After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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105. Capitolo 105.

“Tessa, che ci fai qui?” Mi chiede e io mi strofino gli occhi. So che ho un aspetto infernale, jeans larghi e felpa, il trucco sbavato di ieri e i capelli aggrovigliati. Guardo la ragazza in piedi dietro di lui e mi abbasso per prendere le borse dal pavimento. Harry sembra ricordarsi che la ragazza è lì e si gira per guardarla. “Puoi darci un minuto?” Le chiede e lei annuisce, prima di uscire dall’appartamento. “Non posso credere che sei qui.” Dice ed entra in cucina. Si toglie la giacca, rivelando una semplice t-shirt bianca. “Me.. me ne stavo giusto andando.” Riesco a dire. E’ perfetto, bellissimo. Proprio un bellissimo disastro. “Per favore, lascia che mi spieghi.” Mi supplica. I cerchi scuri sotto i suoi occhi sono anche più evidenti dei miei. “No.” Prendo di nuovo le borse, ma lui me le prende dalle mani e le ripoggia sul pavimento. “Due minuti, è tutto ciò che chiedo.” Due minuti sono troppo da passare con Harry, ma questa è la chiusura di cui so di aver bisogno in modo da poter andare avanti con la mia vita e non doverlo vedere mai più. Sospiro e mi siedo, cercando di trattenere qualsiasi verso che potrebbe tradire la mia facciata neutrale. Lui è chiaramente sorpreso quando lo faccio, e si siede difronte. “Di sicuro sei andato avanti velocemente.” Dico piano. “Che?” Dice, poi sembra ricordarsi della bruna. “Lei lavora con me, beh, per la mia stessa editoria, sua marito è di sotto con la loro figlia appena nata. E’ venuta per vedere l’appartamento, stanno cercando una nuova casa, quindi è venuta a vedere la disposizione del nostro.. del posto.” Spiega. “Ti trasferisci?” Chiedo. “No, non se tu resti, ma non vedo il senso di restare se non ci sei tu. Sto solo valutando le opzioni.” Dice. Sono leggermente sollevata, ma solo perché non ha intenzione di andare a letto con lei, non significa che non lo farà presto con qualcun’altra. Ignoro la fitta di dolore portata da Harry che mi parla dei trasferirsi, anche se io non sarò qui. “Pensi che porterei qualcuno nel nostro appartamento? Sono passati solo due giorni, è questo che pensi di me?” Mi chiede e io annuisco. Il dolore gli attraversa il viso e sospira. “Dove sei stata ieri notte? Sono andato da mio padre e non c’eri.” Dice. “Da mia madre.” “Oh.” Abbassa lo sguardo sulle sue mani. “Avete risolto tutto?” Chiede. “Questi non sono affari tuoi.” Scatto, guardandolo dritto negli occhi. “Mi manchi tantissimo.” Dice, facendomi mancare di nuovo il fiato. “Come no.” Nonostante il vortice di emozioni che sento dentro, non mi permetterò di crollare oltre davanti a lui. “E’ vero, Tessa, so che ho fatto una puttanata colossale, ma ti amo.” “Smettila, Harry, risparmia il tempo e l’energia. Non riuscirai ad ingannarmi, non più. Smettila e basta. Hai ottenuto quello che volevi, quindi perché non smetterla adesso?” “Perché non posso smetterla e basta, ti amo. Ho bisogno che mi dai un’occasione per farmi perdonare. Ho bisogno di te, Tessa. Ho bisogno di te. Anche tu hai bisogno di me.” Cerca di prendermi una mano, ma io la strappo via. “No, in realtà no. Io stavo bene prima che tu arrivassi nella mia vita.” “Stare bene non significa essere felice.” Dice. “Felice? E secondo te sono felice adesso?” Sbuffo una risata. Come si permette di dire che mi rende felice? “Lo eri, e potresti esserlo di nuovo se solo mi dessi un’altra opportunità.” “Hai avuto opportunità più che a sufficienza, Harry, non credo che capisci l’interezza di quello che mi hai fatto. Zayn mi ha detto che hai detto loro tutto, ogni dettaglio di quello che abbiamo fatto. Ti sarei dovuta stare lontana fin dall’inizio. Non commetterò di nuovo quest’errore.” “Non puoi startene qui seduta e dirmi che non credi che ti amo.” Non ha negato di aver