After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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10. Capitolo 10.

“Ti ho chiesto che diavolo ci fai nella mia stanza.” Dice di nuovo Harry, duro proprio come la prima volta. Cammina a grandi passi verso di me e mi strappa il libro dalle mani, riponendolo sullo scaffale. La mia mente è in un vortice. Si schiarisce la voce e mi sventola una mano davanti alla faccia.
“Niall mi ha detto di portare Steph qui.” La voce a stento udibile. Si fa un passo piùvicino e rilascia un profondo sospiro. Indico il suo letto, portando i suoi occhi a seguire la mia mano. “Ha bevuto troppo e Niall ha detto..”
“Ti ho sentito la prima volta.” Mi interrompe. Si passa una mano tra i capelli, chiaramente agitato. Perché gli interessa così tanto se siamo nella sua camera? Aspetta..
“Fai parte di questa confraternita?” Gli chiedo. Non nascondo lo shock nella mia voce. Harry è ben lontano da come immagino i ragazzi delle confraternite.
“Sì.. quindi?” Chiede e si avvicina ancora di più. Lo spazio tra noi meno di mezzo metro. Cerco di indietreggiare, ma urto contro la libreria. “Ti sorprende, Theresa?”
“Smettila di chiamarmi Theresa.”
“E’ il tuo nome, non è vero?” Mi fa un mezzo sorrisetto, il suo umore in qualche modo più rilassato.
Sospiro e vado via da lui, non ho idea di dove sto andando, ma ho bisogno di allontanarmi da Harry prima che lo schiaffeggi. O pianga. E’ stata una lunga giornata, quindi più probabilmente piangerò prima di riuscire a schiaffeggiarlo. Ma forse riesco a fare entrambe le cose?
“Non può stare qua.” Dice mentre raggiungo la porta. Quando mi giro, ha il piccolo anello al labbro, tra i denti. Cosa gli ha fatto decidere di farsi un buco nel labbro e uno nel sopracciglio? Devono aver fatto male.
“Perché no? Pensavo che foste amici?”
“Lo siamo, ma nessuno sta in camera mia.” Dice e incrocia le braccia.
Sentendomi coraggiosa e infastidita, lascio uscire una risata. “Ohh.. capisco. Quindi solo le ragazze con cui pomici possono venire nella tua stanza?” Quando le parole lasciano le mie labbra, il suo sorriso cresce.
“Quella non era la mia camera. Stai cercando di dire che vuoi pomiciare con me? Non sei il mio tipo, scusa.” Dice e per qualche ragione, ferisce i miei sentimenti. Harry è ben lontano dal mio tipo, ma non glielo direi mai.
“Sei.. sei..” Non riesco a trovare le parole. I miei sentimenti sono feriti e io sono imbarazzata, infastidita ed esausta a causa della festa. Smetto di cercare di parlargli, non ne vale la pena. “Beh.. allora portala in un’altra stanza e io troverò un modo per tornare al dormitorio.” Gli dico e mi dirigo alla porta.
“Buonanotte, Theresa.” Dice e io sbatto la porta.
Non posso evitare le lacrime che mi scendono sulle guance quando raggiungo il fondo delle scale. Odio il college finora e non sono neanche iniziate le lezioni. Perché non potevo avere una compagna di stanza che fosse come me? Dovrei star dormendo ora, preparandomi per le lezioni di lunedì. Non appartengo a feste come questa, e ancora più certamente non è da me passare il tempo con questo tipo di persone. Mi piace Steph, ma non me la sento proprio di avere a che fare con queste feste e persone come Harry. Harry è un mistero per me, perché deve essere sempre così scortese? E perché ha tutti quei libri? Non è possibile che un coglione antipatico, irrispettoso, tatuato come Harry possa divertirsi a leggere quei libri meravigliosi. L’unica cosa che riesco a immaginarlo leggere, è il retro di una birra. Non sono neanche sicura di poter tornare al dormitorio, non ho idea di dove questa casa sia situata. Più penso alle mie decisioni di stasera, più divento frustrata e stressata.
Ci avrei davvero dovuto pensare di più, questo è esattamente il motivo per cui pianifico tutto: così cose del genere non succedono. Questa casa continua ad essere gremita e la musica è troppo alta. I capelli biondi di Niall e i suoi tatuaggi sono introvabili, e anche Zayn. Forse dovrei solo trovare una camera al piano di sopra e dormire sul pavimento? Ci sono almeno quindici camere lì sopra e forse sarò fortunata e nessuno entrerà. Ma ci penso meglio e decido che non è il caso. Nonostante gli sforzi per nascondere le mie emozioni, non ci riesco. Torno sopra, trovo il bagno e mi siedo sul pavimento con la testa tra le ginocchia e chiamo Noah di nuovo. Risponde al secondo squillo.
“Tess? E’ tardi, stai bene?” La sua voce intontita.
“Sì.. no.. sono andata ad una stupida festa con la mia compagna di stanza e ora sono bloccata in una confraternita senza nessun posto in cui dormire e nessun modo per tornare alla mia camera.” Singhiozzo. So che il mio problema non è ai livelli di vita o morte, ma sono più che delusa da me stessa per essermi infilata in questa situazione.
“Una festa? Con quella ragazza coi capelli rossi?” Sembra sorpreso.
“Sì.. ma si è addormentata.”
“Whoa, perché mai esci con lei? E’ così.. solo non qualcuno con cui dovresti passare il tuo tempo.” Dice e mi irrita. Volevo che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene, che domani è un nuovo giorno, qualcosa che non comprendesse il giudicarmi.
“Non è questo il punto, Noah..” Dico. La maniglia della porta cigola e mi siedo. “Solo un minuto.” Richiamo e mi asciugo gli occhi allo specchio, la carta igienica sbava l’eyeliner ancora di più. Ecco perché non metto questa merda. “Ti richiamo, qualcuno ha bisogno del bagno.” Gli dico e attacco prima che possa protestare.. Un bussare impaziente colpisce la porta e io mi lamento mentre la apro, asciugandomi ancora gli occhi. “Ho detto solo un min..” Mi fermo appena i miei occhi incontrano quelli di Harry.

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