Do you hear me?

-Harry, tutto ok?- mi aveva domandato preoccupato Niall una volta che aveva notato la mia espressione decisamente allucinata.
-Pensavo di aver visto quella ragazza seduta di fianco a me..- avevo mormorato con un filo di voce.
-Quale ragazza?- aveva chiesto perplesso il mio amico osservandosi intorno.
-Quella sullo schermo.. L'ho vista qui vicino a me qualche minuto fa- avevo spiegato, ma il discorso suonava sconnesso persino alle mie stesse orecchie -Mi ha anche parlato-
-Ragazzi- Niall si era prontamente rivolto a bassa voce ai nostri amici richiamando la loro attenzione con il suo tono di voce preoccupato -Credo che Harry non stia bene, delira e penso abbia le allucinazioni-

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2. Capitolo 2

Capitolo Due

-Come ti senti amico?- mi aveva chiesto Louis giusto un istante prima di salire sul palco. Avevo passato l'intero pomeriggio steso nel sedile della sua auto con un atroce mal di testa. La mamma me lo diceva sempre che la mattina era bene fare colazione, altrimenti potevo avere un calo di zuccheri e finire nello stato in cui mi ero ritrovato quella mattina alla Hayfield School. Vedere ragazze che si supponeva fossero in coma, era potente come calo di zuccheri!

-Ora molto meglio grazie- avevo annuito regalando al mio migliore amico uno dei sorrisi più incoraggianti che potessi sforzarmi di fare. In realtà mi sentivo ancora un po' intontito e avevo le gambe leggermente molli, ma come si dice nel nostro campo "the show must go on" e noi avevamo un concerto di beneficenza da iniziare e portare a termine senza intoppi.

Una volta sul palco, nel mio elemento, l'intorpidimento era magicamente sparito e mi ero ritrovato a cantare e a saltellare a tempo di musica come ero solito fare continuamente. Avevamo eseguito quasi un vero e proprio concerto, durato più di mezz'ora con tutti i nostri più recenti successi. Il pubblico aveva partecipato con il solito entusiasmo e noi avevamo dato ogni nostra singola energia per farli tornare a casa pieni di soddisfazione.

A fine concerto ci eravamo ritrovati tutti e cinque esausti ad accasciarci nei divanetti posizionati alla bell'e meglio nel retro del palco immerso nel verde. Per l'occasione Mrs. Fletcher aveva affittato un intero centro sportivo all'aperto organizzando oltre al concerto, una sorta di lunapark in miniatura pieno di giostre e banchetti.

La parte del palazzetto dello sport dove si era tenuto il concerto era la più grande e a nostra disposizione nel backstage era stato messo tutto ciò che avevamo richiesto.. il che non era poi molto: giusto un piccolo spazio privato con un camerino per cambiarci, un paio di comodi divanetti e bibite fresche a volontà.

-E' stato pazzesco- aveva commentato Zayn scolandosi un'intera bottiglietta d'acqua e cercando con frenesia il pacchetto di sigarette nella tasca della giacca -Ora ho bisogno di una bella sigaretta e di almeno 10 ore di sonno, sono esausto!-

-Io invece ho bisogno di mangiare, ho lo stomaco che brontola da mezz'ora- era intervenuto Niall afferrando dal piccolo mini-frigo una bottiglietta d'acqua e adocchiando con occhi famelici un pacchetto di patatine confezionate sopra al tavolino. Rintracciando il suo sguardo, un divertito Liam si era affrettato a lanciargli il pacchetto per poi andarsi a sedere al suo fianco -Credo che questo sia stato uno dei nostri concerti migliori.. Forse perchè era per una buona causa- il solito altruista ed angelico Payne. Quel ragazzo era decisamente troppo buono.

-Credo che Mrs. Fletcher sarà molto soddisfatta.. Magari mi dedicherà una targa all'interno della scuola, non sarebbe una figata?!- ed ecco il solito pazzo di un Tomlinson. E dire che sembrava così deciso a compiacere la sua ex preside, avrei dovuto immaginare che in tutto quello aveva già pensato ad un suo tornaconto personale.

