After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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107. Capitolo 107.

POV di Harry.
“Dove sei, Styles?” Esplode la voce dell’uomo.
“L’ho visto andarsene dal bar, so che è qui.” Dice la voce di un altro.
Il pavimento è freddo quando scendo dal letto per vedere chi c’è. All’inizio pensavo fosse mio papà con i suoi amici, ma ora so che non così.
“Esci fuori, esci fuori, ovunque tu sia!” Urla la voce più profonda e si sente uno schianto.
“Non è qui.” Dice mia mamma, quando raggiungo il fondo delle scale.
“Oooh, guarda cosa abbiamo qui. Chi lo sapeva che Styles avesse una moglie tanto scopabile.” Dice l’uomo alto e afferra mia madre dal braccio per tirarla via dal divano.
“Per favore.. non è qui. Se vi deve dei soldi, vi darò tutto quello che ho. Potete prendere qualsiasi cosa che è in casa, anche la televisione.” Dice mia mamma a un uomo con un grande bua in testa.
“Una televisione? Non voglio una dannata televisione.”
“Ho dei gioielli, non molti, ma per favore..” Dice.
“Chiudi quella cazzo di bocca!” Dice e le da uno schiaffo.
“Mamma!” Urlo e corro nel salotto.
“Harry.. va’ di sopra!” Mi dice, ma non ho intenzione di lasciare la mia mammina con questi uomini cattivi.
“Vattene da qui, stronzetto.” Mi dice uno degli uomini.
“Vedi, stronza, il problema è che tuo marito mi ha fatto questo.” Si indica la bua. “E dal momento che lui non è qui, tu ne farai le veci.” Sorride e lei scalcia una gamba.
“Harry, piccolo, vai di sopra.. Ora!” Urla verso di me. Perché la mia mammina è arrabbiata con me?
“Penso che voglia guardare.” Dice l’uomo alto e la spinge sul divano.
Mi sveglio di soprassalto e mi siedo. Cazzo. Continuano a tornare, ogni notte è peggio della precedente. Mi ero così abituato al fatto che non venissero più, che riuscissi a dormire. Grazie a lei, era tutto grazie a lei. Ma eccomi qui alle quattro del mattino con delle lenzuola insanguinate a causa delle mie nocche ferite e un mal di testa assassino a causa degli incubi e della mancanza di sonno.
Mi occuperò più tardi delle lenzuola, ora come ora, voglio chiudere gli occhi e fingere che lei sia qui, sperando che il sonno torni.
………………………………………………………………………………………
“Tess, piccola, svegliati.” Mi sussurra Harry all’orecchio mentre tocca con le labbra la pelle giusto al di sotto.
“Sei così bella quando ti svegli.” Si complimenta e io sorrido, tirandolo dai capelli per guardarlo negli occhi.
Struscio il naso contro il suo, facendolo ridacchiare. “Ti amo.” Dice e preme le labbra sulle mie, solo che non riesco a sentirle.
“Harry?” Chiedo, mentre svanisce.
Apro gli occhi di scatto mentre vengo trascinata di nuovo alla realtà. La stanza è buia pesta e per un momento mi dimentico dove sono. Sono in una stanza d’albergo, da sola. Prendo il telefono dal comodino e sono solo le quattro di mattina. Mi pulisco le lacrime dagli angoli degli occhi e li chiudo per provare a tornare da Harry, anche se è solo un sogno.

Quando finalmente mi sveglio di nuovo, sono le sette. Entro nella doccia e cerco di godermi l’acqua calda mentre mi rilassa. Mi asciugo i capelli e mi trucco, oggi è il primo giorno in cui sento di avere un aspetto decente. Devo uscire da questo.. casino che ho dentro. Devo fare come farebbe mia madre, dipingermi una faccia perfetta per mascherare ciò che c’è dentro. Quando finisco, sembro in qualche modo riposata e davvero molto carina. Mi arriccio i capelli e tiro il vestito bianco fuori dalla borsa e rabbrividisco. Meno male che nella stanza c’è un ferro da stiro. Fa freddo, troppo freddo per questo vestito che non mi arriva neanche alle ginocchia, ma non starò fuori a lungo. Scelgo di indossare semplici tacchi bianchi e prego di non scivolare sul ghiaccio una volta all’esterno. Poggio il vestito e i tacchi sul letto.
