Il bacio della notte

Mi chiamo Juliet, sono una ragazza adolescente che quest'anno compirà finalmente i suoi diciotto anni..
C'è solo un piccolo particolare da aggiungere; sono una vampira. L'unica discente femmina in secoli e secoli di discendenti maschi. La mia famiglia difatti apparteneva ad una delle più vecchie ed importanti casate nobiliari vampire esistenti sulla terra dagli albori del tempo. Per i miei genitori non è facile trattare con una ragazza complicata come me, soprattutto adesso che ho scelto di frequentare il mondo mortale tanto odiato da mio padre e mia madre.
Non avrei mai immaginato che scegliendo questa strada, la mia vita sarebbe stata sconvolta.

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27. resta con me solo per oggi.

Non so per quanto dormii, il buio era così fitto che stentavo a respirare; ma malgrado ciò, non avevo alcuna paura. La notte mi aveva generato come sua figlia e se aveva deciso di porre fine alla mia vita, forse era meglio così. Di una voce a ridestarmi da quel semi stato di shock indotto, un timbro così familiare che avrei riconosciuto tra mille. -Juliet, piccola Juliet...- sussurrò vicino al mio orecchio, rotta dal dispiacere più intimo e profondo, il fiato caldo dell'uomo che era chinato su di me mi riscaldava le guance esangui in un febbrile rincorrersi di contenuti singhiozzi. Fu in quel momento che decisi di riaprire gli occhi, per quanto fosse dolorosa la situazione, non potevo abbandonare Josh per nessuna ragione al mondo. Lo chiamai con voce sottile mentre i miei occhi tornavano ad abituarsi alla luce solare che inondava la stanza, colorandola di tante tinte arancioni e gialle come zafferano.

-Juliet.. Piccola mia.- sussurrò colpito quando vide l'abbozzo di un sorriso storto disegnarsi sulle mie labbra spaccate dall'eccessiva fatica. -Quanto ho dormito?- chiesi cercando di tirarmi lentamente su a sedere, i muscoli protestarono tutti insieme elargendo nelle mie membra un diffuso fastidio. Josh intervenne prontamente circondando con un braccio le mie spalle, agevolando così la mia lenta risalita. -Un paio di giorni.- sussurrò scostandomi dalla fronte una lunga, madida ciocca di capelli. -Mi sono fatta una bella dormita.- cercai di sdrammatizzare malgrado i confini del mondo che mi circondavano ondeggiassero come impazziti.

-Il tuo corpo era a pezzi.- commentò cupamente l'uomo prima di tirarmi a sé e stringermi tanto intensamente come mai aveva fatto prima nel corso dei lunghi anni che avevamo passato insieme. -Juliet.- sussurrò a bassa voce gustandosi il sapore del mio nome tra le labbra mentre anche le mie mani correvano ad aggrapparsi alla sua schiena come nei miei sogni avevo sempre agognato di fare. -Sei finalmente tornata.- mormorò il vampiro affondando il naso nei miei capelli intrecciati respirando l'aroma della mia pelle. La violenta emozione derivata dalla sua vicinanza cancellò per un istante tutti i pensieri che non riguardassero strettamente l'uomo che era inginocchiato di fronte a me. In quella stanza, baciati da quel caleidoscopio di sfumature arancioni, gialle e rosse, c'eravamo solo io e lui strettamente uniti in un abbraccio al sapore di disperazione. Non mi ero mai accorta dell'attrazione che mi legava al mio silenzioso tutore, eppure adesso la sentivo pulsare nelle mie vene intensa come ferro fuso.

-Ti sono mancata?- sussurrai desiderosa di sentirlo sempre più vicino. Lui mi strinse ancora più forte tanto che i nostri corpi aderirono perfettamente, come le tessere di un puzzle che solo dopo tanto tempo si erano finalmente ritrovate. -Come l'aria che respiro.- sussurrò premendo quelle labbra perfette contro alla mia tempia. Le sue mani, strette convulsamente attorno al mio corpo tremavano impercettibilmente a rivelare la forza devastante delle emozioni che ci scorrevano sulla pelle. -Sei stato ingiusto a rivelarti solo in quel momento..- farfugliai suscitando la sua calda risata.

