Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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30. Tamburi di guerra.

La musica deliziosa non era riuscita a smussare i bordi taglienti dell'ansia e dell'acredine che, chiaramente, vibrava come corrente tra le tre famiglie riunite in quel minuscolo spazio. I camerieri andavano e venivano dalle cucine senza posa, reggendo in bilico sulle mani vassoi carichi delle più squisite leccornie. Tutto ovviamente era a base di sangue, ma grazie ai cuochi mortali, i vampiri erano riusciti a trasformare quel liquido scarlatto in veri e propri capolavori di bontà. I lord e le loro lady osservavano con attenzione i propri pargoli camminare nella stanza alla ricerca di qualcosa di sfizioso in cui affondare i denti. Josh mi aveva dovuto lasciare per salutare assieme ai miei nobili genitori, le famiglie invitate alla festa. Malgrado avesse tradito la fiducia di Jon e Lucy, il vampiro rimaneva uno dei più forti e migliori combattenti di tutto il territorio; i miei genitori non potevano di certo permettersi il lusso di scacciare una guardia così promettente. -Il tuo principe ti ha abbandonata?- chiese in un sorriso Adrian appoggiando una mano sulla mia schiena. Strinsi i denti per sopprimere il fastidio crescente costringendomi a sorridere.

-Così sembra.- commentai alzando le spalle indifferente; non avrei mai lasciato che capisse quanto mi inquietasse non avere Josh al mio fianco. -Oh, che mossa azzardata. Sai piccola, in questa stanza ci sono leoni che ambiscono a facile prede come te. Nessuno di loro desiderano un conflitto e l'unica donna di casa Bloodrose sei tu.- mi disse all'orecchio indirizzando i miei occhi verso i giovani vampiri Nightshadow e il solo primogenito di casa Whitemoon. La mia gola divenne improvvisamente arida come sabbia.

-Non sono in vendita.- ringhiai fulminando con un'occhiata di fuoco il giovane uomo al mio fianco. -Non conosci i meccanismi politici. La tua opinione non verrebbe neanche considerata.- disse per stuzzicarmi malgrado sapessimo benissimo entrambi che mia nonna detestava anche solo il suono della parola: "pace". La donna in questione ora stava intrattenendo un amabile discorso con lord Edwyn e lord Robert, il suo sorriso calcolatore non riusciva però a stregare le menti dei due vampiri. A considerare dalla posizione delle loro spalle e dalle espressioni sui loro volti, erano chiaramente in posizione difensiva.

-Quello non è di certo l'obbiettivo di Lady Bloodrose. Anche perché mi troverei costretto ad amputare le sporche mani di chi oserà anche solo toccarla.- commentò Josh appoggiando le dita sulle mie spalle prima di chinarsi per sfiorarmi le labbra con un bacio. Adrian distolse lo sguardo infastidito, blaterando qualcosa di conciato sulla nostra mancanza di decenza. Sapevo d'aver addosso almeno sei o sette paia di occhi incollati addosso ma ovviamente non me ne fregava nulla. Quando c'era Josh, il mio cervello dimenticava cosa significasse formulare pensieri razionali. -Stanno iniziando a ballare.- disse d'un tratto mio cugino indicando con un cenno del mento il centro della sala. Lucy e Jon si tenevano abbracciati, i loro sorrisi sfavillavano come stelle mentre i loro passi seguivano la musica. -Che le danze abbiano inizio!- gridò mia nonna afferrando la mano di lord Edwyn per trascinarlo assieme a se al centro della stanza. L'uomo, inizialmente stupito, lanciò un occhiata alla moglie che sorridendo fugò ogni suo pensiero negativo.

I genitori di Adrian di offrirono di accompagnare la moglie di lord Robert; Cam Nightshadow guardò sua madre alzarsi ed esibirsi un elegante inchino di fronte al padre di Christopher, poi come se niente fosse, depositò la bambina nelle braccia del primogenito. -Così poche donne con cui ballare.- si lamentò Adrian prima di porgermi la mano. -Posso avere l'onore di questa prima danza, Juliet.?-

Anche solo prima che potessi elaborare la più delicata risposta negativa, le mani di Josh mi cinsero i fianchi mentre, con un adorabile sorriso di sfida mi allontanava dalla mano tesa di mio cugino. Mio fece piroettare su me stessa in uno svolazzo di seta azzurra. -Mi dispiace deluderla, signorino. Ma Juliet è mia.- Mi venne quasi da ridere quando l'espressione fiduciosa di mio cugino si trasformò in un broncio deluso degno dell'oscar. Josh mi trascinò trattenendomi per mano, il suo sorriso spensierato cancellò come un colpo di spugna tutte le mie preoccupazioni. La musica si era intensificata, le note pulsavano accompagnate dal ritmico movimento dei passi sul terreno. -Dimentichiamoci per un attimo di tutta questa baraonda, ti va? Sembrano tutti così tranquilli..- sussurrò intrecciando le dita alle mie con dolcezza. Osservai le coppie danzanti e per un secondo ebbi voglia di credere a quelle parole, forse nostra nonna non voleva davvero scatenare una guerra devastante. -Non so ballare.- obiettai nella speranza che lui non mi costringesse a fare una cosa tanto imbarazzante. Avevo praticato fino alla nausea quelle danze ridicole che andavano unicamente di moda nello sfarzoso Ottocento, ma ciò non significava che io volessi metterle davvero in pratica.

