After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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102. Capitolo 102.

I tergicristalli stridono contro la neve e il rumore mi fa venir voglia di darmi a testate contro il finestrino. Quello, e il fatto che la mia vita è appena crollata nel giro di minuti.
“Sei abbastanza calda?” Mi chiede e io annuisco.
“O parli adesso o mi riporti indietro.” Scatto.
Prende un respiro profondo e si passa una mano sulla peluria sul mento. “Okay.. cosa vuoi sapere?”
“Tutto, come è iniziata.” Onestamente, non voglio sapere neanche un altro dettaglio, ma lo devo a me stessa.
“Okay, sicura?” Mi chiede e io annuisco.
*Flashback*
“Perché deve venire di nuovo?” Chiese Molly al piccolo gruppo, prendendo un tiro della sua sigaretta.
“Perché è la compagna di stanza di Steph e a Steph piace per qualche ragione, quindi se la porta.” Spiegò Niall.
“Ma è una stronza totale, fottutamente super antipatica.” Si lamentò Harry, il che fece ridere Molly e appoggiarsi a lui. I capelli ancora leggermente arruffati per l’essere andata a letto con lui meno di un’ora prima.
“Però è sexy.” Aggiunse Niall.
“Sexy? No, per niente.” Sbuffò Harry, alzando gli occhi al cielo.
“E’ decisamente sexy, amico, me la scoperei in un attimo.” Disse Zayn.
“Ti piacerebbe, è una puritana totale, ovviamente. Voglio dire, chi è vergine al college?” Molly prese in giro la ragazza innocente per la quale non avrebbe mai ammesso la sua invidia.
“Forse è per questo che è talmente stronza, perché non è stata scopata opportunamente.” Disse Harry e si spostò di qualche centimetro da Molly, sperando non lo seguisse.
“Potrei doverlo fare io, allora.” Disse Zayn, cercando di far ridere tutti.
“Sì, giusto. Non potresti neanche se ci provassi.” Harry sfidò l’amico.
“E tu sì? Io avrei più possibilità di te!” Contrastò Zayn.
“Cosa mi sono perso?” Jace si sedette e prese una canna dalla tasca.
“Staph ha una completa snob come compagna di stanza e Zayn e Harry stanno litigando su chi potrebbe scoparsela per primo.” Lo informò Molly.
“Sai.. potremmo rendere la cosa molto più interessante. Ci stai?” Harry parlò a Zayn.
“Dipende.” Sorrise lui.
“Hmm.. okay, allora vediamo chi riesce a scoparsela per primo.” Harry alzò arrogantemente un sopracciglio.
“Non lo so..” Zayn iniziava a sentirsi un po’ in colpa per la ragazza che aveva incontrato una sola volta. Era carina e i suoi occhi grigi sembravano così puri e dolci.
“Andiamo, non fare la femminuccia. Non sarà così difficile, faremo un altro giro di obbligo o verità. Questo aprirà la strada, sarà semplice.” Spiegò Harry. Sapeva di poterla avere prima di Zayn, volava solo provarlo.
“E’ stupido, chi se ne fotte di chi può sverginare una ragazza qualunque?” Sbuffò Molly.
“Sei così convinto di riuscirci, ti do una settimana.” Disse Jace, passando la canna a Molly.
“Una settimana? Amico, quella è super stronza e già non andiamo d’accordo. Mi serve più di una settimana.” Puntò Harry.
“Quanto tempo? Due settimana? Guarda, se te la fai in un mese, ti do cinquecento.” Disse Zayn.
“Cinquecento dollari?” Molly era più che irritata da tutte le attenzioni che stava ricevendo quella ragazza, e non era nemmeno presente.
“E io ce ne aggiungo tre. Ottocento bigliettoni. Pensi di riuscirci?” Chiese Jace, con gli occhi iniettati di sangue.
“Ne dubito.” Niall stuzzicò l’amico e Harry accettò.
“Non ci starà con te, non sembra così stupida.” Parlò Zayn.
“Già. Quindi vogliamo delle prove quando ce l’avrai fatta.” Jace rise forte.
“Non mi sono mai scopato una vergine, deve essere divertente.” Sorrise Harry, facendosi rotolare il piercing al labbro tra le dita.
