Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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21. un addio amaro.

-Lasciate stare Xavier!- gridai scatenando le mie ombre che si sollevarono dal mio corpo a divorare la lama della katana. Christopher mosse la spada in avanti intaccando la pelle della mia spalla mentre l'ombra scivolava sfrigolando. -Bastardo!- gridai colpendolo al petto con un calcio poderoso prima di saltare indietro ed allontanarmi. Sfortunatamente mi ero dimenticata dell'ultimo dei miei cugini, Andrea; le sue braccia trovarono la mia vita stringendomi tanto forte da togliermi il fiato. -Finiscila Juliet.- sibilò premendo le labbra contro al mio orecchio. Malgrado il sangue che mi scorreva nelle vene fosse abbondante, la spada di mio padre aveva annullato in parte il potere che ora mi scorreva nelle vene. Quella spada era dannatamente potente; ricoperta di una particolare sostanza che cancellava il potere del ferito, aveva spezzato un infinita di vite vampiriche.

Ovviamente però non le avrei permesso di prendere anche la mia. -Lasciate andare Xavier.- ringhiai dibattendomi in quella morsa d'acciaio prima che il ragazzo potesse terminare il nostro combattimento. Ero in una brutta posizione, di spalle con il suo viso sin troppo vicino al mio. -Cosa volete?- chiesi nella speranza di guadagnare in chiacchiere il tempo di cui avevo bisogno per metabolizzare la prossima mossa. Christopher si avvicinò abbassando la temibile spada, forse convinto che non sarei più riuscita a muovermi.

-La nonna ci ha mandato a prenderti.- disse d'improvviso mentre i suoi occhi si illuminavano di segreti spaventosi. Digrignai i denti dando uno strattone alle braccia di Andrea tanto per sostenere la mia farsa. -La nonna?- sibilai socchiudendo gli occhi con diffidenza. Christopher alzò le spalle indifferente quasi come se non volesse più dirmi nulla.

-È tutto quello che ci hanno ordinato di fare. Non so per cosa ti debbano punire.- disse Andrea mentre in un rantolo anche Adrian tornava a sollevarsi dal terreno, pallido come uno spettro ma ancora fastidiosamente vivo. -Adrian. Come ti senti?- chiese Andrea disegnando un piccolo cerchietto con le labbra contro al mio collo. Il ragazzo si appoggiò al mio fratellino, che premurosamente lo sorreggeva malgrado la sua esile statura; Adrian era pallido come uno straccio, due buchi sbrindellati si spalancavano macabramente sulla sua gola incrostati di sangue raggrumato. Quando i suoi occhi incontrarono i miei, dovetti sopprimere a forza in brivido di terrore; in quelle iridi brillava un odio puro, profondo come l'oceano. L'umiliazione che gli avevo inflitto non sarebbe stata sciacquata via neanche con la mia morte.

-Sono stato meglio.- sputò digrignando i denti affilati, completamente estratti dalle gengive. Fece qualche passo avanti abbandonando il piccolo per venirmi incontro da solo, ancora estremamente debole ma più determinato che mai. -Non ti darò la morte Juliet. Sarebbe una pena troppo dolce.. Ti infliggerò un dolore tanto intenso che il tuo piccolo cuore non lo sopporterà.- sussurrò prendendomi il viso tra il pollice e l'indice sollevandomi con decisione il mento. -Sei stata una ragazza davvero cattiva.- disse voltandosi in quel momento verso Xavier, riverso a terra in una pozza di sangue scuro. Aveva in brutto taglio all'altezza dell'occhio e della spalla dove Niall aveva affondato le unghie o nella peggiore delle ipotesi i denti.

-Tu.. Piccolo insetto.- sibilò facendo un paio di lenti passi avanti. Xavier si dibatté nella sua presa senza successo; forzai a mia volta le bracca ferree di Andrea cercando gli occhi del cacciatore che aveva rischiato tutto pur di venirmi a salvare. Inaspettatamente lui mi guardò e malgrado la situazione, arricciò le labbra spaccate in un sorriso dolente. Il mio cuore ebbe un sobbalzo di fronte a quell'espressione rassegnata tipica di un uomo che sa di aver perso la sua battaglia. "Mi dispiace, Juliet." Mimò con le labbra in un gorgoglìo malato di sangue. Adrian rise di fronte a quella scena pietosa mettendo in mostra i canini scintillanti. L'odio famelico brillava nei suoi occhi ormai rossi come lucidi rubini; a dispetto della paura che mi lavorava la pelle, seppi in quel momento che non potevo permettere ad Adrian di uccidere quel ragazzo. Quella non era la sua battaglia; Xavier non sarebbe morto in quella squallida piazza, non per colpa mia.

