Do you hear me?

-Harry, tutto ok?- mi aveva domandato preoccupato Niall una volta che aveva notato la mia espressione decisamente allucinata.
-Pensavo di aver visto quella ragazza seduta di fianco a me..- avevo mormorato con un filo di voce.
-Quale ragazza?- aveva chiesto perplesso il mio amico osservandosi intorno.
-Quella sullo schermo.. L'ho vista qui vicino a me qualche minuto fa- avevo spiegato, ma il discorso suonava sconnesso persino alle mie stesse orecchie -Mi ha anche parlato-
-Ragazzi- Niall si era prontamente rivolto a bassa voce ai nostri amici richiamando la loro attenzione con il suo tono di voce preoccupato -Credo che Harry non stia bene, delira e penso abbia le allucinazioni-

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3. Capitolo 3

Capitolo Tre

Quando quella mattina mi ero svegliato, c'erano voluti ben dieci minuti prima di realizzare effettivamente dove fossi e cosa avessi fatto il giorno prima. Immagini confuse di un concerto e di una scuola mi erano balzate alla mente, subito seguite da sprazzi di conversazioni con una strana ragazza. Altri cinque minuti e mi ero ricordato che la ragazza in questione non era reale, ma solo frutto della mia immaginazione..

Di scatto mi ero alzato sedendomi al centro del letto e dopo essermi stropicciato con forza gli occhi, mi ero guardato attorno alla ricerca di una minima traccia della presenza di Aileen. Il fronte sembrava tranquillo, niente allucinazioni in vista, stavo di nuovo bene. Nessun calo degli zuccheri questa mattina, finalmente potevo tirare un sospiro di sollievo e

andare a prepararmi per le interviste a cui dovevamo partecipare nel corso della giornata.

-Sei sveglio Styles?- una voce al di là della porta aveva richiamato la mia attenzione ed ero corso ad aprire la porta con indosso solo un paio di mutande -Okay, chiaro.. Sei sveglio-

-Buongiorno a te Tomlinson!- avevo borbottato di rimando scostandomi per farlo entrare nella stanza -Simpatico come sempre anche di prima mattina-

-Sempre meglio che fastidioso come te- era stata la sua pronta risposta, prima di andarsi a sedere ad uno dei bordi del mio letto per iniziare ad osservarmi con sguardo critico -Sei in ritardo, siamo tutti già pronti e ti aspettiamo nella hall-

-Non dire balle Lou! Tanto non me la bevo.. E' impossibile che Zayn sia pronto prima di me- mi ero lamentato afferrando dalla sedia la camicia e il paio di pantaloni del giorno precedente. Senza degnare Louis di ulteriore attenzione, avevo spalancato la porta del bagno e mi ero andato a chiudere dentro.

-E' vero.. Malik è un'eccezione.. Ma io, Liam e Niall siamo pronti e tra mezz'ora dobbiamo essere alla stazione radio.. Pensi di farcela per quell'ora?- urlava dall'altra parte della porta il mio amico. Tutto fiato sprecato, ero già pronto.

-Contando che sono già lavato, stirato e profumato.. si.. penso proprio di farcela- avevo mormorato uscendo dal bagno e sistemandomi con una mano il ciuffo di capelli di fronte agli occhi -Pronto e scattante, usciamo-

-Che Dio ci protegga Styles: tu che ci metti appena 5 minuti per uscire la mattina! Credo che un uragano si abbatterà su di noi oggi! Si salvi chi può!- con il solito fare teatrale, il castano mi aveva seguito fuori dalla porta della camera fino al corridoio dell'hotel continuando a borbottare di catastrofi naturali e diluvi universali. Tentavo di ignorarlo, ma mi era impossibile trattenere una risata. Adoravo troppo quel ragazzo, lo adoravo persino nei suoi momenti più idioti.. in pratica, lo adoravo sempre.

-Tutti ormai non parlano d'altro se non della vostra pazzesca esibizione di ieri- la squillante ed impostata voce dello speaker dell'ennesima trasmissione radio a cui eravamo intervistati oggi, ci aveva leggermente colto tutti di sorpresa. Da un uomo alto, grasso, grosso e con un'espressione quasi da killer di certo non ti aspetti una vocetta da soprano!

-E' stato un bellissimo concerto, reso ancora più bello dal fatto che fosse legato ad un'iniziativa così importante- aveva risposto a nome di tutti Liam superando lo shock iniziale della scoperta con gran naturalezza. L'unica cosa che ero riuscito a fare io era stato schiarirmi la voce mentre aggiustavo le cuffie e mi avvicinavo al microfono per essere certo che una volta che avessi parlato la mia voce sarebbe stata udibile.