-Non mi hai lasciato scelta. La tua indifferenza nei miei confronti mi ha sempre portato a pensare che non provassi nulla per me. Mi ero messo il cuore in pace da tempo.. Eppure l'idea di vederti andar via mi completamente dato alla testa.- disse con una smorfia quando le istantanee del nostro primo bacio salato rimbalzavano nel suo cervello. -Non sono brava in queste cose.- cercai di difendermi abbassando colpevolmente gli occhi. Josh però mi prese le guance tra le mani sollevandomi delicatamente il viso, di modo che i nostri sguardi potessero fondersi l'uno nell'altro. -Ciò che conta è che ora siamo insieme.- disse con dolcezza prima di chinarsi su di me con lentezza, assaporando l'intimità di quel momento stupendo di riconciliazione; il mio respiro si spezzò quando il fiato dell'uomo carezzò le mie labbra bramose di lui. Eppure, un secondo prima che lui potesse terminare quel lento percorso, un lieve ticchettio alla porta miseramente distrusse l'atmosfera del momento. Balzai indietro imbarazzata mentre Josh, scoprendo minacciosamente i denti volgeva il capo verso la porta, desideroso di staccare il collo a chiunque avesse avuto la prontezza di frantumare quel momento magico.

-Lady Juliet, sua nonna mi ha ordinato di aiutarla a fare il bagno.- rispose la voce suadente di una vampira donna fuori dalle ante chiuse della stanza. Esasperata strabuzzai gli occhi mentre l'uomo al mio fianco massaggiava incredulo le tempie coperte dai capelli appiccicati. -Non ho bisogno di qualcuno per lavarmi. Sei congedata.- risposi bruscamente sperando di non mettere nei guai quella ragazza opponendomi così deliberatamente al volere della lady mia nonna. -Mi trovo a dover insistere..- sussurrò timorosamente prima che spalancassi la porta per trovarmi di fronte ad una ragazzina pallida e magra come un chiodo; era persino più bassa si me ed i capelli scuri erano legati in due codini ai lati del capo. -Di a mia nonna che fino a domani non desidero ricevere la visita di nessuno. Ah, fammi però portare cibo in abbondanza, sono affamata.- ringhiai minacciosamente leccandomi le labbra disidratate. La ragazzina filò via anche prima che io potessi assicurarmi che avesse compreso ogni mio singolo ordine.

-Non ti credevo così autoritaria.- rise Josh sollevandosi dal letto con la fluida eleganza vampirica. Chiusi la porta girando la chiave nella toppa raffinata abbassando il capo rassegnata all'idea che piano piano avrei perso ogni briciolo di privacy. -Sei davvero intenzionata a seguire tua nonna?- chiese lui fermandosi a qualche passo dalle mie spalle schiacciate dal peso degli ultimi avvenimenti. -Oggi non voglio pensarci.- dissi d'un fiato girandomi tanto velocemente che i miei capelli si mossero in modo disordinato, premetti l'indice sulle sue labbra socchiuse cogliendolo di sorpresa. -Ti prego, Josh. Ho bisogno di riposare almeno oggi. domani tornerò a combattere, ma oggi.. Resta con me..- sussurrai cingendo con le braccia la sua vita sottile, premendo il viso contro al suo petto coperto da una soffice maglietta di semplice lino. L'uomo, apparentemente commosso da quella mia manifestazione di fragilità, si abbandonò tra le mie braccia rilassando i muscoli. Le sue mani accarezzarono con dolcezza i miei fianchi scivolando sotto alla maglietta per entrare direttamente in contatto con la pelle morbida.