….
“Ci è voluto più di un mese.” Singhiozzo, appena Zayn finisce di spiegare.
“Lo so, continuava ad uscirsene con delle scuse e a chiedermi più tempo, e voleva abbassare la cifra che avrebbe dovuto ricevere. Era strano. Noi semplicemente pensavamo che fosse ossessionato dalla vittoria, tipo per dimostrare qualcosa. Una volta che Steph l’ha scoperto, si è incazzata e voleva che Harry rinunciasse, ma lui non cedeva. Era tutto ciò di cui parlava, poi il giorno in cui ti ho invitata al cinema, è uscito di testa. Dopo che ti ha riportato a casa, ha completamente dato di matto con me, dicendomi che ti dovevo stare lontano, ma io gli ho riso in faccia perché pensavo fosse ubriaco.” Zayn smette di parlare per un secondo e i suoi occhi studiano il mio viso.
“Vi ha.. vi ha detto del lago? E delle.. altre cose?” Trattengo il respiro mentre gli pongo la domanda.
La pietà nei suoi occhi mi risponde senza bisogno di parole.
“Oh, mio Dio.” Mi metto le mani in faccia.
“Ci ha detto tutto.. intendo tutto..” Dice a bassa voce.
Resto in silenzio e spengo il telefono. Non ha smesso di vibrare da quando ho lasciato il bar.
“Dov’è il tuo nuovo dormitorio?” Mi chiede Zayn e noto che siamo vicini al campus.
“Non vivo in un dormitorio, io ed Harry..” Riesco a stento a finire la frase. “Mi ha convinta ad andare a vivere con lui, proprio una settimana fa.”
“Non è vero.” Boccheggia Zayn.
“E’ vero. E’ talmente più che.. è proprio.. crudele.” Balbetto.
“Non sapevo che sarebbe arrivato a questi livelli, pensavo che una volta che avessimo visto.. sai, la prova.. sarebbe tornato al vedersi con una ragazza diversa ogni notte. Ma poi è scomparso, si è a stento avvicinato a noi, a parte l’altra sera quando è venuto alle banchine e ha cercato di convincere me e Jace a non dirtelo. A Jace ha offerto una cifra enorme di soldi per farlo stare zitto.”
“Soldi?” Dico. Harry non sarebbe potuto cadere più in basso.
“Sì, Jace gli ha riso in faccia ovviamente e gli ha detto che avrebbe tenuto la bocca chiusa.”
“E tu no?” Chiedo, ricordando le nocche rotte di Harry e la faccia di Zayn.
“Non esattamente.. gli ho detto che se non te l’avesse detto al più presto, l’avrei fatto io. A lui non è piaciuta l’idea, ovviamente.” Dice, sventolandosi una mano davanti al volto.
“Se ti fa sentire meglio, credo che gli importi di te.”
“Non è vero. E se anche fosse vero, non importa.” Dico e appoggio la testa contro il finestrino.
Ogni bacio e tocco è stato condiviso tra gli amici di Harry, ogni momento messo in vetrina. I miei momenti più intimi. I miei unici momenti intimi, non sono miei proprio per niente.
“Vuoi venire da me? Non lo intendo in modo invadente o raccapricciante. Ma ho un divano su cui potresti stare finché non.. risolvi le cose.” Mi offre.
“No, no, grazie. Puoi riportarmi alla mia auto?” Prego Dio che Harry sia andato via, o che non sia fuori almeno.
Zayn annuisce e per un momento la mia mente vaga tra i pensieri di come le cose sarebbero state diverse se non avessi appeso Zayn per Harry, dopo il falò. Non avrei mai commesso tutti questi errori catastrofici.
“Pensi sia ancora lì?” Gli chiedo, mentre ci avviciniamo.
“Non ne ho idea. Mi inseguirà, se è così.” Fa spallucce.
“Mi scuserei per essere al centro di questa situazione.. ma ve la siete creati da soli.” Dico onestamente. Zayn mi fa un po’ pena perché credo che avesse intenzioni migliori di Harry, ma le mie ferite sono troppo fresche per pensare a questo adesso.
“Lo so.” E’ tutto ciò che risponde ed entra nel parcheggio. Le macchine di tutti sono parcheggiate proprio dov’erano prima, tranne quella di Harry.
