You&I.


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2. Capitolo 1.

Come al solito ero in ritardo.

Erano le 10am e dovevo ancora passare a comprare le ultime cose che mi servivano e salutare i miei amici...

Presi il telefono e chiamai la mia migliore amica, Viviana.

"Ehy Vivi sto uscendo ora di casa, 10 minuti e arrivo, fatti trovare sotto casa per favore."

"Oiii sisi tranquilla sono già pronta. Fammi uno squillo quando stai arrivando."

"Perfetto :) a tra poco."

Misi il telefono in tasca e scesi le scale. Presi le chiavi della macchina dalla borsa ed entrai.

Accesi la macchina, il riscaldamento e lo stereo, mi misi la cinta e parti. Per fortuna che abitavamo abbastanza vicine, dovevo solo fare lo stradone. Beccai il semaforo rosso così ne approfittai per fare uno squillo a Viviana. Neanche 2 minuti e arrivai sotto casa sua. Viviana la conoscevo da una vita dai tempi delle elementari, era una bellissima ragazza, alta, magra, aveva i capelli corti castani e gli occhi castani.

"Amoreee questo è l'ultimo giorno che passeremo insieme quest'anno", disse con un filo di voce triste.

"Lo so, ma come ti già detto tante volte si tratterà giusto di qualche mese, il tempo di riuscire a riprendere la mia vita in mano", gli risposi sorridendogli sforzatamente.

"Basta che torni prima dell'estate!", mi rispose facendo il broncio.

"Sicuro.", gli risposi sorridendogli.

Dopo 20 minuti di macchina arrivammo al centro commerciale. Dovevo comprare un nuovo adattatore per il caricatore del cellulare, e volevo approfittarne per fare un po' di shopping con la mia migliore amica anche perché per un po' di tempo non l'avrei più rivista.

Entrammo in tutti i negozzi, eravamo piene di buste. Ci eravamo comprate le stesse cose, così da indossarle in questi mesi di assenza, era un nostro modo per sentirci sempre vicine.

Guardai l'orologio e si erano fatte già le 14pm e avevo una fame da lupi, così mi venne la brillante idea di andare a mangiare al Mc Donald's.

"Emmh... Vivi? Stai ancora a dieta?", gli chiesi mettendomi una mano sulla pancia.

Viviana mi guardo alzando un sopracciglio, capendo quello che stavo pensando.

"Lo faccio solo perché poi non ti vedrò per un po' di tempo."

"Awwww grazie!", e gli saltai al collo.

"Prima però andiamo a lasciare le buste in macchina così stiamo tranquille", di dissi e lei annui.

Ormai erano rimaste solo 6 ore, e in 4 ore dovevo ancora andare a casa a finire di preparare la valigia, farmi la doccia e salutare i miei.

Riaccompagnai Vivi a casa e mi disse che mi avrebbe fatto uno squillo quando stava per arrivare con gli altri.

Imboccai la strada di casa e trovai un po' di traffico al semaforo.

Mi guardavo in torno e dopo un po' vidi sulla mia destra l'ultima persona che avrei voluto vedere.

Era lui. Daniele. Il mio ex.

Siamo stati insieme per 2 anni e mezzo, ci eravamo conosciuti ad una festa. È stato amore a prima vista. Ho passato i momenti più belli della mia vita con lui, ed ora sto passando il periodo più brutto della mia vita. Mi aveva tradito con una mia amica. Era ancora una ferita aperta, e vederlo ora, a pochissime ore prima della mia partenza mi faceva male.

Quando mi vide abbasso il finestrino, per dirmi qualcosa, ma la macchina che avevo dietro inizio a suonare e solo in quel momento capi che era diventato verde così diedi gas. Controllai dallo specchietto retrovisore e lui stava dietro di me che lampeggiava, voleva che mi fermassi, ma io accelerai ancora di più.

Stavo per imboccare la via di casa ma lui mi taglio la strada. Mise le 4 frecce e scese di corsa dalla macchina.

