preferiti, fare in modo che mi picchi quando ci provo con lei. Tutto questo è molto meglio di qualsiasi festa a cui lui è stato o mai starà.
“Ti ha davvero fatto male. Fa schifo, eh?” Ride.
“Non mi ha fatto male.” Mento.
“Come no..” Butta il resto della canna fuori dal finestrino.
“Però è single, giusto?” Dice e io stringo il volante.
“Sto scherzando.” Ride. “Volevo solo vedere quanto ti saresti incazzato.” Ride ancora più forte.
“Vaffanculo.” Brontolo e mi dirigo verso casa di Zayn.
POV di Tessa.
“La tua camera è in fondo al corridoio della nostra suite.” Mi dice Kimberly quando arriviamo all’hotel.
Il Quattro Stagioni di Seattle è l’hotel più bello che abbia mai visto. Kimberly praticamente mi trascina lungo il corridoio mentre io cerco di osservare tutti i bellissimi dettagli.
“Ecco la tua camera, dopo che avrai disfatto i bagagli, ci incontreremo nella nostra suite per ripassare l’itinerario del fine settimana, anche se so che tu l’hai già fatto. Dovresti cambiarti, perché penso davvero che dovresti indossare quel vestito stasera, quando usciamo.” Mi fa l’occhiolino e mi lascia da sola nella mia stanza d’albergo.
Le differenze tra l’hotel in cui sono stata e questo, sono immense. Uno dei dipinti all’ingresso qui, probabilmente costa più di tutto l’hotel in cui sono stata la scorsa notte. La vista dalla mia finestra è incredibile, Seattle è proprio una bella città. Riesco ad immaginarmi a vivere qui, in un appartamento all’interno di un grattacielo, con un lavoro alla casa editrice di Seattle o anche alla Vance, dal momento che apriranno un nuovo ufficio proprio qui. Sarebbe stupendo. Vorrei poter mandare avanti il tempo.
Mi cambio e indosso una gonna nera pastello e una maglietta lilla, dopo aver appeso i vestiti per il fine settimana. Sono emozionata per la conferenza di stasera e di domani, ma nervosa per l’uscita. So che ho bisogno di divertirmi un po’, ma continuo a sentirmi vuota a causa del danno che Harry ha creato nella mia vita.
Quando arrivo nella suite di Kimberly e Christian, sono le cinque. So che dobbiamo essere giù nella sala banchetti per le sei.
“Questa stanza è.. wow.” Dico mentre Kimberly mi guida all’interno.
La suite ha un salotto suo e un soggiorno separato. Sembra più grande di tutta la casa di mia madre.
“Non è male.” Ride Christian e si versa un bicchiere di quella che sembra acqua.
“Abbiamo ordinato il servizio in camera, quindi possiamo mangiare qui prima di andare di sotto, dovrebbe arrivare a minuti.” Mi dice Kimberly e io sorrido e la ringrazio. Non mi ero resa conto di quanta fame avessi finché non ha menzionato il cibo. Non ho mangiato per niente oggi.
“Sei pronta ad annoiarti a morte?” Mi chiede Trevor, appena apparso dal soggiorno.
“Per me non sarà noioso.” Sorrido, facendolo ridere.
“Potrei non voler lasciare questo posto.” Aggiungo e lui mi sorride.
“Neanche io.” Dice.
“Lo stesso vale per me.” Dice Kim e Christian scuote la testa.
“Ci si potrebbe organizzare, amore.” Le mette la mano sulla schiena e io distolgo lo sguardo dal gesto intimo.
“Dovremmo spostare l’ufficio principale qui e trasferirci tutti.” Scherza Kimberly, almeno penso stia scherzando.
“Smith amerebbe Seattle.” Dice Christian.
“Smith?” Chiedo, e poi ricordo che Christian ha un figlio.
“Mio figlio, è un nome strano, lo so.” Ride e si appoggia a Kimberly. Dev’essere così bello essere in una relazione amorevole e fidata.
“E’ bellissimo.” Sorrido. E’ un nome davvero carino, diverso, ma non esageratamente pazzo.
“Dobbiamo solo pensarci.” Le dice e lei sorride prima di dargli un bacio sulla guancia.
Trevor ha lo stesso sguardo adulatorio che io sento dentro per loro. Invidio anche Kimberly, non un’invidia dannosa, ma comunque invidia. Nella sua vita ha un uomo a cui ovviamente importa di lei e farebbe qualsiasi cosa per renderla felice. E’ fortunata.
Dopo aver mangiato, ci dirigiamo di sotto e vengo catapultata in una grande sala conferenze piena di gente che ama i libri, è il paradiso. Incontro un sacco di persone interessanti e prendo tantissimi appunti.
“Network. Network. Network. Si tratta sempre del networking.” Mi dice Christian e mi presenta a quasi ogni singola persona nella stanza. La cosa migliore è che non mi presenta come sua stagista e mi tratta come un’adulta, tutti mi trattano come un’adulta.

POV di Harry
“Bene, bene, bene, guarda chi c’è.” Molly alza gli occhi al cielo quando io e Jace entriamo nell’appartamento di Zayn.
“Già ubriaca?” Le dico.
“Quindi? Sono le cinque passate.” Dice e io scuoto la testa.
“Fatti un bicchierino con me.” Suggerisce e prende una bottiglia contenete un liquore marrone dal bancone e due bicchierini.
“Va bene. Uno solo.” Mi lamento e lei sorride, prima di riempirli.
Dieci minuti più tardi, mi ritrovo a guardare la galleria del mio telefono. Vorrei averla lasciata fare più foto di noi insieme, così ne avrei di più da guardare adesso. L’ho presa male, come ha detto Jace. Mi sento come se stessi perdendo lentamente la testa a causa sua e la parte più incasinata, è che non mi interessa quanto impazzisco, finché questo mi aiuta ad avvicinarmi di nuovo a lei.
“Io sarò felice.” Ha detto. So che non l’ho resa felice, ma potrei. Allo stesso tempo, non è giusto da parte mia continuare ad infastidirla. Le ho fatto aggiustare la macchina perché non volevo che se ne preoccupasse lei. Sono contento di averlo fatto, perché altrimenti non avrei mai saputo che stava andando a Seattle, se non avessi chiamato Vance per assicurarmi che avesse un passaggio al lavoro. Perché non me l’ha detto? Quel cazzone di Trevor è con lei, quando ci dovrei essere io. So che gli piace e riuscivo a vedere che lei non gli era indifferente. Lui è esattamente ciò di cui ha bisogno, sono molto simili. A differenza mia e sua. Lui potrebbe renderla felice. Il pensiero mi fa incazzare e mi fa venir voglia di sbattergli la testa contro una finestra, ma forse devo darle spazio e darle la possibilità di essere felice. Ieri ha reso chiaro che non può perdonarmi.
“Molly!” La richiamo dal divano.
“Che?”
“Portami un altro bicchierino.” Le dico, facendola sorridere.

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