detto loro tutto. Lo sapevo già, ma questo non rende meno dolorosa la sua confessione. “So che è così, era tutto un gioco per te. Mentre io mi innamoravo di te, tu mi pugnalavi alle spalle.” “Lascia che ti dimostri che ti amo, per favore. Farò qualsiasi cosa, Tessa. Qualsiasi.” Gli lacrimano gli occhi. “Mi hai già dimostrato abbastanza, Harry. L’unica ragione per cui sono qui seduta in questo momento, è perché devo a me stessa di ascoltare quello che hai da dire, così che posso andare avanti con la mia vita.” “Non voglio che vai avanti.” Dice. Voglio credergli, voglio perdonarlo, ma non posso. Non posso continuare a fare errori dopo errori con lui. “Avevi detto che non mi avresti mai lasciato.” La sua voce si spezza. Non mi fido di me stessa quando lui è in queste condizioni. “Avevo detto che non ti avrei lasciato se non mi avessi dato un ragione per farlo, e me l’hai data.” Ora ha perfettamente senso il fatto che era sempre preoccupato che lo lasciassi, sapeva che una volta che l’avessi scoperto, l’avrei fatto. “Non possiamo più farlo, io non posso più farlo. Mi fidavo di te. Harry, io mi fidavo di te con ogni fibra del mio essere. Dipendevo da te, ti amavo, mentre tu mi stavi usando fin dall’inizio. Hai una minima idea di come mi faccia sentire? Che tutti quelli intorno a me mi stessero prendendo in giro e ridendo alle mie spalle, te incluso, la persona di cui mi fidavo di più.” “Lo so, Tessa, lo so. Non so neanche da dove iniziare per dirti quanto mi dispiace. Non so cosa ci fosse di sbagliato in me quando ho messo in mezzo la scommessa, in primo luogo, pensavo sarebbe stato facile. Pensavo che saresti venuta a letto con me e poi sarebbe tutto finito. Ma tu eri così testarda e così.. intrigante, che mi sono ritrovato a pensarti anche quando non c’eri. Mi sedevo in camera mia e cercavo di tramare dei modi per vederti, anche se era solo per litigare. Sapevo che non era più solo una scommessa dopo la giornata al lago, ma non riuscivo ad ammetterlo. Ero combattuto e preoccupato per la mia reputazione, lo so che è incasinato, ma sono onesto. E quando dissi a tutti le cose che avevamo fatto, non dissi loro quello che avevamo fatto davvero.. non potevo farti una cosa del genere, anche all’inizio. Semplicemente mi inventavo delle merdate che non erano davvero successe e loro ci credevano.” Spiega. Alcune lacrime scendono dai miei occhi e lui allunga un braccio per asciugarle. Non mi sposto abbastanza in fretta e il suo tocco mi brucia la pelle. Mi ci vuole tutta la mia forza di volontà per non appoggiarmi al suo palmo. “Odio vederti in questo stato.” Mormora. Chiudo gli occhi e li riapro, volendo disperatamente fermare le lacrime. “Te lo giuro, iniziai a dire a Niall e Louis del lago, ma mi ritrovai ad irritarmi, persino ingelosirmi, all’idea che loro sapessero cosa ti avevo fatto.. come ti avevo fatta sentire, quindi dissi loro che mi avevi fatto.. beh, semplicemente mi inventai delle merdate.” Non so se il fatto che ha mentito su cosa facevamo è meglio, ma per qualche ragione, è un sollievo sapere che io ed Harry siamo le uniche persone a sapere davvero cosa è successo tra noi, beh, almeno i dettagli. Ma magari sta mentendo adesso, ed eccomi qui già pronta a credergli. Che diavolo c’è di sbagliato in me? “Anche se ti credessi, non posso perdonarti.” Gli dico. Sbatto gli occhi per scacciare le lacrime e lui si mette la testa tra le mani. “Non mi ami?” Chiede, guardandomi tra le mani. “Sì. Ti amo.” Ammetto. “Allora perché non puoi perdonarmi?” “Perché è imperdonabile, non hai solo mentito. Mi hai tolto la verginità per vincere una scommessa e hai mostrato alla gente il mio sangue su delle lenzuola. E’ una cosa che non potrò mai dimenticare.” “Ti ho tolto la verginità perché ti amo.” Dice e io scuoto la testa. “Non so più chi sono senza te.” Mi guarda di nuovo negli occhi, ma