-Egocentrico- eccola di nuovo quella voce inconfondibile che avevo sentito quella stessa mattina. Lo stesso identico borbottio irritato. Girandomi di scatto verso il punto da dove proveniva, mi ero scontrato con un familiare paio di occhi color nocciola e un caschetto di ricci scuri.

-- aveva sibilato la ragazza incrociando il mio sguardo terrorizzato -Il tuo amico è egocentrico, non posso farci niente io-

Tentando di mandare giù il groppo in gola che mi si era appena formato, mi ero guardato attorno per vedere se i miei amici avevano sentito o visto qualcosa. Nessuno di loro però aveva fatto cenno di averla vista o sentita, ero l'unico. Loro continuavano imperterriti a ridere e scherzare parlando dell'esibizione.

-Si, bene.. adesso ignora il povero fantasma della ragazza in coma- aveva continuato la moretta, avvicinandosi in un lampo a me e posizionandosi proprio di fronte al mio viso -Non è carino sai? Sei l'unico nel raggio di chilometri che riesce a vedermi e sentirmi, come minimo dovresti per lo meno rivolgermi la parola!-

-Tu non sei reale- avevo bisbigliato facendo attenzione a non farmi sentire dai ragazzi e mandando giù una gigantesca sorsata di acqua. Avevo bisogno di cenare e poi di una bella dormita, stavo delirando. Era l'unica spiegazione.

-Ehm.. Io sono molto reale, al contrario di quanto pensi- si era indispettita Aileen fulminandomi con lo sguardo -Non è colpa mia se al momento non sono propriamente in carne ed ossa! E comunque mi hai rivolto la parola, quindi ti contraddici da solo-

-Ragazzi credo di sentirmi ancora poco bene, vi dispiace se chiedo a Paul di accompagnarmi all'hotel? Per stasera passo i festeggiamenti- alzandomi un po' barcollante, avevo chiamato il nostro manager nonchè guardia del corpo, senza staccare un secondo lo sguardo dalla moretta che sogghignava divertita di fronte a me.

I ragazzi si erano scambiati degli sguardi piuttosto preoccupati, ma non avevano protestato per la mia richiesta e quando l'auto di Paul era finalmente arrivata a prendermi, Louis mi aveva aiutato a raggiungerla raccomandandomi di mangiare prima di andare a dormire e di non andare a letto nudo come al mio solito -Non voglio che prendi freddo- aveva aggiunto premuroso prima di chiudere lo sportello e far segno a Paul di partire.

-Dormi nudo? Sul serio?- era intervenuta la ormai fastidiosa voce di Aileen, comparsa all'improvviso al mio fianco. Quella strana visione era peggio di un incubo e continuava a tormentarmi persino all'interno dell'auto -Ok non rispondermi, però lasciatelo dire ragazzo.. Hai davvero delle strane abitudini!-

-Shhh taci- avevo urlato tappandomi le orecchie e serrando gli occhi. Forse se mi concentravo attentamente sarebbe sparita dalla mia vista.. e forse anche dall'udito.

-Non ho detto nulla io!- aveva protestato Paul fissandomi strano dallo specchietto retrovisore. Rendendomi conto solo ora dell'enorme errore che avevo commesso, mi ero affrettato a trovare una scusa plausibile alla mia reazione -Si, scusami Paul.. Ho la testa che mi scoppia.. Ogni rumore peggiora il mal di testa-

-Tranquillo Harry, siamo quasi arrivati- mi aveva rassicurato l'uomo comprensivo. Per questa volta me l'ero cavata.

-Mmm.. Allora tu sei il famoso Harry Styles! Tania mi ha parlato spesso di te- aveva mormorato pensierosa la ragazza al mio fianco. Più tentavo di farla sparire con la forza della mente, più questa rimaneva lì ferma immobile ad osservare ogni mia mossa -Quello riccio che adora andare in giro nudo, lo sciupafemmine a cui piacciono le vecchie-

-A me non piacciono le vecchie!- avevo protestato a voce alta.