Prima di vestirmi, risistemo le borse. Spero che mia madre mi chiami con delle buone notizie sui dormitori. Se no, dovrò stare qui finché non succederà e questo consumerà i soldi che ho, velocemente. Magari dovrei cercare un posto per me. Potrei permettermi un piccolo appartamento vicino alla Vance, lontano dal campus. Devo portare i miei compiti ai professori oggi, dopo il lavoro, quasi dimenticavo. La mia mente è confusa ultimamente. Non scrivo sulla mia agenda da due giorni. Devo accendere il telefono per vedere se mia madre ha chiamato, ma ho paura di sentire la voce di Harry, invece. Mi ci è voluta tutta la mia forza per non restare ieri, e devo continuare ad andare avanti, non indietro.
Prendo le borse ed apro la porta, la neve si è per lo più sciolta sotto il sole mattutino. Grazie a Dio. Proprio appena apro la porta della mia auto, Trevor esce dalla sua stanza a due porte dalla mia.
“Ti avrei aiutato a prenderle.” Mi saluta. Indossa un completo nero e una cravatta verde, è bello.
Ieri sera, dopo che abbiamo mangiato la pizza, abbiamo guardato un po’ di televisione e condiviso storie del college. Lui aveva molte più storie di me, dal momento che si è già laureato e mi è davvero piaciuto ascoltare come potrebbero essere o dovrebbero essere state le mie esperienze. Non sarei dovuta andare alle feste con gente come Harry, mi sarei dovuta trovare un piccolo ma vero gruppo di amici. Sarebbe stato talmente diverso, molto migliore. Se n’è andato verso le nove e io mi sono costretta a dormire.
“Hai dormito bene?” Mi chiede e prende un mazzo di chiavi dalla tasca. Con un click, la BMW si accende.
Ovvio che ha una BMW. “La tua auto si accende da sola?” Rido.
“Beh, l’accende questa cosa.” Alza la chiave.
“Carino.” Sorrido.
“Comodo.” Ritorce.
“Stravagante?”
“Un po’” Ride. “Ma comunque molto comodo.”
“Sei bellissima oggi, come al solito.” Si complimenta mentre sistemo le borse in macchina.
Dalla reazione di Harry nel vedermi indossare questo vestito, questa è diventata la mia preferita.
“Grazie, si congela.” Dico ed entro al posto del guidatore.
“Ci vediamo a lavoro.” Dice ed entra nella sua macchina mentre accendo la mia.
Giro la chiave e click.. click.. click.. provo di nuovo, ma lo stesso risultato.
“Posso avere una cavolo di pausa!” Dico ad alta voce e colpisco il volante con le mani.
Provo ad accendere l’auto per la terza volta, ma non succede niente, neanche il rumorino di prima. Guardo fuori e per fortuna, Trevor è ancora seduto in auto. Abbassa il finestrino e non posso fare a meno di ridere della mia stessa sventura.
“Pensi di potermi offrire un passaggio?” Gli chiedo e lui annuisce.
“Certo. Andiamo nello stesso posto.” Ride ed entro nella sua auto.
Non posso evitare di accendere il telefono durante il breve tragitto verso la Vance. Sorprendentemente, non ho nuovi messaggi da Harry, ne ho alcuni vocali, ma non so se sono suoi o di mia mamma.
Scelgo di non ascoltarli, piuttosto scrivo a mia mamma per chiederle dei dormitori. Trevor mi lascia alla porta, così che non devo camminare nel freddo. Lo ringrazio e gli auguro buona giornata prima di entrare.
“Sembri rinvigorita.” Mi sorride Kimberly mentre prendo una ciambella.
“Mi sento un po’ meglio. Più o meno.” Le dico e mi verso una tazza di caffè.
“Sei pronta per domani? Non vedo l’ora di andarmene da qui per il fine settimana, a Seattle ci sono dei negozi fantastici e so che mentre Christian e Trevor fanno i loro incontri, riusciremo a trovare delle cose da fare. E’ uhm.. hai parlato con Harry?” Mi chiede.
“No, mi sono presa la mia roba ieri.” Le dico e lei si acciglia
“Mi dispiace, ragazza. Sarà più facile col passare del tempo.” Mi dice, e spero abbia ragione.