-Va a fare un bagno.- mi disse all'orecchio prima di staccarsi lentamente da me, come se gli costasse fatica. Lo trattenni ma lui irremovibile, districò la presa solida delle mie dita affusolate portandole accanto ai miei fianchi. -Vai.-

-Stai insinuando che puzzo?- scoppiai a ridere dandogli di dargli le spalle, poi mi avvicinai alla porta socchiusa del bagno. Prima di sparire nel suo ventre però, decisi di giocare un po con il vampiro che ancora mi osservava. Afferrai i lembi della maglietta e con lentezza studiata la sollevai oltre alle spalle gettandola ai suoi piedi con un sorriso divertito. -Juliet.. Smettila di tentarmi, sono pur sempre un uomo.- la sua voce si era fatta roca mentre chinandosi per raccogliere l'indumento osservava la mia pelle pallida, una luce bramosa ad accendergli le iridi. -Non eri un bravo ragazzo un tempo?- chiesi da sopra alla spalla mentre mi appoggiavo allo stipite. Josh rise brevemente stringendo tra le mani il tessuto rovinato. -Sono il peggiore.- ghignò minacciosamente prima di ondeggiare distrattamente la mano quasi a scacciare i pensieri che gli si erano involontariamente creati in mente -Ora sparisci, piccolo diavolo tentatore.- mormorò facendo schioccare la lingua.

Soddisfatta sparii nel lussuosissimo bagno intarsiato d'oro compreso nell'ariosa camera in cui mia nonna mi aveva così gentilmente confinato. Il dolore ai muscoli stremati era ancora noiosamente presente anche se grazie alla presenza di Josh ero riuscita a dimenticarlo per un breve momento. Riempii la vasca da bagno con l'acqua bollente sperando che un bagno purificatore avrebbe aiutato il mio povero corpo a dimenticare quei giorni stressanti di battaglie continue e fughe precipitose. Quando la vasca fu pronta abbandonai anche i pantaloni stracciati affondando con un gemito di piacere nell'acqua saponata. L'odore delizioso delle fragole si diffuse tra le volute di vapore denso che già oscurava i grandi specchi affusolati appesi alle pareti argentee. I miei pensieri volarono lontano mentre la sporcizia si dissolveva sulla superficie dell'acqua; come stava Xavier? Era ancora vivo? E Shon?? Che fine aveva fatto il gentile cacciatore di vampiri che aveva subito la violenza dell'attacco di Adrian? Se fossero entrambi morti?

Sprofondai nella vasca lasciando che le sue fauci mi si chiudessero attorno. Non avrei sopportato l'idea di avere sulla coscienza le due giovani vite innocenti dei ragazzi che avevano osato tentare d'essere miei amici. Se fossero davvero morti, come avrei potuto continuare ad andare avanti con una macchia tale ad imbrattarmi la coscienza? Quando riemersi, la violenza del movimento generò una minuscola onda che finì per rovesciare sul pavimento un lago di sapone spumoso. -Merda!- imprecai uscendo di corsa nella speranza di trovare uno straccio per arginare il casino che avevo appena combinato.

-Che succede li dentro?- chiese ridendo Josh mentre sbuffando come una locomotiva, tamponavo con ciò che restava dei miei pantaloni la piccola cresta di spuma rosea. -Ho fatto un disastro!- mi lagnai accucciandomi di fronte alla pozza che ora sembrava ancora più larga a causa dello sgocciolare costante del mio corpo zuppo. -Posso entrare?- chiese ridendo l'uomo picchettando con le unghie contro al legno laccato di bianco. Una violenta ondata di imbarazzo impastò la mia bocca mentre freneticamente mi gettavo alla ricerca di un asciugamano nel quale avvolgermi. -Resta dove sei!- berciai trovandoli ordinatamente impilati nell'armadio assediato dall'onda anomala che aveva ricoperto il pavimento.

-Non ho sentito bene! Hai detto che posso entrare?-. Le mie mani afferrarono velocemente un asciugamano dalla pila e strattonandolo, provocai la caduta di tutti quelli che sarebbero dovuto servire per i prossimi giorni. I teli chiari si inzupparono di acqua sotto ai miei occhi scioccati mentre il rumore della maniglia si abbassava cigolando appena. -Entra e sei un vampiro morto!- gridai stridula avvolgendomi di corsa in quel fazzoletti di vaporosa seta; con la mia fortuna avevo preso uno dei più piccoli presenti sulla pila.