-Si sentiva che il pubblico era partecipe, c'era una gran voglia di rendere quella serata unica.. ancora più speciale- aveva aggiunto Zayn con il suo accento particolare, causa della maggior parte delle mie prese in giro giornaliere. L'istinto di fargli il verso ogni qual volta apriva bocca, era più forte di me.

-E' stato molto generoso da parte vostra aderire ad una causa così nobile! Aiutare una famiglia in difficoltà a pagare le cure per la guarigione della figlia non è da tutti.. Ma ditemi, com'è stato possibile tutto questo? Da chi è partita l'iniziativa?- aveva domandato lo speaker sinceramente interessato. In fondo aveva un'aria simpatica, quasi da Gigante Buono..

-E' stato reso possibile da Mrs. Fletcher, preside della scuola della ragazza..- questa volta era stato Louis ad intervenire nel discorso, visto che lo vedeva protagonista in prima persona -Io stesso ho frequentato quell'istituto, quindi per lei è stato semplice contattare mia madre e poi me per chiedermi questo minuscolo favore a cui io e i ragazzi abbiamo acconsentito immediatamente-

-Avete mollato ogni vostro impegno così di punto in bianco e siete partiti?- lo stupore nello sguardo del Gigante era palese. Probabilmente aveva a che fare soprattutto con artisti vanitosi e arroganti, ormai consumati da quel pazzo mondo che era quello dello spettacolo.. Noi però non eravamo così, certo non ci potevamo definire santi o del tutto immuni noi stessi a quel mondo, ma eravamo giovani e nel giro da poco tempo perciò un po' di quella semplicità tipica dei ragazzi della nostra età ci era rimasta nelle ossa.

-Beh.. non proprio- nel volto di Niall si era dipinta un'espressione seria mentre cercava le parole giuste per rispondere in modo adeguato. Si era strofinato le mani pensieroso, prima di riassumere in poche frasi concise come si era svolto il tutto -Per prima cosa abbiamo dovuto parlarne con i nostri manager che hanno dovuto approvare l'iniziativa e informarsi su ogni dettaglio.. Una volta approvato il "progetto" abbiamo cercato di sbrigare il più velocemente possibile i nostri impegni già fissati concentrando la maggior quantità di meeting ed interviste in due uniche giornate.. Solo dopo essere riusciti a sistemare queste faccende siamo potuti partire-

-Non è stato semplice, ma non ci è di certo pesato farlo- avevo decretato cercando di aiutare Niall nella spiegazione -Quando ci viene offerta una così concreta possibilità di aiutare una famiglia, una comunità o anche solo una persona.. di certo non possiamo tirarci indietro.. Per quanti ostacoli ci si presentino davanti, cerchiamo di mettercela tutta-

-Che dire.. Così giovani e già così capaci di fare grandi cose- era stato il commento soddisfatto dell'uomo -E ditemi, avete avuto la possibilità mentre eravate qui in città di conoscere personalmente i beneficiari di questa.. come la possiamo definire.. ehm.. raccolta fondi?-

-No, purtroppo siamo arrivati solo ieri mattina e siamo stati sommersi da impegni relativi all'evento.. Oggi erano già state fissate per noi diverse interviste e stasera dobbiamo ripartire.. Quindi il tempo è venuto a mancare- come sempre Liam aveva la giusta frase al giusto momento. Se avessi dovuto rispondere io, probabilmente mi sarei ritrovato a balbettare il fatto che non ci sognavamo neppure tra mille anni di mettere piede in un ospedale per invadere lo spazio personale di una tizia in coma che manco conoscevamo..

Era cattivo da parte mia? Forse.. ma volevo mettermi nei panni di Aileen per un secondo. Se io fossi stato in coma e un mucchio di ragazzini famosi smidollati fossero venuti ad invadere la mia stanza d'ospedale portando fastidiosi giornalisti e una folla di ragazzine urlanti, probabilmente mi sarei risvegliato dal coma solo per mandarli al diavolo!

Certo che però, in questo caso, ero anche parecchio curioso di vedere com'era Aileen veramente. Soprattutto contando che l'ultima immagine quasi reale che avevo di lei era quella nella mia allucinazione in cui si era messa a piangere e l'avevo sfiorata scoprendo di poterla toccare..

-Ripartite già?- la domanda stupita di quello che ormai avevo soprannominato ufficialmente il Gigante, mi aveva riportato alla realtà -Impegni particolari che vi attendono a Londra?-

-No- avevo risposto io senza frenare la lingua -A dire la verità l'impegno più vicino in programma è la nostra partenza per l'America tra due settimane..- grattandomi la testa con fare nervoso avevo poi aggiunto -Nel frattempo ci prenderemo una decina di giorni di vacanza.. Abbiamo bisogno di un po' di tempo solo per noi.. Sai, per ricaricare le batterie e tornare in azione con più grinta di prima-

-Immagino di non potervi chiedere le mete delle vostre vacanze- ridacchiando come un bambino, il Gigante ci aveva strizzato d'occhio -E neppure se è prevista la presenza delle dolci metà di quelli di voi già impegnati-

-Ehm.. no..- avevamo risposto tutti in coro scoppiando a ridere a nostra volta -Preferiamo decisamente tenere per noi alcuni dettagli- si era ritrovato ad aggiungere Louis con aria divertita.