La giornata passa più velocemente di quanto mi aspettassi e finisco prima il manoscritto di questa settimana. Sono emozionata di andare a Seattle e spero di poter togliermi Harry dalla testa, anche se solo per poco tempo. Lunedì è il mio compleanno e non posso dire di non vedere l’ora che arrivi. Se le cose non fossero andate in declino così velocemente, starei andando con Harry in Inghilterra martedì. Non voglio neanche passare il Natale con mia madre, si spera che per allora sarò tornata ai dormitori, così magari riuscirò a pensare a una buona scusa per non andare da lei. So che è Natale e che è orrendo da parte mia, ma non sono esattamente dell’umore per le feste. Si spera che dopo questo fine settimana lo sarò, però. Mia madre mi scrive mentre la mia giornata vola via, dicendo che non ha saputo niente dei dormitori. Grandioso. Almeno manca solo un’altra notte prima del viaggio a Seattle. Essere una senzatetto non è per niente divertente.
Mentre mi preparo per andare via per la giornata, ricordo di non aver guidato io. Spero che Trevor non sia già andato via. Potrei tornare all’hotel a piedi, se così fosse, ma fa schifosamente freddo fuori.
“Ci vediamo domani, ci incontriamo qui e l’autista di Christian ci porterà a Seattle.” Mi dice Kimberly.
Christian ha un autista? Ovviamente, sono abbastanza sicura sia milionario. Se no, ci è molto vicino. La casa editrice Vance ha molto successo e continua a crescere e crescere. Quando esco dall’ascensore, Trevor è seduto su uno dei divani neri nell’ingresso, il contrasto tra il divano nero, il suo completo nero e i suoi occhi blu, è molto affascinante.
“Non sapevo se avevi bisogno di un passaggio o no e non volevo disturbarti nel tuo ufficio.” Mi dice.
“Grazie, lo apprezzo davvero. Chiamerò qualcuno per la mia auto quando torno in hotel.” Fuori fa leggermente più caldo di stamattina, ma si congela comunque.
“Posso aspettare con te, se vuoi, il mio impianto idraulico è a posto adesso, quindi non resterò ancora in hotel, ma aspetterò con te se..” Smette di parlare all’improvviso e i suoi occhi diventano selvaggi.
“Cosa?” Chiedo è seguo il suo sguardo, per vedere Harry in piedi a fianco alla sua auto nel parcheggio, a fissare rabbiosamente me e Trevor.
Mi manca di nuovo il fiato. Com’è possibile che continui a peggiorare?
Per quanto mi faccia male vederlo, sono incazzata. Perché è qui?
“Harry, che ci fai qui?” Chiedo quando inizia a camminare verso di noi.
“Beh, non rispondi alle mie chiamate, quindi non avevo molta scelta, no?” Urla.
“Non ho risposto per una ragione, non puoi presentarti sul mio posto di lavoro!” Urlo in risposta. Trevor sembra a disagio e intimidito dalla presenza di Harry, ma resta a fianco a me.
“Sei pronta?” Mi chiede.
“Pronta per cosa?” Gli occhi di Harry sono selvaggi.
“Mi porta all’hotel, la mia macchina non partiva.”
“Hotel!” Harry praticamente urla.
“Oddio, non in quel senso! Siamo stati nello stesso hotel ieri notte.” Gli dico, e realizzo che così non sembra per niente meglio. Prima di riuscire a fermarlo, Harry ha messo le mani addosso a Trevor, tenendolo dal colletto della camicia mentre lo sbatte contro un furgone rosso.
“Harry! Smettila! Lascialo! Non eravamo nella stessa stanza!” Spiego. Il motivo per cui gli sto dando delle spiegazioni, non lo riesco a capire, ma non voglio che faccia del male a Trevor.
Harry lascia i vestiti di Trevor, ma gli resta comunque praticamente addosso.
“Allontanati da lui, per favore.” Gli prendo la spalla, e si rilassa leggermente.
“Sta’ lontano da lei.” Sputa. La faccia a pochi centimetri da quella di Trevor.
Trevor ha il viso pallido e, ancora una volta, ho trascinato qualcun altro in questo casino che non merita di esistere.
“Mi dispiace tantissimo.” Dico a Trevor.
“Non fa niente, hai ancora bisogno di un passaggio?” Mi chiede.
“No, non ne ha bisogno.” Harry risponde per me.
Peso le mie opzioni e so che se entro nell’auto di Trevor, Harry trascinerà sicuramente uno dei due fuori, probabilmente me.
“Sto bene, grazie comunque.” Sospiro e cammino rabbiosamente verso l’auto di Harry.

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