“Se non vuoi tornare al tua appartamento o hai bisogno di qualsiasi cosa, chiamami.” Mi offre e io annuisco, prima di uscire dalla sua auto e dirigermi verso la mia.
Il riscaldamento funziona meglio di quanto ricordassi e ne sono grata. Proprio mentre inizio a pensare di aver pianto ogni lacrima possibile, queste fanno ritorno. Non ho un posto in cui andare, voglio chiamare mia madre e andare a casa. Ma so come andrebbe, quindi preferisco piuttosto dormire in macchina. Non ho niente appresso, nessun vestito in più, nessuno spazzolino, niente. Mi aspettavo di tornare a casa.. all’appartamento, dopo aver trovato Steph. Mi ero anche aspettata di litigare con Harry su qualsiasi cosa avessi scoperto, ma non ne avevo la più pallida idea che sarebbe stato qualcosa del genere.
Non ho amici qui, solo quelli di Harry. Ho passato così tanto tempo, beh, sprecato così tanto tempo con Harry.
Liam è il mio unico amico, ma vive a casa del padre di Harry, non mi perdo l’ironia della cosa.
“Zayn!” Richiamo, ma è andato via.
Devo chiamare Liam, mi sento proprio una cretina. La più cretina.
Ingoio il mio orgoglio mentre la neve cade più forte e lo chiamo, gli chiederò di restare solo per una notte, poi cercherò un posto in cui stare.
Risponde al secondo squillo, e proprio come immaginavo, mi dice di andare da lui. Ovviamente, non gli ho detto il perché.
“Gesù, sta venendo giù il cielo, lì fuori.” Dice Liam, facendomi entrare velocemente. “Dov’è il tuo cappotto?” Mi riprende scherzosamente, poi indietreggia quando entro alla luce.
“Cosa è successo? Cosa ha fatto?” Capisce immediatamente che Harry ha fatto qualcosa. Sembra così ovvio, solo non a me.
I miei occhi studiano la stanza, sperando che Ken e Karen non siano di sotto.
“Tanto ovvio, eh?” Mi strofino sotto gli occhi.
“No.” Liam mente per il mio bene. So che non mi vorrebbe mai far sentire stupida, quindi sorride educatamente invece di dire ‘te l’avevo detto’. Mi tira tra le sue braccia e io mi strofino di nuovo gli occhi. Non ho più la forza, fisica o emotiva, di piangere. Sono andata oltre, molto oltre.
Liam mi prende un bicchiere d’acqua e mi dice di andare in camera ‘mia’ e io riesco a fargli un sorriso. L’istinto mi guida verso la porta di Harry, ma questo scuote il dolore che è così vicino all’esplodere, quindi mi giro e vado verso la stanza dall’altra parte del corridoio. Il ricordo di quando corsi difronte da Harry avendolo sentito urlare nel sonno, brucia mentre apro la porta. Liam si unisce a me qualche minuto dopo e si siede sul letto.
“Ne vuoi parlare?” Mi chiede gentilmente.
Annuisco. Anche se ripeterlo fa più male di averlo scoperto, è quasi liberatorio dirlo a Liam. Sapere che una persona non ne fosse davvero a conoscenza tutto il tempo.
“Non posso crederci! Che diavolo c’è di sbagliato in lui! E io che pensavo che stesse diventando quasi.. decente.. e lui fa questo!” Appena finisce di parlare, fa scattare la testa di lato.
Sento quello che sta sentendo anche lui: passi che corrono sulle scale. Non semplici passi, ma passi pesanti, affrettati.
“E’ qui.” Diciamo entrambi e per un secondo penso di nascondermi nell’armadio.
“Vuoi vederlo?” Mi chiede Liam e io scuoto freneticamente la testa.
“Tessa!” La voce di Harry apre uno squarcio in me.
Qualche secondo dopo, la porta si apre, e io mi alzo dal letto. Non so cosa sto facendo, suppongo cercando di creare quanto più spazio tra noi è possibile.
“Tessa, grazie a Dio. Grazie a Dio sei qui.” Sospira e si passa le mani sui capelli.
Lo amo talmente tanto, che lo odio. Il petto mi fa male alla sua vista e distolgo lo sguardo, concentrandomi sul muro.