-Ti sei dimenticata le nostre lezioni? Tesoro, così mi offendi.- rise intrecciando le dita alle mie prima di spostare le sue mani sul mio fianco. -Mi vergogno da morire, okay?- miagolai quando lui mi costrinse a muovere i primi passi; la musica mi chiamava e gli insegnamenti, ormai impressi a fuoco nella mia mente, cercavano di prendere il controllo dei miei muscoli. -Questo è solo un lento. I balli ridicoli verranno dopo.- sussurrò lui chinandosi al mio orecchio. Non ci volle molto per convincermi; la voglia di volteggiare assieme al mio vampiro fu più forte pesino dell'impaccio soffocante. Danzammo come una normale coppia di innamorati al loro debutto nella società, il sorriso di Josh era tanto luminoso da togliermi il fiato; la sua stretta spruzzava tanto amore da saturarmi il cuore. Non mi ero mai sentita tanto in pace in vita mia; quello era il mio posto e non avrei permesso a nessuno di portarmelo via. Mia madre e mio padre ci volteggiarono accanto fulminandoci con un'occhiata piena di disprezzo; i miei muscoli ebbero un guizzo di triste desolazione ed in quel momento Josh mi strinse più forte.

-Loro non possono toglierci questo. Tu non dipendi da loro, Juliet. Tantomeno dalla loro approvazione.- disse Josh stringendo con tanta veemenza la mia vita che i nostri ventri entrarono in contatto. -Però la loro ombra incomberà sempre su di me. Non laverò mai via le tracce della loro persecuzione.- sussurrai appoggiando il capo contro alla clavicola del vampiro. Josh sospirò tra i miei capelli arricciando appena le labbra in un sorriso malinconico. -Ti prometto che invece ci riusciremo: insieme.-

La musica si interruppe di colpo stupendo tutti i ballerini radunati nella grande stanza quadrata. Io e Josh quasi inciampammo nei piedi di un altro paio di vampiri che, angosciati, sollevarono di scatto i capi verso mia nonna. La donna aveva difatti nuovamente guadagnato il trono, sedendovisi con l'eleganza degna di una regina. I suoi capelli di fuoco guizzavano sotto alla luce soffusa delle torce. Tutti i suoi servi, appoggiando i vassoi si rivolsero al trono. Poi come se fossero un solo ed unico uomo, crollarono in ginocchio portandosi un pugno chiuso al petto, li dove giaceva il loro cuore. I nostri genitori si ritirarono in un angolo esibendosi allo stesso modo in inchini sottomessi; mia madre raggiunse la madre appoggiandole trionfante una mano sottile sulla spalla.

Josh mi strinse forte a sé quando gli occhi delle donne studiarono il mio viso, quasi fosse una bellissima e lucida pietra dai riflessi preziosi. -Signori miei, mi dispiace interrompere il party così all'improvviso. Prima di continuare con la nostra musica deliziosa vorrei innanzi tutto chiedervi un piccolo, insignificante favore.- la voce della donna vibrò di orgoglio mentre i vampiri delle differenti Case tornavano a raggrupparsi in posizione difensiva. Cercai febbrilmente i miei cugini, ritrovandoli attoniti e scioccati come me in giro per la stanza da ballo.

Anche loro erano all'oscuro della situazione.

-Avresti la cortesia di spiegarci cosa stai combinando, onorevole lady Bloodrose?- abbaiò Lord Robert stringendosi al fianco la moglie ed i figli. Gli uomini fedeli a mia nonna si strinsero attorno al trono mentre le donne si ponevano ai loro fianchi scostandosi i capelli dal viso. -Sicuramente mio onorevole Lord. Questo mio invito non è fine a se stesso come avrete ben immaginato.-

Le sottili speranze di un avvenire pacifico si sbriciolarono come ghiaccio al sole. Lord Edwyn sibilò come un serpente -Spiegati, donna.-. Lucy batte le mani richiamando i nobili alla calma e al rispetto ma sua madre la tranquillizzò con un gesto disinteressato della mano. -Con piacere. Voglio che le grandi Case Whitemoon e Nightshadow promettano fedeltà eterna ai Bloodrose.- la donna fece una pausa ad effetto ammirando con trionfo i ritratti di disgusto e shock alternarsi sui visi tesi dei presenti.  -Giurate sul vostro sangue che per tutti i secoli a venire, le vostre famiglie presteranno servizio leale nei confronti della nostra Casa superiore.- Lord Edwyn fu il primo a riprendersi dalla sorpresa; fece un passo avanti sferzando l'aria con una mano chiusa a pugno. -Questi sono solo i vaneggiamenti di una donna folle!- sbraitò mentre tanti sguardi famelici gli si appuntavano addosso, taglienti come punte di lama. 

