After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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108. Capitolo 108.

Entro nella sua auto e cerco di non far caso al familiare odore di Harry che riempie il piccolo spazio. Entra al posto del guidatore di fianco a me e accende l’auto.
“Hai freddo?” Mi chiede.
“Sì.” Rispondo e lui accende il riscaldamento.
“Non hai il diritto di venire qui.” Gli dico, ricordando a me stessa che non dovrei essere in macchina con lui.
“Non mi avresti rivolto la parola in nessun altro modo.” Dice, come se il suo ragionamento non fosse completamente folle. Tengo gli occhi focalizzati fuori dal finestrino.
“Come ho detto, ti sto evitando per una ragione, Harry.”
“Lo so, piccola, mi manchi tantissimo.”
Il mio cuore batte più forte alla parola ‘piccola’, ma lo ignoro.
“Mi hai vista appena ieri, e smettila di chiamarmi così. Gira qui, l’hotel è proprio all’angolo.”
“Non posso credere che stai in un hotel.” Si passa la mano sui capelli.
“Già.. neanche io.”
“Puoi stare nell’appartamento, io starò nella casa della confraternita o qualcosa del genere.”
“No.” Per quando adorerei stare lì, non ho intenzione di fare retro marcia. Sono riuscita ad essere così forte, beh, più forte di quanto sapevo potessi essere, e non ho intenzione di rovinare questa cosa adesso.
“Smettila di fare la difficile.”
“La difficile? Non sei serio! Non dovrei neanche parlarti ora come ora! Non dovrei essere da nessuna parte che implichi la tua vicinanza!” Alzo la voce.
“Ti dispiace calmarti? Ora, cosa c’è che non va nella tua auto? E perché lui è rimasto qui?”
“Non so cosa c’è che non va nella mia auto.” Mi lamento. Non gli risponderò per quanto riguarda Trevor, non sono affari suoi.
“Le darò un’occhiata.” Afferma e parcheggia l’auto a fianco alla mia.
“No, chiamerò qualcuno. Vattene a basta.” Scendo dall’auto. Sono sicura che potrebbe trovare il problema e risolverlo facilmente, ma non voglio che lo faccia. Si comporta come se non fosse successo niente e questo mi fa infuriare.
“No, ho detto che le darò un’occhiata.” Risponde rudemente, e io alzo gli occhi al cielo. Sto cercando di concentrarmi su una sola emozione verso di lui, la rabbia. Se non sono arrabbiata, allora sarò triste e non voglio essere un disastro singhiozzante davanti a lui. Non di nuovo.
Esce dall’auto e io vado verso l’ufficio per prenotare la stanza per un’altra notte. Ovviamente sento gli stivali di Harry fare un rumore acquoso nei residui di neve sull’asfalto. Quando apro la porta, suona una campanella, spaventando chiaramente il piccolo uomo dietro il bancone.
“Un’altra notte?” Chiede mentre Harry entra dietro di me.
“Tessa, non devi restare di nuovo qui. Io non resterò nell’appartamento, vacci tu, io starò da qualche altra parte.” Dice.
Lo ignoro e l’impiegato guarda avanti e indietro tra noi due.
“Sì, un’altra notte.” Rispondo e gli passo la mia carta di credito.
Harry mi afferra la mano, ma io la strappo via prima che possa farci qualsiasi cosa. Posso dire che l’impiegato si sente a disagio ad assistere al nostro scambio, cerca di guardare ovunque tranne che verso di noi.
“Ti dispiace smetterla.” Ringhio, e Harry alza gli occhi al cielo.
“Per te è una specie di gioco, vedere quanto riesci a rendermi miserabile?” Gli chiedo, e lui fa un passo indietro come se l’avessi spinto. Non voglio fare una scenata nell’ingresso di un albergo, ma lo farò se devo.
“No, non è quello che sto facendo, come puoi pensare una cosa del genere dopo tutto quello che ho fatto?”
“Esattamente, lo penso proprio dopo tutto quello che hai fatto.” Dico, quasi ridendo per della sua scelta di parole.
“Beh, non è la mia intenzione. Voglio solo che mi parli. So che possiamo risolvere la cosa.” Mi dice. Non so cosa dire, perché non so se sta dicendo la verità. Ha fatto così tanti giochetti con me sin dall’inizio che non so più dire cosa è reale.
“Ecco a lei.” Dice l’impiegato e mi passa la ricevuta e una nuova chiave magnetica.
“Grazie.” Dico, quanto più educatamente riesco.
“So che anche io manco a te.” Dice quando torniamo fuori. Le sue parole mi fanno bloccare nei miei passi.