“Tessa, piccola. Ho bisogno che mi ascolti. Per favore, solo..”
Resto in silenzio e cammino verso di lui, vedo i suoi occhi illuminarsi di speranza e quando lo supero, la speranza scompare. Bene.
“Parlami.” Mi supplica, ma io scuoto la testa.
“No, non ti parlerò mai più!” Urlo.
“Non lo pensi davvero.” Dice.
“Sì, sì, invece, Harry.” Dico, credendoci davvero. “Va’ via da me!” Urlo, appena mi prende il braccio.
“Devi andartene.” Liam si mette tra noi e Harry serra la mascella.
“Liam tu devi fottutamente toglierti di mezzo.” Lo avvisa.
Liam rimane dov’è e Harry guarda me, poi di nuovo Liam. Lo conosco abbastanza bene da sapere che sta soppesando le opzioni, se vale la pena dare un pugno a Liam adesso, davanti a me. Sembra decidere di no e prende un respiro profondo.
“Per favore. Dacci un minuto.” Dice, cercando di restare calmo.
Liam mi guarda e io lo supplico silenziosamente di non farlo.
“Lei non vuole parlare con te.” Dice.
“Non mi dire quello che cazzo vuole!” Grida Harry e il suo pungo si connette con il muro, crepando e facendo sgretolare l’intonaco.
Salto all’indietro e inizio a piangere di nuovo. Non ora, non ora. Mi ripeto, cercando di tenere a bada le emozioni.
“Vai, Harry.” Urla Liam e Ken e Karen appaiono alla porta. Oh, no. Non sarei dovuta venire qui.
“Che diavolo succede?” Chiede Ken.
Nessuno risponde e Ken lo chiede di nuovo.
“Io sto cercando di parlare con Tessa e Liam non si fa i dannati affari suoi!” La voce di Harry è di nuovo alta. Ken guarda Liam, poi me.
“Cosa hai fatto Harry?” Il tono di Ken è cambiato da preoccupato a.. arrabbiato? Non posso dirlo con certezza.
“Niente! Cazzo!” Harry alza le mani in aria.
“Ha rovinato tutto, ecco cosa ha fatto, e ora Tessa non ha un posto in cui andare.” Dice Liam.
Voglio parlare, solo che non ho idea di cosa dire.
“Ha un posto in cui andare, può andare a casa. Dove deve stare, con me.” Dice Harry.
“Harry ha preso in giro Tessa per tutto il tempo. Le ha fatto cose indicibili.” Sbotta Liam e io mi faccio un po’ più piccola. Non so se volevo che Ken e Karen sapessero, ma probabilmente non li rivedrò mai più dopo stanotte, quindi immagino non faccia molta differenza.
“Vuoi andare con lui?” Mi chiede Ken e io scuoto la testa.
“Io non me ne vado da qui senza di te.” Harry fa un passo verso di me, ma io striscio via.
“Io penso tu debba andare, Harry.” Mi sorprende Ken.
“Scusami?” Il viso di Harry è di una profonda sfumatura rossa, che posso descrivere solo come rabbia.
“Sei fortunato che sono venuto a casa tua e ti permetti di cacciarmi?” Sbuffa una risata.
“Sono molto contento di come si è evoluta la nostra relazione ultimamente, figliolo, ma devi andartene. Qualsiasi cosa tu le abbia fatto, spero sia valsa la pena di perdere l’unica cosa bella che c’era per te.” Sputa Ken.
Non so se è stato a causa dello shock per le parole di Ken o solo che non se la sentiva più di combattere, ma mi guarda un’ultima volta, prima di lasciare la stanza.
“Mi dispiace tantissimo, me ne vado. Non volevo che niente di tutto questo succedesse.” Singhiozzo, appena sento sbattere la porta d’ingresso.
“No, resta finché ne hai bisogno. Sei sempre la benvenuta qui.” Dice Ken.
“Non volevo mettermi tra voi.” Mi sento orribile per il modo in cui Ken ha dovuto cacciare suo figlio.
“Tessa, io voglio bene ad Harry, ma penso che sappiamo entrambi che senza di te, non c’è niente tra cui mettersi.” Risponde.

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