-Eppure non è il potere smisurato che tutti desideriamo, Lord Edwyn? Sono più o meno sicura del fatto che il tuo cuore brami il trono vampirico quanto il mio.- insinuò lady Bloodrose sollevando il capo in cenno di sfida. Il reggente della famiglia Nightshadow ghignò colto in fallo ma la sua risposta non tardò ad arrivare, fin troppo azzardata per una situazione tanto delicata. -Malgrado io desideri più potere, non sono tanto avido e sciocco da dimostrarlo così palesemente, mia cara.-. Quella fu probabilmente l'ultima goccia che fece traboccare il piccolo vaso contenente la pazienza di mia nonna. Nel giro di un battito di ciglia, due suoi scagnozzi gli furono addosso; afferrando le braccia forti dell'uomo, lo sbatterono senza troppi riguardi contro al terreno di granito. Sua moglie gridò mentre le sue guardie scattavano avanti, ringhiando inferocite per l'affronto subito dal loro signore.

-Mio caro lord, lasci che ti spieghi una cosa.- disse la donna alzandosi in un fruscio di veli di tessuto pregiato; scese i gradini con lentezza esasperante per poi catturare tra le dita il mento affilato del vampiro inginocchiato a terra. -Non è che io vi stia lasciando una possibile via di fuga; o accettate di seguirmi per il resto dei vostri futili giorni o in questa stanza perirete assieme ai vostri adorabili pargoli.- la voce suadente grondava di un veleno tanto potente da poter fronteggiare quello dei più letale del serpenti. 

-Per aiutarvi in questa scelta però, vi mostrerò la potenza della nostra progenie.- dichiarò mia nonna appoggiando una mano sul braccio della figlia. Lucy mi guardò chiamandomi con la sua solita, gelida voce austera. -Vieni qui, Juliet.-. Il mio sangue si fece denso come melassa mentre gli occhi di tutti si rivolgevano timorosamente verso di me. Mi morsi le labbra senza però muovermi di un solo passo. Jon piombò alle nostre spalle con la stessa velocità del pensiero; le sue dita si chiusero sul collo di Josh mentre il filo affilato di un pugnale correva ad incidere la pelle della sua gola.

-PADRE!- urlai terrorizzata cercando di allontanarlo dall'uomo che digrignando i denti aveva afferrato d'istinto i polsi del suo signore. Jon mi fulminò con un'occhiata tanto intesa da farmi tremare le ginocchia. -Ubbidisci o gli taglio la gola.- minacciò premendo ancora di più il pugnale sul punto delicato. Josh deglutì a vuoto rivolgendomi un profondo sguardo di scuse, presi fiato un paio di volte prima di raggiungere le due donne in attesa di fronte al lord vampiro. La mano fastidiosa di mia nonna si appoggiò come un artiglio implacabile sulla mia spalla tremante; le sue unghie mi graffiarono bramose la pelle.

-Tesoro, mostreresti ai nostri ospiti di cosa sei capace?- chiese con finta gentilezza indirizzando le sue fredde iridi verso il vampiro che fino a un paio di giorni fa era suo prigioniero. Chiusi gli occhi attingendo al potere che palpitava nel mio cuore, la stanchezza mi appesantì i muscoli ma, malgrado ciò, non mi fermai. Le tenebre sibilarono e schioccarono sollevandosi attorno al mio corpo in cupe nuvole dai riflessi color onice; le spire di due squamosi serpenti avvolsero il mio collo prima di sollevare i capi e mostrare i denti. Nella sala scese un silenzio tombale, ogni singolo vampiro osservava come stregato i movimenti ondeggianti dei due rettili d'ombra; questi scivolarono a terra avvolgendosi attorno alle mie gambe come macabri tatuaggi viventi. -Quello.. è il potere della Notte.- ansimò Lord Robert facendo un involontario passo indietro. La lady mia nonna sorrise affondando le unghie nella mia spalla, Josh gemette di dolore ed i miei serpenti mutarono in due possenti pantere dai manti folti e lucidi come il catrame. Il loro ringhio rombò nella stanza minaccioso come il fragore di un tuono.

-Dunque, Lord Edwyn, Lord Robert; Vivere o Morire?- decretò la donna accarezzandomi la nuca in una lenta, voluttuosa promessa di distruzione e potere.

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