-Beh ragazzi, a questo punto direi che non ho altro da chiedervi! Quindi passiamo a qualche domanda da parte delle fan- tirando fuori un mucchio di fogli ed inforcando un paio di occhiali da vista decisamente ridicoli, l'uomo si era concentrato alla ricerca delle domande più curiose scritte da alcune delle nostre fan ed era passato a leggercele con grande entusiasmo. Dopo aver risposto almeno ad un centinaio di messaggi assurdi e quesiti imbarazzanti, l'intervista si era finalmente detta conclusa e con quella anche i nostri impegni lavorativi per la giornata. Ora non ci restava che tornare in albergo per raccogliere tutte le nostre cose, consumare una cena veloce e ripartire alla volta di Londra e delle nostre prossime mete turistiche.

Non vedevo l'ora di rilassarmi in una caliente spiaggia spagnola con la mia ultima fiamma di turno e un paio di amici fidati con cui far baldoria.. Ognuno di noi aveva già programmato nel dettaglio quei 10 giorni di totale tempo libero ed eravamo tutti assolutamente entusiasti di separarci per un po': Niall progettava di tornare in Irlanda dalla sua famiglia e dai suoi amici d'infanzia, Liam e Louis partivano per una qualche località esotica al di là dell'oceano in compagnia delle loro dolci consorti Eleanor e Danielle, mentre Zayn e Perrie sarebbero rimasti a Londra cercando di nascondersi dai riflettori e allo stesso tempo godendosi un po' di relax loro due soli.

Si, non vedevo l'ora di partire.. O almeno, così era stato fino a qualche ora prima.. Adesso non ne ero proprio certo al cento per cento, c'era qualcosa in tutta quella faccenda che mi stonava.. Che fosse.. Mmm.. Senso di colpa?

-Dove vai Harry? Hai preparato la valigia? Ti senti bene?- eravamo tornati da un pezzo all'hotel dividendoci ognuno nella propria stanza per preparare tutto per la partenza. Ero lì di fronte allo specchio del bagno che raccoglievo dentifricio e spazzolino da denti, quando improvvisamente avevo avuto un'illuminazione.. Avevo capito qual era la cosa che stonava, il pezzo mancante di quel viaggio, e avevo deciso di porvi rimedio.

Solo che proprio nel momento in cui avevo spalancato la porta della stanza per avviarmi verso la mia meta, invece che trovarmi di fronte la strada spianata e l'orizzonte libero, mi ero ritrovato a sbattere contro un biondo irlandese particolarmente intenzionato a bombardarmi di domande.

-Ah Nialler- avevo balbettato a corto di fiato riprendendomi dal colpo -Sto andando in un posto.. e si, sto bene.. e la valigia è pronta.. Solo che devo fare una cosa.. Passo più tardi a prendere tutto-

-Che cosa devi fare Harry?- aveva domandato in tono indagatore, lo sguardo sinceramente perplesso.

-Una cosa- avevo mormorato scansandolo abilmente e avviandomi verso il corridoio.

-Ma che diav...- l'irlandese aveva dovuto reprimere l'imprecazione rivoltami per colpa di un altro cliente che aveva scelto quel divino momento per passare lì di fronte costringendolo, non solo ad evitare di insultarmi, ma anche a rimanere fermo immobile ed impotente mentre io me la filavo sfuggendo al suo raggio visivo.

Come un ossesso mi ero messo a correre per raggiungere prima il piano inferiore, poi la hall dell'albergo ed infine per precipitarmi, sotto lo sguardo esterrefatto del portiere dell'hotel, fuori dal palazzo infilandomi alla velocità della luce in uno dei taxi in sosta lì davanti.

-Mi porti al Doncaster Royal Infirmary- avevo mormorato al tassista riprendendo fiato e accasciandomi nel sedile posteriore. Stavo facendo una pazzia, ma una parte di me.. quella più saggia e più nascosta, sapeva che era la cosa giusta da fare. Aileen lo meritava, l'avevo conosciuta solo in una fugace visione, ma sapevo che lei meritava di essere salutata.. Meritava che almeno uno di noi si interessasse veramente alla sua causa e non solo regalando soldi, ma concretamente. In pratica, meritava che io rischiassi di perdere il volo ed essere ucciso dai miei migliori amici solo per una visita di massimo cinque minuti in uno degli ospedali locali.

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