-Come Harry? Scusa non ho sentito- si era girato nuovamente Paul a fissarmi stranito -Hai parlato?-

-No no Paul, riflettevo tra me e me.. Scusa ancora- di questo passo invece che portarmi all'hotel mi avrebbe ricoverato direttamente in un manicomio.

-Sei parecchio suscettibile eh? Questo Tania non me l'aveva detto..- Aileen ridacchiava divertita da quell'assurda situazione, sembrava godere parecchio delle mie figure da stupido con Paul -Comunque ti consiglio di evitare di parlare ad alta voce, sai la gente tende a pensare male se vede qualcuno parlare da solo-

-Grazie del consiglio- avevo borbottato infastidito -Se tu la finissi di parlarmi, io la finirei di risponderti- questa volta avevo prestato parecchia attenzione al non farmi sentire dal mio amico al volante dell'auto. La situazione era già disastrosa così com'era.

-Eri più simpatico quando facevi finta che non esistessi- era sbottata lei prima di sparire nel nulla. Di certo la mia visione aveva un bel caratterino. E dire che nel video che ci avevano mostrato quella mattina, dimostrava l'aria tipicamente dolce e mansueta di una nerd doc. Per lo meno ora se n'era andata, così avevo il tempo di riprendermi e far sparire quegli strani effetti dell'ennesimo calo da zuccheri.

C'erano voluti altri dieci minuti prima di arrivare a destinazione e pochi secondi per ordinare al servizio in camera un hamburger con patate fritte che avrebbe placato il brontolio del mio stomaco. Ero distrutto fisicamente e moralmente, ma per lo meno finalmente ero immerso nel più assoluto silenzio.

Giusto il tempo di fare una doccia veloce e indossare qualcosa di più comodo che la mia cena era arrivata ed il silenzio era finito..

-Oh come mi manca poter mangiare un bel piatto di patatine fritte- la moretta era tornata a distruggere la mia ritrovata pace, posizionandosi a mezz'aria nel bordo del tavolino dove stavo cenando -Non è carino da parte tua ordinare il mio cibo preferito e poi sbattermi in faccia il fatto che tu puoi mangiarlo ed io no- si era lamentata, mentre a me andava di traverso il boccone.

-Non puoi apparire con un minimo di preavviso così evito di finire in coma anche io?- avevo domandato seccato, ormai rassegnato al fatto di dover convivere con questa visione almeno fino a quando non fossi riuscito a fare una bella dormita.

-Ah ah, bella battuta davvero! Non è divertente sai?- era veramente antipatica come visione. Ora metteva pure il broncio e faceva finta di piangere, che cosa irritante -Credi che sia contenta di essere in coma? Non era previsto! Avevo programmato tutto quest'anno e invece per colpa di quell'uomo.. quell'essere spregevole.. E' andato tutto a puttane! Sono bloccata in un letto di ospedale e me ne vado in giro come uno spirito a parlare con uno sconosciuto che non crede neppure io sia reale-

Avrei voluto ignorare le sue parole, non dovevo assecondare le mie stesse allucinazioni.. ma era la prima volta da quella mattina che il suo tono di voce aveva un che di straziante, così non avevo potuto fare a meno di mollare tutto così com'era e mi ero girato ad osservarla.

Le sue guance erano arrossate per il pianto, le lacrime brillavano in una maniera quasi surreale. Prima che potessi frenare il mio stesso istinto, la mia mano si era mossa per andare ad asciugarle. Con grande sorpresa di entrambi, ero riuscito a toccarla e la sua pelle era stranamente calda e morbida al contatto con la mia.