-Trovami qualcosa da mettere ti prego.- gli ordinai premendo una mano contro alla fronte zuppa di acqua. -I vestiti da bambolina dell'Ottocento ti aggradano?- chiese nell'aprire in uno scricchiolio sommesso l'armadio della stanza, incassato accanto al letto. -Prestami una delle tue camice.- pregai esasperata dalla mania di mia nonna di riempire gli armadi di vestiti post arcaici. Josh aprii appena la porta per passarmi l'indumento ma nel farlo vide non solo me ma anche il disastro che avevo appena combinato con l'acqua e il sapone nella vasca. -È passato un uragano qui dentro?- chiese sollevando le labbra mentre lo spettacolo perdeva interesse di fronte ai suoi occhi. Questi difatti carezzarono le goccioline che si rincorrevano sulla mia pelle appena arrossata, si soffermarono sul piccolo asciugamano che mi inglobava e serrando gli occhi chiuse la porta con tanta veemenza che questa emise un gemito scricchiolante. -Hai davvero l'intenzione di tentarmi oggi?- grugni oltre la porta mentre terminavo di asciugarmi lasciando che il tessuto mi scivolasse addosso.

-Veramente sei tu che hai insistito per entrare.- borbottai scocciata strizzando i capelli in un asciugamano prima di gettare anche quello in mezzo al disastro generale. Non appena spalancai la porta, le braccia di Josh mi catturarono sollevandomi di peso in un abbraccio quasi soffocante. -I vampiri non sono rinomati per la loro pazienza lo sai?- disse in un ringhio strozzato vicino al mio orecchio; premetti il viso nell'incavo del suo collo affondando le mani nei riccioli che gli avvolgevano il capo. -Sei sempre stato sin troppo paziente.-

-Tutti arrivano al punto di rottura prima o poi.- disse con una risatina mentre lui si sedeva sul divano elegante della sala catturando tra le mani il mio viso umido. -Ed io sono arrivato al mio.- disse mentre chinando il viso in avanti, le sue labbra trovavano le mie. Il mio corpo prese fuoco, mi aggrappai a lui mentre le mani forti dell'uomo scivolavano sulla mia schiena affondando nei capelli ancora bagnati all'altezza della nuca. Quel bacio fu come tornare a respirare dopo un lungo periodo di apnea, il bacio di Josh mi restituì quell'ossigeno che per settimane avevo agognato disperatamente. Le labbra di lui si mossero con deliziosa maestria e passione sulle mie rendendo irregolare la mia respirazione già pericolosamente frammentata. Quando mi staccai da lui per riprendere fiato, Josh baciò con delicatezza la curva del mio mento per poi scendere sulla curva morbida del mio collo, soffermandosi sul sensibile punto in cui una cui una volta le cicatrici dei morsi avevano deturpato l'uniformità della pelle.

-Sei mia, finalmente.- ansimò con un sorriso follemente gioioso mentre tornava a premere le sue labbra sulle mie, gonfie ed arrossate per l'intensità di quella nuova sensazione che Josh mi stava riversando addosso. Il mio cuore batteva come impazzito nel mio petto, mi spostai appena nelle sue braccia per ritrovarmi faccia a faccia con lui ed assorbire in modo ancora più intenso la scarica di elettricità che mi accendeva il corpo. -Ti amo, Juliet. Ti amo con tutto me stesso.- sussurrò tra i miei capelli mentre le mie dita si aggrappavano alla sua maglietta strappandola appena. La violenza della gioia che mi rombava nel sangue mi diede alla testa, mi sentivo come ubriaca eppure ero completamente conscia di ogni più piccolo dettaglio che mi circondava; sentivo ogni singolo battito cardiaco dell'uomo, i suoi respiri veloci, il profumo della sua pelle.

-Ti amo.- mi ritrovai a dire con un sorriso tanto ampio da farmi male; gli occhi del vampiro si illuminarono di una gioia irrefrenabile mentre le sue mani accarezzavano i centimetri scoperto della mia pelle. -Non sai quanto ho desiderato sentire queste parole. Mi hai fatto il regalo più bello della mia vita, piccola.- sussurrò Josh prima di stendermi sul divano e baciarmi ancora ed ancora finché i confini del mondo non scomparvero del tutto, lasciandoci soli in quella intima bolla profumata di felicità. Per la prima volta nella mia breve esistenza mi sentii finalmente completa, a casa.

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