Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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14. Una proposta sconcertante.

Quando mi sentii pronta ad affrontare i sue ragazzi che attendevano nell'altra sala, indossai ciò che Xavier mi aveva lasciato. Ovviamente i pantaloni erano troppo larghi, perciò decisi di lasciarli stare beandomi unicamente della morbida felpa. Malgrado fosse la più piccola che avessero da quanto riportato sull'etichetta, era quasi prossima ad abbracciarmi le ginocchia. Solo in quel momento mi resi conto di quanto fossi esile ed indifesa rispetto a loro. Soffocai la paura incombente prendendo un bel respiro prima di spingere in basso la maniglia della porta, ricordandomi solo in quel momento che era chiusa a chiave.

La serratura scattò liberandomi mentre con sorriso di scuse, il mio compagno di banco mi esortava ad uscire. Appoggiandomi una mano alla base della schiena, mi indirizzò verso la cucina, li dove Shon si stava abbuffando di patatine e schifezze varie. Xavier sbuffò esasperato sollevando con stizza un cucchiaio incrostato di nutella densa e profumata; Adoravo quell'intruglio di cioccolata e latte. Era stupefacente vedere come qualcosa di tanto dolce risollevasse il morale nei momenti più cupi e tristi. Ormai avevo perso il conto di quanti barattoli avessi divorato; il bello sopratutto era non ingrassare mai. Avevo sentito a scuola tante di quelle ragazze lamentarsi di non poter più toccare niente di dolce per la prova costume; fortunatamente non mi ero mai posta tale problema.

-Vuoi favorire?- chiese Shon sollevando una patatina sorridendo, quasi a prendermi in giro. Xavier fece per richiamarlo ma io mi chinai in avanti è preso il dischetto salato tra le labbra facendo schioccare i denti mentre lui stupito, si ritraeva di istinto. -Grazie.- dissi velenosamente mentre il ragazzo alle mie spalle ridacchiava.

-Touchè..- ghignò in direzione del ragazzo che stizzito, aveva accavallato le gambe masticando rumorosamente un pugno di patatine sbriciolate. -Silenzio tu ..- ringhiò fulminando Xavier con un'occhiataccia. Mi invitarono a sedermi ed io titubante presi posto in mezzo a loro.

-Cosa ci facevi nella foresta Juliet?- chiese Shon abbandonando il suo pasto per sorseggiare rumorosamente un bicchierini di The alla pesca. Abbassai gli occhi cercando una scusa plausibile e veritiera che potesse in qualche modo placare i dubbi dei due cacciatori.

-Ero a caccia.- mentii alzando decisa gli occhi per guardare loro, che rispettivamente si erano disposti alla mia destra e alla mia sinistra. -Con quel vestito?- chiese scettico Shon alzando un sopracciglio. "Merda.." Pensai mordendomi le labbra mentre teatralmente sospiravo.

-Okay.. Okay.. Avevo un appuntamento con un vampiro..- Xavier storse la bocca e Shon borbottò infastidito ma apparentemente sembrarono accettare la mia bugia ed io potei tirare un segreto sospiro di sollievo. Per quanto detestassi i miei genitori e quegli spocchiosi cugini malati, Josh e il mio piccolo fratellino erano parte integrante della famiglia, non potevo permettere che accadesse loro qualcosa di male. Uno dei due ragazzi tamburellò le unghie corte contro alla superficie di legno richiamando la mia attenzione.

-Sai che teoricamente noi dovremmo riferire la tua presenza qui all'organizzazione?- chiese facendo roteare su se stessa un frammento di patatina che era rimasta a sporcare il tavolo. Mi morsi ancora le labbra stringendo i pugni per impedirmi di tremare mentre annuivo piano, conscia che gli altri cacciatori di vampiri non sarebbero stati così indulgenti con me. Shon sospirò guardando Xavier come se fosse un alieno. -Ehi, stai parlando sul serio? I nostri colleghi la faranno a pezzi! Non possiamo dire nulla.- abbaiò sbattendo un pugno contro al tavolo. Ecco, Shon aveva appena dato fondo ai miei più profondi e oscuri presentimenti; mi avrebbero distrutta.

Xavier lo fulminò con un'occhiata bruciante mentre cercavo di non far a vedere quanto dannatamente fossi spaventata. -La tua solita delicatezza, Shon.- borbottò allungando una mano verso di me, d'istinto mi ritirai abbassando la testa. Xavier storse la bocca appoggiando l'arto in grembo, probabilmente ferito dal mio comportamento. -Non posso farci nulla, sarebbe inutile mentirle, non credi? L'astio che proviamo nei confronti dei vampiri spesso ci porta ad essere brutali.- disse mettendo un forte accento sulla parola "noi.".

-Non possiamo nasconderla! Se ci scoprissero..- disse tra i denti il ragazzo torturandosi le unghie, chiaramente spaventato da quello che avrebbe potuto significare celare la verità -Mi prenderò le mie responsabilità.- dissi piano graffiandomi il palmo della mano con foga. Shon si alzò dal tavolo andando a prendere nel frigo una bottiglia di latte freddo. Il ragazzo si attaccò alla bocca dell'oggetto sorseggiando il liquido freddo rumorosamente. -Non è colpa tua. In fondo non si può decidere dove nascere.- disse pulendosi con il dorso della mano le labbra umide. Shon raggiunse Xavier abbracciando le spalle del suo amico con un grande sorriso.

-Che ne pensi ? Potrebbe essere il nostro piccolo segreto.- ghignò strizzandomi l'occhio complice. Il ragazzo si irrigidì guardandomi combattuto, non sapeva cosa fare e le possibili opzioni erano due: consegnarmi alle autorità o mantenere il segreto rischiando la pelle. Shon gli diede un colpetto affettuoso sulla nuca. -Forza! Dov'è finito il tuo coraggio?!-

-Scusa tanto se io conosco l'istinto di auto conservazione.- ribatté piccato scrollandosi di dosso le braccia toniche del ragazzo. -Allora è deciso!- mi guardò arricciando le labbra all'insù mentre io arretravo sulla sedia affondando le unghie nel cuscino.

-Una presenza femminile non guasterà di certo!- cinguettò saltellando verso di me prima di tirarmi in piedi e farmi ruotare su me stessa, esibendosi in un lento casquè. Xavier ruotò gli occhi verso il cielo inserendo nel lavandino i piatti sporcati dal suo compagno. Non avevo davvero pensato che avrebbe accettato la proposta del coinquilino, eppure iniziai a vivere con i due ragazzi, portandomi sulle spalle il peso schiacciante della verità che nascondevo.

Non avrei mai pensato che la mia decisione avrebbe portato a così disastrosi eventi.

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