-Credevo che la mia mano ti avrebbe passata da parte a parte.. Sai, come nei film con i fantasmi- mi ero trovato a mormorare affascinato, senza staccare il contatto tra la mia mano e la sua guancia -Sei calda e morbida-

-Credo lo prenderò come un complimento- aveva borbottato spostandosi alla velocità della luce e appoggiandosi questa volta sul letto alle mie spalle -E' strano che tu riesca a toccarmi e che io riesca a toccare te.. Ci ho provato con i miei genitori, ma non ha funzionato.. Del resto però loro non mi potevano vedere e non mi sentivano nemmeno-

-Sono l'unico con cui riesci a parlare? L'unico che ti vede?- avevo domandato sorpreso. Cioè.. ero consapevole che era la mia visione, quindi la cosa era piuttosto logica, ma lo stesso era strano. Lei parlava come se fosse reale e se era convinta di essere reale, al mondo c'erano almeno un altro miliardo di persone con le quali avrebbe potuto instaurare questa sorta di "legame".. Invece io ero l'unico con cui ci fosse riuscita.

-Ma ascolti quando parlo? Te l'ho detto almeno un miliardo di volte.. Secondo te perchè sono ancora qui attaccata alle tue costole.. Perchè sei bello?- avevo annuito impercettibilmente alla domanda e subito lei si era affrettata a precisare -Forse lo sarai per qualcun'altra.. Io ti sto addosso solo perchè sei l'unico che sembra poter parlare con me-

-Interessante- mi ero trovato a mormorare, per un secondo volevo far finta che tutto quello fosse reale.. che lei fosse davvero lo spirito di Aileen Johnson e che per qualche strana ragione che non ci era dato di sapere, Dio o chiunque ci fosse al comando, avesse deciso di farmi questo dono -Chissà perchè proprio io-

-Forse perchè sembri particolarmente stupido.. Avevi bisogno di una specie di guida divina intelligente come me!- si era messa a ridacchiare Aileen recependo al volo i miei pensieri. E il modo in cui rideva era assolutamente stupendo: il naso le si arricciava appena, gli occhi si socchiudevano e spalancava la bocca ridendo a pieni polmoni. Era una di quelle risate che coinvolgevano, che istintivamente inducevano gli altri a ridere.

-Intelligente e modesta anche- l'avevo rimproverata non fingendo neppure di reprimere un sorriso. In fondo in fondo era anche simpatica come visione/spirito/fantasma/guida/allucinazione.

-Modestia è il mio secondo nome- mi aveva fatto la linguaccia prima di tornare improvvisamente seria -No, sul serio.. Il mio nome completo è Aileen Modesty Johnson.. Fortunatamente sono riuscita a convincere i miei ad eliminare il secondo nome, ma penso che abbia già completamente condizionato il mio modo di essere per l'eternità-

-Il mio secondo nome è Edward- avevo mormorato di rimando -E credo abbia condizionato anche il mio modo di essere per l'eternità- mi ero ritrovato a ripetere in tono solenne -Infatti vado in giro a succhiare sangue alla gente e cerco la mia anima gemella di nome Bella-

-- aveva esultato ridendo afferrando il mio palese riferimento -Questa era carina Styles, te lo concedo-

-Grazie grazie- avevo sorriso prima di tornare a concentrarmi sul mio hamburger -Ora se non ti dispiace, Aileen Modesty Johnson, vorrei finire la mia cena e mettermi a dormire.. E' stata una giornata piuttosto..- mi ero fermato a pensare quale fosse il termine più adatto da usare in una simile occasione, ma alla fine avevo optato per qualcosa di relativamente normale -Pesante.. e domani mi aspettano tutta una serie di interviste a cui non posso arrivare in ritardo-

-Mi levo di torno- aveva approvato lei saltando giù dal letto con uno scatto e avvicinandosi a me in modo a dir poco inquietante -Ci si vede domani Styles! Buonanotte-

-Sinceramente Johnson, spero di non rivederti domani- avevo bisbigliato sottovoce un secondo prima che sparisse completamente dalla mia vista. Con un sospiro di sollievo mi ero nuovamente seduto al tavolino finendo la cena e accendendo la tv prima di stendermi a letto e addormentarmi come un ghiro. Finalmente c'era di nuovo silenzio, finalmente potevo riposare in pace.

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