“E’ questo quello che vuoi sentire? Che mi manchi? Ovvio che mi manchi, mi manchi ogni secondo di ogni giorno, ma sai una cosa? Non sei davvero tu che mi manchi, è la persona che credevo tu fossi e ora che so chi sei davvero, non voglio averci niente a che fare con te!” Grido.
“Hai sempre saputo chi sono davvero! Sono stato me stesso tutto il tempo, lo sai!” Urla in risposta.
Perché non possiamo semplicemente parlare senza urlarci contro? Mi fa diventare pazza, ecco perché.
“No, non lo so, se lo sapessi..” Mi fermo prima di ammettere che lo perdonerei. Cosa voglio fare e cosa so dovrei fare, sono due cose completamente diverse.
“Cosa?” Mi chiede. Ovviamente.
“Niente, te ne devi andare.”
“Tess, non sai come sono stati gli ultimi giorni per me. Non riesco a dormire, neanche il mio corpo funziona senza di te. Ho bisogno di sapere che c’è una possibilità che noi potremmo..” 
Lo interrompo prima che possa finire.
“Com’è stato per te? Come puoi essere tanto egoista? Come pensi che sia stato per me, Harry? Immagina come ci si sente a vedere la tua vita essere fatta completamente a pezzi nel giro di qualche ora! Immagina come ci si sente ad amare talmente qualcuno a cui dai tutto, solo per scoprire che era tutto un gioco, una scommessa! Come credi ci si senta!” Faccio un passo verso di lui.
“Come pensi ci si senta a perdere la reazione con mia madre per qualcuno a cui non potrebbe fregare di meno di me!! Come pensi ci si senta a stare in una dannatissima stanza d’albergo da sola, quando solo pochi giorni fa, vivevo nell’appartamento dei miei sogni con qualcuno di cui mi fidavo! Come pensi ci si senta a provare a superare la cosa quando tu continui ad apparire da tutte le parti! Proprio non sai quando smettere!”
Lui non dice niente, quindi io continuo col mio discorso. Una parte di me pensa che sono troppo dura con lui, ma lui mi ha tradita nel peggiore dei modi possibili e la cosa peggiore di tutto ciò, è che lo amo più del mio respiro.
“Quindi non te ne stai lì a dirmi che per te è stata dura, perché sei stato tu a fare tutto! Sei stato tu a rovinare tutto, cazzo! Proprio come sempre, quindi sai cosa, non mi dispiace per te.. anzi, sì. Mi dispiace per te perché tu non sarai mai felice. Non troverai mai qualcuno che ti ami come ho fatto io, io ti avrei dato tutto.. anche più di quanto ti avevo già dato. Avrei fatto qualsiasi cosa per te e tu hai rovinato tutto. Sarai solo per il resto della tua vita, e per questo, mi dispiace per te. Io andrò avanti, troverò un uomo gentile che mi tratterà nel modo in cui avresti dovuto trattarmi tu, e ci sposeremo e avremo dei figli, e io sarò felice.” Sono senza fiato dopo il mio lungo monologo e Harry mi sta guardando con gli occhi rossi e la bocca aperta.
“Sai qual è la parte peggiore di tutto ciò? Che tu mi avevi avvisata, avevi detto che mi avresti rovinata e io non ti ho ascoltato.” Cerco disperatamente di fermare le mie lacrime, ma non ci riesco. Scendono senza pietà lungo il mio viso, insieme al mascara, facendomi bruciare gli occhi.
“Mi.. mi dispiace. Me ne vado.” Dice a voce bassa. Sembra completamente e assolutamente sconfitto, proprio come volevo io, ma non mi soddisfa come pensavo.
Avrei potuto perdonarlo all’inizio, se me l’avesse detto, anche dopo che eravamo andati a letto insieme, ma invece lui me l’ha nascosto, ha offerto soldi alle persone, minacciato e picchiato Zayn, e cercato di intrappolarmi facendomi firmare un contratto d’affitto con lui. La mia prima volta nell’essere intima con qualcuno è qualcosa che non dimenticherò mai, e grazie a lui, il ricordo sarà sempre annebbiato dalle terribili intenzioni dietro le sue azioni.
Resto in silenzio mentre entra in macchina ed esce dal parcheggio. Mi affretto nella camera e sbatto la porta dietro di me. Mi ci appoggio contro e cerco di respirare tra i singhiozzi, ci rinuncio e scivolo verso il pavimento, lasciando che il dolore si impadronisca di nuovo di me.
Quando il sole è ormai tramontato, mi costringo a rialzarmi e a fare una doccia calda, troppo calda. L’espressione di Harry mentre si allontanava da me ed entrava in macchina è incisa nella mia mente. Vedo il suo viso bellissimo ma torturato, ogni volta che chiudo gli occhi. Questo è ciò che voglio però, non posso fidarmi di lui e non voglio avere una relazione unilaterale. Non voglio dover dubitare di ogni cosa che fa o dice.