"Non partire ti prego, non scappare dai problemi come hai sempre fatto."

Stava davanti alla mia macchina che mi guardava con lo sguardo triste.

"Spostati." Gli gridai dalla macchina.

"No fammi spiegare."

"Spiegare che cosa? Che ti è andata male con quella troia e che ora ti dispiace?!"

"Tutto. Almeno fammi spiegare come sono andati realmente i fatti. Sai bene che la gente quando dice "a" capisce "b" e dice "c". Ti prego!".

Era così disperato. Stava davanti alla mia macchina e aveva bloccato tutta la strada, la fila che avevamo dietro iniziò a suonare, ma a lui sembrava non importargli niente.

"Vabbene, però sposta la macchina che hai bloccato tutto."

"Vienimi dietro allora.", disse guardandomi e andando verso la sua macchina.

Parcheggio nella mia via. Scese dalla macchina e venne da me. Si fermò davanti al mio sportello e ci guardammo per qualche secondo. Così abbassai il finestrino. Lui continuava a guardarmi e se ne stava zitto.

"Vedi? Non dici niente perché non sai neanche tu che devi dire". Stavo per rimettere in moto quando mi tocco la mano sul volante. Mi girai a guardarlo di nuovo.

Rimase zitto per qualche secondo e allora mi rassegnai... Lui fece il giro della macchina ed entro dentro.

Continuava a guardarmi. Mi stava facendo la radiografia e questa cosa mi dava su nervi.

"Parli o no? Mi stai facendo perdere solo tempo.", dissi alzando lo sguardo al cielo.

"Non partire ti prego".

"Dimmi perché non dovrei".

"Perché qui hai tutto, li non hai nessuno".

A quelle parole iniziai a ridere come un'isterica.

"E invece ti sbagli. Io qui non ho più niente, tu eri il mio tutto, tu eri la ragione per cui mi alzavo tutte le sante mattine dal letto, eri la ragione del mio sorriso, della mia felicità, del mio tutto..... Come faccio a stare qui sapendo che potrei vederti in qualsiasi momento. Io tutti i giorni sto con l'ansia, sperando di non rivederti mai più. Tu sei ancora una ferita aperta.... Se me ne vado è solo per cercare di dimenticarti una volta per tutte e andare avanti con la mia vita."

"Ma lo sai benissimo anche te che non ci riusciresti. Noi siamo fatti per stare insieme, ne abbiamo passate tante insieme, possiamo passare anche questa."

"Come posso perdonarti una cosa del genere? Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?!! Sei andato a letto con un'altra!!! Per di più una mia amica!! Cosa avresti fatto se fosse successo a te?! Mi avresti lasciata seduta stante! Dammi una ragione!!"

"Ma io ti amo."

"Si come no..."

"Sai che è così invece, non avrei fatto niente di tutto quello che ho fatto se non era così."

Avevo gli occhi fissi sui suoi, e intanto ripensavo hai 2 mesi precedenti, quando tutte le notti mi chiamava e io non gli rispondevo e lui mi mandava messaggi chilometrici che non ho mai avuto il coraggio di leggere e che cancellavo. Aveva le lacrime agli occhi, aspettava una mia risposta. Aspettai un po a rispondergli.

"Io tra poche ore parto e niente e nessuno potrà farmi cambiare idea. Io ti amo ancora, solo che ora si è aggiunto l'odio. Per il momento non voglio avere niente a che fare con te. Voglio ricominciare da capo, conoscere gente nuova e farmi una nuova vita. E tu in questa nuova vita non puoi farne parte. Tu ormai sei il mio passato oscuro. Quello che mi porterò dietro per tutta la vita. Speravo in un futuro insieme a Te o almeno che ti avrei ricordato come il periodo più bello e felice della mia vita, ma ormai quella felicità si è trasformata in dolore."

"Mi dispiace per averti fatta soffrire, non lo meritavi." Disse abbassando lo sguardo.

"È tutto quello che hai da dire?"