-Adrian! Fermati!- gridai facendo un passo avanti per attirare l'attenzione di mio cugino, totalmente focalizzata sul sangue invitante del cacciatore vulnerabile. -Resta in silenzio.- tuonò cupo mentre si chinava in avanti, pronto come mai a divorare la tenera vita che gli era stata regalata su un piatto d'argento. Niall borbottò qualcosa riguardo alla prepotenza di Adrian, ma questi non vi badò minimamente, troppo affamato per prestare a attenzione a quello che dicevano gli altri vampiri. Strattonai ancora le braccia sentendo la carne dolere contro alla granitica stretta di Andrea senza però desistere. Chiamai ancora in nome di mio cugino senza però ottenere risposta; sue mani sue mani si strinsero attorno al colletto della giacca di Xavier rovesciandolo sulla schiena. Il ragazzo oppose una cocciuta ma appena percettibile resistenza che fu subito stroncata dall'impazienza di Adrian. -Sta buono. Finirà tutto tra poco.- sibilò velenoso come un cobra inchiodando con una mano il viso dell'umano per lasciare scoperto il collo striato di sudore.

-ADRIAN!- sbraitai con tutto il fiato che avevo in gola scatenando involontariamente la reazione del mio potere; le ombre rinacquero schioccando affamate prima di sfrecciare sul selciato ed arrotolarsi attorno alla caviglia del vampiro. Un cono di ombra scivolò addosso ad Andrea, avvolgendosi attorno al suo collo diafano. Gridando per l'attacco improvviso, il vampiro lasciò andare la presa, permettendomi così di scattare a tutta velocità verso Xavier. Senza neanche fermarmi, afferrai con rabbia la camicia sbrindellata di Adrian scagliandolo lontano con un rapido ed intenso movimento del braccio. I miei cugini si disposero in cerchio attorno a me, tutti pronti a combattere per farmi definitivamente a pezzi.

Ansando pesantemente mi accucciai in posizione difensiva raggruppando attorno a me i miei evanescenti e nuovi servitori. -Lasciate in pace quest'umano!- ringhiai mostrando i canini a tutti i presenti. Ero stanca, lacera, ferita, le forze mi stavano abbandonando lentamente scivolando via assorbite dalle ombre. La battaglia era finita, ed io avevo perso.

-Perché dovremmo? ci ha sfidato.- disse gelido Niall appuntando i suoi occhi da serpente contro al ragazzo, un bagno di sangue pieno di lividi e escoriazioni. -Me ne prendo piena responsabilità. Cugini, se lo lascerete vivere io verrò con voi senza combattere, senza opporre alcuna resistenza.- dissi lasciando scorrere gli occhi sui presenti, esilarati dal mio tentativo di salvare quella fragile vita. -Riusciremmo comunque a portarti via, Juliet.- ribadì Andrea facendo spallucce, deciso a contrastarmi fino alla fine. Strinsi i denti con tanta forza da sentirli scricchiolare, dovevo salvare Xavier.

-No Andrea. Avete visto di cosa sono capace. Se devo morire lo farò portando all'inferno con me qualcuno di voi.- ringhiai lasciando scorrere lo sguardo sui presenti nella speranza che accettassero le mie condizioni.

Nicholas era nascosto dietro alla cerchia di potenti vampiri, il visino era contratto in una espressione di odio puro, la sua gola rimbombava di un ringhio infantile mentre i canini da latte scivolavano fuori dalle gengive. -Nicholas..- lo chiamai sentendo il petto farsi più pesante, per quanto quel ragazzino non mi fosse mai andato troppo a genio rimaneva pur sempre mio fratello.

-Non chiamarmi così! Traditrice!- ringhiò facendo un passo indietro mentre i suoi occhi bruciavano come carbone diffondendo nell'iride bagliori color cremisi. -Ti odio! Tutti ti odiano Juliet!- rise ancora quando le lacrima affiorarono ai miei occhi scivolando taglienti come lame giù per le guance. -Nessuno ti ha mai voluto bene.William è solo uno sciocco ma ben presto capirà anche lui.-

-Che grinta il ragazzino. Rivoltarsi così contro il proprio sangue.- ridacchiò Andrea prima di ammirare con un sorriso compiaciuto il mio cuore che andava in pezzi. Un lieve tocco sulla caviglia mi costrinse ad abbassare lo sguardo, la mano di Xavier si era aggrappata alla mia pelle. -Sono tutte bugie.- sussurrò mentre un lampo di affetto gli balenava negli occhi mescolato ad un velo di lacrime di dolore.

Dovevo salvare quel ragazzo. A qualsiasi costo.

-Accettate le mie condizioni?- gridai mentre la mano dell'umano si stringeva con più decisione addosso a me -Non farlo.- rantolò mentre un fiotto di sangue gli usciva dalle labbra andando a macchiare il terreno. -È l'unico modo per salvarti.- sussurrai con una tristezza infinita a lacerarmi le pareti del petto.

-Sia.- annunciò Adrian facendo un passo avanti mentre gli altri ringhiavano indecisi se concedermi quello spruzzo di misericordia. -Giurate.- gridai ancora mentre occhi famelici mi graffiavano, pronti a divorarmi.

Mi chinai in ginocchio accarezzando le ferite di Xavier, speravo solo non fosse troppo tardi.

Quella era la fine. Quello era un addio. -Mi dispiace così tanto Xavier.- sussurrai prima di ricevere il giuramento di tutti i vampiri.

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