Il mio telefono non ha suonato neanche una volta da quando se n’è andato. Preparo il borsone per Seattle e mi assicuro di spuntare tutto quello che c’è sulla lista. Sarebbe stato così bello andare a Seattle con Harry, se fosse venuto alla conferenza con me. Avevo questa idea stupida ed ingenua che avremmo potuto far funzionare la cosa nonostante le nostre differenza e il suo temperamento.. beh, il temperamento di entrambi, avremmo potuto farla funzionare in qualche modo. Non so come riesco ad addormentarmi, ma succede.
……………….
Quando la sveglia suona alle sette, inizio ad entrare nel panico. Ho dimenticato di chiamare qualcuno per farmi aggiustare l’auto. Cerco il meccanico più vicino e lo chiamo. Probabilmente dovrò pagarlo di più perché mi tenga l’auto per il fine settimana, dal momento che non ci sarò, ma questa è l’ultima delle mie preoccupazioni ora come ora. Mi preparo, arricciando i capelli e truccandomi più del solito. Decido di indossare un vestito blu che non ho mai messo. L’avevo comprato perché sapevo che Harry avrebbe amato il modo il cui il materiale leggero stringe le mie curve. Il vestito in sé non è per niente rivelatore, l’orlo mi arriva giusto sopra le ginocchia e le maniche a metà braccia, ma è il modo in cui mi sta che lo fa sembrare quasi sexy. Odio il fatto che tutto mi faccia pensare a lui, mentre sto in piedi davanti allo specchio, penso a come mi guarderebbe con addosso questo vestito, il modo in cui le sue pupille si dilaterebbero e come si leccherebbe le labbra prima di tirare il piercing al labbro tra i denti, mentre mi guarderebbe controllarmi i capelli e il trucco un’ultima volta.
Un rumore alla porta mi riporta alla realtà e mi affretto verso di essa.
“Signorina Young?” Mi chiede un uomo in un uniforme blu da meccanico.
“Sono io, mi lasci prendere le chiavi.” Gli dico e lascio la porta leggermente aperta mentre le prendo dalla scrivania.
“Lì, la Corolla bianca.” Gli dico e lui guarda dietro di me.
“Corolla bianca?” Chiede. Apro di più la porta ed esco. La mia macchina non c’è.
“Che.. okay, mi lasci chiamare la reception per vedere se hanno fatto rimuovere la mia auto per averla lasciata qui ieri.” Dico. Che fantastico modo per iniziare la giornata.
“Salve, sono Tessa Young, della stanza trentasei, penso che avete fatto rimuovere la mia auto?” Cerco di essere gentile.
“No.” Dice l’impiegato attraverso il telefono.
“Uh, beh, allora deve essere stata rubata o qualcosa del genere.” Mi gira la testa. Se qualcuno mi ha rubato l’auto, sono più che fottuta. E’ quasi ora che vada via.
“No, il suo amico è venuto a prenderla stamattina.”
“Il mio amico?”
“Sì, quello con.. tutti i tatuaggi e roba del genere.” Dice piano, come se Harry potesse sentirlo davvero.
“Che?” So cosa ha detto, ma non posso evitare di chiederlo di nuovo.
“Sì, è venuto stamattina con un carro attrezzi, circa due ore fa.” Dice.
“Grazie.” Borbotto e attacco.
“Mi dispiace tantissimo, qualcuno ha già portato la mia auto da un altro meccanico. Non lo sapevo, mi dispiace averle fatto sprecare tempo.” Dico all’uomo, ma lui mi sorride e mi assicura che non fa niente.
Voglio chiamare Harry ed urlargli contro, adesso non ho modo di arrivare a lavoro per incontrare tutti e partire per Seattle. Proprio mentre sto per chiamare Kimberly, un’auto nera entra nel lotto e parcheggia davanti alla mia camera. Il finestrino si abbassa e vedo i capelli biondi di Kimberly.
“Buongiorno!” Sorride e io sospiro, sollevata. So che Harry deve aver chiamato il signor Vance per assicurarsi che avessi un passaggio al lavoro.. questo significa che Harry sa che andrò a Seattle? E se è in macchina? Inizio ad entrare di nuovo nel panico. Prendo la borsa e apro la portiera. Per fortuna, ci sono solo Kim, Christian e Trevor dentro la spaziosa auto. L’autista esce e mette il mio borsone nel portabagagli.
“Pronta per la tua fuga del fine settimana?” Sorride Trevor.
“Più di quanto tu possa immaginare.” Gli dico con un sorriso.

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