"Quando ti metti in testa una cosa è quella e basta. Però sappi che quando tornerai io sarò qui ad aspettarti. Non m'importa quanto, ma ti aspetterò lo stesso, sperando che un giorno tu mi possa perdonare."

Rimasi sbalordita da quelle sue parole.

"Beh, io vado, ti ho fatto perdere fin troppo tempo. Scusami."

Mi guardo per un'ultima volta, e contro voglia, apri lo sportello ed uscì dalla macchina.

Rimasi in macchina a guardarlo, ci mise qualche minuto prima di mettere in moto la macchina e ad andarsene.

Mi presi un po' di tempo per riprendermi da quello che era appena successo. Guardai l'orologio e si erano fatte già le 4:45pm... Recuperai le buste con le cose che avevo comprato prima e salì su casa.

Andai diretta in camera e lasciai tutto sul letto e andai a farmi la doccia.

Uscita dalla doccia misi l'asciugamano e tornai in camera mia. Mi guardai in torno e cercai di portarmi più cose possibili.

Apri le valigie e infilai dentro 1 giubbotti e degli jeans, magliettine di tutti i tipi, cannottiere, vestitini, mutande, reggiseni, calzini, 2 pigiami e si riempi. Nell'altra ci misi 5 paia di scarpe e un po' di foto e oggetti a cui ero affezionata. Mi vestì e si erano fatte le 5:30pm tra un'oretta dovevo stare già all'aereoporto per il check-in.

Decisi di accendere il computer per vedere ancora la casa in cui sarei andata a vivere. In quel momento sentì qualcuno toccarmi la spalla e mi spaventai, ma appena vidi chi era mi alzai e lo abbracciai. Era il mio migliore amico, Alin. Non l'aveva presa tanto bene all'inizio, come tutti del resto, ma gli altri miei amici e familiare se ne erano fatta una ragione, ma lui ancora no. Aveva fatto di tutto per farmi cambiare idea, ma niente.

Restammo abbracciati per qualche minuto finché non interruppe quel silenzio assordante.

"Dai andiamo, sono tutti giù che ti aspettano.... Non vorrai perdere il volo", disse con la voce tremante.

"2 minuti e arrivo, finisco di sistemare 2 cose e scendo."

Uscì dalla mia camera chiudendosi la porta alle spalle, così presi la borsa e c'infilai il pc, il biglietto e il portafoglio. Diedi un ultima occhiata alla mia camera e scesi di sotto.

C'erano mia madre, mio padre, mia sorella e i miei 4 migliori amici, Viviana, Alin, Sebastian e Eraldi.

Salutai prima mia sorella che mi promise che per natale sarebbe venuta a trovarmi... e già non vedevo l'ora di rivederla.

Mia madre iniziò a piangere, così salutai prima mio padre che mi disse che per qualsiasi problema avessi avuto di chiamarlo a qualsiasi ora.

Tranquillizzai mia madre, che alla fine era felice della mia partenza perché sapeva che Londra è un sogno che si stava realizzando, solo che in fin dei conti è sempre difficile salutare una figlia. Subito dopo Eraldi e Alin mi aiutarono con le valigie e mi accompagnarono all'aereoporto.

Il primo che salutai fu Seby, Eraldi, Viviana e infine Alin.

"Chiamaci appena arrivi. Non scaricare il telefono per niente. È importante."

"Vabbene, appena arriva al 40% smetto subito"

A quelle mie parole sorrise e mi abbracciò forte forte."

Mi diressi al check-in a lasciare le valigie, andai ai controlli e prima di entrare dentro mi girai per un ultimo saluto, lo guardai uno ad uno per poi sorridere e sparire dietro la porta.

Arrivai a Londra alle 2am. Appena scesi dall'aereo mandai un messaggio a mia sorella per avvisarla del mio arrivo. Erano le 3 in Italia quindi a quest'ora ormai dormivano tutti. Mandai un msg anche al mio migliore amico che dopo 1 minuto rispose subito. Mi mando la buona notte anche perché era rimasto sveglio ad aspettare una mia chiamata o un msg.

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