io distolgo lo sguardo. “Non avrebbe comunque funzionato, lo sappiamo entrambi.” Gli dico, nella speranza di sentirmi meglio. E’ difficile stare seduta difronte a lui e guardarlo soffrire, ma allo stesso tempo, vederlo soffrire, mi da sollievo. “E perché no? Stavamo andando alla grande.” “Tutto ciò che avevamo era basato su una bugia. Rallegriamoci che sia finita adesso invece di più tardi, quando avremmo investito di più. Guarda te e guarda me.” Dico, anche se non lo penso. Ho un’improvvisa sicurezza grazie al suo dolore. L’espressione sul suo viso quando uso la sua più grande paura sulla nostra relazione contro di lui, mi uccide, ma se lo merita. “E’ per Noah? L’hai visto, non è vero?” Chiede Harry e spalanco la bocca per la sua audacia. “Sì, l’ho visto, ma questo non ha niente a che fare col fatto che non voglio perdonarti. E’ questo il tuo problema, te ne vai in giro a fare alle persone quel diavolo che ti pare, senza interessarti del risultato e ti aspetti che a tutti stia bene e basta!” Urlo e mi alzo dal tavolo. “No, non è vero, Tessa!” Alza la voce e io alzo gli occhi al cielo. “Okay, forse è vero, ma stavolta mi importa del risultato.” Si alza. “Avresti dovuto pensarci mentre ti vantavi della tua conquista!” Gli urlo. “La mia conquista? Sei fottutamente seria adesso? Non sei una mia conquista, tu sei tutto per me! Sei il mio respiro, il mio dolore, il mio cuore, la mia vita!” Urla e fa un passo verso di me. Anche se sta urlando, questa è comunque la cosa più toccante che mi abbia mai detto. “Beh, è un po’ troppo tardi per questo!” Urlo in risposta. “Pensi di poter semplicemente..” Inizio a gridare di nuovo. Mi coglie di sorpresa quando avvolge una mano dietro al mio collo e mi attira a lui, facendo scontrare le sue labbra sulle mie. Il calore familiare e il gusto della sua bocca, mi portano quasi in ginocchio. La mia lingua si sta muovendo insieme alla sua prima che la mia mente possa accorgersi di quello che sta succedendo. Geme sollevato e io cerco di spingerlo via. Mi afferra i polsi in una mano e li tiene fermi contro il suo petto, mentre continua a baciarmi, io continuo a lottare per uscire dalla sua presa, ma la mia bocca continua a muoversi con la sua. Arretra e mi fa muovere con lui finché la sua schiena non è contro il bancone. L’altra sua mano è al lato del mio collo, tenendomi ferma. Tutto il dolore e l’angoscia dentro di me, iniziano a dissolversi e rilasso le mani nella sua. E’ sbagliato, ma talmente giusto. Ma sbagliato. Mi allontano e lui cerca di riconnettere le nostre labbra, ma io giro la testa. “No.” Dico e io suoi occhi si addolciscono. “Per favore.” Mi supplica. “No, Harry. Devo andare.” Dico e mi lascia i polsi. “Andare dove?” “Non.. non lo so ancora. Mia madre sta cercando di farmi risistemare al dormitorio.” Gli dico. “No.. no..” Scuote la testa. “Tu vivi qui, non tornare ai dormitori.” La voce frenetica. “Non posso restare qui.” “Sì, puoi. Se qualcuno deve andarsene, lo farò io. Solo, per favore, resta qui, così so dove sei.” Si passa le mani sui capelli. “Non hai bisogno di sapere dove sono.” Rispondo debolmente. “Devo andarmene.” Dico, quando non risponde. “Resta.” Ripete. Se devo essere completamente sincera con me stessa, voglio restare con lui. Voglio dirgli che lo amo più del mio stesso respiro, ma non posso. Mi rifiuto di essere tirata di nuovo in questa cosa ed essere quel tipo di ragazza che si fa fare quel di tutto dai ragazzi. Prendo le borse e dico l’unica cosa che lo tratterrà dal seguirmi, almeno spero. Potrebbe anche portarlo a volare giù dalle scale per seguirmi, e fare una scenata ancora più grande. “Noah e mia madre mi stanno aspettando, devo andare.” Mento, ed esco dalla porta. Non mi segue e non mi permetto di girarmi per vedere il dolore che so di aver causato.
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